Tuxedomoon

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Tuxedomoon
Steven Brown
Steven Brown
Paese d'origine Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti
Genere New wave
Post-punk
Musica elettronica
Periodo di attività 1977in attività
Album pubblicati 19
Studio 13
Live 2
Raccolte 4
Sito web

Tuxedomoon è il nome di un gruppo musicale sperimentale e multimediale di matrice post-punk/new wave, formato nel 1977 a San Francisco da Blaine Leslie Reininger e Steven Brown.[1]


Indice

[modifica] Biografia

[modifica] Il periodo americano

Fondati nel 1977 dai polistrumentisti Blaine L. Reininger e Steven Brown, all'epoca studenti di musica elettronica al San Francisco City College, i Tuxedomoon cominciano ad esibirsi nei locali cittadini con l'apporto iniziale dell'artista Tommy Tadlock in veste di tecnico ed inventore di suoni, e ad accompagnare con la loro musica originale gli spettacoli del gruppo teatrale Angels of Light.[2] Proprio le conoscenze di Steven Brown nell'ambiente teatrale favoriscono i contatti con i cantanti Gregory Cruikshank, Victoria Lowe e, soprattutto, Winston Tong. Il gruppo ottiene una certa notorietà già nel 1978, quando fa da spalla ai Devo in concerto. Nello stesso anno entrano nella formazione il chitarrista Michael Belfer ed il batterista Paul Zahl, e viene pubblicato il loro primo EP, No Tears con l'etichetta indipendente Time Release. Interrotti i rapporti con la Lowe, poco dopo anche Belfer e Zahl esauriscono la loro breve collaborazione, mentre Tong lascia solo temporaneamente il gruppo, cui si sono nel frattempo uniti il bassista Peter "Principle" Dachert ed il cineasta Bruce Geduldig. Nel 1979 i Tuxedomoon firmano con la Ralph Records, l'etichetta dei Residents, che produce i loro primi due album, Half Mute nel 1980 e Desire nel 1981. Nello stesso anno, considerando la scena della new wave europea più consona alla propria arte, la band lascia gli Stati Uniti per trasferirsi prima a Rotterdam, dove pubblica l'album Joeboy in Rotterdam con la Backstreet Backlash, e poi a Bruxelles.[3]

[modifica] Il trasferimento in Europa

Qui i Tuxedomoon entrano presto in contatto con l'ambiente dell'avant-garde, e nel 1982 pubblicano la colonna sonora composta per il balletto di Maurice Béjart Divine, dedicato a Greta Garbo. Nello stesso anno inizia il sodalizio con l'etichetta belga Crammed Discs,[4] con cui pubblicano gli EP Suite en Sous-Sol, Time to Lose e Short Stories. L'anno seguente Reininger si defila dal gruppo per dedicarsi maggiormente alla carriera solistica, mentre entra a farne parte il trombettista Luc Van Lieshout. Nel 1985 arriva il primo vero successo commerciale con l'album Holy Wars, distribuito in tutto il mondo sempre dalla Crammed, e dopo la cui uscita Winston Tong lascia definitivamente la band. Nel 1986 esce l'album Ship of Fools, seguito nel 1987 da You, entrambi con la partecipazione del polistrumentista Ivan Georgiev. Segue un lungo periodo di pausa, che dura fino a quasi tutti gli anni novanta, durante il quale vengono pubblicate alcune raccolte, mentre Steven Brown e Peter Principle, come già Blaine Reininger, portano avanti diversi progetti individuali, quasi sempre nell'ambito della Crammed Discs o con l'etichetta italiana Materiali Sonori. È il caso dei due album incisi da Steven Brown con il compositore belga Benjamin Lew, e dell'album solista di Principle, tutti e tre pubblicati nella collana Made to Measure dall'etichetta italiana. Nello stesso periodo Brown e Reininger si ritrovano per una lunga serie di concerti in giro per l'Europa, durante i quali eseguono spesso anche musiche dei Tuxedomoon, e di cui resta traccia nell'album live 1890-1990 One Hundred Years of Music, edito ancora da Materiali Sonori. Uniche parentesi discografiche in studio come Tuxedomoon, gli album The Ghost Sonata nel 1991, colonna sonora di un'opera multimediale realizzata con Bruce Geduldig e Winston Tong nel 1982, e Joeboy in Mexico, primo tentativo di reunion del 1998.

Il ritorno stabile della band, però, avviene solo nel 2004, quando esce l'album Cabin in the Sky, al quale partecipano Steven Brown, Blaine Reininger, Peter Principle e Luc Van Lieshout. Seguono vari tour di concerti dal vivo, e nel 2006 la pubblicazione di un nuovo lavoro, Bardo Hotel Soundtrack. Per il trentennale della loro attività alla fine del 2007 pubblicano quindi l'album Vapour Trails.

[modifica] Formazione base storica

[modifica] Discografia

[modifica] Album studio

[modifica] Singoli ed EP

[modifica] Album dal vivo

[modifica] Raccolte

[modifica] Compilation

[modifica] Filmografia

[modifica] Note

  1. ^ cfr. Simon Reynolds. Post-punk 1978-1984. Isbn Edizioni, Milano, 2005, p. 312.
  2. ^ cfr. Simon Reynolds, op. cit., p. 318.
  3. ^ cfr. Simon Reynolds, op. cit., p. 321 e p. 330.
  4. ^ cfr. Simon Reynolds, op. cit., p. 655.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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