Palazzo Corner della Ca' Granda

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Coordinate: 45°25′53.84″N 12°19′54.38″E / 45.431621°N 12.331772°E45.431621; 12.331772

Ca' Corner vista dal traghetto San Gregorio; a fianco Palazzo Minotto.

Palazzo Corner della Ca' Granda o Ca' Corner della Ca' Granda o semplicemente Ca' Corner è un possente palazzo rinascimentale di Venezia, situato nel sestiere di San Marco ed affacciato sul Canal Grande tra Palazzo Minotto e la Casina delle Rose. È sede della Provincia di Venezia e della Prefettura.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Ca' Corner fu progettata da Jacopo Sansovino, dopo che nel 1532 un incendio aveva distrutto la precedente residenza dei Corner, Palazzo Malombra, la cui presenza è testimoniata da una pianta cinquecentesca realizzata da Jacopo de' Barbari. La cronaca di tale incendio è stata riportata da Marin Sanudo. Fu uno dei primissimi incarichi ricevuti in laguna dal celebra architetto.
Nel 1817, dopo un altro incendio, il palazzo fu ceduto da Andrea Corner al demanio dell'Impero austriaco, che vi pose la Imperiale Regia Delegazione Provinciale ed in seguito anche la Imperiale Regia Luogotenenza, corrispondente alla Prefettura.
In seguito, annessa la città al Regno d'Italia, mantenne la medesima destinazione, ancora oggi vigente.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Contraddistinto da una monumentalità già evidenziato dall'appellativo Ca'Granda, spezza con la sua monumentalità la sequenza dei palazzi limitrofi ed esemplifica l'innovatività del genio del suo progettista, Jacopo Sansovino.[1] Situato in una posizione di prestigio non lontano da Piazza San Marco

PIANTA: Il lotto, allungato, non definisce una forma centrica, l'edificio appare come un dado a pianta quasi rettangolare con un cortile a nord.

FACCIATA: Il palazzo ha una facciata sul canal Grande molto curata, divisa in tre ordini [2] e intorno alla corte, tipico richiamo bramantesco con riferimento all'esperienza latina.

L'architetto lasciò la zona inferiore (1° ordine) decorata a bugnato; e ritmò i piani superiori con una serie di archi che amplificano l'effetto chiaroscurale dell'edificio, denunciando la matrice classica, dove i vuoti prevalgono sui pieni:

- al 2° ordine finestre inserite in archi con balaustra, e intervallate da coppie di colonne ioniche (decorative) che poggiano su basamento e sostengono una trabeazione.

- al 3° ordine finestre inserite in archi con balaustra, e intervallate da coppie di colonne corinzie (decorative) che poggiano su basamento e sostengono una trabeazione con finestre ellittiche inserite nel fregio.

L'insieme risulta così modulato dalla scansione della luce su due diversi livelli, il che mostra l'attenzione al valore tonale delle superfici in sintonia con la pittura manierista tonale veneta.

La tripartizione verticale della facciata tipicamente veneziana è identificabile solo nel portico centrale e nel poggiolo che unisce le tre finestre sovrastanti.

Si può parlare di fusione di due realtà architettoniche: la tipologia neopalaziale romana e la concezione veneta per cui colonne, architravi e archi ritornano ad avere funzione portante.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Brusegan, op. cit., p. 79.
  2. ^ Si indica in architettura con "registro" quando ci si riferisce ai livelli (piani) di cui è composto un fabbricato; mentre con "ordine" quando i livelli sono appunto caratterizzati ciascuno da ordini architettonici diversi, solitamente con capitelli: dorici, ionici, corinzi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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