Sultans of Swing

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Sultans of Swing
Artista Dire Straits
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1978
1979[1]
Durata 5 min : 48 s
Album di provenienza Dire Straits
Dischi 1
Tracce 2
Genere Roots rock[2]
Pub rock[2]
Etichetta Vertigo Records (UK)
Warner Bros. Records (USA)
Produttore Dire Straits (demo)
Muff Winwood (singolo)
Registrazione 1978
Formati 7"
Dire Straits - cronologia
Singolo precedente
Singolo successivo
(1979)

Sultans of Swing è un brano musicale dei Dire Straits, scritto dal chitarrista e cantante Mark Knopfler. È stato distribuito come singolo nel maggio 1978 e poi ripubblicato nel gennaio 1979[1].

Il brano[modifica | modifica sorgente]

Fu il singolo di debutto dei Dire Straits ed è anche una fra le loro canzoni più note, grazie agli ingegnosi fill e agli assoli di Mark Knopfler che mescolano virtuosismo e tecnica nel suo fingerpicking (che riporta al Bluegrass). Fu subito apprezzata dalla critica, e raggiunse rapidamente i vertici delle classifiche. La particolarità per cui piacque maggiormente fu sicuramente l'assolo finale, contenente una parte molto veloce, messa in posizione strategica per compensare l'apparente monotonia dell'intera canzone.

La classica risposta della chitarra alla voce (fill) è una peculiarità di Knopfler, così come le timbriche pulite.

La storia dipinta dalla canzone è quella di un gruppo jazz, i Sultans of swing, composto da impiegati londinesi che pensano solo alla loro musica senza interessi per la popolarità - si esibiscono solamente in un piccolo club di Londra.

Il testo dipinge varie scene che si possono vedere nel locale: due componenti particolarmente significativi del gruppo impegnati a suonare, dei ragazzi vestiti alla moda che non sono assolutamente interessati alla musica, l'uomo che, alla fine della serata, congeda il pubblico.

Esecuzioni dal vivo[modifica | modifica sorgente]

Esistono molte versioni di Sultans of Swing, eseguite dai Dire Straits nei loro numerosi live, nei quali la band, generalmente, aggiunge alla parte finale del brano una sezione strumentale comprensiva di tastiera e caratterizzata da una batteria che ricopre un ruolo di primo piano. Per la parte iniziale, invece, i Dire Straits si concedono variazioni (fra cui brevi assolo e rullate), pur lasciando intatta la struttura principale.

Degna di nota è la versione suonata all'Hammersmith Odeon di Londra (contenuta nel loro primo album dal vivo, Alchemy: Dire Straits Live).

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Lato A
  1. Sultans of Swing
Lato B
  1. Eastbound Train

Eastbound Train[modifica | modifica sorgente]

Eastbound Train è un brano musicale dei Dire Straits, scritto dal chitarrista e cantante Mark Knopfler[3].

Sotto il profilo stilistico, il pezzo si configura come un vivace boogie sostenuto dai fraseggi chitarristici dello stesso Knopfler[3]. Sebbene sia stata una delle prime canzoni di cui i Dire Straits registrarono un nastro dimostrativo nel 1977, Eastbound Train non è mai stata inserita in un album del gruppo[3]. Un'esecuzione dal vivo del brano è stata però edita come lato B del singolo di debutto della band, Sultans of Swing; un'altra performance conosciuta è quella tratta dall'esibizione trasmessa dal programma televisivo Rockpalast della WDR[3].

Il testo di Eastbound Train presenta una vicenda ambientata sullo sfondo della metropolitana di Londra: il narratore, rimasto colpito da una donna incontrata alla stazione di King's Cross, manifesta il desiderio di incontrarla nuovamente[3].

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Sultans of Swing, Discogs.
  2. ^ a b (EN) Dire Straits – Dire Straits, herbmusic.net. URL consultato il 10 febbraio 2013.
  3. ^ a b c d e Nannini e Ronconi, op. cit., p. 128.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Andrea Del Castello, Mark Knopfler. Il crogiolo dei generi culturali, Lanciano, Move Editore, 2005, ISBN non esistente.
  • Ezio Guaitamacchi, 1000 canzoni che ci hanno cambiato la vita, Milano, Rizzoli, 2009, ISBN 978-88-17-03392-3.
  • Colin Irwin, Dire Straits, Bresso, Gruppo Editoriale Futura, 1994, ISBN 1-85797-584-7.
  • Giulio Nannini, Mauro Ronconi, Le canzoni dei Dire Straits, Milano, Editori Riuniti, 2003, ISBN 88-359-5319-7.
  • (EN) Michael Oldfield, Dire Straits, Londra, Sidgwick & Jackson, 1984, ISBN 0-283-98995-5.
  • Giancarlo Passarella, Dire Straits – Solid Rock, Bresso, Music Makers, 2000, ISBN 88-86129-02-5.
  • Giancarlo Passarella, Manuali rock: Dire Straits – Storie e interviste, Roma, Arcana editrice, 1994, ISBN 88-7966-042-X.
  • Betty Shapiro, Dire Straits – Studio su testi e musiche, Milano, Kaos Edizioni, 1989, ISBN non esistente.
  • Alessandra Ziliani, Dire Straits & rock-poesia, Milano, Arti grafiche AGEL, 1982. ISBN non esistente.
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