Semiramide (Rossini)

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Semiramide
Semiramis-Regina.png
Semiramide, in una illustrazione
Lingua originale italiano
Genere melodramma tragico
Musica Gioachino Rossini
Libretto Gaetano Rossi
Fonti letterarie Tragédie de Sémiramis di Voltaire
Atti due
Epoca di composizione novembre 1822-1823
Prima rappr. 3 febbraio 1823
Teatro Teatro la Fenice, Venezia
Personaggi
  • Semiramide, regina di Babilonia (soprano)
  • Arsace, comandante l'armate (contralto)
  • Assur, principe del sangue di Belo (basso)
  • Idreno, re dell'indo (tenore)
  • Azema, principessa del sangue di Belo (mezzosoprano)
  • Oroe, capo de' magi (basso)
  • Mitrane, capo delle guardie reali (tenore)
  • L'ombra di Nino (basso)
  • Satrapi, Magi, babilonesi, indiani, egiziani, sciti, principesse, citarede, dame straniere (coro)
  • Guardie reali, ministri del tempio, séguito d'indiani, di sciti, di egiziani, popolo babilonese, donzelle, fanciulle, fanciulli (comparse)

Semiramide è un melodramma tragico in due atti di Gioachino Rossini, su libretto di Gaetano Rossi, tratto dalla Tragédie de Sémiramis di Voltaire e dalla vita della regina Semiramide. Debuttò al Teatro la Fenice di Venezia il 3 febbraio 1823 con Isabella Colbran, Filippo Galli (basso) e Luciano Mariani.

Il successivo 30 dicembre va in scena al Teatro San Carlo di Napoli con Luigi Lablache e Michele Benedetti (basso).

Il 19 aprile 1824 va in scena al Teatro alla Scala di Milano con Teresa Belloc-Giorgi, Brigida Lorenzani e Galli e nello stesso anno va in scena al Teatro Verdi (Padova) con Carolina Bassi e Claudio Bonoldi ed a Udine.

Nel Regno Unito la premiere è stata il 15 luglio 1824 al Her Majesty's Theatre di Londra diretta dal compositore con Giuditta Pasta, Lucia Elizabeth Bartolozzi e Manuel García (padre).

Il 15 ottobre 1825 avviene la prima nel Teatro Comunale di Bologna con Henriette Méric-Lalande e Domenico Reina.

Il successivo 22 ottobre avviene la prima nel Teatro degli Avvalorati di Livorno con Gaetano Crivelli.

L'8 dicembre 1825 va in scena al Théâtre-Italien di Parigi con Marco Bordogni, Galli e Nicolas-Prosper Levasseur, il 12 dicembre al Teatro Nacional de São Carlos di Lisbona e sempre nello stesso anno al Teatro della Comunità di Modena.

Il 17 agosto 1826 avviene la prima nel Teatro Riccardi (oggi Teatro Donizetti di Bergamo.

All'Opéra national de Paris la prima è stata il 27 gennaio 1827 diretta da Alessandro Rolla con Maria Malibran e Benedetta Rosmunda Pisaroni.

Il successivo 27 dicembre avviene la prima al Teatro Regio di Torino diretta da Giovanni Battista Polledro.

Il 30 maggio 1829 avviene la prima di La morte di Semiramide al Teatro Regio di Parma con la Méric-Lalande e Luigi Lablache e nello stesso anno va in scena al Teatro Carcano di Milano con Giuditta Pasta, Marietta Brambilla e Domenico Cosselli.

Il 25 dicembre 1831 avviene la prima nel Teatro Metastasio di Prato.

L'1 maggio 1837 avviene la prima a New Orleans.

Al Royal Opera House, Covent Garden di Londra la premiere di Sémiramis è stata l'1 ottobre 1842 per la Charles Kemble Opera Company ed il 6 aprile 1847 per la riapertura del teatro come Royal Italian Opera nella traduzione di Joseph Méry con Giulia Grisi, Marietta Alboni, Giovanni Matteo De Candia ed Antonio Tamburini.

Il 15 dicembre 1844 avviene la prima a Lione di Sémiramis nella versione di N. Lafont.

L'1 aprile 1854 avviene la prima all'Opéra municipal de Marseille.

Il 19 febbraio 1855 avviene la premiere al Theatre Royal di Edinburgo.

Nel 1880 inaugura il Teatro Costanzi di Roma.

Nel 1882 va in scena a New York con Sofia Scalchi.

Per il Metropolitan Opera la premiere è stata nel 1892 a Boston con Adelina Patti e Guerrina Fabbri dirette da Luigi Arditi e fino al 1993 ha avuto 28 recite.

Al Teatro Comunale di Firenze la prima è stata nel 1940 diretta da Tullio Serafin con Gabriella Gatti, Ebe Stignani, Ferruccio Tagliavini e Tancredi Pasero.

Il ruolo di Semiramide diventò celebre dopo la ripresa alla Scala nel 1962 diretta da Gabriele Santini con Joan Sutherland, Giulietta Simionato, Wladimiro Ganzarolli, Gianni Raimondi ed Antonio Zerbini, e, dopo Nellie Melba, in tempi moderni fu interpretato da soprani celeberrimi come la Sutherland (ricreatrice della parte), Montserrat Caballé, Katia Ricciarelli,Lella Cuberli, Mariella Devia, June Anderson e Edita Gruberova. Nel ruolo di Arsace si sono distinte Giulietta Simionato (accanto alla Sutherland alla Scala), Marilyn Horne, Martine Dupuy, Lucia Valentini Terrani, Daniela Barcellona e Jennifer Larmore. Da ricordare, dopo Édouard de Reszke, l'Assur di Samuel Ramey, Simone Alaimo e Michele Pertusi; l'Idreno di Chris Merritt, Rockwell Blake, Gregory Kunde e di Juan Diego Florez.

All'Opera di Chicago va in scena nel 1971 diretta da Richard Bonynge con la Sutherland e Marilyn Horne.

All'Opéra National de Paris va in scena nel 1981 con Montserrat Caballé, la Horne e Samuel Ramey.

Al Teatro dell'opera di Sydney va in scena nel 1983 diretta da Bonynge con la Sutherland.

A Bilbao va in scena nel 1985 con June Anderson.

Al Teatro Massimo Bellini di Catania avviene la prima nel 1991 diretta da Bonynge con Anna Caterina Antonacci, Ernesto Palacio ed Alaimo.

Al Rossini Opera Festival va in scena nel 1992 diretta da Alberto Zedda con Michele Pertusi, Gregory Kunde ed Ildebrando D'Arcangelo.

Semiramide è l'addio di Rossini all'Italia. In seguito si trasferisce a Parigi e mai più i teatri italiani ospiteranno una prima delle sue opere. Anche in quest'opera si ricorda maggiormente l'ouverture, una delle più celebri di Rossini.

I personaggi dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

La trama richiama per alcuni versi quella dell'Amleto di Shakespeare: l'ombra di Nino (padre di Amleto) chiede al figlio Arsace-Ninia (Amleto) di vendicare il suo omicidio, di cui colpevoli sono Assur (re Claudio) e Semiramide (la regina Gertrude); per vendicare il genitore successivamente si dimentica dell'amore dell'amata Azema (Ofelia), che viene destinata in sposa al principe indiano Idreno, rivale in amore sia di Arsace che di Assur. Con l'aiuto del sacerdote Oroe alla fine Arsace vendicherà il genitore, anche se ucciderà la madre al posto di Assur, che comunque verrà condannato a morte.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Antefatto
Quindici anni prima dell'inizio del dramma, Semiramide cospira con il principe Assur per uccidere il marito Nino. Dopo il regicidio, Ninia, figlio di Nino, viene sottratto da Oroe alle mire di Assur per proteggerlo, e portato dal fratello Fradate.

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

Magnifico tempio eretto a Belo, festivamente adornato
Oroe, gran sacerdote, apprende dal Gran Nume che il regicidio sta per essere vendicato (Sì, gran nume). Successivamente entrano indiani e satrapi per apprendere la designazione del re (Belo si celebri, Belo si onori). Tra questi c'è il principe Idreno, che ama la principessa Azema, ancella di Semiramide. Assur, anche lui innamorato di Azema, è convinto di diventare re, e questo fa indignare Oroe, dato che sa che è coinvolto nel regicidio. Entrata Semiramide, ella si appresta a nominare il nome del re, ma il sacro fuoco si spegne. Oroe spiega che è un segno dello sdegno divino, e afferma che prima di incoronare il re alcune colpe devono essere punite: Assur e Semiramide intendono, spaventati, e la regina si ritira. Nel frattempo entra Arsace (Eccomi alfine in Babilonia), chiamato da Semiramide, intenzionata a volerlo nominare Re; Arsace però è innamorato della bella Azema. Oroe accoglie il giovane e gli annuncia che dovrà vendicare Nino. Assur si irrita per il ritorno di Arsace, dato che anch'egli ama Azema (duetto: Bella imago degli dei) ed afferma che Azema è sua. Intanto Azema viene continuamente corteggiata da Idreno (Ah, dov'è il cimento), che teme che ella ami Assur, ma lei lo rassicura affermandogli che non l'amerà mai.

Giardini pensili
La regina attende l'arrivo dell'amato (Bel raggio lusinghier). Arriva Arsace, che giura eterna fedeltà alla sua regina. (Alle più care immagini).

Luogo magnifico nella reggia con veduta di Babilonia
Il popolo è radunato nella reggia per attendere l'annuncio del nuovo re (Coro e marcia Ergi omai la fronte altera). Semiramide esorta tutti a giurare fedeltà ai suoi voti e al nuovo re, e annuncia che l'eletto sarà anche suo sposo: Arsace. Azema è sconvolta, Arsace confuso, Assur indignato; il satrapo ricorda a Semiramide i suoi favori, ma la regina lo minaccia. Idreno allora chiede la mano di Azema, e la regina gliela concede. Mentre Semiramide esorta Oroe a celebrare il rito la terra trema, e si apre il sepolcro dell'imperatore. L'ombra di Nino appare, annunciando che Arsace regnerà solamente quando il suo assassinio sarà vendicato; il giovane giura di uccidere per lui una vittima, ma l'ombra si allontana prima di svelare il nome della vittima. L'atto si conclude nell'unanime turbamento (Ah, sconvolta nell'ordine eterno).

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

Atrio
Assur è adirato con la Regina, dato che Semiramide ha violato i patti di quindici anni prima. Assur le ricorda la sua colpevolezza, ma Semiramide è rassicurata dai festeggiamenti nella reggia per Arsace, e confida nella sua protezione.(Se la vita ancor t'è cara)

Interno del santuario
Nel tempio, Oroe mostra ad Arsace la lettera che Nino morente aveva mandato a Fradate, e il giovane capisce di essere lui Ninia. I sacerdoti lo esortano a vendicarsi, sia di Assur che di Semiramide. Arsace vuole vendicare il padre, ma non se la sente di uccidere anche la madre (In sì barbara sciagura).

Appartamenti di Semiramide
Azema si rattrista per la sua sorte con Mitrane. Entra Idreno, che le giura che l'amerà per sempre (La speranza più soave), e i due si affrettano alle nozze al tempio.
Semiramide raggiunge Arsace, che continua a fuggirla, e gli spiega il motivo del suo turbamento. Semiramide capisce che egli è il figlio di Nino (Ebben...a te, ferisci) e sa che sta per compiersi il suo destino. Arsace però la rassicura, dicendo che ucciderà solo Assur, e si allontana da lei.

Parte remota della reggia, attigua al mausoleo di Nino
Assur è in preda ad orribili visioni sul fantasma di Nino; entrano i Satrapi che gli comunicano che è caduto in disgrazia presso la regina e tutto il popolo. Dopo un breve momento di delirio, in cui rivede il fantasma di Nino, Assur si dichiara pronto a sfidare la sua sorte. (Que' numi furenti).

Interno sotterraneo nel mausoleo di Nino
I magi discendono assieme ad Arsace, per uccidere il traditore (Un traditor, con empio ardir). Anche Assur si è nascosto nella tomba, per poterlo uccidere, e scende anche Semiramide, a pregare sulla tomba del marito. Vedendosi, i tre rimangono sconvolti (L'usato ardir), ed Oroe impone ad Arsace di uccidere Assur. Ma a morire ucciso da lui non è Assur, ma sua madre Semiramide, scambiata per Assur nell'oscurità della tomba. Oroe condanna a morte Assur, ma questi, trionfante, indica il corpo morto della regina; Arsace, sconvolto, fa per suicidarsi, ma Oroe lo ferma, e il popolo entra festante, proclamandolo imperatore.


In una versione successiva, il finale è stato modificato facendo morire Assur e facendo vivere Semiramide, che acclama col popolo la nomina imperiale del figlio (è la versione incisa da Joan Sutherland).

Organico orchestrale[modifica | modifica wikitesto]

La partitura di Rossini prevede l'utilizzo di:

Numeri musicali[modifica | modifica wikitesto]

  • Sinfonia

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

  • N.1 Introduzione Sì, gran Nume, t'intesi (Oroe, Coro, Idreno, Assur, Oroe, Azema, Mitrane, Semiramide)
  • N.2 Recitativo e Cavatina: Eccomi alfine in Babilonia - Ah! quel giorno ognor rammento (Arsace)
  • N.3 Duetto: Bella imago degli dei (Arsace, Assur)
  • N.4 Aria: O, me felice! - Ah dov'è, dov'è il cimento (Idreno)
  • N.5 Coro di Donne e Cavatina: Serena i vaghi rai - Bel raggio lusinghiero (Semiramide)
  • N.6 Duettino: Serbami ognor sì fido (Semiramide, Arsace)
  • N.7 Finale I Ergi omai la fronte altera (Coro, Semiramide, Assur, Arsace, Idreno, Oroe, Azema, Mitrane, Ombra di Nino)

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

  • N.8 Duetto: Se la vita ancor t'è cara (Semiramide, Assur)
  • N.9 Coro, Scena e Aria: In questo augusto soggiorno arcano - Ebben, compiasi omai - In sì barbara sciagura (Arsace)
  • N.10 Aria con Coro: La speranza più soave (Idreno)
  • N.11 Duetto: Ebbene...a te... (Semiramide, Arsace)
  • N.12 Scena, Coro e Aria: Il di già cade - Ah la sorte ci tradì - Deh ti ferma... ti placa... perdona (Assur)
  • N.13 Finale II: Un traditor, con empio ardir (Coro, Arsace, Oroe, Assur, Semiramide)

Brani celebri[modifica | modifica wikitesto]

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

  • Eccomi alfine in Babilonia cavatina di Arsace
  • Bel raggio lusinghier, cavatina di Semiramide
  • Serbami ognor sì fido...alle più care immagini, duetto tra Semiramide e Arsace

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

  • Se la vita ancor ti è cara, duetto tra Assur e Semiramide
  • La speranza più soave, aria di Idreno
  • Il dì già cade scena "della pazzia" di Assur
  • L'usato ardir terzetto finale tra Arsace, Assur e Semiramide

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Anno Cast (Semiramide, Arsace, Assur, Idreno) Direttore
1962 Joan Sutherland, Giulietta Simionato, Wladimiro Ganzarolli, Gianni Raimondi Gabriele Santini
1966 Joan Sutherland, Marilyn Horne, Joseph Roleau, John Serge Richard Bonynge
1980 Montserrat Caballé, Marilyn Horne, Samuel Ramey, Francisco Araiza Jesús López-Cobos
1990 June Anderson, Marilyn Horne, Samuel Ramey, Stanford Olsen James Conlon
1992 Cheryl Studer, Jennifer Larmore, Samuel Ramey, Frank Lopardo Ion Marin
1992 Iano Tamar, Gloria Scalchi, Michele Pertusi, Gregory Kunde Alberto Zedda
1998 Edita Gruberova, Bernadette Manca di Nissa, Ildebrando D'Arcangelo, Juan Diego Florez Marcello Panni
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