The Downward Spiral

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The Downward Spiral

Artista Nine Inch Nails
Tipo album Studio
Pubblicazione 8 marzo 1994
Durata 65 min : 02 s
(Originale)
70 min: 38 sec
Versione Giapponese)
135 min: 40 sec
(Versione Deluxe)
Dischi 1 (2 nella versione deluxe)
Tracce 14
Genere Industrial
Industrial metal
Alternative metal
Etichetta Nothing Records
Produttore Trent Reznor, Mark Ellis
Registrazione 1993-1994 Le Pig, Beverly Hills; Record Plant Studios & A&M Studios, Los Angeles
Certificazioni
Dischi di platino 5
Nine Inch Nails - cronologia
Album precedente
Album successivo

The Downward Spiral (anche noto come Halo 8) è il terzo lavoro in studio dei Nine Inch Nails uscito nel 1994, a due anni di distanza da Broken.

Il successo dell'album portò i NIN alla popolarità, specialmente dopo l'uscita del secondo singolo, Closer, accompagnato da un controverso videoclip, diretto da Mark Romanek. Il brano conclusivo, Hurt, fu reinterpretato da Johnny Cash nell'album American IV: The Man Comes Around. The Downward Spiral è universalmente ritenuto dalla critica specializzata il capolavoro dei Nine Inch Nails.Si trova alla posizione 201 nella classifica dei 500 migliori album di sempre stilata dalla rivista Rolling Stone.

Indice

L'album[modifica]

Alienazione e paranoia, depressione, perversione, tutto questo e molto altro in un concept-album che racconta la sottomissione al "sistema" dell'individuo protagonista, il quale troverà riparo, infine, nel suicidio. Un sistema al quale non si può sfuggire, perché è quello in cui viviamo, cresciamo e moriamo. La successione dei brani scandisce i "capitoli" di questo racconto, dove troviamo invettive antireligiose (Heresy) e inquietanti episodi di futuristica schizofrenia (I Do Not Want This), il tutto scandito da un suono che è tutta una orchestra di strumenti, digitali e no, i quali si fondono venendo a creare canzoni che è difficile, ad un primo approccio, definire tali. Seguendo solamente quella che è la sua idea di musica, Trent Reznor incide un disco dove il meccanico-robotico fa da padrone, dove ogni singolo battito è il frutto d'uno studio meticoloso, o più correttamente, ossessivo. In linea con una visione "Nietzschiana" della realtà, Reznor annuncia ancora la morte di Dio, e come l'uomo, tentando di ergersi a padrone del mondo, riveli tutta la sua fragilità.

Tracce[modifica]

Versione originale[modifica]

  1. Mr Self Destruct – 4:30
  2. Piggy – 4:24
  3. Heresy – 3:54
  4. March of the Pigs – 2:58
  5. Closer – 6:13
  6. Ruiner – 4:58
  7. The Becoming – 5:31
  8. I Do Not Want This – 5:41
  9. Big Man With a Gun – 1:36
  10. A Warm Place – 3:22
  11. Eraser – 4:54
  12. Reptile – 6:51
  13. The Downward Spiral – 3:57
  14. Hurt – 6:13

La versione giapponese contiene la reinterpretazione Dead Souls dei Joy Division, dal film Il corvo, inserita tra Big Man With a Gun e A Warm Place.

Edizione deluxe[modifica]

(disco 1)

  • Identico alla versione originale.

(disco 2)

  • Collezione di remix e lato b, gli ultimi tre pezzi erano inediti.
  1. Burn – 5:00
  2. Closer (Precursor) (remixata dai Coil, Danny Hyde) – 7:16
  3. Piggy (Nothing Can Stop Me Now) (remixata da Rick Rubin) – 4:03
  4. A Violet Fluid – 1:04
  5. Dead Souls (brano dei Joy Division) – 4:53
  6. Hurt (Quiet) (remixata da Trent Reznor) – 5:08
  7. "Closer to God (remixata da Reznor, Sean Beavan, Brian Pollack) – 5:06
  8. All the Pigs, All Lined Up – 7:26
  9. Memorabilia – 7:22 (brano dei Soft Cell)
  10. The Downward Spiral (The Bottom) (remixata da John Balance, Peter Christopherson, Drew McDowall, Hyde) – 7:32
  11. Ruiner (Demo) – 4:51
  12. Liar (Reptile Demo) – 6:57
  13. Heresy (Demo) – 4:00

Formazione live[modifica]

Anche in quest'album come nei precedenti buona parte degli strumenti sono suonati dallo stesso Trent Reznor durante le registrazioni. Quella che segue è la formazione dei NIN durante i tour che seguirono l'uscita dell'album: Self Destruct tour, Further Down the Spiral tour e Dissonance .

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