The Residents

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The Residents
Una delle maschere indossate dai Residents
Una delle maschere indossate dai Residents
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Musica sperimentale[1]
Outsider music
New wave[1]
Post-punk[1]
Periodo di attività 1972 – in attività
Etichetta Ralph Records
Pre Records
Charisma Records
Cordless Recordings
Mute Records
Sito web

The Residents sono un gruppo di musica sperimentale statunitense attivo dalla prima metà degli anni settanta.

I membri del gruppo non hanno mai mostrato la loro vera identità al pubblico (fatto praticamente unico nel mondo del rock)[2], ed è dunque possibile che nel corso degli anni si siano avvicendati numerosi musicisti nelle vesti dei quattro componenti della formazione. Fedeli ad una propria rigida etica "alternativa", si sono sempre autoesclusi dai circuiti di musica commerciale.

I loro album, che fondono rock, musica elettronica, noise, vaudeville, musica sperimentale e collage sonori, si dividono principalmente in due categorie: opere basate sulla "decostruzione" dissacrante della musica pop e rock occidentale (come nel caso di (I Can't Get No) Satisfaction dei Rolling Stones, destrutturata un anno prima che lo facessero i Devo), e complesse opere concettuali, composte intorno ad un tema, una teoria oppure una trama. Celebri sono i loro testi surreali e spesso provocatori, nonché le sonorità che rifuggono lo schema della composizione convenzionale.[3]

Durante i concerti, che possono essere talvolta delle performance multimediali,[4] i membri del gruppo di solito si presentano indossando cilindro, frac e una maschera grottesca (quella più celebre rappresenta un gigantesco bulbo oculare).[5][6]

Storia[modifica | modifica sorgente]

1969–1972: I primi anni della formazione[modifica | modifica sorgente]

I Residents risiedono in California, nell'area metropolitana di San Francisco, ma dichiarano di provenire dalla Louisiana[7] e che si sono fermati a vivere a San Mateo perché gli si era rotto il furgone e da allora non se ne sono mai andati (ovviamente potrebbe anche essere tutto falso)[senza fonte].

Nel 1969 il gruppo incise il primo dei suoi numerosi lavori poi rimasti inediti. Si hanno notizie di almeno due nastri inediti intitolati Rusty Coathangers for the Doctor e The Ballad of Stuffed Trigger. Altri indizi dell'attività pre-1970 del gruppo si ebbero quando uscì il brano I Heard You Got Religion, presumibilmente inciso nel 1969, e pubblicato successivamente come download digitale dalla Ralph America nel 1999.[senza fonte][7]

L'album The Ballad of Stuffed Trigger non è stato mai pubblicato in nessun formato.[8]

Nel 1971 la band inviò un nastro demo a Hal Halverstadt della Warner Brothers, poiché egli aveva lavorato in precedenza con Captain Beefheart (uno degli idoli musicali del gruppo)[senza fonte].[6] Halverstadt non rimase particolarmente colpito dal nastro, anche se lo giudicò molto originale.[senza fonte] Dato che la band non aveva indicato nessun mittente sul pacco, il nastro venne rinviato con la semplice dicitura "To the residents" ("Ai residenti"). Ai componenti del gruppo la cosa piacque talmente, che decisero di chiamare così la band, denominandosi inizialmente "Residents Unincorporated", e poi semplicemente "The Residents"[senza fonte].[9]

La prima esibizione ufficiale del gruppo a nome "The Residents" si svolse alla The Boarding House di San Francisco nel 1971. Quello stesso anno venne registrato un altro nastro intitolato Baby Sex.[7] La scandalosa copertina originale del demo raffigurava una vecchia foto in bianco e nero dove una donna praticava una fellatio ad un bambino.[senza fonte]

Quando nel 1972 entra a far parte del loro "organico" il chitarrista Philip "Snakefinger" Lithnam, il gruppo si trasferì a San Francisco dove fondò la Ralph Records,[10] etichetta "di confine" in quanto nata tra la fine dell'era psichedelica e l'inizio della nuova ondata New wave). La loro prima pubblicazione a nome Residents fu l'EP Santa Dog, rilasciato nel dicembre del 1972. L'uscita (anagramma di: Satan God[11]) fu prodotta in una prima tiratura di un centinaio di copie e spedito, oltre che ad amici e artisti vari, a Frank Zappa e a Richard Nixon (l'allora presidente degli Stati Uniti che però rifiutò il pacco).[12]

1972–1980: I primi album[modifica | modifica sorgente]

All'EP fece presto seguito il primo album effettivo dell'organico: Meet the Residents, che venne registrato nel 1973 e pubblicato nel 1974. Divenuto noto per la sua inquietante copertina omaggio/parodia ai Beatles,[7] il disco è già sintomatico delle stramberie sonore ed artistiche d'avanguardia tipiche dei Residents.[13]

Sempre del 1974, ma non pubblicato prima del 1978, è Not Available. L'album venne intenzionalmente lasciato a riposare nel cassetto per coerenza con le teorie di minima visibilità volute dal gruppo.[13][7] Tuttavia, a causa di obblighi contrattuali sorti dopo i continui ritardi nella pubblicazione del concept album Eskimo, il gruppo fu costretto ad immettere sul mercato il lavoro in questione in anticipo rispetto ai tempi previsti.[senza fonte]

Il seguente The Third Reich 'n Roll del 1976 presenta un solo brano per facciata, approssimativamente della durata di 17 minuti e mezzo. L'album è il risultato di innumerevoli citazioni di vecchi classici rock and roll stravolti, sovraincisi con nuove voci soliste, strumentazioni e rumori vari.[13] La copertina del disco raffigura Dick Clark in uniforme da SS mentre impugna una carota (riferimento al vegetarianismo di Adolf Hitler), mentre innumerevoli piccoli Hitler danzano sulle nuvole dello sfondo.[6][14]

Dopo The Third Reich 'n Roll arrivò l'ambizioso Fingerprince. L'intenzione originaria della band era quella di pubblicarlo come il primo vero album a tre lati, ma l'idea fu scartata quando il gruppo scoprì che i Monty Python avevano già fatto la stessa identica cosa tre anni prima con il loro album The Monty Python Matching Tie and Handkerchief.[6] Il "terzo lato" venne successivamente pubblicato in formato EP con il titolo Babyfingers.[7]

I Residents diedero un seguito a Fingerprince con il successivo Duck Stab/Buster & Glen (1978), il loro album più accessibile fino ad allora. Il disco fece guadagnare alla band l'attenzione della stampa musicale (nello specifico NME, Sounds e Melody Maker, che dedicarono ampi articoli alla band).[senza fonte]

Eskimo (1979) contiene, secondo la descrizione fornita dalla band stessa, musica etnica sulla vita degli eschimesi,[13][7] percussioni, voci senza parole, e musica creata dai suoni della natura. La copertina di Eskimo è la prima occasione nella quale il gruppo sfoggia il noto travestimento comprendente frac e teste da bulbo oculare che poi sarebbe diventato il loro marchio di fabbrica. I Residents remixarono le "canzoni" dell'album in versione disco music, pubblicandole nell'EP Diskomo.[7]

The Commercial Album (1980) consiste di 40 canzoni-spot della durata esatta di 1 minuto ciascuna, scritte sotto forma di jingle pubblicitari.[7] Per la raccolta furono anche preparati 40 brevi videoclip che avrebbero dovuto accompagnare le canzoni.

1981–1990: Performance art e concept album[modifica | modifica sorgente]

The Mole Trilogy & The Mole Show (1981–85)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1981, venne pubblicato l'album Mark of the Mole come prima parte della trilogia concettuale della "talpa" ("The Mole Trilogy").[10] "The Mole Trilogy" è costituita da tre parti: I, II (The Tunes of Two Cities) e IV (The Big Bubble: Part Four of The Mole Trilogy), in aggiunta venne pubblicato altro materiale collegato alla trilogia in un disco intitolato Intermission.[15] La prima tournée del gruppo si ebbe in promozione dell'album The Tunes of Two Cities. I concerti vedevano i Residents esibirsi nascosti dietro una tenda di palcoscenico, oppure mascherati in vari modi, mentre ballerini e attori danzavano davanti a sfondi dipinti utilizzati per illustrare le storie dei brani.[senza fonte] Nonostante gli ottimi giudizi ricevuti, il "Mole show" si rivelò tuttavia essere un terribile fiasco commerciale, che spinse, secondo le testimonianze, due membri ad abbandonare la formazione[16] e al prematuro accantonamento della trilogia[senza fonte].[15][17]

Durante questo periodo, i Residents furono molto meno prolifici che in passato, con la pubblicazione soltanto di una compilation di outtakes intitolata Residue of the Residents, e un disco in collaborazione con i colleghi di etichetta Renaldo and the Loaf, Title in Limbo.[15] Con il fallimento della "trilogia della talpa" si colloca generalmente la fine del cosiddetto periodo d'oro della band. I successivi lavori, infatti, pur non difettando in astrusità e sperimentazione, non arriveranno mai a raggiungere lo "status mitico" degli album precedenti.[5]

The American Composers Series e 13th Anniversary Show (1984-86)[modifica | modifica sorgente]

Dopo il fallimento del Mole Show e l'abbandono della incompleta Mole Trilogy, la band rivolse la propria attenzione nei confronti di un nuovo progetto, una serie di dischi, ognuno costituito da una lunga suite di reinterpretazioni di standard di compositori americani che la band ammirava[senza fonte]. Il gruppo progettò di fare numerose cover di brani di diversi artisti, ma solo due album inerenti al progetto furono completati e pubblicati: George and James (dedicato a George Gershwin e James Brown) nel 1984, e Stars & Hank Forever: The American Composers Series (tributo a Hank Williams e John Philip Sousa) del 1986.[13] Recentemente sono riemerse anche diverse tracce provenienti da un album incompleto dedicato a Sun Ra e Ray Charles che avrebbe dovuto proseguire la serie.[senza fonte]

In seguito, anche se riluttanti dopo l'insuccesso del "The Mole Show", i Residents diedero inizio al "13th Anniversary Tour". Mentre le esibizioni musicali si avvicinavano insolitamente al mainstream, lo spettacolo scenico sul palco era infarcito più che mai di maschere, pupazzi, ballerine, giochi di luce, e il cantante dei Residents cambiava continuamente costume passando dalla classica maschera con l'occhio ad una con le fattezze di Richard Nixon. Dopo due settimane di concerti in Giappone, i Residents portarono lo show anche negli Stati Uniti.[senza fonte] Nel backstage di un concerto all'Hollywood Palace il 26 dicembre 1985, venne rubata una delle maschere a bulbo oculare (quella di "Mr. Red Eye"), e venne sostituita con una da teschio gigante. La maschera con l'occhio venne poi restituita da un fan, ma ritenuta ormai "impura e contaminata" venne accantonata e non più utilizzata. D'ora in avanti, il cantante solista dei Residents verrà rinominato "Mr. Skull".[senza fonte]

Cube E (1989–1990) e The King & Eye[modifica | modifica sorgente]

Cube E era una performance in tre atti sulla storia della musica americana.[15] Nella prima parte, definita "Buckaroo Blues", ha forte spazio la musica country. Il secondo atto intitolato "Black Barry" è incentrato sulla musica degli schiavi negri e sul blues. La terza parte, "The Baby King", vede le canzoni di Elvis Presley eseguite da anziani impersonatori di Elvis per i loro nipotini.[senza fonte] Lo show terminava con la conclusione che Elvis fosse morto come risultato della "British invasion".[senza fonte][15]

Altro lavoro è The King & Eye, una surreale biografia di Elvis Presley e sulla nascita del rock and roll[senza fonte].[15]

God in Three Persons e altre opere[modifica | modifica sorgente]

Alla fine degli anni ottanta, il gruppo creò un ennesimo concept album, nonché una delle più note opere rock della loro carriera, God in Three Persons, incentrato sullo sfruttamento da parte di uno sceriffo di una piccola contea di due gemelle dotate di poteri curativi.[18] Il disco è l'unico dei Residents ad avere nel sito AllMusic il massimo voto (5 stelle su 5)[19] e il contrassegno degli "album consigliati" ed è inoltre l'unico del periodo "dopo Mole" ad avvicinarsi all' "età d'oro" della band[non chiaro].

1991–97: Progetti multimediali[modifica | modifica sorgente]

Negli anni novanta, la band creò il Freak Show. Ciò diede il via alla crescente ossessione dei The Residents per la tecnologia digitale.[10] La maggior parte della musica venne creata attraverso protocolli MIDI. Freak Show fu anche il titolo del CD-ROM pubblicato dalla Voyager Company nel gennaio 1994,[20] poco tempo dopo il primo esperimento multimediale su CD-ROM di Laurie Anderson, Puppet Motel.

Altri progetti multimediali dei The Residents dell'epoca includono The Gingerbread Man e Bad Day on the Midway.[15]

1998–2008: Tour e altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Wormwood (1998–99)[modifica | modifica sorgente]

Wormwood: Curious Stories from the Bible è la personale e dissacrante rilettura della Bibbia da parte dei Residents.[13] Sul palco la band si esibiva in abiti ecclesiastici. L'opera è composta da due atti: il primo consiste in storie di vari personaggi biblici minori. Il secondo è organizzato in lunghe suite di brani circa figure bibliche di prima importanza come Abramo, Mosé, e Re David.[senza fonte] Durante un concerto ad Atene, in Grecia, Nolan Cook, il chitarrista, fu costretto a lasciare il palco dopo essere stato colpito in testa da un sasso gettato da uno spettatore.[senza fonte][21]

Demons Dance Alone e Animal Lover (2002–05)[modifica | modifica sorgente]

Tra il 2002 e il 2005 i Residents registrarono gli album drammatici Demons Dance Alone e Animal Lover. Il primo di questi è parzialmente ispirato agli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001.[4]

2010–presente: Talking Light e oltre[modifica | modifica sorgente]

I Residents durante un concerto del 2013

Nel gennaio 2010 i Residents iniziarono una serie di concerti denominati "Talking Light", attraverso il Nord America e l'Europa. Durante il tour, durato fino all'aprile 2011, i Residents apparvero in trio (con la spiegazione che il quarto membro "Carlos" si era stancato del mondo del music business ed era "tornato a casa" in Messico a prendersi cura di sua madre) adottando nuove identità e nuovi costumi. Il cantante, "Randy", indossava una maschera da uomo anziano, mentre gli altri due, il tastierista "Chuck" e il chitarrista "Bob", portavano parrucche con capelli rasta ed una specie di attrezzatura ottica luminosa a coprire i loro volti. Le canzoni proposte ruotavano tutte sulle ossessioni dei vari personaggi circa i fantasmi, persone immaginarie, e fenomeni paranormali. Una delle loro esibizioni si tenne all'edizione annuale dell'All Tomorrow's Parties Festival curato da Matt Groening nel maggio 2010 a Minehead, Inghilterra. La band pubblicò diversi album relativi al concetto del "Talking Light", inclusi i dischi solo strumentali Dollar General e Chuck's Ghost Music, l'album live Bimbo's Talking Light, e Lonely Teenager (in studio).

Nell'ottobre e novembre 2011, i Residents hanno presentato una prima versione di Sam's Enchanted Evening al The Marsh Performance Center di Berkeley, California, con il cantante della band introdotto come "Randy Rose".

Il 10 gennaio 2012, i Residents hanno pubblicato l'album Coochie Brake; incentrato principalmente su musica ambient, sonorità etniche, con testi in spagnolo recitati, apparentemente, da un nuovo cantante.

Cryptic Corporation[modifica | modifica sorgente]

Nel corso degli anni si è speculato molto circa la reale identità dei componenti dei Residents in relazione al loro gruppo di management conosciuto come "The Cryptic Corporation."[22] La Cryptic si formò nel 1976 in California per volontà di Jay Clem (1947), Homer Flynn (1945), Hardy W. Fox (1945), e John Kennedy, ognuno dei quali ha sempre negato di far parte dei Residents. (Clem e Kennedy lasciarono la Corporation nel 1982.[23]) Sebbene i Residents non concedano interviste, Flynn e Fox hanno spesso parlato con i media delle attività del gruppo.

Nolan Cook, assiduo collaboratore dei Residents nei loro lavori in studio e nelle esibizioni live, negò nel corso di un'intervista che Fox e Flynn fossero in realtà i Residents, affermando che tutte le voci circolanti erano assolutamente false e prive di fondamento. Tuttavia, Cook viene considerato da alcuni egli stesso un membro della band.[senza fonte]William Poundstone, autore del libro Big Secrets, confrontò la voce di Flynn con i brani parlati presenti nei dischi dei Residents. Dopo ripetuti ascolti, arrivò alla conclusione che le due voci fossero praticamente identiche. Aggiungendo infine che "pareva credibile identificare il nucleo dei Residents nel duo Flynn & Fox". A supporto di questa tesi si crede che Flynn sia il paroliere mentre Fox componga la musica. In aggiunta il database on line Broadcast Music Incorporated relativo ai diritti d'autore degli artisti musicali, indica Flynn & Fox come gli autori di tutte le canzoni dei Residents.[24]

Simon Reynolds scrive nel suo libro Rip It Up and Start Again: Post Punk 1978–1984 che "i Residents e i loro collaboratori e manager sono la stessa ed unica cosa",[25] Reynolds cita come fonti Helios Creed, che identifica i Residents in un tastierista chiamato "H", un cantante di nome "Homer", e "un altro tizio di nome John"; e Peter Principle dei Tuxedomoon, il quale affermò che la sua band aveva scoperto "come i due tipi che si occupavano della grafica e della produzione degli album in studio fossero i Residents."[26]

La Cryptic Corporation ammette apertamente che la grafica dei lavori del gruppo è curata da Flynn (tra gli altri), sotto vari pseudonimi dalla diversa pronuncia, come "Pornographics", "Porno Graphics", "Pore No Graphix", "Pore-Know Graphics", ecc...; e che Fox è il tecnico del suono, produttore, ingegnere, di tutta la discografia dei Residents.[senza fonte]

Recentemente, la pagina del gruppo su Facebook ha presentato la lista dei membri dei Residents come: "Randy, Chuck and Bob."[senza fonte]

I Residents nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

  • Nella sigla finale della serie animata Beck, possiamo notare uno spezzone che mostra il gruppo con la loro caratteristica maschera da occhio.[senza fonte]
  • Nella storia autoconclusiva di Andrea Pazienza intitolata Giorno è presente una citazione ai Residents, durante il risveglio del protagonista a fianco della caffettiera compaiono delle frasi presumibilmente emesse da una radio che parlano di Commercial Album.[27]
  • La band italiana UnderLegs Tea Party ha reinterpretato la prima versione di Santa Dog.[senza fonte]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album in studio[modifica | modifica sorgente]

Album live[modifica | modifica sorgente]

  • The Mole Show Live at the Roxy – 1983
  • The 13th Anniversary Show Live in the U.S.A. – 1986
  • 13th Anniversary Show: Live in Japan – 1986
  • The Thirteenth Anniversary Show – 1987
  • The Mole Show Live in Holland – 1989
  • Cube E: Live in Holland – 1990
  • Live at the Fillmore – 1998
  • Wormwood Live – 1999
  • Kettles of Fish on the Outskirts of Town – 2002
  • The Way We Were (live CD/DVD) – 2005
  • Cube E Box Set – 2006
  • Talking Light Rehearsal – 2010
  • Talking Light – 2010–11

Singoli ed EP[modifica | modifica sorgente]

Compilation[modifica | modifica sorgente]

  • The Residents Radio Special – 1979
  • Please Do Not Steal It! – 1979
  • Nibbles – 1979
  • Residue of the Residents – 1984
  • Ralph Before '84: Volume 1, The Residents – 1984
  • Assorted Secrets – 1984
  • Memorial Hits – 1985
  • The Pal TV LP – 1985
  • Heaven? – 1986
  • Hell! – 1986
  • Stranger Than Supper – 1990
  • Liver Music – 1990
  • Daydream B-Liver – 1991
  • Poor Kaw-Liga's Pain – 1994
  • Louisiana's Lick – 1995
  • Our Tired, Our Poor, Our Huddled Masses – 1997
  • Residue Deux – 1998
  • 25 Years of Eyeball Excellence – 1998
  • Land of Mystery – 1999
  • Refused – 1999
  • Dot.Com – 2000
  • Diskomo 2000 – 2000
  • Petting Zoo – 2002
  • Eat Exuding Oinks – 2002
  • Best Left Unspoken...Vol. 1 – 2006
  • Best Left Unspoken...Vol. 2 – 2006
  • Best Left Unspoken...Vol. 3 – 2007
  • Ten Little Piggies – 2009
  • Chicken Scratching with The Residents – 2010
  • Ozark – 2011
  • ERA B4-74 – 2012

Progetti multimediali vari[modifica | modifica sorgente]

  • Vileness Fats (progetto cinematografico incompiuto) – 1972–1976
  • The Mole Show/Whatever Happened to Vileness Fats? (VHS) –1984
  • Freak Show/Freak Show Soundtrack (CD-ROM) – 1991
  • The Eyes Scream: A History of the Residents (VHS) (con Penn Jillette) – 1991
  • Twenty Twisted Questions (Laserdisc) – 1992
  • Gingerbread Man (CD-ROM) – 1994
  • Bad Day on the Midway (CD-ROM) – 1995
  • Icky Flix (DVD) – 2001
  • Eskimo (DVD) – 2002
  • Disfigured Night DVD (DVD) – 2002
  • Live! On The Outskirts (DVD) – 2002
  • Demons Dance Alone (DVD) – 2003
  • The Commercial DVD (DVD) – 2004
  • Wormwood: Curious Stories from the Bible (DVD) – 2005
  • The Way We Were (CD/DVD) – 2005
  • Cube E Box (CD/DVD) – 2006
  • River of Crime (Episodes 1–5) (podcast) – 2006
  • Timmy (Internet video series) – 2006
  • The Bunny Boy (serie video di internet) – 2008
  • Icky Flix Live (DVD) – 2009
  • The Mole Show (Kabuki) (CD/DVD) – 2009
  • Is Anybody Out There? (DVD) – 2009
  • Randy's Ghost Stories (DVD) – 2010
  • Talking Light 3D DVD/Comic (Blu-ray) – 2011
  • Bimbo's Talking Light DVD (DVD) – 2011

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Richie Unterberger, Samb Hicks, Music USA: The Rough Guide, Rough Guides, 1999, p. 429.
  2. ^ The Residents - AllMusic. URL consultato il 10 marzo 2014.
  3. ^ Residents - biografia, recensioni, discografia, foto :: OndaRock. URL consultato il 10 marzo 2014.
  4. ^ a b The History of Rock Music: Residents. URL consultato il 10 marzo 2014.
  5. ^ a b Cesare Rizzi, Enciclopedia rock anni '70, Arcana, 2002, pp. 446-447.
  6. ^ a b c d Andrew Jones, Plunderphonics, 'pataphysics & Pop Mechanics: An Introduction to Musique Actuelle, SAF Publishing Ltd, 1995, pp. 220-227.
  7. ^ a b c d e f g h i Cesare Rizzi, Enciclopedia della musica rock (1970-1979) (secondo volume), Giunti, 1998, pp. 460-462.
  8. ^ The Great Rock Discography: Seventh Edition by Strong, Martin C.
  9. ^ Alessandro Bolli, Dizionario dei nomi rock, Arcana, 1998, p. 437.
  10. ^ a b c Richard Fontenoy, "The Residents", in The Rough Guide to Rock (Third Edition) edito da Peter Buckley. London : Rough Guides, 2003. ISBN 1-84353-105-4 (pp. 868–70).
  11. ^ Recensione dell'album Meet the Residents su ondarock.it
  12. ^ Santa Dog
  13. ^ a b c d e f Enzo Gentile, Alberto Tonti, Dizionario del pop-rock, Baldini & Castoldi, 2002, pp. 879-881.
  14. ^ The Third Reich 'n Roll - AllMusic. URL consultato il 14 marzo 2014.
  15. ^ a b c d e f g Cesare Rizzi, Enciclopedia della musica rock (1980-1989) (terzo volume), Giunti, 2000, pp. 468-470.
  16. ^ The Residents. URL consultato il 18 marzo 2014.
  17. ^ Mole Show - The Residents. URL consultato il 18 marzo 2014.
  18. ^ God in 3 Persons. URL consultato il 17 marzo 2014.
  19. ^ The Residents Discography - AllMusic. URL consultato il 14 marzo 2014.
  20. ^ http://www.discogs.com/Residents-Freak-Show-CD-ROM-Original-Soundtrack/release/2052805.
  21. ^ Wormwood DVD - AllMusic. URL consultato il 14 marzo 2014.
  22. ^ Robert Barry, "The Residents Do Not Live In The Past": A Profile & 'Interview' in The Quietus, 11. URL consultato il 12 settembre 2011.
  23. ^ '1982: 'The Year the Residents Died August 2007, by Thompson, Philip L.
  24. ^ BMI.com online listing of songs written or co-written by Homer Flynn and Hardy Fox, consultato 24 maggio 2005
  25. ^ (EN) Simon Reynolds, Rip It Up and Start Again: Post Punk 1978–1984 (Paperback), Faber and Faber [2005], 2006, p. 250.
  26. ^ (EN) Simon Reynolds, Footnotes No. 14 in Rip It Up and Start Again: The Footnotes, 22. URL consultato il 9 settembre 2011.
  27. ^ La fumettista curiosa: luglio 2012. URL consultato il 14 marzo 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Nicole V. Gagné, Historical Dictionary of Modern and Contemporary Classical Music, Scarecrow Press, 2012, pp. 222-224.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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