Un matrimonio all'inglese

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Un matrimonio all'inglese
Un matrimonio all inglese.png
Larita e John in una scena del film
Titolo originale Easy Virtue
Lingua originale inglese
Paese di produzione Regno Unito, Canada
Anno 2008
Durata 95 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere commedia, romantico
Regia Stephan Elliott
Soggetto Noël Coward (piéce teatrale)
Sceneggiatura Stephan Elliott, Sheridan Jobbins
Produttore Barnaby Thompson, Joseph Abrams, James D. Stern
Casa di produzione Ealing Studios, Fragile Films, Endgame Entertainment, BBC Films, Pathé
Distribuzione (Italia) Eagle Pictures
Fotografia Martin Kenzie
Montaggio Sue Blainey
Musiche Marius De Vries
Scenografia John Beard
Costumi Charlotte Walter
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Un matrimonio all'inglese (Easy Virtue) è un film del 2008 diretto dal regista australiano Stephan Elliott, interpretato da Jessica Biel (al suo primo ruolo da protagonista, oltre che al suo primo film in Europa), Colin Firth, Kristin Scott Thomas e Ben Barnes.

La pellicola è basata su una piéce teatrale di Noël Coward, già portata sul grande schermo da Alfred Hitchcock nel film muto Virtù facile del 1927, ma con diverso sviluppo.

Il film, presentato a vari festival cinematografici (tra cui il Toronto Film Festival, il London Film Festival ed il Festival Internazionale del Film di Roma), è stato distribuito nelle sale italiane dalla Eagle Pictures il 9 gennaio 2009.

Trama[modifica | modifica sorgente]

1930. Larita Huntington è una giovane e bella ragazza di Detroit, decisamente aperta ed emancipata per la sua epoca. È una pilota, ed è diventata famosa per aver vinto il Gran Premio di Monaco battendo i suoi colleghi maschi (anche se poi è stata squalificata in quanto femmina). Contemporaneamente, John Whittaker, giovane rampollo di una nobile famiglia inglese, si trova in vacanza di piacere in Costa Azzurra. Dopo il Gran Premio vinto da Larita, i due si incontrano, si innamorano e subito si sposano, all'insaputa della rigida e tradizionalista famiglia di John (che il ragazzo si limita ad avvisare con un semplice e scarno telegramma).

Quando i due neosposi arrivano in Inghilterra, nella lussuosa villa di campagna degli Whittaker, perché Larita conosca la famiglia di John, la ragazza si scontra subito con la madre Veronica, che mal sopporta la sua esuberanza (lei avrebbe voluto che suo figlio convolasse a nozze con Sarah, un'amica d'infanzia figlia di un facoltoso Lord), le sue origini americane (negli anni trenta in Inghilterra l'antiamericanismo era un sentimento molto forte), e il fatto che in passato sia già stata sposata. Anche le sorelle "zitelle" di John, Hilda e Marion, non sembrano entusiaste di Larita, mentre la ragazza trova inaspettatamente il sostegno del padre di John, Jim (un uomo che, dopo la brutale esperienza della prima guerra mondiale, ora disprezza il conformismo della moglie e dei loro amici nobili), e del simpatico maggiordomo di casa Whittaker, Furber. Larita vorrebbe restare solo qualche giorno e poi trasferirsi definitivamente con John a Londra, ma suo marito la convince a rimanere per qualche tempo insieme alla sua famiglia.

« Lei è come l'annegamento: piacevole... quando smetti di dimenarti. »
(Sarah riferita a Veronica Whittaker)

Con il passare delle settimane, la convivenza con gli Whittaker si fa sempre più complicata per Larita, con la suocera e le figlie che non perdono occasione per screditarla, e con la stessa ragazza che sembra fare di tutto per non farsi amare (su tutte, l'involontaria uccisione dell'amato cagnolino di famiglia, e la partecipazione alla tradizionale caccia alla volpe in sella non ad un cavallo, bensì ad una motocicletta...). Questo "scontro" si acuisce col passare del tempo, complice il fatto che John scopre dalla madre che gli Whittaker sono sull'orlo del fallimento economico: a questo punto il ragazzo vorrebbe restare per aiutare la propria famiglia, contro il volere di Larita, che invece è sempre più insofferente verso la suocera.

La situazione degenera quando Hilda, grazie ad uno zio di New York giornalista, porta a galla uno scomodo segreto del passato di Larita: il suo primo marito, che l'ha lasciata presto vedova, non era morto di cancro come lei aveva detto, ma si era suicidato; anzi, in un primo momento la stessa Larita era stata accusata di omicidio per la sua morte, salvo poi essere stata assolta. Questa rivelazione incrina definitivamente il rapporto con gli Whittaker, John compreso, spingendolo inevitabilmente di nuovo verso Sarah. Durante il tradizionale ballo di fine anno offerto dalla famiglia alla comunità, John si rifiuta di ballare con sua moglie davanti a tutti gli ospiti, e così la ragazza capisce che il loro amore è arrivato al capolinea; in suo soccorso arriva Jim (suscitando l'ira di sua moglie Veronica), che balla con lei un ultimo tango prima che Larita se ne vada. A salutarla Larita trova solo Sarah (che nonostante tutto non l'ha mai giudicata), a cui confida di sperare che riesca a rendere felice John, e Furber, una delle poche persone felici del trambusto che la ragazza ha portato. Prima di partire, John, ravveduto, cerca di farle cambiare idea, così Larita trova finalmente la forza di esprimere il suo malessere e di confessare che a dispetto della versione ufficiale, fu davvero lei ad uccidere il suo primo marito, iniettandogli una dose fatale di veleno, giustificando ciò col fatto di averlo amato al punto da rifiutare di vederlo soffrire a causa del cancro. John ai suoi occhi non sa cosa voglia dire amare, amare una persona fino al punto di fare qualsiasi cosa per lei (facendo intuire che anche il suo andarsene sia un estremo atto d'amore nei confronti di John). Così Larita lascia per sempre gli Whittaker, ma prima di scappare trova un compagno di fuga inatteso: Jim, che dopo anni, proprio grazie a Larita, ha finalmente trovato la forza di lasciare l'ormai insopportabile moglie.

Raffronto con il film di Hitchcock[modifica | modifica sorgente]

Mentre il film di Alfred Hitchcock, di soli 58 minuti (stesso titolo originale di questo film, e cioè Easy Virtue, in italiano Virtù facile), tratto dallo stesso soggetto, sviluppava quasi una metà della trama sul primo matrimonio di Larita (con l'artista poi da lei indotto al suicidio nel film del 1928, aiutato a suicidarsi nel film del 2008), il conseguente processo, (con l'assoluzione dal reato di omicidio, ma con la condanna per libertinaggio), il viaggio di lei in Costa Azzurra dove conosce John e il conseguente arrivo della coppia in Inghilterra nella lussuosa proprietà della villa della famiglia di lui, questo film inizia proprio con l'arrivo dei due alla villa, ed ha uno sviluppo di 95 minuti.

Da quel punto in poi i due film si svolgono in maniera parallela, anche se nel film muto del 1928 in maniera molto più concisa. La bella e intelligente statunitense Larita (Jessica Biel) è distrutta dalla famiglia del rampollo John Whittaker, sino al punto in cui verrà scoperto il suo passato: il processo e il vero motivo della morte del primo marito avvenuto per suicidio e non per cancro come raccontava Larita, fatti che porteranno John a tornare dalla fiamma di gioventù Sarah, come avveniva nel film di Hitchcock. Ma in questa nuova versione, Larita è indotta ad abbandonare la villa e il padre di John (Colin Firth) fugge con lei, mentre nel film del 1928 Larita era costretta ad affrontare un nuovo processo per libertinaggio.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Inesattezze storiche[modifica | modifica sorgente]

Il film è ambientato nel 1930 (si può leggere la data "martedì, 19 ottobre 1930" su di un quotidiano che parla della vittoria di Larita a Montecarlo, in una delle prime scene della pellicola), ma l'auto di Larita è una BMW 328 Roadster, prodotta soltanto a partire dal 1936.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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