Nocera de' Pagani
| « Città nobilissima et illustrissima. Giovan Battista Pacichelli, Il Regno di Napoli in Prospettiva » |
Nocera de' Pagani o Nuceria Paganorum è il nome con cui era conosciuta in passato, tra XVI secolo e 1806, una civita che comprendeva un'ampia porzione dell'Agro Nocerino Sarnese, formata da 5 attuali comuni: Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Sant'Egidio del Monte Albino e Corbara.
Indice |
[modifica] Il territorio di Nuceria
Questi comuni ricadono in una parte di quello che fu il territorio di Nuceria Alfaterna in epoca tardo-antica. La città aveva in passato dominato la piana del Sarno, estendendo i suoi possedimenti fino a Stabiae e Pompei.
[modifica] Il XVI secolo: Nocera de' Pagani
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Nocera. |
La prima attestazione del nome Nocera de' Pagani risale al XVI secolo ed è dovuta all'importanza che ricopre, a Cortenpiano, la famiglia Pagano.
La Civitas era divisa in due Dipartimenti, denominati Nocera Soprana (di cui facevano parte i casali che col tempo avrebbero dato origine alle odierne cittadine di Nocera Inferiore e Nocera Superiore) e Nocera Sottana, di cui fecero parte le Università di Sant'Egidio (il termine Università in epoca medievale era l’equivalente dell’odierno Comune) e quelle di Pagani e Corbara.
| Per approfondire, vedi la voce Urbanistica di Nocera Inferiore. |
- Università di Nocera Corpo
- Università di Pucciano
- Università dei Tre casali
- Università di San Matteo
- Università di Sperandei
- Università di Barbazzano
- Università di Pagani
- Università di Sant'Egidio
- Università di Corbara
[modifica] L’ordinamento amministrativo delle Università
Amministrativamente le singole università, pur facendo parte della confederazione, godevano di una loro autonomia politica ed economica, disponendo di sindaci, parlamenti, magistrati particolari.
Tuttavia gli abitanti maschi e maggiorenni ogni anno, nel mese di agosto, nel corso di una assemblea pubblica tenuta nei Parlamenti Universali eleggevano un proprio Sindaco Particolare e due o più Eletti (assimilabili agli attuali Assessori), oltre ad altri magistrati con funzioni varie, come i Razionali (Revisori dei Conti).
Nel corso di una diversa assemblea, gli abitanti di Nocera Sottana eleggevano poi un Sindaco Universale, che, insieme con gli altri due Sindaci Universali eletti da Nocera Soprana, formava una sorta di Triumvirato, cui era affidato il compito di occuparsi delle problematiche comuni a tutta la confedarazione.
Ogni singola Università ebbe un suo proprio Demanio, costituito da case, terre coltivate o boschi. Accanto ad esso esisteva, però, il Demanio comune della città, che era formato soprattutto da selve e boschi che ricoprivano una parte notevole del territorio.
[modifica] Stemma
| Per approfondire, vedi la voce Stemma di Nocera de' Pagani. |
Lo stemma di Nocera de' Pagani consisteva in uno scudo riportante un albero di noce sradicato. È all'origine diretta degli stemmi di Nocera Superiore e di Nocera Inferiore e indiretta di quelli di Pagani e di Sant'Egidio del Monte Albino.
[modifica] Il Lodo Baldini
I rapporti giuridici ed economici tra le diverse componenti della città erano regolati da una sorta di Carta costituzionale, il Lodo Baldini, redatto nel 1598 dal vescovo e giurista monsignore nocerino Carlo Baldini, Arcivescovo di Sorrento. Nel Lodo il numero dei Sindaci Universali viene fissato a tre: due per Nocera Soprana, ed uno per Nocera Sottana.
[modifica] I "musici nocerini"
Erano chiamati "musici militari" i tamburini che portavano il tempo nelle battaglie. Nell'elezione dei sindaci universali i tamburini, o "musici nocerini", erano accompagnati dai "chiarinisti" (anch'essi militari che davano tempo alla musica) e dagli sbandieratori che sventolavano e alzavano le bandire con acrobazie. I Tamburini erano divisi in rullante, timpano, imperiale e battitore. Infine c'erano i due "gonfalonieri". Il primo portava il gonfalone del Ducato di Nocera de' Pagani, l'altro seguiva portando il gonfalone dell'Università.
[modifica] I duchi
[modifica] I Carafa
Nel ‘500, col titolo di Duchi la tennero i Carafa, cui seguirono i Castel Rodrigo e i Pio di Savoia, fino l'abolizione del regime feudale nel 1806.
Tiberio Carafa acquistò la città nel 1521 per 50.000 ducati. Tiberio, marito di Girolama Borgia (nipote di Alessandro VI), restò duca fino al 1527, anno della sua morte.
Il titolo passò nelle mani di Ferdinando (o Ferrante I) Carafa, che sposò Eleonora Isabella Concublet. Alla morte di Ferdinando, il 25 maggio 1558, divenne duca il figlio, Alfonso Carafa. Sposato con Giovanna Castriota Scanderbegh, morì nel 1581, e fu sepolto nella chiesetta del Convento di Sant'Andrea. Sul monumento funerario a lui dedicato campeggia lo stemma della famiglia Carafa - Castriota Scanderbegh.
Alla sua morte il ducato passò nelle mani del figlio, Ferdinando II Carafa. Sposato con Anna Clarice Carafa, fu amico di Torquato Tasso, il quale gli dedicò una delle Rime d'occassione e d'encomio (la 1411). Morì l'11 settembre 1593 lasciando in eredità titolo e palazzo al figlio.
Francesco Maria Carafa, che ebbe due mogli: Anna Pignatelli e Giovanna Ruffo; morì il 16 luglio 1642.
Gli successe Francesco Maria Domenico. Sposato con Maria Ruffo, fu l'ultimo dei Carafa a tenere Nocera. Morì nel 1647. In quell’anno la città tornò per breve tempo nel Regio Demanio e la Corona.
[modifica] I Castelrodrigo
Nel 1660 passò a nuovi signori, i Castelrodrigo, che la terranno fino al 1707, ai quali seguiranno, fino al 1806, i Pio di Savoia.
Il 10 agosto 1656 il re di Spagna Filippo IV d'Asburgo aveva creato per Francisco de Moura Corterrea il titolo nobiliare di Duca di Nocera.
I Castelrodrigo raramente misero piede in città, governandola da lontano, nonostante i cittadini fossero sempre attenti ai loro duchi, supportandoli con veglie di preghiera e festeggiandone i matrimoni.
Primo duca post Carafa fu Francisco de Moura y Corte Real y Melo († nel 1675), I duca di Nocera, III marchese di Castel-Rodrigo, II conte de Lumiares. Si sposò con Anna Moncada d'Aragona, figlia di Antonio Moncada d'Aragona, IV duca di Montalto, V duca di Bivona; e di Juana de la Cerda, figlia di Juan de la Cerda y Aragón VI, duca di Medinaceli.
Gli successe la figlia: Leonor de Moura y Moncada de Aragón († nel 1706), II duchessa di Nocera, IV marchesa di Castel-Rodrigo, III condesa de Lumiares. Eleonora si sposò prima con Anielo de Guzmán y Carafa, figlio di Ramiro Núñez de Guzmán, II duca di Medina de las Torres, II marchese di Toral, conte di Arzarcóllar; e di Ana Carafa, VII duchessa di Mondragone. Non ebbe figli. Successivamente prese come marito Carlos Homodei y Lasso de la Vega, II marchese di Valdesaz de los Oteros. Non ebbe figli neanche da questo matrimonio.
Alla sua morte subentrò la sorella Giovanna: Juana de Moura y Moncada de Aragón, III duchessa di Nocera, V marchesa di Castel-Rodrigo, IV contessa de Lumiares. Si sposò prima con Guglielmo Pío de Savoia, II principe di San Gregorio; poi con Luigi Contarini, patrizio di Venezia.
Giovanna, tuttavia, non volle prestare giuramento al sovrano austriaco di Napoli Carlo VI. Per questo motivo fu spogliata di tutti i suoi feudi, compreso Nocera.
[modifica] I Pio di Savoia
Nel 1709 Luigi Pio di Savoia rese omaggio al re, entrando in possesso dei titoli della moglie del fratello Giliberto.
Rimase duca di Nocera fino al 1745, tranne che per un breve periodo (1723 - 1725) quando una congiura contro gli austriaci lo privò del titolo.
Gli successe Gisberto Pío de Saboya y Spínola, V duca di Nocera, VII marchese di Castel-Rodrigo, VI conte di Lumiares, IV marqués di Almonacid de los Oteros. Sposò María Teresa de la Cerda y Téllez-Girón, figlia di José María de la Cerda Manrique de Lara, IV marchesa di la Laguna de Camero Viejo, XII conte di Paredes de Nava.
Rimasto senza figli maschi, lasciò il titolo di Duca della città alla sorella: Isabella pio di Savoia.
Isabel María Pío de Savoia y Moura (1719-1799), VI duchessa di Nocera, VIII marchesa di Castel-Rodrigo, VII contessa de Lumiares, V marchea de Almonacid de los Oteros. Si sposò con Manuel de Velasco y López de Ayala, XIII conte de Fuensalida, VI conte de Colmenar de Oreja. Non ebbe eredi. In seconde nozze sposò Antonio José Valcárcel y Pérez Pastor. Morì nel 1799 lasciando il feudo di Nocera alla famiglia del marito.
Furono secoli, soprattutto al tempo del Vicereame spagnolo, assai difficili e funestati da guerre, pestilenze, eruzioni vesuviane, terremoti, alluvioni, a cui però gli abitanti seppero sempre reagire con grande vitalità.
[modifica] Successione dei duchi
Carafa
- I Tiberio Carafa 1521 - † 1527
- II Ferdinando Carafa 1527 - † 25 maggio 1558
- III Alfonso Carafa 1558 - † 1581
- IV Ferdinando II Carafa, 1581 - † 11 settembre 1593
- V Francesco Maria Carafa, 1593 - † 16 luglio 1642
- VI Francesco Maria Domenico Carafa, 1642 - † 1647
Castelrodrigo
- VII Francisco de Moura 1660 - † 1675
- VIII Eleonora de Moura 1675 - † 1694
- IX Giovanna de Moura 1675 - 1707
Pio di Savoia
[modifica] Personalità legate a Nocera de' Pagani
- Jacopo Sannazaro, scrittore
- Torquato Tasso, scrittore
- Giambattista Castaldo, condottiero
- Paolo Giovio, vescovo
- Bonaventura da Potenza, beato
- Carlo Pellegrini, vescovo
- Nunzio Ferraiuoli, pittore
- Angelo Solimena, pittore
- Francesco Solimena, pittore
- Orazio Solimena, pittore
- Ferdinando Lanza, generale
- Sant'Alfonso Maria de' Liguori
[modifica] La divisione
Questo modello piuttosto avanzato di governo durò fino al cosiddetto Decennio Francese, quando il Regno delle Due Sicilie cadde sotto la dominazione napoleonica.
Il 18 ottobre 1806, infatti, con la legge n. 211, il Re di Napoli, Giuseppe Bonaparte, abolì gli Antichi Regimenti Municipali e, quindi, anche la Civitas Nuceriae con le sue Università, in sostituzione delle quali ed in analogia con quanto era previsto nell’ordinamento amministrativo francese, nacquero cinque Comuni: Nocera San Matteo (che associò le Università di San Matteo, Tre Casali e Sperandei), Nocera Corpo, Pagani, Sant'Egidio del Monte Albino e Corbara.
Le due Nocera si riunificarono nel 1834, formando il comune di Nocera. La scissione definitiva si ebbe nel 1851, quando si divisero in Nocera Inferiore e Nocera Superiore a causa di divergenze terriere. La divisione tra le due città correva allora e segue tutt'oggi, il percorso delle mura occidentali dell'antica Nuceria Alfaterna.
Nel 1853 gli stessi proprietari terrieri che avevano chiesto l'autonomia per Nocera Superiore, a causa dell'importanza e della floridità economica che avevano acquisito i villaggi inferiori, chiesero la riunificazione, resa necessaria dalla incapacità del Comune a far fronte ai suoi obblighi finanziari. Tuttavia queste non avvenne mai.
Fino al 1986 il nome Nocera de' Pagani è rimasto per indicare la diocesi nocerina.
[modifica] Bibliografia
- Teobaldo Fortunato (a cura di), Nuceria, scritti in onore di Raffele Pucci, Postiglione (SA), 2006
- Gennaro Orlando, Storia di Nocera de' Pagani, Napoli, 1888
- Salvatore Silvestri, S.Egidio tra Storia e Leggenda (Appunti, ipotesi e documenti dal 216 a.C. al 1946), 1993
- Salvatore Silvestri - Salvatore Vollaro, S.Egidio, S.Lorenzo e Corbara (La Storia e le Famiglie), 2001
- Salvatore Silvestri, S.Egidio. Un luogo chiamato Preturo, Edizioni Gaia 2010, ISBN 978-88-89821-75-6
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