Spilopelia senegalensis

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Tortora delle palme
Streptopelia senegalensis 0314.JPG
Spilopelia senegalensis
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Ordine Columbiformes
Famiglia Columbidae
Sottofamiglia Columbinae
Genere Spilopelia
Specie S. senegalensis
Nomenclatura binomiale
Spilopelia senegalensis
(Linnaeus, 1766)
Sinonimi

Stigmatopelia senegalensis
Streptopelia senegalensis

La tortora delle palme o tortora senegalese (Spilopelia senegalensis (Linnaeus, 1766)) è un uccello appartenente alla famiglia Columbidae.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Laughing Dove 2005.12.23 m051.jpg

È una tortora di medie-piccole dimensioni (lunga da 25 a 28 cm).
Presenta un mantello uniformemente di color bruno-vinaccia, con margine alare grigio-bluastro. Il petto è rossiccio ed il ventre color crema. Sul collo è presente una fine barratura nera. Il becco è nero e le zampe rosse.[3]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Ha un ampio areale che si estende in gran parte dell'Africa settentrionale (dalla Mauritania alla valle del Nilo) e subsahariana, in Medio Oriente, nella penisola arabica e in Asia meridionale, sino all'India[1].

È stata segnalata anche in alcune aree dell'Australia occidentale, dove probabilmente è stata introdotta dall'uomo.
In Europa esiste una popolazione nidificante consistente in Turchia, stimata tra le 50.000 e le 100.000 coppie, e popolazioni più limitate in Russia, Armenia e Azerbaigian. Esemplari isolati sono sporadicamente stati segnalati in Bulgaria, Cipro, Finlandia, Grecia, Italia, Malta e Portogallo. Le osservazioni italiane si riferiscono esclusivamente alla Sicilia e alla Sardegna[3]. In particolare a Pantelleria nel 2004 è stata documentata fotograficamente la presenza di un nido con uova e femmina in cova, primo caso di nidificazione in territorio italiano; diversi nidi sono stati rinvenuti anche negli anni successivi, con una popolazione complessiva stimata di circa 20 coppie. Un caso di nidificazione è stato documentato nel 2006 anche a Linosa[4].

I suoi habitat naturali sono la savana e le praterie, le oasi ricche di palme, ma è comune osservarla anche in prossimità di campi coltivati e di abitazioni rurali.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Voce[modifica | modifica wikitesto]

Aiuto
Richiamo di S. senegalensis (info file)
start=
Sonogramma

Registrazione (info file)

Il canto di richiamo, che nella parte iniziale può ricordare quello dell'upupa, consiste in un basso oo-took-took-oo-roo.[3]
Occasionalmente emette anche un breve verso nasale, durante il volo o quando si posa.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

È un uccello prevalentemente granivoro, che si nutre anche di frutti e occasionalmente di piccoli invertebrati (artropodi, gasteropodi).

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Uovo di Streptopelia senegalensis

La femmina depone due uova per stagione; il maschio contribuisce alla cova.

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

In passato questa specie era attribuita al genere Streptopelia (Streptopelia senegalensis).
Sono note le seguenti sottospecie[2]:

  • S. senegalensis aegyptiaca (Latham, 1790)
  • S. senegalensis cambayensis (Gmelin, 1789)
  • S. senegalensis ermanni (Bonaparte, 1856) - tipica dell'Asia centrale
  • S. senegalensis senegalensis (Linnaeus, 1766)
  • S. senegalensis phoenicophila Hartert, 1916
  • S. senegalensis sokotrae Grant, 1914

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Per l'ampiezza del suo areale e la consistenza della popolazione la IUCN Red List classifica S. senegalensis come specie a basso rischio di estinzione.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) BirdLife International 2009, Spilopelia senegalensis in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Columbidae in IOC World Bird Names (ver 4.4), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 19 maggio 2014.
  3. ^ a b c Gildi R. e Ruggieri L, Nuove osservazioni di Tortora delle palme a Pantelleria in Quaderni di birdwatching Anno IV - vol. 8 - ottobre 2002.
  4. ^ Report n. 22 della Commissione Ornitologica Italiana, 2008. URL consultato il 10 maggio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]