Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Al-Nahdiyya

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Al-Nahdiyya, (in arabo: النهدية‎), talora trascritta Nadia, An-Nahdiyah o Al Nahdiah (... – ...), è stata una donna che appartenne alla cerchia ristretta e spiritualmente privilegiata dei Compagni del profeta dell'Islam Maometto.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ella aveva una figlia di nome Umm Ubays,[1] entrambe schiave di una donna del clan meccano dei Banu Abd al-Dar[2].

Quando al-Nahdiyya e sua figlia divennero musulmane, furono entrambe sottoposte a tortura, perché avevano rifiutato di abiurare l'Islam[3]. Tra i loro torturatori figurava la loro padrona[2] e Umar ibn al-Khattab, prima che questi si convertisse a sua volta alla fede islamica[1].

Abu Bakr, probabilmente il primo musulmano di genere maschile, rampognò la loro padrona per le sevizie che stava loro praticando, ricevendo questa risposta: "Tu le hai corrotte; tu hai la possibilità di liberarle, se hai così tanta simpatia per loro".[2]

Abu Bakr pagò immediatamente il prezzo che la loro padrona chiedeva e liberò all'istante le donne.[3][1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Biografie