Boncompagni (famiglia)

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Boncompagni
Boncompagni.PNG
Di rosso, al drago d'oro spiegato, reciso e sanguinante
StatoBoncompagni.PNG Ducato di Sora
Flag of the Principality of Piombino.svg Principato di Piombino
TitoliCross pattee.png Duca di Sora
(1579[1]1796[2])
Cross pattee.png Principe di Piombino
(1733[3][4]1801[5])
FondatoreRodolfo Boncompagni
Ultimo sovranoAntonio II Boncompagni Ludovisi
Attuale capoNicolò Boncompagni Ludovisi (n. 1941)[6][7]
Data di fondazione1133
Data di deposizione1796 (Sora)[2]
1801 (Piombino)[5]
Etniaitaliana
Rami cadetti
  • Boncompagni-Ludovisi[3][4]
    • Boncompagni-Ludovisi-Ottoboni

I Boncompagni (o Buoncompagni) sono un'antica famiglia della nobiltà italiana che si stabilì a Bologna intorno al XIV secolo, ma che probabilmente era originaria dell'Umbria.

Il cognome è attestato come originario di Roma, presente a Bologna-Napoli e Arezzo-Pistoia:

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Armoriale delle famiglie italiane (Boa-Bop).

e Nel 1572 ottennero il soglio pontificio grazie a Ugo Boncompagni, che, con il nome di Gregorio XIII, venne eletto papa della Chiesa cattolica. Da allora iniziò l'ascesa della famiglia. Infatti, nel 1579, il papa acquistò dai Della Rovere il Ducato di Sora per il figlio Giacomo, la cui discendenza vi regnò come duchi fino al 1796. Successivamente ottennero anche il Principato di Piombino, in seguito al matrimonio di Gregorio I Boncompagni (1642–1707) con Ippolita Ludovisi (1663– 1733), principessa di Piombino ed ultima della sua dinastia. Regnarono su Piombino, come Boncompagni-Ludovisi, fino alla deposizione nel 1801 dell'ultimo principe, Antonio II.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo documento che attesta un titolo nobiliare risale al 1133, quando Rodolfo Boncompagni, discendente di nobili sassoni, fu nominato signore di Assisi dall'imperatore Lotario II.

Agli inizi del XIV secolo i nobili umbri si trasferirono a Bologna, dove ebbero modo di crescere in prestigio economico e politico.

Nel 1572 Ugo Boncompagni, professore di diritto all'Università di Bologna e Cardinale, fu nominato pontefice con il nome di Papa Gregorio XIII. Egli acquistò da Francesco Maria II Della Rovere, il Ducato di Sora per donarlo al figlio Giacomo Boncompagni.

Cardinali[modifica | modifica wikitesto]

Duchi di Sora[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ducato di Sora.
1796 - abolizione del ducato, titolo onorifico
  • Luigi I (1767-1841)
  • Antonio III (1808-1883)
  • Rodolfo (1832-1911)
  • Ugo II di Rodolfo (1856-1935)
  • Francesco (1886-1955)
  • Nicolò Francesco (1941-1964)
  • Francesco Maria (n. 1965)

Principi di Piombino[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Principato di Piombino.

Boncompagni Ludovisi Ottoboni, Duchi di Fiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Piergregorio Boncompagni Ludovisi, sposò Maria Francesca Ottoboni; ex uxor II duca di Fiano, aggiunse il cognome della moglie divenendo Boncompagni Ludovisi Ottoboni
  • Alessandro (1734-1780), III duca di Fiano
  • Marco (1777-1833), IV duca di Fiano
  • Alessandro (1805-1837), V duca di Fiano
  • Marco (1832-1909), VI duca di Fiano
  • Augusto Ruspoli Ottoboni (1880-1912) ex matre VII duca di Fiano, figlio di Costanza (1858-?, figlia di Marco Ottoboni), e di Mario Ruspoli dei principi di Cerveteri; morì senza eredi
  • Cesare Ottoboni (m. 1957) ex matre VIII duca di Fiano, figlio di Luisa (1861-?, figlia di Marco Ottoboni), e del conte Carlo Rasponi Bonanzi; morì senza eredi
  • Francesco Serlupi Crescenzi Ottoboni, IX duca di Fiano
  • Girolamo Serlupi Crescenzi Ottoboni, X duca di Fiano
  • Luigi Serlupi Crescenzi Ottoboni, XI duca di Fiano, nipote del precedente
  • Giuseppe Serlupi Crescenzi Ottoboni, XII duca di Fiano
  • Domenico Serlupi Crescenzi Ottoboni, XIII duca di Fiano

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il papa Gregorio XIII acquista dai Della Rovere il Ducato di Sora, per donarlo al figlio Giacomo.
  2. ^ a b Il 14 luglio 1796 il re Ferdinando IV di Napoli dichiarava soppresso il Ducato di Sora, incorporandolo definitivamente nel Regno di Napoli e annettendolo alla provincia di Terra di Lavoro.
  3. ^ a b Con il matrimonio di Ippolita, ultima dei Ludovisi, con Gregorio Boncompagni nel 1681, tutti i beni e i titoli appartenenti alla casata passarono ai Boncompagni che da allora unirono il proprio cognome con quello dell'estinta casata, andando a fondare i Boncompagni-Ludovisi.
  4. ^ a b Gregorio I Boncompagni (1642–1707) e Ippolita Ludovisi (1663– 1733), principessa di Piombino ed ultima della sua dinastia, si unirono in matrimonio nel 1681, facendo confluire in questo modo i titoli e i territori dei Ludovisi in casa Boncompagni. Successivamente, la prima delle loro cinque figlie, la principessa Maria Eleonora, per consolidare il potere dinastico dei Boncompagni, nel 1702 sposò il fratello del padre, Antonio Boncompagni. Da allora la famiglia assunse definitivamente il doppio cognome, che conserva tuttora.
  5. ^ a b Dopo la battaglia di Marengo (1800), le truppe napoleoniche annetterono Piombino alla Francia, deponendo il principe Antonio II (che già nel 1796 aveva perso il Ducato di Sora). Successivamente, per volere di Napoleone, nel 1805 venne creato il Principato di Lucca e Piombino ed assegnato alla sorella Elisa Bonaparte e al di lei marito, Felice Baciocchi.
  6. ^ Boncompagni-Ludovisi
  7. ^ Prince Nicolò Boncompagni Ludovisi - Family History

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Alonzi, Famiglia, patrimonio e finanze nobiliari. I Boncompagni (secoli XVI-XVIII), Lacaita, Manduria-Bari-Roma 2003.
  • F. Cancani Montani, I Boncompagni duchi di Sora. Serie cronologica desunta dai documenti e notizie esistenti nell'Archivio della famiglia Boncompagni Ludovisi, Forzani, Roma 1908.
  • C. Somasca, I Boncompagni e Boncompagni Ludovisi dal MDLVIII al MDMXXXV, a cura di F. Cancani Montani, Sansaini, Roma 1955.
  • Emilio Re, «BONCOMPAGNI e BONCOMPAGNI-LUDOVISI». In: Enciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti, Vol. VII (Bil-Bub), Roma: Istituto Giovanni Treccani, 1930

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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