Alprazolam

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Alprazolam
Alprazolam.svg
Nome IUPAC
8-cloro-1-metil-6-fenil-4H-[1,2,4]triazolo[4,3-a][1,4]benzodiazepine
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C17H13Cl1N4
Massa molecolare (u) 308,765
Numero CAS 28981-97-7
Codice ATC N05BA12
PubChem 2118
DrugBank DB00404
SMILES Cc1nnc2CN=C(c3ccccc3)c4cc(Cl)ccc4n12
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità 80-90%
Metabolismo Epatico
Emivita 12-15 ore
Escrezione Renale
Indicazioni di sicurezza

L'alprazolam è un ansiolitico appartenente alla famiglia delle benzodiazepine, più precisamente una triazolo–benzodiazepina,[1][2] a breve durata d'azione ma estremamente potente, che viene usato contro gli attacchi di panico e diversi disturbi da ansia. In Italia il farmaco è venduto dalla società Pfizer con il nome commerciale di Xanax nella forma farmaceutica di compresse da 0.25, 0.50 e 1 mg, oltre che come gocce orali in soluzione contenente 0,75 mg/ml. È commercializzato anche da altre case farmaceutiche (altri nomi commerciali: Xanax, Frontal, Valeans, Mialin) anche come farmaco equivalente. La molecola venne scoperta nei centri di ricerca Upjohn e successivamente fu acquisita dalla Pfizer.

Farmacodinamica[modifica | modifica wikitesto]

Il composto è in grado di legarsi a livello del sistema nervoso centrale, specificamente al sito recettoriale GABAA, proprio delle benzodiazepine, potenziando l’attività dell'acido gamma-amminobutirrico (GABA), un neurotrasmettitore con una tipica azione di tipo inibitorio, causando pertanto una riduzione dell’eccitazione neuronale. Il recettore GABAA è composto da 5 subunità (anche se probabilmente ne sono possibili almeno 19), e recettori GABAA costituiti di diverse combinazioni di subunità, hanno proprietà diverse, differenti localizzazioni all'interno del cervello e, soprattutto, diverse attività in relazione alle benzodiazepine. Le benzodiazepine, in particolare alprazolam, provocano una marcata soppressione dell'asse ipotalamo-surrene. Le proprietà terapeutiche di alprazolam sono simili a quelle di altre benzodiazepine e comprendono attività ansiolitica, ipnotica,[3] anticonvulsivante, miorilassantere, sedativa e amnesica. [4]

Si è dimostrato che con la somministrazione di alprazolam si verifica un incremento delle concentrazioni di dopamina a livello del corpo striato.[5]

Farmacocinetica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo somministrazione per via orale alprazolam viene assorbito rapidamente dal tratto gastroenterico. La concentrazione plasmatica di picco (Cmax) viene raggiunta entro 1-2 ore dopo l'assunzione. I livelli plasmatici che vengono raggiunti sono proporzionali alle dosi somministrate. L'emivita media del composto, rilevata in volontari adulti sani, è pari a 11,2 ore (con un intervallo compreso tra poco più di 6 e 26,9 ore). Studi eseguiti in vitro hanno mostrato che l'alprazolam è legato per circa l'80% alle proteine plasmatiche umane, e in gran parte alla albumina sierica. Alprazolam è ampiamente metabolizzato nell'organismo umano, in particolare grazie al citocromo P450 3A4 (CYP3A4).[6] I principali metaboliti sono il 4-idrossialprazolam e l'α-idrossialprazolam (la cui attività biologica è pari a circa la metà del composto originario). Inoltre nell'essere umano è stata dosata la presenza di un benzofenone, biologicamente inattivo. Le emivite dei metaboliti sono sovrapponibili a quella del composto progenitore. L’alprazolam ed i suoi principali metaboliti sono eliminati dall'organismo principalmente attraverso l'emuntorio renale.

Usi clinici[modifica | modifica wikitesto]

Alprazolam può essere utilizzato per il trattamento dei disturbi d'ansia, disturbi di panico, e la nausea secondaria ad un trattamento chemioterapico. Alprazolam può essere indicato per il trattamento del disturbo d'ansia generalizzato, così come per il trattamento delle condizioni di ansia che si possono associare alla depressione. Il composto è spesso prescritto nei soggetti che soffrono di diversi disturbi del sonno.

Nausea dovuta a chemioterapia[modifica | modifica wikitesto]

Alprazolam può essere usato in associazione ad altri medicamenti (ad esempio granisetron) per trattare la nausea e il vomito dovuti a trattamenti chemioterapici.[7][8]

Disturbo da attacchi di panico[modifica | modifica wikitesto]

Compresse di Alprazolam: l'immagine riporta le differenti colorazioni delle compresse di Xanax in base al dosaggio, dall'alto in basso da 0.25, 0.5 e 1 mg.

Alprazolam è risultato efficace nel trattare l'ansia da moderata a grave e gli attacchi di panico.[9] Non viene comunque considerato un trattamento di prima linea da quando sono stati sviluppati gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina. In alcuni paesi, ad esempio in Australia, alprazolam non viene più raccomandato per il trattamento degli attacchi di panico per i problemi di tolleranza, dipendenza e abuso ad esso associati.[10] Il farmaco è stato oggetto di abuso anche da parte di soggetti con dipendenza da oppioidi.[11][12] In situazioni di emergenza, cioè durante l'attacco di panico, il farmaco assunto in dosi opportune entro 30-40 minuti può risolvere la situazione. Tuttavia non va dimenticato che l'attacco di panico, per sua definizione, è autolimitante nel tempo. Le prove di evidenza, a sostegno dell'efficacia di alprazolam nel trattamento del disturbo di panico, sono limitate a trattamenti variabili da 4 a 10 settimane. Tuttavia molti soggetti affetti da disturbo di panico sono stati trattati per un massimo di 8 mesi senza apparente perdita di beneficio. A causa della possibile dipendenza dal farmaco, come per le altre benzodiazepine, è importante la sospensione graduale del medicamento, in modo da portare, entro due settimane, alla completa interruzione della terapia. La tolleranza (bisogno di aumentare la dose per continuare a sentire gli effetti della sostanza) è un problema serio, che peraltro sopravviene solo dopo lunghi trattamenti.

Negli Stati Uniti e in molti altri paesi, l'alprazolam è stato approvato per il trattamento dell'agorafobia associata ad attacchi di panico o del disturbo da attacchi di panico con o senza evitamento fobico. Alprazolam è stato raccomandato dalla Federazione Mondiale delle Società di Psichiatria Biologica (WFSBP) per i casi resistenti al trattamento del disturbo di panico, a patto che il paziente non abbia una storia personale di tolleranza e dipendenza.[13]

Disturbi d'ansia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stato d'ansia che spesso si associa alla depressione è sensibile al trattamento con alprazolam. Le evidenze di efficacia derivano da studi clinici sistematici che però si limitano a 4 mesi di durata di trattamento per il disturbo d'ansia. Inoltre gli studi e le ricerche effettuate sulle proprietà antidepressive di alprazolam sono piuttosto eterogenee e di scarsa qualità e si sono limitate a valutare gli effetti a breve termine del farmaco contro la depressione.[14] In uno studio i pazienti che assumevano alprazolam a dosaggi elevati hanno sviluppato una sindrome depressiva, fortunatamente reversibile.[15] Negli Stati Uniti l'alprazolam è stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) per la gestione dei disturbi d'ansia (una condizione sostanzialmente corrispondente a quella che nel Manuale Diagnostico e Statistico DSM-IV viene classificata come disturbo d'ansia generalizzato) o per il sollievo a breve termine dei sintomi di ansia. Nel Regno Unito, l'alprazolam è raccomandato per il trattamento a breve termine (2-4 settimane) dello stato di grave ansia acuta.

Off label[modifica | modifica wikitesto]

Il farmaco è spesso utilizzato per attenuare le sindromi da sospensione di utilizzo (astinenza) di alcuni antidepressivi sertralina, paroxetina, imipramina, amitriptilina.

Effetti collaterali e indesiderati[modifica | modifica wikitesto]

Gli eventuali effetti avversi associati all'assunzione dell'ansiolitico tendono ad osservarsi prevalentemente all’inizio del trattamento. Sono generalmente transitori e, nella gran parte dei casi, si risolvono proseguendo la terapia, avendo eventualmente l'accortezza di ridurre le dosi. Nei soggetti in trattamento è possibile che si verifichino disturbi a carico dell'apparto gastroenterico (diminuzione dell'appetito, dispepsia, secchezza delle fauci[16], nausea, vomito, stipsi), disturbi psichiatrici e del sistema nervoso (eccessiva sonnolenza diurna, atassia, cefalea, amnesia anterograda, affaticabilità, perdita di coordinazione motoria, vertigine, difficoltà nell'eloquio[16], confusione mentale, irrequietezza motoria e alterazione dell’umore, idee suicide[17]). Il farmaco può determinare anche altri effetti quali disinibizione[18], ittero (evento molto raro)[19].

Controindicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il farmaco è controindicato nei soggetti con ipersensibilità nota al principio attivo, ad altre benzodiazepine, oppure ad uno qualsiasi degli eccipienti contenuti nella formulazione farmaceutica. Particolare cautela deve essere riservata al suo utilizzo in alcune categorie di pazienti, quali gli anziani ed i soggetti con precedenti di dipendenza da sostanze o disturbi di tipo psichico, per la maggiore frequenza con cui si possono verificare eventi avversi o problemi di abuso.

Gravidanza e allattamento[modifica | modifica wikitesto]

Studi eseguiti su diverse benzodiazepine hanno evidenziato i potenziali rischi di malformazioni congenite. Per questo motivo l'uso di alprazolam viene sconsigliato nel primo trimestre di gravidanza. L'assunzione di alprazolam durante l'ultimo periodo della gravidanza o durante il travaglio, soprattutto a dosi elevate, può indurre nel neonato ipotermia, ipotonia muscolare e moderata depressione respiratoria. Inoltre i neonati nati da madri in terapia cronica con benzodiazepine durante le fasi terminali della gravidanza possono sviluppare dipendenza fisica e possono presentare un rischio maggiore di sviluppare una sindrome da astinenza nel periodo postnatale (Floppy Infant Syndrome) caratterizzata da basso indice di Apgar, tremori, bradicardia, ipertonia, iperiflessia, diarrea, vomito, tachipnea, cianosi, pianto irrefrenabile.[20][21] Questa sintomatologia può insorgere entro alcuni giorni o settimane dal parto e la durata dipende dall'emivita della benzodiazepina, dalla concentrazione plasmatica nel neonato e dal tempo di esposizione. La riduzione graduale del dosaggio della benzodiazepina prima del parto riduce il rischio di sindrome simil-astinenziale nel neonato.

Secondo la Food and Drug Administration (FDA) l'alprazolam non è un farmaco controindicato in senso assoluto in gravidanza (il potenziale beneficio dovuto all'uso dell'alprazolam nelle donne in gravidanza può essere accettabile nonostante il rischio potenziale), ma il suo impiego deve essere giustificato da condizioni cliniche per le quali non siano disponibili trattamenti alternativi a quello farmacologico[22]. Nel caso si rendesse necessario l'impiego di alprazolam nel primo trimestre di gravidanza viene generalmente raccomandata l'esecuzione di un'ecografia morfologica alla ventesima settimana, periodo in cui è possibile indagare le caratteristiche del viso del feto e rilevare eventuali malformazioni. Nel caso non sia possibile sospendere la somministrazione della benzodiazepina durante la gravidanza, si raccomanda la contemporanea assunzione di acido folico (4 mg/die), vitamina che esplica un effetto protettivo verso malformazioni a carico del tubo neurale (spina bifida) e della bocca (labio e palatoschisi)[23].

Le benzodiazepine non dovrebbero essere somministrate nelle mamme che allattano poiché vengono escrete nel latte materno. Se l'assunzione dell'alprazolam è intermittente, esiste un piccolo rischio per il neonato, mentre un uso regolare può causare l'accumulo del farmaco e dei suoi metaboliti. In uno studio sulla distribuzione di alprazolam nel latte materno di 8 madri che allattavano al seno è stato stimata che una quota pari a circa il 3% della dose assunta dalla madre può essere ingerita dall'infante.[24] È stato inoltre riportato il caso di una sindrome d'astinenza in un neonato allattato al seno materno, dopo la sospensione del trattamento farmacologico da parte della madre.[25]

Interazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Inibitori del CYP3A4 (cimetidina, eritromicina, fluoxetina, fluvoxamina, itraconazolo, ketoconazolo, nefazodone, propossifene, ritonavir): la contemporanea somministrazione di queste sostanze e alprazolam può rallentare la clearance epatica di quest'ultimo[26][27] e determinare un eccessivo accumulo della benzodiazepina.[28][29]
  • Imipramina e desipramina: la co-somministrazione con alprazolam può aumentare le concentrazioni plasmatiche degli antidepressivi, mediamente del 31% e del 20%, rispettivamente.[30]
  • Contraccettivi orali: la terapia di associazione con alprazolam riduce la clearance dell'ansiolitico e pertanto può portarne ad un aumento dei livelli plasmatici e ad un suo accumulo.[31]
  • Erbe medicinali: è necessaria particolare cautela nella contemporanea somministrazione di alprazolam, e delle benzodiazepine in generale, con alcune erbe medicinali (kava, valeriana, passiflora, luppolo), poiché alcuni studi ne hanno evidenziato interazioni nocive.[32][33]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Skelton KH, Nemeroff CB, Owens MJ, Spontaneous withdrawal from the triazolobenzodiazepine alprazolam increases cortical corticotropin-releasing factor mRNA expression in J. Neurosci., vol. 24, nº 42, ottobre 2004, pp. 9303–12, DOI:10.1523/JNEUROSCI.1737-04.2004, PMID 15496666.
  2. ^ Chouinard G, Issues in the clinical use of benzodiazepines: potency, withdrawal, and rebound in J Clin Psychiatry, 65 Suppl 5, 2004, pp. 7–12, PMID 15078112. URL consultato il 26 dicembre 2014.
  3. ^ Arvat E, Giordano R, Grottoli S, Ghigo E, Benzodiazepines and anterior pituitary function in Journal of Endocrinological Investigation, vol. 25, nº 8, settembre 2002, pp. 735–47, PMID 12240908.
  4. ^ Mandrioli R, Mercolini L, Raggi MA, Benzodiazepine metabolism: an analytical perspective in Current Drug Metabolism, vol. 9, nº 8, ottobre 2008, pp. 827–44, PMID 18855614. URL consultato il 26 dicembre 2014.
  5. ^ Bentué-Ferrer D, Reymann JM, Tribut O, Allain H, Vasar E, Bourin M, Role of dopaminergic and serotonergic systems on behavioral stimulatory effects of low-dose alprazolam and lorazepam in European Neuropsychopharmacology : the Journal of the European College of Neuropsychopharmacology, vol. 11, nº 1, febbraio 2001, pp. 41–50, PMID 11226811. URL consultato il 26 dicembre 2014.
  6. ^ Otani K, [Cytochrome P450 3A4 and Benzodiazepines] in Seishin Shinkeigaku Zasshi = Psychiatria Et Neurologia Japonica, vol. 105, nº 5, 2003, pp. 631–42, PMID 12875231.
  7. ^ Abali H, Oyan B, Guler N, Alprazolam significantly improves the efficacy of granisetron in the prophylaxis of emesis secondary to moderately emetogenic chemotherapy in patients with breast cancer in Chemotherapy, vol. 51, nº 5, agosto 2005, pp. 280–5, DOI:10.1159/000087455, PMID 16103667. URL consultato il 27 dicembre 2014.
  8. ^ Kris MG, Pisters KM, Hinkley L, Delayed emesis following anticancer chemotherapy in Supportive Care in Cancer : Official Journal of the Multinational Association of Supportive Care in Cancer, vol. 2, nº 5, settembre 1994, pp. 297–300, PMID 8000726.
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  10. ^ Moylan S, Giorlando F, Nordfjærn T, Berk M, The role of alprazolam for the treatment of panic disorder in Australia in Aust N Z J Psychiatry, vol. 46, nº 3, marzo 2012, pp. 212–24, DOI:10.1177/0004867411432074, PMID 22391278.
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