Ricinus communis

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Ricinus communis
Ricinus communis.jpg
Ricinus communis
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Euphorbiales
Famiglia Euphorbiaceae
Genere Ricinus
L.
Specie R. communis
Classificazione APG
Ordine Malpighiales
Famiglia Euphorbiaceae
Nomenclatura binomiale
Ricinus communis
L.

Il ricino (Ricinus communis L.), unica specie del genere Ricinus, è una pianta appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome generico Ricinus in latino significa "zecca"; il seme è chiamato così a causa del suo aspetto.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Ricinus communis (La Gomera)
Semi di ricino

Il ricino si presenta sotto forma di una pianta erbacea o arborescente, annua o perenne secondo le condizioni climatiche della regione. Ha un’altezza media di 2-3 metri fino a raggiungere i 10 metri nel suo paese di origine.

Foglie
sono palmato-lobate (da 5 a 12 lobi) con il bordo dentato, verdi o rosse, palmate, verticillate e caduche. Osservando la base del picciolo si possono notare ghiandole nettarifere. Alcune varietà ornamentali hanno le foglie con la faccia inferiore ed il picciolo colorati di rosso.
Fiori
il Ricino è una pianta monoica con i fiori raggruppati a grappoli in un'infiorescenza sulla cui parte basale sono collocati quelli maschili mentre i fiori femminili si trovano nella parte alta. La fioritura avviene in estate.
Frutti
i frutti consistono in capsule spinose, costituite da tre valve, che a maturazione si aprono liberando tre semi di circa 1 cm.
Seme
il seme è lucente marmorizzato di rosso o di bruno; presenta una linea sporgente sulla faccia ventrale.
Dispersione
i semi si diffondono ad opera di insetti, ed in particolar modo tramite le formiche.
Composizione
la totalità della pianta è tossica a causa della presenza di una glicoproteina: la ricina che ha la massima concentrazione nei semi. I semi sono ricchi di un olio che deve le sue proprietà purgative alla presenza dell'acido ricinoleico.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

È originario dell'Africa tropicale, si è sparsa un po' ovunque nel mondo, dove il clima lo permetteva. Lo si ritrova in zone subtropicali e anche in zone con clima temperato.

Coltura[modifica | modifica sorgente]

La coltura di questa pianta non presenta grossi problemi, bisogna tuttavia aver cura di fornire un buon ammendante organico in primavera e di modificare la struttura del suolo se questo è poco drenato.

Suolo
ricco, ben drenato, spesa, pH neutro.
Esposizione
sole o mezza ombra.
Moltiplicazione
semina in aprile a 20 °C (bisogna prima immergere i semi nell'acqua per 24h).

Tossicità[modifica | modifica sorgente]

L’olio di ricino contiene l'acido ricinoleico che altera la mucosa intestinale e provoca grosse perdite di acqua ed elettroliti (sali minerali) per cui svolge un’azione purgativa intensa ed irritante. La ricina, presente nella pianta e nei semi, è una tossina pericolosa che può provocare gravi intossicazioni[1]. I semi di Ricino contengono tra il 40% e il 60% di olio ricco di trigliceridi, principalmente di ricinoleina.

Note storiche[modifica | modifica sorgente]

Semi di ricino sono stati trovati nell’antico Egitto in tombe risalenti al 4000 a.C. Erodoto ed altri antichi viaggiatori hanno annotato l’uso di olio di ricino per le lampade e per ungere il corpo. Anche in India l’uso dell’olio di ricino risale fino al 2000 a.C. per le lampade e come lassativo.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

La produzione mondiale di semi di Ricino ammonta a circa 1 milione di tonnellate all’anno. Le principali zone di produzione sono l’India, la Cina e il Brasile.

Produzione di semi di ricino annua. Dati 2003-2004
Fonte: FAOSTAT (FAO)

India 804 000 66 % 804 000 61 %
Cina 258 000 21 % 275 000 21 %
Brasile 77 970 6 % 149 099 11 %
Altri paesi 82 950 7 % 83 580 6 %
Totale 1 222 920 100 % 1 311 679 100 %

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Soto-Blanco B, Sinhorini IL, Gorniak SL, Schumaher-Henrique B. 2002. Ricinus communis cake poisoning in a dog. Vet Hum Toxicol. Jun 44(3):155-6.

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