Wayne Shelford

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Wayne Shelford
Dati biografici
Nome Wayne Thomas Shelford
Paese Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Altezza 189 cm
Peso 93 kg
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Ruolo Terza linea centro
Ritirato 1995
Carriera
Attività provinciale
1981-1984 Auckland Auckland
1985-1991 North Harbour North Harbour
Attività di club¹
1990-1993 Northampton Northampton
1993-1995 Rugby Roma Rugby Roma 45 (?)
Attività da giocatore internazionale
1986-1990 Nuova Zelanda Nuova Zelanda 22 (20)
Attività da allenatore
1990-1993 Northampton Northampton All. 2ª
1993-1995 Rugby Roma Rugby Roma
1995 North Harbour North Harbour All. 2ª
1996-2001 North Harbour North Harbour
2002-2003 Saracens Saracens
Palmarès internazionale
Vincitore RugbyWorldCup.svg Coppa del Mondo 1987

1. A partire dalla stagione 1995-96 le statistiche di club si riferiscono ai soli campionati maggiori professionistici di Lega

Statistiche aggiornate al 28 ottobre 2013
« L'incontro più duro e violento di tutta la mia carriera »
(Wayne Shelford su Francia - Nuova Zelanda 16-3 del 1986 a Nantes[1])

Wayne Thomas "Buck" Shelford (Rotorua, 13 dicembre 1957) è un ex rugbista a 15 e allenatore di rugby neozelandese, terza linea centro di Auckland e North Harbour, campione del mondo 1987 con gli All Blacks.

Cenni biografici[modifica | modifica sorgente]

Wayne Shelford crebbe rugbisticamente nella squadra di rugby della Western Heights High School di Rotorua, della cui prima squadra entrò a far parte nel 1973 e rimanendovi anche per l'anno successivo fino a quando, uscito da scuola, si arruolò nella marina militare neozelandese[2] specializzandosi cannoniere.

Parallelamente, e compatibilmente con gli obblighi di servizio, portava avanti l'attività rugbistica sia a livello civile nelle giovanili di Auckland[2], sia militare con una squadra composta da marinai imbarcati sulla sua unità che disputava incontri nei porti di attracco[2], sia ancora con la squadra ufficiale interforze dei NZ Combined Services[2].

Nel 1977 entrò in pianta stabile nella squadra della Marina Militare e l'anno seguente vinse il torneo interforze[2]; nel 1979 guidò i NZ Combined Services alla vittoria contro la formazione di rugby delle forze armate australiane[2]. Nel 1981 esordì in campionato provinciale con Auckland e nel 1982 nei New Zealand Māori[2]. Nel 1985 fu incluso nel tour in Argentina degli All Blacks [2] e fu con i Combined Services nel Regno Unito[2]. In tale anno si trasferì anche nella neo istituita provincia rugbistica di North Harbour, nata per scissione di alcuni club di Auckland.

Quando nel 1986 la federazione rugbistica sudafricana invitò un gruppo di giocatori neozelandesi, in via non ufficiale, a disputare una serie di incontri nel proprio Paese, che all'epoca era sotto bando internazionale per via della politica di segregazione razziale che perseguiva, Shelford figurò nella lista di coloro prescelti per la spedizione: una lista di proscrizione in Nuova Zelanda impediva di fatto ai giocatori che fossero stipendiati dal Governo di potersi recare in Sudafrica, quindi Shelford decise di congedarsi dalla Marina[2] per poter partecipare al tour della squadra che divenne nota come New Zealand Cavaliers; al ritorno subì la squalifica di due gare internazionali, ma fu incluso comunque nella squadra che prese parte al tour in Europa: a quasi 29 anni d'età debuttò a Tolosa in un match molto fisico vinto contro la Francia, e fu schierato anche in occasione del secondo test match che si tenne allo stadio della Beaujoire e che passò alla storia come La battaglia di Nantes [3][4].

Uno striscione del 2011 che dice Bring Back Buck (ridateci Buck) esposto in ricordo delle manifestazioni del 1991 per riavere Shelford in Nazionale

I francesi, infatti, sconfitti nel primo incontro e battuti sul piano fisico, decisero di affrontare la Nuova Zelanda con maggior determinazione e aggressività rispetto a quanto mostrato nell'incontro precedente; intorno al ventesimo minuto del primo tempo il francese Ondarts, durante un duro contrasto, lacerò lo scroto di Shelford con i tacchetti di alluminio delle sue scarpe, e ne provocò la fuoriuscita di un testicolo[4]; nello scontro Shelford perse anche quattro denti[4]. Con il testicolo in una mano, Shelford chiese al medico della squadra un intervento d'urgenza: questi ricucì lo scroto del giocatore a bordo campo e Shelford riprese il gioco[4], salvo poi uscire in barella per commozione cerebrale[4], tanto da non ricordare neppure l'andamento della partita, che la Francia vinse 16-3. Fu l'unica sconfitta in un test match per Shelford, che in totale disputò 22 incontri con 20 vittorie e un pareggio. Ancora in tempi più recenti, quando la Nuova Zelanda dovette affrontare la Francia nella finale della Coppa del Mondo di rugby 2011 ad Auckland, Wayne Shelford, dalle colonne del New Zealand Herald ricordò l'episodio per mettere in guardia i suoi connazionali dal «gioco brutale»[5] dei loro avversari, cosa questa che provocò polemiche da parte francese[3][6].

Nel 1987 fu convocato nella squadra che vinse la Coppa del Mondo, la cui finale fu disputata proprio contro la Francia. Dopo la Coppa divenne capitano della squadra[7], che sotto la sua conduzione fu imbattuta in 14 incontri fino al 1990[7], quando fu inaspettatamente e polemicamente estromesso dalla squadra dal C.T. Alex Wyllie[8] (secondo Shelford dovuta a «giochi politici», come affermato in un'intervista di vent'anni più tardi[8]. La squadra subì un pesante rovescio a Wellington per 21-9 a opera dell'Australia nel terzo incontro di Bledisloe Cup di quell'anno, e alcuni tifosi si presentarono davanti alla sede della federazione indossando magliette con delle lettere a formare la frase Bring Back Buck (ridateci Buck)[8], ma questo non fece cambiare idea a Wyllie, che non convocò più Shelford. Il giocatore, di origine māori, lasciò in eredità alla squadra una haka rivisitata, che lui stesso si impegnava a insegnare anche ai compagni di squadra bianchi affinché, sosteneva, potesse rappresentare al meglio la nazione[9].

Nel 1990 lasciò quindi la Nuova Zelanda per trasferirsi in Inghilterra al Northampton, in cui rimase tre campionati[7] al termine dei quali meditava il ritorno in patria e il ritiro[7], quando gli giunse un'offerta in Italia dalla Rugby Roma per allenare la squadra[10]; inizialmente non era previsto che giocasse, ma in seguito gli fu chiesto di aiutare la squadra in campo[10] e alla fine, in due stagioni, disputò 45 incontri; dopo l'esperienza italiana chiuse con l'attività di giocatore[10] e tornò in Nuova Zelanda per continuare come allenatore.

Tornato alla provincia di North Harbour, ne assunse la guida tecnica nel 1996 dopo un semestre come aiuto-allenatore; fino al 2001 fu incaricato della conduzione della squadra, poi nel 2002 tornò in Inghilterra ai Saracens[11] che allenò una sola stagione: dopo essere rimasto fuori dalle finali di campionato e dalla Heineken Cup, la società rescisse il contratto a Shelford e a tutto il suo staff tecnico[12].

Shelford dovette anche fronteggiare un linfoma, da cui riuscì a guarire nel 2007[8]; da allora collabora come istruttore presso l'International Rugby Academy New Zealand.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (FR) Philippe da Costa e Laurent Vergne, XV de France: Le Top 5 des exploits face aux Blacks in Eurosport, 22 settembre 2011. URL consultato il 4 dicembre 2013.
  2. ^ a b c d e f g h i j (EN) Buck Shelford on Leadership in Navy Today, nº 147, Royal New Zealand Navy, settembre 2009, p. 14, ISSN 1173-8332. URL consultato il 4 dicembre 2013.
  3. ^ a b (FR) La presse néo-zélandaise met en garde contre «les saloperies françaises» in 20 minutes, 21 ottobre 2011. URL consultato il 4 dicembre 2013.
  4. ^ a b c d e (EN) Pranav Soneji, Buck's All Blacks fizz in BBC, 24 ottobre 2002. URL consultato il 4 dicembre 2013.
  5. ^ (EN) Wayne Shelford, Beware the filth of the French in The New Zealand Herald, 21 ottobre 2011. URL consultato il 4 dicembre 2013.
  6. ^ (FR) Quand la presse accuse le XV de France de "brutalité" in Le Journal du dimanche, 21 ottobre 2011. URL consultato il 4 dicembre 2013.
  7. ^ a b c d (EN) Steve Bale, Shelford departs with the foundations intact in The Independent, 22 aprile 1993. URL consultato il 4 dicembre 2013.
  8. ^ a b c d (EN) Michele Hewitson, Michele Hewitson Interview: Wayne Shelford in The New Zealand Herald, 20 novembre 2010. URL consultato il 4 dicembre 2013.
  9. ^ Corrado Sannucci, La danza dei guerrieri in nero in la Repubblica, 13 novembre 2005. URL consultato il 4 dicembre 2013.
  10. ^ a b c Melita Martorana, I nostri ex: Wayne “Buck” Shelford e la Rugby Roma, 18 ottobre 2012. URL consultato il 4 dicembre 2013.
  11. ^ (EN) Paul Ackford, Short-changed Saracens fans banking on Shelford magic in Daily Telegraph, 1º settembre 2002. URL consultato il 4 dicembre 2013.
  12. ^ (EN) Brendan Gallagher, Shelford sacked in Saracens clear-out in Daily Telegraph, 27 giugno 2003. URL consultato il 4 dicembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Buck Shelford, Wynne Gray, Buck : the Wayne Shelford story as told to Wynne Gray, Auckland, Moa, 1990, ISBN 1-86947-058-3.
  • (EN) John Matheson, Buck Shelford: The Man, the Story, the Truth, Auckland, HarperCollins NZ, 2009, ISBN 1-86950-759-2.
  • (EN) Wayne Shelford, Grant Schofield, Buck Up : The Real Bloke's Guide to Getting Healthy and Living Longer, Auckland, Penguin Books NZ, 2012, ISBN 0-14-356830-2.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Controllo di autorità VIAF: 73041591