Antonio I Boncompagni

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Antonio I Boncompagni, VI duca di Sora
Antonio I boncompagni.jpg
Antonio I Boncompagni in un ritratto d'epoca
Duca di Sora
Stemma
In carica 1707 –
1731
Predecessore Gregorio Boncompagni, V duca di Sora
Successore Gaetano I Boncompagni Ludovisi, VII duca di Sora
Trattamento Don
Nascita Isola del Liri, 10 aprile 1658
Morte Isola del Liri, 28 gennaio 1731
Luogo di sepoltura Basilica di Santa Maria del Popolo (Roma)
Dinastia Boncompagni di Sora
Padre Ugo I Boncompagni, IV duca di Sora
Madre Maria Ruffo
Consorte Maria Eleonora Boncompagni Ludovisi
Religione Cattolicesimo

Antonio I Boncompagni, VI duca di Sora, detto anche Antonio I Boncompagni o impropriamente Antonio I Boncompagni Ludovisi (Isola del Liri, 10 aprile 1658Isola del Liri, 28 gennaio 1731), è stato un nobile italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Ugo Boncompagni, IV duca di Sora, e di sua moglie Maria Ruffo dei duchi di Bagnara, Antonio I nacque ad Isola del Liri, nel Ducato di Sora, il 10 aprile 1658. La sua posizione di ultimogenito assieme al fratello gemello Filippo (morto di vaiolo nel 1679), lo escluse dalla carriera ecclesiastica che già era stata intrapresa da suo fratello maggiore Giacomo Boncompagni, futuro cardinale. Egli trascorse dunque i primi anni della sua vita all'ombra del resto della famiglia, godendo solo il 20 dicembre 1690 di una pensione annua di 100 ducati d'oro concessagli da papa Alessandro VIII sopra il beneficio della chiesa di Sant'Alberto del Piano di Bologna, di collazione della sua famiglia (probabilmente per ispirarlo ad intraprendere la carriera clericale).

La congiura del principe di Macchia[modifica | modifica wikitesto]

La sua figura salì improvvisamente e precipitosamente agli onori delle cronache dell'epoca grazie ad un episodio che lo vide protagonista: dopo il tentativo fallito del principe di Macchia di scatenare una insurrezione nel Regno di Napoli contro gli spagnoli per consegnarlo nelle mani degli austriaci e la carcerazione di tutti i congiurati ad opera del duca di Medinaceli, uno di costoro, Giambattista di Capua, principe Della Riccia, tentando di raggiungere Roma per porsi in salvo nello Stato della Chiesa, era incappato nei feudi della famiglia Boncompagni con i quali era inoltre imparentato, riuscendo a trovare rifugio per una notte all'interno di una chiesetta nei pressi di Isola del Liri. Antonio, filo-spagnolo convinto come suo padre, non appena seppe di questa notizia, si recò sul posto e diede ordine immediato di arrestare il principe, malgrado il legame di sangue che li univa. Tra le proteste del principe, venne consegnato al marchese Marco Garofalo, vicario della provincia, il quale a sua volta lo inviò a Napoli dove venne imprigionato con gli altri a Castel dell'Ovo. L'episodio all'epoca fece notevole scalpore, attirandogli le ire dei filo-austriaci ed il plauso dei filo-spagnoli, ma sicuramente gli portò anche il biasimo del pontefice il quale si era indignato fortemente per la violazione del sacro diritto d'asilo, perlopiù perché il principe era stato costretto con le armi ad uscire dalla chiesa, luogo sacro dove l'aveva invocato, e per questo minacciò Antonio di una solenne scomunica.

La vicenda di Antonio e del principe Della Riccia giunse sino alle orecchie di Filippo V di Spagna che, intenzionato a sfruttare questo episodio per propria propaganda, decise di premiare pubblicamente il Boncompagni creandolo Gran Siniscalco del Regno di Napoli e nel 1702 lo insignì dell'Ordine del Toson d'oro. Nel 1707 lo nominò anche comandante di una compagnia di cavalieri.

Un matrimonio d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Gregorio Boncompagni, V duca di Sora, fratello maggiore e poi suocero di Antonio

Anche sul piano familiare, nel frattempo, la situazione di Antonio andava crescendo sotto ottimi auspici. Suo fratello Gregorio, nel 1682, aveva sposato Ippolita, figlia ed erede di Niccolò I Ludovisi, principe di Piombino e dell'Isola d'Elba, e pertanto tali diritti erano destinati a passare alla famiglia Boncompagni, anche grazie all'appoggio di Filippo V di Spagna che nel 1701 aveva riconfermato tali privilegi di successione alla famiglia bolognese. Gregorio, ad ogni modo, aveva una sola figlia femmina Maria Eleonora, la quale si trovò così ad essere erede del principato. Gregorio pensò quindi di dare in sposa sua figlia a suo fratello, garantendo così una possibile successione al principato sempre nelle mani dei Boncompagni, ottenendo per questo progetto anche l'approvazione di Filippo V oltre alla dispensa papale per la stretta parentela (sia per le pressioni del re di Spagna sia perché i Boncompagni versarono alla Camera Apostolica la somma di 10.000 scudi). Pertanto Antonio e Maria Eleonora si sposarono il 29 marzo 1702.

Alla morte del fratello Gregorio, il 10 febbraio 1707, Antonio ne ereditò il titolo di duca di Sora.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel frattempo, però, gli austriaci ottennero il governo del Regno di Napoli e dopo la sua esposizione nei confronti della Spagna questo minacciava le sue fortune. La prima reazione di Antonio fu quella di ritirarsi a Roma in segno di ostilità nei confronti del nuovo governo, ma successivamente pensò che sottomettendosi agli austriaci avrebbe potuto facilmente conservare i propri beni ed i propri feudi e pertanto il 31 agosto 1707 prestò solenne omaggio all'imperatore Giuseppe I. Per quanto tale gesto potesse sembrare forte da parte di un fervido sostenitore degli spagnoli, Antonio fece di tutto per sottolineare la sua "costrizione" a tale cambio di bandiera non prendendo parte attiva né alla vita sociale né di corte né politica del regno.

Tornato da Roma, Antonio I decise di vivere il resto nella sua vita nel suo feudo di Sora, nella provincia di terra di Lavoro, lavorando alacremente per l'implementazione dell'industria di lavorazione delle fibre e di tessitura locali, in particolare a Isola del Liri e ad Arpino, instaurando ampie rotte commerciali con lo Stato Pontificio.

Morì ad Isola del Liri il 28 gennaio 1731, lasciando erede dei suoi titoli e delle sue ricchezze il figlio primogenito Gaetano, il quale come la madre aggiunse il cognome Ludovisi a quello proprio di Boncompagni e godette in successione della stessa anche del titolo di principe di Piombino.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Granito di Belmonte, Storia della congiura del principe di Macchia, Napoli 1861, I, pp. 83, 161 s., 246

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (spagnolo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (spagnolo)
— Madrid, 1702

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Antonio I Boncompagni Ludovisi, VI duca di Sora Padre:
Ugo Boncompagni, IV duca di Sora
Nonno paterno:
Gregorio Boncompagni, II duca di Sora
Bisnonno paterno:
Giacomo Boncompagni, I duca di Sora
Trisnonno paterno:
Gregorio XIII
Trisnonna paterna:
Maddalena Fulchini
Bisnonna paterna:
Costanza Sforza
Trisnonno paterno:
Sforza Sforza, X conte di Santa Fiora
Trisnonna paterna:
Luigia Pallavicino
Nonna paterna:
Eleonora Zapata
Bisnonno paterno:
Juan Bautista Zapata y Cisneros
Trisnonno paterno:
Francisco Zapata y Cisneros, I conte di Barajas
Trisnonna paterna:
Maria Clara de Mendoza
Bisnonna paterna:
Caterina Brancia
Trisnonno paterno:
Ottavio Brancia, signore di Castelpagano
Trisnonna paterna:
Giulia Carafa
Madre:
Maria Ruffo
Nonno materno:
Francesco Ruffo, II duca di Bagnara
Bisnonno materno:
Carlo I Ruffo, I duca di Bagnara
Trisnonno materno:
Gian Giacomo Ruffo
Trisnonna materna:
Ippolita Spinelli
Bisnonna materna:
Antonia Spadafora
Trisnonno materno:
Federico Spadafora, barone del Biscotto
Trisnonna materna:
Giulia Alliata
Nonna materna:
Guiomara Ruffo
Bisnonno materno:
Vincenzo Ruffo, signore di Santa Severina
Trisnonno materno:
Marcello Ruffo
Trisnonna materna:
Juana de Benavides
Bisnonna materna:
Maria Ruffo, II principessa di Scilla
Trisnonno materno:
Francesco Ruffo, I. principe di Scilla
Trisnonna materna:
Francesco Ruffo, I. principe di Scilla
Predecessore Duca di Sora Successore Boncompagni.PNG
Gregorio Boncompagni, V duca di Sora 17071731 Gaetano I Boncompagni Ludovisi, VII duca di Sora
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