Joy Division
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Nazionalità | ||
| Genere | New wave Post-punk |
|
| Periodo attività | 1977 - 1980 | |
| Album pubblicati | 6 | |
| Studio | 3 | |
| Live | 3 | |
| Raccolte | 0 | |
| Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica | ||
I Joy Division sono stati una band post-punk inglese formatasi a Salford, nella contea di Greater Manchester, nel 1977. Il nome del gruppo deriva dalla denominazione delle baracche femminili dei campi di concentramento nazisti di cui racconta il libro "The house of dolls" di Ka-Tzetnik 135633 del 1955. Le donne imprigionate nell'area che portava questo nome erano trattate come prostitute, e usate come mero oggetto sessuale da SS e soldati tedeschi. Le liriche di No love lost contengono un esplicito riferimento al libro.
Indice |
[modifica] Biografia
Il gruppo fu formato da Bernard Sumner (aka Bernard Albrecht), Stephen Morris, Peter Hook e Ian Curtis, il carismatico cantante suicidatosi il 18 maggio del 1980, all'età di 23 anni. I quattro iniziarono la loro avventura musicale a Manchester con il nome di Stiff Kittens, cambiato immediatamente in Warsaw (derivato da Warszawa, un brano strumentale di David Bowie contenuto in Low)[1] e quindi in Joy Division, dopo la pubblicazione dell'EP An Ideal for Living. I Joy Division pubblicarono i loro album con la casa discografica indipendente Factory Records, gestita dall'impresario Tony Wilson, con cui pubblicheranno successivamente anche i New Order e gli Happy Mondays.
Caratteristiche dal punto di vista scenico nei Joy Division erano le digressioni, le degenerazioni e le movenze di Ian Curtis, con le quali il front man simulava gli attacchi provocati dalla epilessia, da cui era affetto e che forse va annoverata tra le cause che lo spinsero al suicidio. Suicidio che avvenne alla vigilia di un tour americano che aveva già fatto registrare uno straordinario successo in prevendita, poco prima dell'uscita del secondo album, Closer, la cui copertina (raffigurante una delle statue del cimitero monumentale di Staglieno) era stata decisa prima della morte di Ian Curtis, almeno così giurarono gli altri componenti del gruppo. Ian Curtis fu trovato impiccato alla rastrelliera della cucina della abitazione di sua moglie Deborah, nel quartiere di Macclesfield, la mattina del 18 maggio 1980. Con lui finì la tragica avventura dei Joy Division. L'immaginario lirico presenta tinte fortemente goth, intrise della disperazione personale di Curtis. In più passaggi le liriche nascondono messaggi di morte che preannunciano i propositi suicidi del loro giovane autore (New Dawn Fades, Something Must Break, Disorder, Insight, Passover), rendendo lugubre ed opprimente l'atmosfera delle canzoni, nelle quali non si rinviene mai una apertura rispetto a tale clima ossessivo.[2] Caratteristica musicale principale, accanto alla voce singolarmente baritonale e melodrammatica di Ian Curtis, è invece il dominio del basso di Peter Hook e della batteria di Stephen Morris, a discapito della chitarra di Bernard Sumner. La sezione ritmica dei Joy Division (che spesso faranno ricorso, ad esempio, ad insoliti tempi dispari) farà scuola in tutta la new wave successiva ed in particolare nel dark rock degli anni ottanta. Decisiva nell'elaborazione dei suoni del gruppo fu la collaborazione con il produttore Martin Hannett, che lavorò ad entrambi gli album di studio dei Joy Division, Unknown Pleasures e Closer.[3]
I Joy Division restano oggi tra le più famose ed influenti band della storia della musica moderna. La disperata malinconia dei testi (I remember when we were young cantava il ventenne Curtis) e le musiche spesso veloci e cadenzate che li sottolineavano, per quanto abbiano costituito la cifra stilistica inimitabile dei Joy Division, hanno rappresentato il modello con il quale hanno dovuto fare i conti tutti i gruppi inglesi pop-rock degli anni successivi. Come i Sex Pistols, e il punk in generale, avevano insegnato che si poteva suonare anche senza essere dei virtuosi, così i Joy Division, in piena era thatcheriana, dettarono la linea ad una generazione che non aveva alcuna voglia di sorridere, mostrandole che non si era costretti a farlo neppure su un palco.
Dopo la morte di Ian Curtis, gli altri tre membri del gruppo continuarono l'attività dando vita ai New Order.
Le vicende dei Joy Division, della Factory Records e del movimento musicale di Manchester a cavallo tra gli anni '70 e '80 sono descritte nei film 24 Hour Party People (2002) e Control (2007)
[modifica] Il Gruppo
- Ian Curtis - voce, chitarra
- Peter Hook - basso
- Bernard Sumner - chitarra, tastiere
- Stephen Morris - batteria
[modifica] Membri precedenti (Warsaw)
- Tony Tabac - Batteria
- Steve Brotherdale - Batteria
[modifica] Discografia
[modifica] EP
- 1978 - An Ideal for Living (7" EP, Enigma Records PSS 139) — 1000 copie
[modifica] Album
- 1979 - Unknown Pleasures (LP, Factory FACT 10)
- 1980 - Closer (LP, Factory FACT 25)
- 1981 - Still (inediti studio/live) (2 LP, Factory FACT 40)
- 1988 - Substance (compilation) (CD, Factory FACD 250)
- 1990 - The Peel Sessions (LP, Strange Fruit SFRLP 211)
- 1995 - Permanent (compilation)
- 1997 - Heart And Soul (cofanetto)
- 2001 - Les Bains Douches (Live del 1979)
- 2008 - The Best of Joy Division (compilation, 2 CD)
[modifica] Singoli
- 1980 - Licht und Blindheit (7", Sordide Sentimental SS 33022) — 1578 copie
- 1980 - Komakino (7" flexi disk, Factory FAC 28)
- 1980 - Love Will Tear Us Apart (7", Factory FAC 23; 12", Factory FAC 23.12)
- 1980 - Atmosphere (12", Factory US FACUS 2)
- 1980 - Transmission (7", Factory FAC 13; 12" FAC 13.12)
- 1988 - Atmosphere (12", Factory FAC 213)
- 1997 - Video 5 8 6 (New Order)/As You Said (12", Touch TONE 7.1)
[modifica] Video
- 1982 - Here Are The Young Men (VHS, Ikon FACT 37V; Beta, Ikon FACT 37B)
- 1988 - Substance Video (VHS, Factory/Qwest FACT 277)
[modifica] Documentari
- Joy Division, di Grant Gee (GB, 2007, 95')
[modifica] Film
- Control, di Anton Corbijn (2007, 117')
[modifica] Gruppi o voci correlate
[modifica] Influenze
[modifica] Artisti affini
- The Cure
- Bauhaus
- Wire
- The Fall
- The Sisters Of Mercy
- Section 25
- Echoes of Silence
- Siouxsie and the Banshees
- Diaframma
[modifica] Artisti collegati
- New Order
- The Fall
- Warsaw
- Buzzcocks
- Penetration
- A Certain Ratio
- Anton Corbijn
- Monaco
- Genesis P-Orridge
[modifica] Artisti ispirati
- Litfiba
- Nine Inch Nails
- 30 Seconds to Mars
- Smashing Pumpkins
- The Killers
- Killing Joke
- Death in June
- Depeche Mode
- Manic Street Preachers
- Massimo Volume
- Luca Faggella
- Two Left Shoes
- Girls Against Boys
- Hatcham Social
- The Jesus and Mary Chain
- John Frusciante
- Low
- Madrugada
- Deftones
- Massive Attack
- Mogwai
- Santo Niente
- Pavement
- Simple Minds
- U2
- Tortoise
- Moby
- Siberia
- JJ72
- Interpol
- Xiu Xiu
- (P)neumatica
- Editors
- Afterhours
- The Wombats
- Therapy?
- White Lies
- Kill the Angel
- Radiohead
- The Smiths
[modifica] Note
- ^ v. Simon Reynolds. Post-punk. 1978-1984. Isbn Edizioni, 2006, p. 236.
- ^ v. Marco Di Marco. Joy Division. Broken heart romance. Testi commentati. Roma, Arcana Edizioni, 2008.
- ^ v. Chris Ott. Unknown Pleasures. No Reply, 2008.
[modifica] Bibliografia
- Deborah Woodruff Curtis. Così vicino, così lontano. La storia di Ian Curtis e dei Joy Division. Firenze, Giunti, 1996, pp. 240. ISBN 88-09-03951-3
- Chris Ott. Unknown Pleasures. Milano, No Reply, 2008, pp. 140. ISBN 978-88-89155-31-8
- Marco Di Marco. Joy Division. Broken heart romance. Testi commentati. Roma, Arcana Edizioni, 2008, pp. 316. ISBN 978-88-6231-001-7
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Joy Division
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) Joy Division Shadowplay
- (EN) Joy Division Central
- (EN) / (FR) Joy Division - The Eternal
- Sito italiano dedicato ai Joy Division - storia, documenti, traduzioni e tablature
- Speciale Musicale - PRIMA PARTE
- Speciale Musicale - SECONDA PARTE

