Ubayy ibn Ka'b

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Ubayy ibn Kaʿb ibn Qays (in arabo: أبي بن كعب بن قيس‎; Medina, ... – Medina, 649) è stato un Sahaba.

Anche noto con la Kunya di Abū Mundhir (Padre di Mundhir, nome del suo primogenito), era un Compagno del profeta Maometto e una personalità di spicco della prima Umma islamica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ubayy nacque a Yathrib e apparteneva alla branca dei Banū Ḥudayla, del clan dei Banū al-Najjār, della locale tribù araba dei Banū Khazraj. Fu tra i primi ad abbracciare l'Islam, tanto da guadagnarsi la nisba di al-Anṣārī,[1] dopo essersi convertito nelle mani dello stesso Maometto, in occasione dell'incontro della cosiddetta Seconda 'Aqaba, avvenuta prima dell'Egira.

Partecipò poi alla battaglia di Badr che identifica l'élite della prima Umma.

Fu uno scriba (kātib) di Maometto e trascrisse le sue rivelazioni, essendo tra i pochi non analfabeti nella cerchia del Profeta.
Tuttavia egli scrisse 116 sure e non le canoniche 114 e la sua versione fu quella di riferimento in Siria fino all'adozione della Vulgata canonica imposta da ʿUthmān b. ʿAffān.
Dopo la morte di Maometto era ricordato come una delle venticinque persone che conoscevano a memoria l'intero Muṣḥaf (i.e. il Corano), tanto da essere chiamato Sayyid al-qurrāʾ, ossia "il Signore dei lettori coranici".

Faceva parte dei mushāwara (componenti del consiglio consultivo), cui il primo califfo "ortodosso" Abū Bakr al-Ṣiddīq si rivolgeva per ottenere consigli sui più diversi problemi che si presentavano alla giovanissima Umma. Di tale consiglio facevano anche parte ʿUmar b. al-Khaṭṭāb, ʿUthmān b. ʿAffān, ʿAlī b. Abī Ṭālib, ʿAbd al-Raḥmān b. ʿAwf, Muʿādh b. Jabal e Zayd b. Thābit.

ʿUmar b. al-Khaṭṭāb consultò questo stesso gruppo quando era califfo. Per le decisioni giuridiche faceva invece riferimento ad ʿAlī b. Abī Ṭālib, ʿUthmān b. ʿAffān, Ubayy ibn Kaʿb e Zayd b. Thābit.

Ubayy morì nell'anno 30 del calendario islamico, durante il califfato di ʿUthmān.

Retaggio[modifica | modifica wikitesto]

In un ḥadīth, il profeta Maometto disse:

«Imparate il Corano (Khudhū al-Qurʾān) da quattro persone: Abd Allah ibn Mas'ud, Sālim mawlā di Abū Ḥudhayfa, Ubayy ibn Kaʿb e Muʿādh ibn Jabal, in arabo: 《خُذُوا القرآن من أربعة: من ابن مسعود، وأبي بن كعب، ومعاذ بن جبل، وسالم مولى حذيفة 》‎»

(Fatḥ al-bārī (in arabo: فتح الباري‎), commentario del Sahih al-Bukhari a cura di Qastallānī, Il libro dei meriti (in arabo: كتاب فضائل القرآن‎, Kitāb faḍāʾil al-Qurʾān) e I meriti di Muʿādh ibn Jabal (in arabo: فضائل معاذ بن جبل‎, Faḍāʾil Muʿādh ibn Jabal). Tradizione riportata da Aḥmad e al-Tirmidhī.)

E in un altro ḥadīth:

«Il miglior lettore del Corano nella mia Comunità è Ubayy ibn Kaʿb![2]»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal termine Anṣār, (lett. "Ausiliari"), che identifica i musulmani di Yathrib, poi chiamata Medina.
  2. ^ Ṣaḥīḥ al-Jamīʿ al-ṣaghīr di Suyūṭī e Naṣr al-Dīn al-Albānī, Riyad, al-Maʿārif, 1987, p. 129.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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