Ivanhoé

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Ivanhoé
Titolo originale Ivanhoé
Lingua originale francese
Genere opera lirica (pastiche)
Musica Gioachino Rossini
Libretto Émile Deschamps
Gabriel-Gustave de Wailly
Fonti letterarie Ivanhoe di Walter Scott
Atti tre
Epoca di composizione XIX secolo
Prima rappr. 15 settembre 1826
Teatro Teatro dell'Odéon di Parigi
Personaggi
  • Ivanhoé, chevalier saxon, tenore
  • Cédric Le Saxon, son père, basso
  • Brian De Boisguilbert, chevalier normand, basso
  • Albert De Malvoisin, idem, tenore
  • Le Marquis Lucas De Beaumanoir, général en chef de l'armée normande, basso
  • Ismaël, Musulman, argentier du Roi de France, basso
  • Un héraut d'armes, tenore
  • Thierry, caractère muet, mimo
  • Léila, Fille d'Ismaël, soprano
  • Chevalier Saxons et Normands, comparse

Ivanhoé è il titolo di un'opera lirica in tre atti su musiche di Gioachino Rossini.

Il libretto, in lingua francese e basato sul romanzo di Walter Scott Ivanhoe, fu scritto da Émile Deschamps e Gabriel-Gustave de Wailly, coadiuvati dal loro committente, l'editore Antonio Pacini.

L'opera fu rappresentata la prima volta al Teatro dell'Odéon di Parigi il 15 settembre 1826, poche settimane prima che andasse in scena - il 9 ottobre - Le siège de Corinthe. Dopo essere stata replicata un paio di volte in virtù del successo riscosso alla prima esecuzione, finì nel dimenticatoio, per essere ripreso in teatro solo nel 1990 dal Teatro dell'Opéra di Montpellier.

I primi interpreti dell'opera furono - come recitavano le locandine dell'epoca - i signori Leconte, tenore, nella parte di Ivanhoé; Adolphe, basso, in quella di Cédric; Leclere, basso, come Boisguilbert; Peyronnet, tenore, Malvoisin; Charles, basso, Beaumanoir; Léon, basso, Ismaël; Masson, tenore, Héraut; e la signora Le Moule, soprano, Léila.

Pastiche[modifica | modifica wikitesto]

Le musiche utilizzate per la partitura dell'opera non erano, eccetto l'introduzione, originali ma provenivano da altre opere ed erano per la circostanza rivisitate e adattate ad uso pastiche[1] dallo stesso Rossini (che, almeno ufficialmente, avrebbe acconsentito ad un'operazione analoga solo in occasione della messa in scena del Robert Bruce). In particolare, provenivano da: Semiramide, La Cenerentola, La gazza ladra, Tancredi, Bianca e Falliero, Armida, Maometto secondo, Aureliano in Palmira, Sigismondo, Torvaldo e Dorliska, Moïse et Pharaon e Zelmira[2].

Le musiche che scandiscono i vari numeri musicali, intercalate da recitativi parlati alla maniera dell'opéra-comique, mantengono comunque, rispetto ai contesti originali, la freschezza e validità del primo impiego, tanto da costituire a parere della critica[2] un motivo di spunto per la loro verifica filologica.

Argomento[modifica | modifica wikitesto]

Il libretto di Deschamps e de Wailly rispetta solo in parte il canovaccio del lavoro di Scott ma, rimanendo in tema, prevede scene epiche[2] con la presenza di pellegrini e campioni invincibili, assedi e processi con fanciulle ingiustamente condannate. Non mancano neppure le singolar tenzoni, così come la consueta agnizione ed il prevedibile lieto fine che vede, oltre all'unione fra Ivanhoé e Léila, sassoni e normanni uniti in un unico popolo inglese, pronto alla riscossa contro i comuni nemici francesi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Frequente nella prassi operistica italiana dell'Ottocento.
  2. ^ a b c Fonte: Rossini - Tutti i libretti d'opera, a cura di Piero Mioli, con introduzione di Paolo Fabbri, Newton Compton, 1997, ISBN 8881838060
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