Pantelejmon Ponomarenko

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Pantelejmon Ponomarenko
Pantelejmon Ponomarenko nel 1959

Pantelejmon Ponomarenko nel 1959


Primo segretario del Partito Comunista del Kazakistan
Durata mandato 6 febbraio 1954 –
7 maggio 1955
Predecessore Zhumabay Shayakhmetov
Successore Leonid Il'ič Brežnev

Presidente del consiglio dei Ministri della Repubblica Socialista Sovietica Bielorussa
Durata mandato 7 febbraio 1944 –
17 marzo 1948
Predecessore Ivan Bylinsky
Successore Aleksey Kleshchev

Ministro della Cultura dell'Unione Sovietica
Durata mandato 15 marzo 1953 –
9 marzo 1954
Predecessore Nikolai Bespalov
Successore Georgy Fedorovich Aleksandrov

Primo segretario del Partito Comunista della Bielorussia
Durata mandato 18 giugno 1938 –
7 marzo 1947
Predecessore Aleksei Alekseyevich Volkov
Successore Nikolai Ivanovich Gusarov

Dati generali
Partito politico Partito Comunista dell'Unione Sovietica
Pantelejmon Kondrat'evič Ponomarenko

Pantelejmon Kondrat'evič Ponomarenko (bielorusso: Пантэляймон Кандрацьевіч Панамарэнка, russo: Пантелеймон Кондратьевич Пономаренко; Krasnodar krai, 9 agosto 190218 gennaio 1984) è stato un politico e militare sovietico.

Ponomarenko nacque nel territorio di Krasnodar, in Russia, da una famiglia bielorussa. Poco si sa della sua infanzia: dopo la Rivoluzione d'Ottobre, si unì al Partito Comunista dell'Unione Sovietica dove sostenne la linea di Lenin, quindi quella di Stalin contro Zinov'ev, Bucharin e Trotsky.

Nel 1938 fu istruttore del Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica. In quest'anno, durante una visita a Stalingrado, egli fu coinvolto nell'incarcerazione di un gruppo di oppositori di Lavrentij Berija (capo dell'NKVD). Ponomarenko si batté per la loro scarcerazione, ma incontrò l'ostilità di Georgij Malenkov, che allora era responsabile dei quadri del CC del PCUS. Tuttavia, riuscì a guadagnarsi il sostegno del segretario locale del Partito, Chjuganov, il quale scarcerò i presunti "nemici del popolo". Quando Stalin venne a sapere questa attività di Ponomarenko, la lodò come una "fedeltà bolscevica ai principi"[1].

Fra il 1938 e il 1948, Ponomarenko fu primo segretario del Partito Comunista Bielorusso, emergendo dalle "purghe staliniane". Egli ricoprì questa carica in un momento molto delicato della storia della Bielorussia e dell'Unione Sovietica intera: dopo l'annessione alla Bielorussia sovietica della Bielorussia appartenente alla Polonia, nel 1939, Ponomarenko fu un personaggio chiave nell'introduzione del socialismo in questa zona, occupandosi anche della repressione dello Stato segreto polacco. Durante la seconda guerra mondiale, divenne un ufficiale dell'Armata Rossa in quanto si occupò di dirigere i partigiani comunisti nella Bielorussia occupata, come capo del Comando del movimento partigiano, carica ottenuta a seguito di avere presentato un argomentato piano di controffensiva al Politburo del PCUS. Anche per ottenere questa carica dovette scontrarsi con Beria, il quale voleva porre a capo del Comando il suo vice, Sergeenko[2].

Sempre negli anni della guerra, Ponomarenko entrò in contrasto anche con Nikita Chruščëv. Questi, infatti, tentò di convincere Stalin ad allargare i confini dell'Ucraina a discapito della Bielorussia. Ponomarenko difese invece l'integrità territoriale di quest'ultima, e alla fine Stalin gli diede ragione. Leonid Il'ič Brežnev definì Ponomarenko l'antitesi di Chruščëv[2].

A seguito della morte di Ždanov, responsabile della Segreteria del PCUS (nonché il maggiore implementatore della nuova cultura socialista nell'URSS), la gestione della Segreteria venne affidata ad A.Kuznekov, capo del Partito a Leningrado, e allo stesso Ponomarenko.

Il XIX Congresso del PCUS (1952) fu un grave colpo per la "vecchia guardia", in quanto vide l'avanzamento di nuovi e giovani quadri, fra cui lo stesso Ponomarenko, che entrò nel Presidium del Comitato Centrale (nuovo nome del Politburo). Per questo periodo, il governo annunciò che egli avrebbe sostituito Stalin come presidente del Consiglio dei ministri, rendendolo de facto suo successore.

Stalin morì il 5 marzo 1953. La fazione legata a Chruščëv e Malenkov prese velocemente il controllo del Partito (il primo divenne segretario, il secondo premier) e si occupò di epurare i giovani quadri del XIX Congresso che avrebbero potuto rappresentare una minaccia per loro. Già il 6 marzo, Ponomarenko fu allontanato dal Presidium.

Dopo una breve parentesi come ministro della Cultura, fra il 1954 e il 1955 Ponomarenko fu inviato a dirigere il Partito Comunista del Kazakistan e allontanato così da Mosca. Dal 1955 al 1957 fu ambasciatore in Polonia, venendo definitivamente esautorato da Chruščëv dopo il XX Congresso del PCUS.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ V.Dobrov, L'assassinio del socialismo - ovvero come furono esautorati i successori designati di Stalin (Libera ricostruzione dei verbali di una serie di tavole rotonde), casa editrice Patriot
  2. ^ a b Ibidem
Predecessore Primo segretario del Partito Comunista Bielorusso Successore
Aleksey Volkov 1938 - 1948 Nikolay Gusarov
Predecessore Primo segretario del Partito Comunista del Kazakistan Successore
Zhumabay Shayakhmetov 1954 - 1955 Leonid Il'ič Brežnev

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