Trochilidae
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Illustrazione tratta da Kunstformen der Natur di Ernst Haeckel |
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Classe | Aves |
| Sottoclasse | Neornithes |
| Superordine | Neognathae |
| Ordine | Apodiformes |
| Famiglia | Trochilidae Vigors, 1825 |
| Sottofamiglie | |
I Trochilidi (Trochilidae Vigors, 1825) sono una famiglia di uccelli dell'ordine Apodiformes, che comprende 342 specie comunemente note come colibrì.[1]
Sono considerati gli uccelli più piccoli al mondo: la maggior parte delle specie ha un peso tra 2.5 e 6.5 g e una lunghezza tra 6 e 12 cm[2]. Hanno l'abilità di poter rimanere quasi immobili a mezz'aria, capacità garantita dal rapidissimo battito alare (dai 12 agli 80 battiti al secondo, a seconda della specie), e che gli consente di potersi cibare del nettare dei fiori. La loro straordinaria mobilità degli arti superiori gli consente inoltre prodezze di volo inimmaginabili per altri uccelli, come volare all'indietro.[3].
Inoltre, in caso di scarsità di cibo o durante il sonno, sono in grado di cadere in uno stato di torpore che consente loro di risparmiare energia, rallentando drasticamente il loro metabolismo.[4].
Indice |
Descrizione [modifica]
Sono uccelli di piccole dimensioni, dal peso di pochi grammi: le specie più piccole, il colibrì del sole rossastro (Phaethornis ruber) e il colibrì di Elena (Mellisuga helenae), pesano meno di 2 g, mentre la specie di maggiori dimensioni, il colibrì gigante (Patagona gigas), pesa in media circa 20 g ed è lungo fino a 21,5 cm.[2]
Il loro piumaggio ha colori brillanti che vanno dal bruno al verde, dal rosso al nero. La brillantezza dei colori è dovuta a delle lamelle cornee trasparenti presenti nelle piume, che funzionano da prismi ottici. Il raggio di luce viene così scomposto nei suoi colori originari dando una colorazione cangiante in base all'angolo di osservazione.
Il becco può avere una varietà di forme e dimensioni, che in genere riflettono le loro abitudini alimentari, adattandosi alla forma dei fiori del cui nettare si nutrono. La lingua è estensibile e biforcuta. Le zampe sono corte e inadatte alla deambulazione sul terreno, mentre le ali sono lunghe e strette.
I colibrì esibiscono un marcato dimorfismo sessuale. Le femmine hanno in genere dimensioni maggiori dei maschi, ma questi hanno colorazioni più vivaci, in particolare sulla gola e sulla testa. Il piumaggio dei giovani è usualmente simile a quello delle femmine. Anche la forma e le dimensioni del becco possono essere differenti nei due sessi.
Biologia [modifica]
Volo [modifica]
I Trochilidi hanno eccezionali capacità di volo. Grazie a particolari adattamenti della loro struttura muscolo-scheletrica possono battere le ali in tutte le direzioni, il che consente loro sia il volo stazionario che, unici fra gli uccelli, il volo all'indietro. Nel volo anterogrado possono raggiungere una velocità di 45 km orari e in picchiate possono arrivare sino a 96 km/h. La frequenza del loro battito alare, che produce un caratteristico rumore vibrante, è la più elevata di tutti gli uccelli: va da circa 70-80 battiti per secondo delle specie più piccole ai 10-15 battiti per secondo del colibrì gigante.[2]
La loro modalità di volo, studiata con tecniche di velocimetria digitale, presenta molte caratteristiche in comune con quella di alcune farfalle della famiglia Sphingidae.[5].
| Un colibrì (a sinistra) e un lepidottero sfingide (a destra) hanno in comune la capacità di volo stazionario. |
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Riproduzione [modifica]
La femmina costruisce da sola il nido, mentre il maschio, dopo l'accoppiamento, esegue voli acrobatici per attirare altre femmine.
I nidi sono costruiti intrecciando muschi, licheni e fili d'erba, peli di animale e piume. Il tutto viene legato da fili di ragnatela, che il colibrì raccoglie nella foresta. I nidi vengono fissati alle foglie o ai filamenti vegetali con nettare rigurgitato, usato come colla.
La femmina di solito depone 2 uova bianche che cova per 100-130 giorni a seconda della specie. I piccoli vengono nutriti dalla madre che rigurgita nelle loro gole il nettare e gli insetti predigeriti. Dopo circa 70 giorni i piccoli escono dal nido e vengono nutriti per oltre 2 settimane prima di divenire autonomi. La femmina del colibrì, per entrare in una nuova zona ricca di nettare, si concede al maschio dominante del gruppo in cui essa vuole entrare.
Distribuzione e habitat [modifica]
La distribuzione dei colibrì è limitata al Nord e Sud America, dall'Alaska a nord alla Terra del Fuoco a sud, comprendendo l'arcipelago caraibico.
Gran parte delle specie conosciute è concentrata nella fascia tropicale e subtropicale, in particolare nella foresta amazzonica sudamericana, in presenza di climi umidi e ricchi di vegetazione; tuttavia sono note diverse specie adattate a climi temperati, come i colibrì del genere Oreotrochilus, dei quali sono noti avvistamenti nell'altipiano andino, a oltre 5700 metri di altitudine[6]. Altri luoghi di distribuzione sono il Messico meridionale e le isole del golfo, gli Stati Uniti e il Canada.
La distribuzione delle specie non è comunque omogenea, con un minimo di 10 specie in Canada e Cile[7], alle oltre 160 specie della Colombia[8] o alle 130 dell'Ecuador[9], luoghi favoriti da climi più appetibili al rapido metabolismo di tali uccelli. Una specie in particolare, il colibrì golarubino, riesce a spingersi nell'interno del continente nordamericano, al livello dei Grandi Laghi e del Mississipi, durante le periodiche migrazioni.
Tassonomia [modifica]
La famiglia comprende 342 specie, raggruppate in 2 sottofamiglie e 107 generi:[1]
- Sottofamiglia Phaethornithinae
- Sottofamiglia Trochilinae
- Androdon Gould, 1863 (1 sp.)
- Doryfera Gould, 1847 (2 spp.)
- Phaeochroa Gould, 1861 (1 sp.)
- Campylopterus Swainson, 1827 (12 spp.)
- Aphantochroa Gould, 1853 (1 sp.)
- Eupetomena Gould, 1853 (1 sp.)
- Florisuga Bonaparte, 1850 (2 spp.)
- Colibri Spix, 1824 (4 spp.)
- Anthracothorax F.Boie, 1831 (7 spp.)
- Avocettula Reichenbach, 1849 (1 sp.)
- Topaza G.R.Gray, 1840 (2 spp.)
- Eulampis F.Boie, 1831 (2 spp.)
- Chrysolampis F.Boie, 1831 (1 sp.)
- Orthorhyncus Lacepede, 1799 (1 sp.)
- Klais Reichenbach, 1854 (1 sp.)
- Stephanoxis Simon, 1897 (1 sp.)
- Abeillia Bonaparte, 1850 (1 sp.)
- Lophornis Lesson, 1829 (10 spp.)
- Discosura Bonaparte, 1850 (5 spp.)
- Trochilus Linnaeus, 1758 (2 spp.)
- Chlorestes Reichenbach, 1854 (1 sp.)
- Chlorostilbon Gould, 1853 (16 spp. + 2 spp.†)
- Panterpe Cabanis & Heine, 1860 (1 sp.)
- Elvira Mulsant, J.Verreaux & E.Verreaux, 1866 (2 spp.)
- Eupherusa Gould 1857 (4 sp.)
- Goethalsia Nelson, 1912 (1 sp.)
- Goldmania Nelson 1911 (1 sp.)
- Cynanthus Swainson, 1827 (3 sp.)
- Cyanophaia Reichenbach, 1854 (1 sp.)
- Thalurania Gould, 1848 (6 spp.)
- Damophila Reichenbach, 1854 (1 sp.)
- Lepidopyga Reichenbach (3 spp.)
- Hylocharis F.Boie, 1831 (6 spp.)
- Chrysuronia Bonaparte, 1850 (1 sp.)
- Leucochloris Reichenbach, 1854 (1 sp.)
- Polytmus Brisson, 1760 (3 spp.)
- Leucippus Bonaparte, 1850 (4 spp.)
- Taphrospilus Simon, 1910 (1 sp.)
- Amazilia Lesson, 1843 (30 spp.)
- Microchera Gould, 1858 (1 sp.)
- Anthocephala Cabanis & Heine, 1860 (1 sp.)
- Chalybura Reichenbach, 1854 (2 spp.)
- Lampornis Swainson, 1827 (8 spp.)
- Basilinna Boie,F 1831 (2 spp.)
- Lamprolaima Reichenbach, 1854 (1 sp.)
- Adelomyia Bonaparte, 1854 (1 sp.)
- Phlogophilus Gould, 1860 (2 spp.)
- Clytolaema Gould, 1853 (1 sp.)
- Heliodoxa Gould, 1850 (9 spp.)
- Eugenes Gould, 1856 (1 sp.)
- Hylonympha Gould, 1873 (1 sp.)
- Sternoclyta Gould, 1858 (1 sp.)
- Urochroa Gould, 1856 (1 sp.)
- Boissonneaua Reichenbach, 1854 (3 spp.)
- Aglaeactis Gould, 1848 (4 spp.)
- Oreotrochilus Gould, 1847 (5 spp.)
- Lafresnaya Bonaparte, 1850 (1 sp.)
- Coeligena Lesson 1833 (11 spp.)
- Ensifera Lesson, 1843 (1 sp.)
- Pterophanes Gould, 1849 (1 sp.)
- Patagona G.R.Gray, 1840 (1 sp.)
- Sephanoides G.R.Gray, 1840 (2 spp.)
- Heliangelus Gould, 1848 (7 spp. + 1 sp.†)
- Eriocnemis Reichenbach, 1849 (11 spp.)
- Haplophaedia Simon, 1918 (3 sp.)
- Urosticte Gould, 1853 (2 spp.)
- Ocreatus Gould, 1846 (1 sp.)
- Lesbia Lesson, 1833 (2 spp.)
- Sappho Reichenbach, 1849 (1 sp.)
- Polyonymus Heine, 1863 (1 sp.)
- Ramphomicron Bonaparte 1850 (2 spp.)
- Oreonympha Gould, 1869 (1 sp.)
- Oxypogon Gould, 1848 (1 sp.)
- Metallura Gould, 1847 (9 spp.)
- Chalcostigma Reichenbach 1854 (5 spp.)
- Opisthoprora Cabanis & Heine, 1860 (1 sp.)
- Taphrolesbia Simon, 1918 (1 sp.)
- Aglaiocercus Zimmer, 1930 (3 spp.)
- Augastes Gould, 1849 (2 spp.)
- Schistes Gould, 1852 (1 sp.)
- Heliothryx F.Boie, 1831 (2 spp.)
- Heliactin F.Boie, 1831 (1 sp.)
- Loddigesia Bonaparte, 1850 (1 sp.)
- Heliomaster Bonaparte, 1850 (4 spp.)
- Rhodopis Reichenbach, 1854 (1 sp.)
- Thaumastura Bonaparte, 1850 (1 sp.)
- Tilmatura Reichenbach, 1854 (1 sp.)
- Doricha Reichenbach, 1854 (2 spp.)
- Calliphlox F.Boie, 1831 (4 spp.)
- Microstilbon Todd. 1913 (1 sp.)
- Calothorax G.R.Gray, 1840 (2 spp.)
- Mellisuga Brisson, 1760 (2 spp.)
- Archilochus Reichenbach, 1854 (2 spp.)
- Calypte Gould, 1856 (2 spp.)
- Atthis Reichenbach, 1854 (2 spp.)
- Myrtis Reichenbach, 1854 (1 sp.)
- Eulidia Mulsant, 1877 (1 sp.)
- Myrmia Mulsant, 1876 (1 sp.)
- Chaetocercus G.R.Gray, 1855 (6 spp.)
- Selasphorus Swainson, 1832 (6 spp.)
- Stellula Gould, 1861 (1 sp.)
Alcune specie [modifica]
Note [modifica]
- ^ a b Gill F. and Donsker D. (eds). Family Trochilidae in IOC World Bird Names (ver 3.3). International Ornithologists’ Union, 2013. URL consultato in data 25 maggio 2012.
- ^ a b c Camfield A. Trochilidae in Animal Diversity Web. 2004. URL consultato in data 30 ottobre 2012.
- ^ Locomotion in Les Colibris. Musée de la nature et des sciences de Sherbrooke. URL consultato in data 30 ottobre 2012.
- ^ Hummingbirds in Smithsonian's National Zoo web site. URL consultato in data 30 ottobre 2012.
- ^ Warrick D.R, Tobalske B.W & Powers D.R. Aerodynamics of the hovering hummingbird. Nature 2005; 435: 1094-1097.
- ^ Fjeldså, J., & I. Heynen, Genus Oreotrochilus in del Hoyo, J., A. Elliott, & J. Sargatal. eds. Handbook of the Birds of the World. Vol. 5. Barn-owls to Hummingbirds, Barcelona, Lynx Edicions, 1999. ISBN 84-87334-25-3
- ^ Jaramillo A. & Barros R., Species lists of birds for South American countries and territories: Chile, American Ornithologists' Union, 2010.
- ^ Salaman P., T. Donegan, & D. Caro, Checklist to the Birds of Colombia 2009, Conservation Colombiana 8. Fundación ProAves, 2009.
- ^ Freile J., Species lists of birds for South American countries and territories: Ecuador, American Ornithologists' Union, 2009.
Bibliografia [modifica]
- McGuire J.A., Witt C.C., Remsen J.V., Dudley R., Altshuler D.L. A higher-level taxonomy for hummingbirds. J. Ornithol. 2008; 150: 155–165.
Altri progetti [modifica]
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