Listera

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Listera
Listera ovata Saarland 04.jpg
Listera ovata (Listera maggiore)
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Liliidae
Ordine Orchidales
Famiglia Orchidaceae
Sottofamiglia Epidendroideae
Tribù Neottieae
Sottotribù Listerinae
Genere Listera
R.Br., 1813
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Monocotiledoni
Ordine Asparagales
Famiglia Orchidaceae
Specie
(Vedi: Specie di Listera )

Listera R.Br., 1813 è un genere di piante Spermatofite Monocotiledoni appartenenti alla famiglia delle Orchidaceae, dall’aspetto di piante erbacee perenni con infiorescenze formate da piccoli fiori poco appariscenti.

Indice

[modifica] Etimologia

Il nome generico (Listera) ricorda un naturalista inglese, Martin Lister, vissuto tra 1638 e il 1712[1]. Denominazione introdotta nella nomenclatura botanica dal naturalista britannico Robert Brown (1773 – 1858) nel 1813.

[modifica] Descrizione

I dati morfologici si riferiscono soprattutto alle specie europee e in particolare a quelle spontanee italiane.

Il portamento (Listera cordata)

L'altezza di queste piante raramente raggiunge il metro. La forma biologica prevalente è geofita rizomatosa (G rhiz), sono piante perenni erbacee che portano le gemme in posizione sotterranea. Durante la stagione avversa non presentano organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei chiamati rizomi; dei fusti sotterranei dai quali, ogni anno, si dipartono radici e fusti aerei. Queste piante, contrariamente ad altri generi delle orchidee, non sono epifite, ossia non vivono a spese di altri vegetali di maggiori proporzioni (hanno cioè un proprio rizoma); quindi vengono raggruppate fra le orchidee terrestri.

[modifica] Radici

Le radici sono secondarie da rizoma di tipo fibroso.

[modifica] Fusto

  • Parte ipogea: la parte sotterranea consiste in un breve rizoma.
  • Parte epigea: la parte aerea è semplice, eretta e glabra nella parte basale e pubescente in alto.

[modifica] Foglie

Le foglie (Listera ovata)
  • Foglie basali: non sono presenti foglie basali.
  • Foglie cauline: sono presenti due foglie (raramente tre) a disposizione sub-opposta e patenti. Queste due foglie sono posizionate nella parte inferiore del fusto (a circa 1/3 dal terreno). Le foglie sono intere a forma cordata oppure ovata con svariate nervature longitudinali. La consistenza di queste foglie è quasi carnosa (sono spesse) e sono glabre; il colore è verde chiaro traslucido. Queste due foglie sono quasi sessili (o con un picciolo ridotto al minimo).

[modifica] Infiorescenza

Infiorescenza (Listera ovata)

L'infiorescenza è una spiga terminale, lineare e lassa (pauciflora) oppure multiflora (a seconda della specie si possono avere da 2 a 100 fiori). I fiori sono inodori e ben spaziati uno dall'altro. L'infiorescenza è provvista di brattee (la loro funzione è quella di proteggere i fiori). Le brattee sono posizionate alla base del pedicello e possono essere di tipo fogliaceo o squamiformi; normalmente tutti i fiori sono posti all'ascella di queste brattee. I fiori sono resupinati, ruotati sotto-sopra tramite torsione del pedicello; in questo caso il labello è volto in basso.

[modifica] Fiore

I fiori (Listera ovata)

I fiori sono ermafroditi ed irregolarmente zigomorfi, pentaciclici (perigonio a 2 verticilli di tepali, 2 verticilli di stami (di cui uno solo fertile – essendo l'altro atrofizzato), 1 verticillo dello stilo)[2]. Il colore dei fiori in genere è verdastro con sfumature gialle o violette, ma anche marrone, marrone chiaro, blu-verde o rosato.

  • Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:
P 3+3, [A 1, G (3)][3]
  • Perigonio: il perigonio è composto da 2 verticilli con 3 tepali (o segmenti) ciascuno (3 interni e 3 esterni). A parte il segmento centrale del secondo verticillo (il labello), gli altri tepali sono tutti più o meno simili tra di loro: la forma è da ovato-oblunga a oblunga-ellittica. Il portamento di questi tepali è tale per cui formano un cappuccio attorno agli organi di riproduzione per proteggerli.
  • Labello: il labello (semplice – non formato da due parti distinte) è il tepalo centrale più interno. È caratterizzato da una lingua dalla forma allungata e stretta (nastriforme) e portamento pendulo. La parte apicale è bifida, termina cioè con due denti divaricati o lobi pendenti. È inoltre privo di sperone, mentre la parte basale è nettarifera.
  • Ginostemio: lo stame con le rispettive antere (in realtà si tratta di una sola antera fertile biloculare – a due logge) è concresciuto con lo stilo e forma una specie di organo colonnare chiamato "ginostemio"[4]. In questa specie il ginostemio non è molto lungo. Il polline è conglutinato in strutture chiamate pollinii (i pollinii sono due, uno per ogni loggia dell'antera). Il retinacolo è privo di caudicole. L'ovario è ovoide (o sub-sferico) in posizione infera, sorretto da un breve peduncolo contorto; l'ovario è formato da tre carpelli fusi insieme.
  • Fioritura: in primavera - estate.

[modifica] Frutti

Il frutto è una capsula, a forma sub-globosa e pedicellata con diverse coste e deiscente per alcune di queste. Al suo interno sono contenuti numerosi minutissimi semi piatti. Questi semi sono privi di endosperma e gli embrioni contenuti in essi sono poco differenziati in quanto formati da poche cellule. Queste piante vivono in stretta simbiosi con micorrize endotrofiche, questo significa che i semi possono svilupparsi solamente dopo essere infettati dalle spore di funghi micorrizici (infestazione di ife fungine). Questo meccanismo è necessario in quanto i semi da soli hanno poche sostanze di riserva per una germinazione in proprio.[5].

[modifica] Riproduzione

La riproduzione di questa pianta avviene in due modi:

  • per via sessuata grazie all'impollinazione degli insetti pronubi; ma la germinazione dei semi è condizionata dalla presenza di funghi specifici (i semi sono privi di albume – vedi sopra).
  • per via vegetativa in quanto il rizoma possiede la funzione vegetativa per cui può emettere gemme avventizie (getti laterali) capaci di generare nuovi individui.

[modifica] Distribuzione e habitat

L'area di diffusione di questo genere è abbastanza ampia: EuropaAsia (temperata e montuosa, ossia a nord della catena dell'Himalaya) – America del Nord. Quindi zone temperato-fredde: alcune specie sono di origine siberiana ed altre si trovano fino in Groenlandia. Mentre l'habitat tipico sono i boschi di vario tipo su substrato sia calcareo che siliceo.
Entrambe le specie spontanee italiane vivono nelle Alpi. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla diffusione di questi fiori relativamente allo specifico areale alpino[6].

Specie Comunità
vegetali
Piani
vegetazionali
Substrato pH Livello trofico H2O Ambiente Zona alpina
L. cordata 14 montano
subalpino
Ca/Si acido basso umido I1 tutto l'arco alpino
(escl. AO NO VA CO)
L. ovata 14 collinare
montano
subalpino
Ca/Si neutro medio medio B5 B6 F2 F5 G4 I2 tutto l'arco alpino

Legenda e note alla tabella.
Per il “substrato” con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province).

Comunità vegetali:
14 = comunità forestali
Ambienti:
B5 = rive, vicinanze corsi d'acqua
B6 = tagli rasi forestali, schiarite, strade forestali
F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino
F5 = praterie rase subalpine e alpine
I1 = boschi di conifere
I2 = boschi di latifoglie

[modifica] Sistematica

Le Orchidaceae sono una delle famiglie più vaste della divisione tassonomica delle Angiosperme; comprende 788 generi e più di 18500 specie[7]. Il genere Listera comprende una trentina di specie due delle quali sono spontanee del territorio italiano.
Il Sistema Cronquist assegna la famiglia delle Orchidaceae all'ordine Orchidales mentre la moderna classificazione APG la colloca nel nuovo ordine delle Asparagales. Sempre in base alla classificazione APG sono cambiati anche i livelli superiori (vedi tabella iniziale).
La collocazione tassonomica di questo genere è ancora in via definizione in quanto alcuni recenti studi basati sull'analisi molecolare indicherebbero una stretta parentela con il genere affine Neottia Guett. (1754). In effetti alcune “checklist”[8] inseriscono già le specie del genere Listera nel genere citato. Per il momento la maggioranza degli istituti di ricerca botanica preferiscono mantenere l'attuale denominazione in attesa di ulteriori conferme (verificare a questo proposito i vari link del paragrafo “Collegamenti esterni”).

[modifica] Specie spontanee della flora italiana

Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della flora italiana) l’elenco che segue utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche[9].

  • Gruppo A: il labello è privo dei denti laterali nella parte basale, mentre all'apice è bifido;
  • Gruppo B: il labello è trifido con due piccoli denti laterali nella parte basale e un lungo lobo mediano a sua volta bifido;

[modifica] Generi simili

Diverse orchidee spontanee del territorio italiano si presentano con infiorescenze poco appariscenti e colorazioni tendenti al verde. Qui, brevemente, elenchiamo alcuni generi le cui specie possono essere confuse ad un primo sguardo distratto:

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Specie di Listera.

[modifica] Usi

[modifica] Giardinaggio

L'unico uso che viene fatto delle piante si questo genere è eventualmente nel giardino alpino o roccioso.

[modifica] Altre notizie

  • In alcune aree è una pianta protetta quindi ne è vietata la raccolta.
  • Le specie del genere Listera hanno da sempre attirato l'interesse della comunità scientifica per alcuni particolari movimenti del rostello quando è sfiorato da un insetto (meccanismo attivato per agevolare l'impollinazione verso gli insetti pronubi ed evitare l'autoimpollinazione – infatti subito dopo che l'insetto se ne è andato il rostello va a ricoprire lo stigma); oppure per la sua capacità di secernere alcune gocce di un muco vischioso quando è “toccato” da un insetto pronubo (questo per aumentare l'adesione del polline all'addome dell'insetto)[1].

[modifica] Note

  1. ^ a b Motta, op. cit., vol. 2 - pag. 714
  2. ^ Pignatti, op. cit., vol. 3 - pag. 700
  3. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 16-11-2009.
  4. ^ Musmarra, op. cit., pag. 628
  5. ^ Strasburger, op. cit., vol. 2 - pag. 808
  6. ^ Flora Alpina, op. cit., vol. 2 - pag. 1108
  7. ^ Strasburger, op. cit., vol. 2 - pag. 807
  8. ^ World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW. URL consultato il 16-11-2009.
  9. ^ Pignatti, op. cit., vol. 3 - pag. 728

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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