Vestiaria coccinea

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Iiwi
Iiwi.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Infraordine Passerida
Superfamiglia Passeroidea
Famiglia Fringillidae
Sottofamiglia Carduelinae
Tribù Drepanidini
Genere Vestiaria
Jarocki, 1821
Specie V. coccinea
Nomenclatura binomiale
Vestiaria coccinea
(Forster, 1780)

L'iiwi o drepanide scarlatto (Vestiaria coccinea Forster, 1780), unica specie del genere Vestiaria Jarocki, 1821, è un uccello hawaiiano della famiglia dei Fringillidi.[2] È una delle specie più numerose dei drepanidini hawaiani, molte delle quali sono in pericolo di estinzione o estinte, tanto che è stata elevata ad animale simbolo delle Hawaii. Con numerose colonie sulle isole di Hawaii e Kauai e popolazioni più ridotte su Molokai e Oahu, l'iiwi è il terzo uccello terrestre più numeroso delle Hawaii; fino al 1929 era presente anche su Lanai[3]. Tuttavia, la popolazione rimasta raggiunge un totale di 350.000 esemplari.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

I linguisti fanno derivare la parola hawaiiana iiwi dal proto-polinesiano kiwi, nome con cui nelle isole della Polinesia centrale viene indicato il Numenius tahitiensis, il chiurlo setoloso, un uccello migratore[4]. Il lungo becco ricurvo del chiurlo, in effetti, ricorda vagamente quello dell'iiwi.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

In volo l'iiwi mette in mostra i suoi brillanti colori.

Gli iiwi adulti hanno il piumaggio prevalentemente rosso fuoco, con ali e coda nere ed un lungo becco ricurvo color salmone utilizzato principalmente per suggere il nettare. Il contrasto tra il rosso e il nero e il verde del fogliame circostante fa dell'iiwi uno dei più facilmente visibili uccelli delle Hawaii. Gli esemplari giovani hanno un piumaggio dorato più maculato e becchi color avorio e furono scambiati per una specie differente dai primi naturalisti giunti sulle isole. L'iiwi, sebbene venisse ugualmente cacciato per le sue piume, non subì la stessa persecuzione che portò alla scomparsa il mamo di Hawaii, poiché non era considerato così sacro dagli hawaiiani. Ciononostante, le sue piume erano molto ricercate dagli alii (i nobili hawaiiani) per il loro utilizzo nella decorazione di ahuula (mantelli di piume) e mahiole (elmi di piume), così come testimonia il nome scientifico: Vestiaria, infatti, è il termine latino per indicare gli abiti e coccinea significa «di colore scarlatto».

Biologia[modifica | modifica sorgente]

L'iiwi è in grado di rimanere sospeso in aria battendo velocemente le ali, in maniera simile a quella dei colibrì.

Canto[modifica | modifica sorgente]

Il suo canto peculiare consiste di una coppia di fischi, generalmente paragonata al suono prodotto da un pallone che colpisce una superficie d'acqua, a quello prodotto da due palloni che si colpiscono o al cigolio di una cerniera arrugginita.[senza fonte]

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Il lungo becco dell'iiwi consente a questo uccello di estrarre il nettare dai fiori delle lobelie hawaiiane, dotate di corolle ricurve. A partire dal 1902 il numero delle lobelie è diminuito drasticamente e l'attenzione dell'iiwi si è spostata sui fiori degli alberi di ohia lehua (Metrosideros polymorpha)[5]. Si nutre inoltre di piccoli artropodi[6].

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Dall'inizio dell'inverno, in gennaio, fino a giugno, quando gli alberi di ohia lehua raggiungono il massimo della fioritura, gli iiwi si riuniscono in coppie e si accoppiano. La femmina depone due o tre uova in un piccolo nido a forma di coppa fabbricato con fibre di albero, petali e piume cadute. Queste uova, di colore azzurrognolo, si schiudono dopo quattordici giorni. I pulcini sono di color verde-giallastro con zone di color bruno-arancio. Sono in grado di volare all'età di ventidue giorni e indossano presto la colorazione degli adulti. Un tempo le differenze di aspetto tra adulti e giovani portarono all'erronea credenza che vi fossero due specie separate di iiwi. L'osservazione di uccelli giovani che, effettuando la muta, indossavano il piumaggio adulto, risolse la questione.

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

Nonostante l'iiwi sia ancora piuttosto comune su quasi tutte le isole hawaiiane, su Oahu e Molokai è piuttosto raro e su Lanai è scomparso ormai da molti anni. La principale causa del declino della specie è stata la deforestazione; le foreste originarie, infatti, sono state abbattute per far spazio a coltivazioni, pascoli e insediamenti umani. Sebbene sia ancora numeroso in due regioni del suo areale, l'iiwi continua ad essere considerato una specie in pericolo, a causa delle ridotte popolazioni di alcune zone dell'areale e alla suscettibilità al vaiolo e all'influenza aviaria. Uno studio, infatti, ha dimostrato che il novanta per cento degli iiwi colpiti da queste malattie muore e il restante dieci per cento viene indebolito, sebbene riesca a sopravvivere. Tuttavia, gli scienziati stanno cercando di ristabilire sulle isole l'ecosistema originario, rimuovendo le specie aliene o non originarie di piante e animali dalle zone maggiormente danneggiate. Sulla Grande Isola di Hawaii sono stati condotti molti di questi cosiddetti progetti di rimozione, tuttora in atto nella regione attorno al Mauna Kea. Nel corso degli anni anche le lobelie si sono notevolmente ridotte, tanto che al giorno d'oggi gli iiwi si incontrano più frequentemente sugli alberi di ohia lehua.

Un'altra minaccia per questa specie è costituita dalla diffusione di malattie trasmesse da specie introdotte, in special modo la malaria aviaria (causata dal Plasmodium relictum), trasmessa dalle zanzare. Durante una serie di esperimenti sulla malaria aviaria, gli studiosi hanno scoperto che più della metà degli iiwi coinvolti nella ricerca erano morti dopo un'unica puntura di zanzara infetta. È proprio per questo motivo che gli iiwi vivono generalmente ad altitudini elevate, dove la temperatura è troppo fredda per le zanzare, e, come molti degli uccelli endemici, sono rari o assenti ad altitudini inferiori, perfino nelle aree dove le foreste primigenie sono rimaste intatte. Il numero degli iiwi diminuì anche quando gran parte delle foreste hawaiiane venne abbattuta per far spazio a fattorie, piantagioni, città e foreste di alberi introdotti. Questi uccelli effettuano spostamenti altitudinali: seguono, infatti, la crescita dei fiori dalle foreste più elevate a quelle di altitudini inferiori. Così facendo rimangono esposti agli agenti patogeni trasmessi dalle zanzare che vivono nelle zone di pianura. Questi spostamenti rendono molto difficile valutare il numero totale degli iiwi. A complicare le cose, bisogna ricordare che questi uccelli sono in grado di migrare da un'isola all'altra; forse è proprio per questo che non sono ancora scomparsi dalle isole più piccole, come Molokai.

Su quest'ultima isola l'organizzazione Nature Conservancy ha cercato di preservare l'habitat originario recintando apposite aree all'interno di alcune riserve naturali per tenere lontani i maiali. Questi ungulati, infatti, scavano pantani che costituiscono un importante sito di incubazione per le larve di zanzara, che a loro volta divengono vettrici della malaria aviaria.

In precedenza la IUCN classificava l'iiwi tra le specie «prossime alla minaccia», ma ricerche recenti hanno dimostrato che sia più raro di quanto si credesse. Di conseguenza, a partire dal 2008, è entrato a far parte delle specie «vulnerabili»[1].

Riferimenti nella cultura dell'uomo[modifica | modifica sorgente]

Questo uccello viene inoltre citato spesso nel folklore hawaiiano. Una delle strofe della canzone hawaiiana Sweet Lei Mamo recita «The i'iwi bird, too, is a friend» [Anche l'uccello iiwi è un amico][7].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) BirdLife International 2012, Vestiaria coccinea in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2013.2, IUCN, 2013.
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Fringillidae in IOC World Bird Names (ver 4.1), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato l'8 ottobre 2013.
  3. ^ Lawrence T. Hirai, Native Birds of Lanai, Hawaii (PDF) in Western Birds, vol. 9, 1978, pp. 71–77.
  4. ^ Polynesian Lexicon Project Online, entry kiwi.1
  5. ^ Thomas B. Smith, Leonard A. Freed; Jaan Kaimanu Lepson; John H. Carothers, Evolutionary Consequences of Extinctions in Populations of a Hawaiian Honeycreeper in Conservation Biology, vol. 9, n. 1, Society for Conservation Biology, febbraio 1995, pp. 107–113. DOI:10.1046/j.1523-1739.1995.09010107.x.
  6. ^ ʻIʻiwi (PDF) in Hawaii's Comprehensive Wildlife Conservation Strategy, State of Hawaiʻi, 1º ottobre 2005. URL consultato il 15 marzo 2009.
  7. ^ Samuel H Elbert, Noelani Mahoe, Ne Mele o Hawaiʻi Nei: 101 Hawaiian Songs, 1970, p. 92.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]