Ahmose-Inhapi

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Ahmose-Inhapi
Inhapi mummy head.jpg
La mummia di Ahmose-Inhapi. Particolare della testa e delle spalle
Sposa del re d'Egitto
Figlia del re
In carica 1560/1558 a.C.
Luogo di sepoltura DB320 a Deir el-Bahari
Padre Senekhtenra Ahmose
Consorte Seqenenra Ta'o
Figli Ahmose-Henuttamehu
Religione Religione egizia

Ahmose-Inhapi (... – Tebe, ...) è stata una regina egizia tra la tarda XVII dinastia e gli inizi della XVIII dinastia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ahmose-Inhapi era probabilmente figlia del faraone Senekhtenra Ahmose, e quindi sorella del faraone Seqenenra Ta'o e delle regine Ahhotep I e Sitdjehuti. Probabilmente andò in sposa al fratello Seqenenra Ta'o[1], ma non è da escludere che sia vissuta ai tempi di Ahmose I o di Amenofi I[2]. Aveva i titoli di "Sposa del Re" e "Figlia del Re".

La mummia di Ahmose-Inhapi fotografata da G. Elliot Smith (1912).

Ebbe una figlia chiamata Ahmose-Henuttamehu. La regina Ahmose-Inhapi è menzionata nei papiri del Libro dei morti appartenuti alla figlia e giunti sino a noi e nella tomba del funzionario Amenemhat (TT53).

Mummia[modifica | modifica wikitesto]

Ahmose-Inhapi fu inizialmente sepolta in una tomba a lei destinata a Tebe, ma venne segretamente traslata con moltissime altre mummie reali nel cosiddetto nascondiglio DB320, presso Deir el-Bahari, per preservarla dai razziatori di tombe. Fu rinvenuta nel 1881 e attualmente si trova Museo del Cairo[3].

Al momento della scoperta, la salma della regina giaceva in un sarcofago appartenuto alla cosiddetta Lady Rai, balia della nipote di Ahmose-Inhapi, la regina Ahmose Nefertari. Fu sbendata da Gaston Maspero il 26 giugno 1886 e venne esaminata qualche anno dopo dall'anatomista G. Elliot Smith, che descrisse Inhapi come una donna imponente e robusta, alta 1 metro e 68 centimetri e rassomigliante al fratello/sposo Seqenenra Ta'o[4]. Lo studioso notò come, nonostante la giovane età della donna, il sale dell'imbalsamazione avesse prodotto innumerevoli rughe sul suo volto, oltre a distorcerne la fisionomia[4] (questo anche a causa di un pesante oggetto decorativo, non rinvenuto, che probabilmente fu posto sul suo viso). I capelli della regina defunta furono intrecciati in un modo particolare, di moda agli inizi del Nuovo Regno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tyldesley, Joyce, Chronicle of the Queens of Egypt, Thames & Hudson, 2006, pp. 79, 82, ISBN 0-500-05145-3.
  2. ^ Grajetzki, Ancient Egyptian Queens: A Hieroglyphic Dictionary, Londra, Golden House Publications, 2005, ISBN 978-0-9547218-9-3.
  3. ^ Dodson, Aidan and Hilton, Dyan, The Complete Royal Families of Ancient Egypt, Thames & Hudson, 2004, ISBN 0-500-05128-3.
  4. ^ a b G. Elliot Smith, The Royal Mummies, Duckworth Egyptology, 1912 (ristampa 2000), pp. 8-11, ISBN 0-7156-2959-X.

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