Sito romano dell'ippodromo di Derby

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Brocca verde smaltata ritrovata durante gli scavi

Il sito romano dell'ippodromo di Derby era cronologicamente il terzo insediamento romano nei pressi dell'attuale Derby, città che si trova nella contea inglese del Derbyshire, a circa seicento metri dalla successiva Derventio. Oggi la località in cui sorgevano è nota come Little Chester, alla periferia di Derby [1]. Da questo punto passano la strada romane detta "Icknield Street" che qui attraversa il fiume Trent. Il sito è un monumento nazionale del Regno Unito.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La prima fortezza romana nella zona è stata costruita sulla riva opposta del fiume Derwent, a Strutt's Park e venne poi sostituita su questo sito, all'incirca nell'80 d.C., da un forte. Questo edificio però è rimasto in funzione solo una quarantina d'anni e poi è stato dismesso, nonostante in questa zona ci fosse una notevole attività da parte degli occupanti romani, dal momento che il presidio era collegato ad ovest da una strada verso la via Icknield, e ad est da una strada verso Sawley sul fiume Trent. La fortezza fu in seguito rioccupata e riutilizzata per altri 25 anni e ciò comportò un lavoro di ristrutturazione e rafforzamento delle mura difensive e delle palizzate di legno, cui si aggiunse l'erezione di porte in pietra. Da allora fu costantemente occupato fino alla fine del III secolo, quando mura di pietra vennero costruite intorno alla città.[2]

Questo sito risale a circa il 90 d.C.[3] è considerato dall'English Heritage un importante esempio di forte-vicus, cioè un insediamento civile attaccato ad una fortezza militare romana, in questo caso Derventio. La sua fondazione è segno che la tribù dei Cornovi accettava il modo di vivere romano e di integrarsi nell'economia romana. [4]

Forni per ceramiche sono state scoperti e datati ad un periodo tra il 90 d.C. e la metà del secondo secolo, quando qui si aveva un'importante attività di lavorazione del ferro. C'era anche un grande cimitero con cinque mausolei di pietra. Una brocca illustrata da questo sito è stat trasportata al Derby Museum and Art Gallery ed ivi esposta [5].

Contesto storico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi conquista romana della Britannia.
Le campagne di Publio Ostorio Scapula

Questa parte della Britannica venne occupata da una tribù conosciuta come i cornovi. Nel 46-47 d.C. l'esercito romano sotto la direzione del governatore Aulo Plauzio probabilmente aveva occupato le terre a sud del fiume Trent, così intorno al 50 d.C. questa era la linea del fronte. Vi è una carenza di documentazione scritta in questi anni e per questo gli storici si debbono affidare agli scavi archeologici. Nel tardo 47 il nuovo governatore della Britannia, Publio Ostorio Scapula, diede inizio ad una campagna militare contro le tribù del moderna Galles, e la piana di Cheshire. Durante questo periodo il forte romano di Strutt's Park fu uno dei nuovi forti costruiti lungo la strada nuova di approvvigionamento che da Wroxeter portava a Rossington.

La campagna per conquistare i Siluri continuò sotto il governatore Quinto Veranio e il suo successore Gaio Svetonio Paolino, ma ormai il ruolo del forte di Strutt Park fu quello di mantenere la pace. Intorno all'anno 74, le terre a nord del fiume Mersey divennero instabile quando la regina Cartimandus dovette ricercare l'ausilio delle truppe romane per combattere una ribellione. Poi, nel 78, Gneo Giulio Agricola, reso famoso attraverso la biografia altamente elogiativo scritta da suo genero Tacito, fu nominato governatore. Egli consolidò i forti, migliorò le infrastrutture stradali e diede il via ad alcune oramai ben documentate campagne militari: dapprima nell'anno 78 riconquistò il Galles del Nord, poi nel 79 d.C. procedette fino a sconfiggere i Briganti ed e Parisii, mettendo in questo modo tutto il Nord dell'Inghilterra fino alla attuale frontiera scozzese sotto i vessili romani. Il forte di Strutt Park venne abbandonato quando nel 80 d.C. venne costruita Derventio.

Nel 120 l'imperatore Adriano visitò la Britannia e diede ordine di costruire il famoso muro difensivo che porta il suo nome. Nello stesso periodo si sviluppò una maggiore attenzione alla produzione industriale e, protetta dalle nuove opere difensive, questa zona per i successivi duecento anni rimase un luogo privilegiato nella produzione di ceramiche ed in seguito, con l'accesso alle miniere di piombo a nord nel Peak District, divenne anche un centro per la lavorazione dei metalli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Barry C Burnham, Wacher, John, The Small Towns of Roman Britain, London, B T Batsford, 1990. ISBN 978-0-520-07303-6.
  2. ^ Maria Vinnels, Manor Kingsway SPD Derby, White Young Green Environment Ltd for English Heritage, 15 giugno 2006. URL consultato il 23 maggio 2011.
  3. ^ Roman industrial site on Derby Racecourse in Pastscapes, English Heritage. URL consultato il 25 luglio 2011.
  4. ^ Derby Racecourse Roman vicus & cemetry, Derby City Council. URL consultato il 23 maggio 2011.
  5. ^ Patrick Clay, Sam George, An Archaeological Desk-Based Assessment for Proposed Development at the former Union Iron Foundry, City Road, Derby (SK 353 372), University of Leicester Archaeological Services, 2008. URL consultato il 25 luglio 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • M. Brassington, A Trajanic kiln-complex near Little Chester, Derby in Antiquaries Journal, vol. 51, 1971, pp. 36-69.
  • M. Brassington, The Roman roads of Derby in Derbyshire Archaeological Journal, vol. 101, 1981, pp. 88-92.
  • M. Dearne, The military vici of the South Pennines: retrospect and prospect in R. Hodges, K. Smith (a cura di), Recent Developments in the Archaeology of the Peak District, Sheffield, Sheffield University Press, 1991, pp. 69-84. ISBN 978-0906090381.
  • J. Dool, H. Wheeler et al., Roman Derby - Excavations 1968-1983 in Derbyshire Archaeological Journal, 105, 1985, 1986.
  • J. Dool, Roman Derby - Excavations 1968-1983 in Derbyshire Archaeological Journal, 105, 1985, 1986, pp. 155-221. - "Derby Racecourse: Excavations on the Roman Industrial Settlement, 1974"
  • Vivien G. Swan, The Pottery Kilns of Roman Britain, London, Royal Commission on the Historical Monuments of England, 1984. ISBN 978-0117012035.