Lingue anatoliche

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Le lingue anatoliche sono un ramo estinto della famiglia delle lingue indoeuropee che veniva parlato nell'antica Asia minore; di queste lingue possediamo le attestazioni scritte più antiche (risalenti al secondo millennio a.C.), soprattutto dell'ittita.

La scoperta e la decifrazione di queste lingue, tutte estinte, si è svolta solo nel XX secolo, quando già l'edificio della ricostruzione indoeuropea era stato tracciato sulla base delle lingue fino ad allora conosciute. Per questo, le lingue anatoliche, che non rientravano appieno nel quadro così stabilito, hanno posto un problema di classificazione ai linguisti, e vi è chi ha formulato l'ipotesi che queste lingue non fossero, come le altre lingue indeuropee, discendenti da un indeuropeo comune, ma che fossero un gruppo linguistico che come l'indeuropeo comune discendeva da una lingua madre ancora più antica ("ipotesi dell'Indo-ittito"). L'ipotesi più plausibile è che si tratti di un ramo che si è distaccato dagli altri in tempi molto remoti, ed è a questo che si devono le notevoli differenze rispetto agli altri rami.

Indice

[modifica] Origini

Il ramo anatolico viene generalmente considerato il primo a staccarsi dal proto-indoeuropeo, in un momento tipicamente indicato come la metà del IV millennio AC. Nel riquadro dell'ipotesi kurgan ci sono due modi possibili in cui i primi anatolici potrebbero aver raggiunto l'Anatolia: dal nord lungo le coste del Caucaso, oppure da ovest, attraverso i Balcani[1], percorso ritenuto in qualche modo più probabile da Steiner (1990).

[modifica] Suddivisioni

Il gruppo delle lingue anatoliche si suddivide in:

  • Ittita (nesili), attestato a partire dal 1900 al 1100 a.C. circa, lingua ufficiale dell'Impero ittita
  • Luvio (luwili), parente stretto dell'ittita, parlato in regioni confinanti e in certi periodi sottoposte al potere ittita
    • Luvio cuneiforme, attestato in glosse e brevi passaggi in testi ittiti scritti in scrittura cuneiforme
    • Luvio geroglifico, scritto in geroglifici anatolici su sigilli e iscrizioni su roccia
  • Licio, parlato in Licia nell'Età del ferro, discendente dal luvio, estinto intorno al I secolo a.C., di attestazione frammentaria
  • Palaico, parlato nell'Anatolia centro-settentrionale, estinto intorno al XIII secolo a.C., noto solo in modo frammentario attraverso preghiere citate all'interno di testi ittiti
  • Cario, parlato nella Caria, di frammentaria attestazione attraverso graffiti di mercenari carii in Egitto a partire, grosso modo, dal VII secolo a.C., ed estinto intorno al III secolo a.C.
  • Lidio, parlato in Lidia, estinto intorno al I secolo a.C., di frammentaria attestazione.
  • Pisidio, di frammentaria attestazione.
  • Sidetico (della Panfilia), di frammentaria attestazione

[modifica] Estinzione

L'Anatolia venne pesantemente ellenizzata dopo che fu conquistata da Alessandro Magno, e da ciò si ritiene generalmente che al I secolo AC tutte le lingue anatoliche si fossero ormai estinte. Ciò rende l'anatolico il primo ramo a noi noto ad essersi estinto, dato che il successivo ramo, quello tocario, si estinse intorno all'XVIII secolo DC.

[modifica] Caratteristiche

L'ittita sembra esibire una morfologia più semplice delle altre lingue indoeuropee antiche. La questione è stata a lungo se il ramo anatolico si fosse separato dall'indoeuropeo comune prima che quest'ultimo sviluppasse le caratteristiche morfologiche tipiche delle lingue antiche, oppure se l'anatolico comune avesse pesantemente innovato le proprie caratteristiche. Oggi si ritiene che l'anatolico abbia sviluppato varie innovazioni e perso alcune caratteristiche, mentre abbia mantenuto alcune caratteristiche molto arcaiche del proto-indoeuropeo. Infatti l'ittita non ha il classico sistema dei generi tipico delle lingue indoeuropee basato sull'opposizione maschile-femminile-neutro, ma un sistema molto probabilmente più arcaico genere comune - neutro, interpretabile anche come un'opposizione animato - inanimato.

[modifica] Note

  1. ^ Altre ipotesi che prevedono un urheimat anatolica naturalmente non ritengono ci sia mai stata una migrazione verso l'Anatolia stessa, mentre l'ipotesi che prevede l'Armenia come urheimat implica una migrazione da est.

[modifica] Bibliografia

  • G. Steiner, The immigration of the first Indo-Europeans into Anatolia reconsidered, JIES 18 (1990), 185–214.
  • Patri, Sylvain (2007), L'alignement syntaxique dans les langues indo-européennes d'Anatolie, (StBoT 49), Otto Harrassowitz, Wiesbaden, ISBN 978-3-447-05612-0

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