Songs for the Deaf

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Songs for the Deaf
Artista Queens of the Stone Age
Featuring {{{featuring}}}
Tipo album Studio
Pubblicazione 27 agosto 2002
Durata 59 min : 27 s
Album di provenienza {{{album di provenienza}}}
Dischi 1
Tracce 14
Genere[1] Alternative metal
Stoner rock
Hard rock
Esecutore {{{esecutore}}}
Etichetta Interscope Records
Edizioni {{{edizioni}}}
Produttore Josh Homme, Eric Valentine, Adam Kasper
Arrangiamenti {{{arrangiamenti}}}
Regista {{{regista}}}
Registrazione Conway Studios, Barefoot Studios, Los Angeles, California
Formati {{{formati}}}
Note
Premi
Dischi d'argento {{{numero dischi d'argento}}}
Dischi d'oro
Dischi di platino
Dischi di diamante {{{numero dischi di diamante}}}
Queens of the Stone Age – cronologia
Album precedente Album successivo
Rated R
(2000)
Stone Age Complications
(2004)
{{{seconda discografia}}} – cronologia
Album precedente Album successivo
{{{terza discografia}}} – cronologia
Album precedente Album successivo

Songs for the Deaf (lett. Canzoni per sordi) è il terzo album della band statunitense Queens of the Stone Age, pubblicato nel 2002.

Indice

[modifica] Il disco

Songs for the Deaf è l'album che diede piena visibilità ai Queens of the Stone Age. Con la presenza alla batteria di Dave Grohl[1] (Nirvana, Foo Fighters), il disco viene pensato dal chitarrista e cantante Josh Homme come concept album, ispirato dai suoi frequenti viaggi in macchina attraverso il deserto californiano, nel quale la radio della macchina cambiava frequentemente stazione, sintonizzandosi su radio ad ispirazione religiosa o che trasmettevano musica orribile. Il tema delle radio è ripreso varie volte durante l'ascolto dell'album. Troviamo infatti intermezzi radiofonici all'interno di molti dei pezzi del disco.

Dal punto di vista musicale, l'album riprende in parte gli stili del precedente Rated R (2000), con canzoni ora potenti (You Think I Ain't Worth a Dollar...., First it Giveth, Go with the Flow), ben supportate dal drumming di Grohl, ora psichedeliche (The Sky is Fallin', God is on the Radio).

Songs for the Deaf fu il primo disco a regalare ai Queens of the Stone Age un certo successo commerciale, debuttando alla posizione numero 17 di Billboard. È considerato da molti critici il capolavoro della band, nonché uno dei migliori lavori dell'intero panorama stoner.[2]

[modifica] Tracce

  1. You Think I Ain't Worth a Dollar, But I Feel Like a Millionaire - 3:12 - (Homme/Lalli)
    • Contiene la traccia fantasma The Real Song For The Deaf all'inizio della canzone. Questa traccia non è presente su tutte le edizioni dell'album. Per ascoltarla mandate indietro la prima traccia fino a -1:30, si sentirà una voce metallica dire "Huh?! What?!" e partirà una partitura di basso. Questa canzone è nota come The Real Song For The Deaf proprio perché un sordo può "percepire" la canzone attraverso i bassi.
  2. No One Knows - 4:38 - (Homme/Lanegan)
  3. First It Giveth - 3:18 - (Homme/Oliveri)
  4. A Song for the Dead - 5:52 - (Homme/Lanegan)
  5. The Sky Is Fallin' - 6:15 - (Homme/Oliveri)
  6. Six Shooter - 1:19 - (Homme/Oliveri)
  7. Hangin' Tree - 3:06 - (Johannes/Homme)
  8. Go with the Flow - 3:07 - (Homme/Oliveri)
  9. Gonna Leave You - 2:50 - (Homme/Oliveri)
  10. Do It Again - 4:04 - (Homme/Oliveri)
  11. God Is in the Radio - 6:04 - (Homme/Oliveri)
  12. Another Love Song - 3:16 - (Homme/Oliveri)
  13. A Song for the Deaf - 6:42 - (Homme/Lanegan)
    • Contiene un estratto da Feel Good Hit Of The Summer. Attorno ai 5:45 comincerà un estratto dalla canzone contenuta in Rated R, con delle risate a seguire il ritmo della canzone.
  14. Mosquito Song (traccia fantasma) - 5:38 - (Homme/Oliveri)
  15. Everybody's Gonna Be Happy - 2:36 (bonus track, cover dei The Kinks)

[modifica] Tracce aggiuntive nell'edizione limitata con DVD

  1. Monsters in the Parasol (Live at The Troubadour)
  2. No One Knows (Live at The Troubadour)
  3. The Lost Art of Keeping a Secret (Live at The Troubadour)
  4. Quick and to The Pointless (Live at Vintage Vinyl)
  5. Queens of the Fucking Stone Age

[modifica] Formazione

[modifica] Gruppo

[modifica] Altri musicisti

[modifica] Note

  1. ^ a b Scheda sull'album da Allmusic.com
  2. ^ R. Bertoncelli, 2006, op. cit., p. 964.

[modifica] Bibliografia

  • Riccardo Bertoncelli; Cris Thellung, Ventiquattromila dischi. Guida a tutti i dischi degli artisti e gruppi più importanti, Baldini Castoldi Dalai, 2006. ISBN 978-88-6018-151-0.
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