Drepanis pacifica

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Mamo delle Hawaii
Drepanis pacifica-Keulemans.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EX it.svg
Estinto (1898 ca.)[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Infraordine Passerida
Superfamiglia Passeroidea
Famiglia Fringillidae
Sottofamiglia Carduelinae
Tribù Drepanidini
Genere Drepanis
Specie D. pacifica
Nomenclatura binomiale
Drepanis pacifica
(Gmelin, 1788)

Il mamo delle Hawaii (Drepanis pacifica Gmelin, 1788) era un uccello passeriforme fringillide della famiglia dei Fringillidi.[2] Endemico dell'isola hawaiiana di Hawaii, si estinse a causa della deforestazione e delle catture da parte dei collezionisti.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il mamo di Hawaii era quasi completamente nero; presentava, però, delle penne giallo-arancio sulle zampe, sul posteriore e nelle vicinanze della coda. Sulla faccia spiccavano piccoli occhi penetranti neri ed un becco giallo-nerastro leggermente ricurvo, lungo circa 7,6 cm. Probabilmente gli esemplari giovani erano marroni[3]. Questo timido uccello viveva nella volta della foresta e si nutriva del nettare delle lobelie, suggendolo dai loro ricurvi fiori tubolari. Emetteva una sorta di lungo fischio lamentoso.

Nella cultura hawaiiana[modifica | modifica sorgente]

Il mamo di Hawaii in un'illustrazione di Charles Dixon.

Il mamo era uno dei più importanti uccelli del folklore hawaiiano. Con le sue penne arancioni venivano confezionate cappe e copricapi utilizzati dalla famiglia reale. La raccolta delle penne, però, contribuì moltissimo al declino di questo uccello. Si ritiene che per completare il famoso mantello giallo di Kamehameha I, fabbricato durante il regno di otto sovrani, vennero impiegate le penne dorate di ben 80.000 esemplari.

Gli hawaiiani catturavano i mamo raccogliendo la linfa degli alberi di sandalo e degli alberi del pane per creare una sorta di pasta appiccicosa che veniva in seguito spalmata vicino ai fiori di lobelia. I mami affamati che si posavano sul fiore per suggere il nettare si ritrovavano così con le zampe invischiate dalla linfa.

Alcuni studiosi ritengono che dopo esser stati privati delle penne i mamo venissero tenuti in casa come animali domestici o mangiati. Altri, invece, sostengono che gli uccelli venissero nuovamente rilasciati e che, anzi, sulle isole vigesse una sorta di kapu (tabù) o restrizione che ne obbligava il rilascio in natura. Anche nel caso che venissero rimessi in natura, comunque, questi uccelli sarebbero rimasti ancora per un po' in stato di shock e a rischio di infezioni. Tuttavia, bisogna ricordare che gli uccelli hawaiiani, quando venivano catturati, si dimostravano piuttosto docili e privi di timore e così potevano sopravvivere meglio di gran parte degli altri uccelli alle operazioni di privazione delle penne.

Estinzione[modifica | modifica sorgente]

Una coppia di mamo (in alto).

I mamo divennero ben presto popolari anche presso i collezionisti europei.

I colonizzatori europei modificarono irrimediabilmente l'habitat del mamo, abbattendo le foreste per far spazio alle coltivazioni e introducendo bovini domestici che danneggiavano le fonti di cibo dell'uccello. Questi ultimi, infatti, venivano lasciati liberi di scorrazzare nelle foreste, distruggendo il debole ecosistema del sottobosco. Anche se la specie era stata scoperta già da un secolo e fosse ben nota agli hawaiiani, essa scomparve rapidamente.

Il vaiolo aviario, inoltre, potrebbe aver decimato gli uccelli sopravvissuti alla distruzione dell'habitat. Oggi, del mamo di Hawaii rimangono solamente molte spoglie conservate nei musei americani ed europei. Esso scomparve probabilmente nel 1898, ma nel corso del seguente decennio si susseguirono voci di presunti avvistamenti. L'ultimo avvistamento confermato avvenne nel 1898 nei pressi di Kaumana, sull'isola di Hawaii: come racconta Tim Flannery nel libro A Gap In Nature, H. W. Henshaw sparò a un mamo appollaiato su un ramo, uccidendolo prima che potesse fuggire insieme a un altro esemplare.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2008, Drepanis pacifica in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Fringillidae in IOC World Bird Names (ver 4.2), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato l'11 maggio 2014.
  3. ^ boc1294-091117-ind:BOC Bulletin.qxd

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Drepanis pacifica in Avibase - il database degli uccelli nel mondo, Bird Studies Canada.
  • 3D view of specimen RMNH 110.030 at Naturalis, Leiden (requires QuickTime browser plugin).
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