The Downward Spiral

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The Downward Spiral

Artista Nine Inch Nails
Tipo album Studio
Pubblicazione 8 marzo 1994
Durata 65 min : 02 s
(Originale)
70 min: 38 sec
Versione Giapponese)
135 min: 40 sec
(Versione Deluxe)
Dischi 1 (2 nella versione deluxe)
Tracce 14
Genere Industrial
Industrial metal
Alternative metal
Etichetta Nothing Records
Produttore Trent Reznor, Mark Ellis
Registrazione 1993-1994 Le Pig, Beverly Hills; Record Plant Studios & A&M Studios, Los Angeles
Certificazioni
Dischi di platino 5
Nine Inch Nails - cronologia
Album precedente
(1992)
Album successivo
(1995)

The Downward Spiral (anche noto come Halo 8) è il terzo lavoro in studio dei Nine Inch Nails uscito nel 1994, a due anni di distanza da Broken.

Il successo dell'album portò i NIN alla popolarità, specialmente dopo l'uscita del secondo singolo, Closer, accompagnato da un controverso videoclip, diretto da Mark Romanek. The Downward Spiral è universalmente ritenuto dalla critica specializzata il capolavoro dei Nine Inch Nails e uno dei dischi più importanti degli anni '90.[1] Si trova alla posizione 201 nella classifica dei 500 migliori album di sempre stilata dalla rivista Rolling Stone.[2]

L'album[modifica | modifica sorgente]

Alienazione e paranoia, depressione, perversione: tutto questo e molto altro in un concept-album che racconta la sottomissione al "sistema" dell'individuo protagonista, il quale troverà riparo, infine, nel suicidio.[3] Un sistema al quale non si può sfuggire, perché è quello in cui viviamo, cresciamo e moriamo. La successione dei brani scandisce i "capitoli" di questo racconto, dove troviamo invettive antireligiose (Heresy) e inquietanti episodi di futuristica schizofrenia (I Do Not Want This), il tutto scandito da un suono che è tutta una orchestra di strumenti, digitali e no, i quali si fondono venendo a creare canzoni che è difficile, ad un primo approccio, definire tali. Seguendo solamente quella che è la sua idea di musica, Trent Reznor incide un disco dove il meccanico-robotico fa da padrone, dove ogni singolo battito è il frutto d'uno studio meticoloso, o più correttamente, ossessivo. In linea con una visione "Nietzschiana" della realtà, Reznor annuncia ancora la morte di Dio e descrive come l'uomo, tentando di ergersi a padrone del mondo, riveli tutta la sua fragilità.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Versione originale[modifica | modifica sorgente]

  1. Mr Self Destruct – 4:30
  2. Piggy – 4:24
  3. Heresy – 3:54
  4. March of the Pigs – 2:58
  5. Closer – 6:13
  6. Ruiner – 4:58
  7. The Becoming – 5:31
  8. I Do Not Want This – 5:41
  9. Big Man With a Gun – 1:36
  10. A Warm Place – 3:22
  11. Eraser – 4:54
  12. Reptile – 6:51
  13. The Downward Spiral – 3:57
  14. Hurt – 6:13

La versione giapponese contiene la reinterpretazione Dead Souls dei Joy Division, dal film Il corvo, inserita tra Big Man With a Gun e A Warm Place.

Edizione deluxe[modifica | modifica sorgente]

(disco 1)

  • Identico alla versione originale.

(disco 2)

  • Collezione di remix e lato b, gli ultimi tre pezzi erano inediti.
  1. Burn – 5:00
  2. Closer (Precursor) (remixata dai Coil, Danny Hyde) – 7:16
  3. Piggy (Nothing Can Stop Me Now) (remixata da Rick Rubin) – 4:03
  4. A Violet Fluid – 1:04
  5. Dead Souls (brano dei Joy Division) – 4:53
  6. Hurt (Quiet) (remixata da Trent Reznor) – 5:08
  7. "Closer to God (remixata da Reznor, Sean Beavan, Brian Pollack) – 5:06
  8. All the Pigs, All Lined Up – 7:26
  9. Memorabilia – 7:22 (brano dei Soft Cell)
  10. The Downward Spiral (The Bottom) (remixata da John Balance, Peter Christopherson, Drew McDowall, Hyde) – 7:32
  11. Ruiner (Demo) – 4:51
  12. Liar (Reptile Demo) – 6:57
  13. Heresy (Demo) – 4:00

Formazione live[modifica | modifica sorgente]

Anche in quest'album come nei precedenti buona parte degli strumenti sono suonati dallo stesso Trent Reznor durante le registrazioni. Quella che segue è la formazione dei NIN durante i tour che seguirono l'uscita dell'album: Self Destruct tour, Further Down the Spiral tour e Dissonance .

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.ondarock.it/pietremiliari/nineinchnails_downward.htm
  2. ^ http://www.rollingstone.com/music/lists/500-greatest-albums-of-all-time-20120531/nine-inch-nails-the-downward-spiral-20120524
  3. ^ http://www.scaruffi.com/vol5/reznor.html
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