Impero Galattico (Guerre stellari)

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L'Impero Galattico è l'immaginario organismo politico, a metà strada fra fiaba e distopia, descritto nell'universo di Guerre stellari. Con questo termine si indica generalmente l'Impero Sith sotto il governo di Palpatine, o Darth Sidious, anche se nella storia della Galassia vi sono stati più Imperi Sith.

Imperi precedenti[modifica | modifica sorgente]

Origine dell'Impero Sith[modifica | modifica sorgente]

Nel 6.900 BBY i Jedi Oscuri banditi dall'ordine arrivarono su Ziost, un mondo desolato abitato da una razza primitiva, chiamata Sith, sensibile alla Forza. Usando la Forza gli Jedi stupirono i Sith e si elevarono allo status di divinità, diventando i padroni del pianeta. Col passare del tempo i Jedi e i Sith si incrociarono e il termine Sith indicò non solo gli abitanti originali di Ziost e Korriban, ma anche i nuovi abitanti non-Sith che governavano questi territori. Nacque così l'Impero Sith e mentre Ziost divenne la sua capitale, Korriban divenne un luogo sacro e venerato.

Impero Sith di Naga Sadow[modifica | modifica sorgente]

Nel 5.000 BBY, il Vecchio Impero Sith, comandato da Naga Sadow, riscoprì l'esistenza della Repubblica Galattica e il Signore Oscuro decise di conquistarla. Cominciò così la grande guerra iperspaziale. Dopo un assalto su Coruscant i Sith vennero sconfitti e forzati a tornare a Korriban. Cominciò inoltre una separazione delle forza Sith, con una parte schierata con Sadow e una schierata con l'emergente Ludo Kressh. Sadow riuscì a prevalere in una guerra civile contro Kressh, ma venne attaccato alle spalle dalla Repubblica e sconfitto. Tuttavia molte delle forze rimanenti di Sadow e Kressh sopravvissero all'insaputa della Repubblica, e si nascosero in attesa della vendetta. Per oltre 1.000 anni la Repubblica credette che il Vecchio Impero Sith non esistesse più, ma durante le Guerre Mandaloriane venne probabilmente riscoperto dai Jedi partiti in guerra Revan e Malak nelle Regioni Ignote.

Impero Sith di Darth Revan[modifica | modifica sorgente]

Verso la fine delle Guerre Mandaloriane, Revan scoprì una antica accademia Sith su Malachor V. Capì che l'Impero di Sadow non era totalmente distrutto e che poteva ancora minacciare gravemente la Galassia.

Revan decise di sacrificarsi al Lato Oscuro, formando un impero con lo scopo di conquistare la Galassia per proteggerla, o distruggerla per rafforzarla. Revan apprese gli insegnamenti dei Sith e prese come apprendista il suo migliore amico, Malak. Revan divenne Darth Revan, nuovo Signore Oscuro dei Sith. Un terzo della flotta della Repubblica sotto il comando di Revan scomparve, e moltissimi dei soldati giurarono fedeltà al Signore Oscuro, che veniva considerato il vero salvatore della Galassia, al contrario dei Jedi, la cui reputazione aveva risentito molto dell'esito delle Guerre Mandaloriane e dalla linea non-interventista adottata dal Consiglio. Con la scoperta della Star Forge grazie alle Mappe stellari, Revan costruì una immensa flotta di navi spaziali e droidi efficienti che superava di gran lunga qualunque altra esistita, sia per numero di truppe, sia per specializzazione. La Repubblica Galattica affrontò con disperazione l'armata Sith comandata dalla brillante mente strategica di Revan, le cui tattiche miravano a destabilizzare mondi-chiave, come ad esempio Manaan, lasciando tuttavia intatte le infrastrutture e anche, talvolta, le istituzioni planetarie, per rendere la transizione il meno dolorosa possibile (in questo ritroviamo gli insegnamenti di Kreia che non credeva nel potere della distruzione). La Repubblica perse così molti pianeti fondamentali. I Sith ri-colonizzarono Korriban, istruendo nuovi allievi nelle vie della Forza, piazzarono una base di produzione di kolto, una pianta curativa simile al bacta, su Manaan e destabilizzarono i mondi Echani, grazie all'assassinio del generale Yusanis e di alti influenti personaggi.

Quando tutto sembrava perduto, la Repubblica vide una nuova speranza quando la giovane Jedi Bastila Shan rivelò la sua forza nella tecnica chiamata Meditazione da Battaglia. La flotta della Repubblica riuscì ad aprire una breccia tra l'armata Sith e ad abbordare la nave ammiraglia di Revan. Il Signore Oscuro venne attaccato da Bastila e da altri tre Jedi. Revan avrebbe forse ucciso i quattro se Malak non fosse intervenuto sparando al vascello con la sua nave, ferendo a morte Revan. Il potente Jedi sarebbe morto se non fosse intervenuta Bastila a mantenere una piccola scintilla di vita nel suo corpo e a portarlo via prima della distruzione della nave, scelta che creò un legame fra la giovane e Revan, che li avrebbe uniti per sempre.

Malak, credendo che il suo Maestro fosse morto, prese il comando. A differenza di Revan, che cercava di fare una guerra con la superiorità tattica e cercando di preservare le risorse principali dei pianeti per riutilizzarle, Malak infuse di crudeltà i suoi sottoposti, conducendo una guerra distruttiva. Alla fine, con la redenzione di Revan, la morte di Darth Malak e con la distruzione della Star Forge l'Impero si dissolse a causa della mancanza di un leader carismatico.

Parte delle truppe di Assassini Sith e Sith Trooper di Revan passarono sotto il comando della sua vecchia Maestra, Kreia, che assumendo il comando della accademia su Malachor V prese il nome Darth Traya e prese due apprendisti, Darth Nihilus e Darth Sion. Questi tre Signori dei Sith, che non avevano intenzione di formare un impero ma avevano scopi diversi l'uno dall'altro, vennero fermati dallo Jedi Exile.

Gli esponenti più importanti di questo Impero sono:

  • Darth Revan, Signore Oscuro dei Sith e capo dell'Impero
  • Darth Malak, apprendista di Darth Revan e in seguito capo dell'Impero
  • Darth Bandon, apprendista di Darth Malak
  • Saul Karath, Ammiraglio e comandante della flotta Sith
  • Calo Nord, mercenario ingaggiato da Darth Malak

L'Impero Galattico di Darth Sidious[modifica | modifica sorgente]

« Ancora una volta i Sith saranno i padroni della galassia. E... sarà sempre... pace. »
(Palpatine)
« Con l'intento di garantire la sicurezza e una durevole stabilità, la Repubblica verrà riorganizzata, trasformandosi nel primo Impero Galattico, per una società più salda e più sicura! »
(Palpatine)

Nascita[modifica | modifica sorgente]

Venne creato nel 19 BBY in seguito al colpo di Stato da parte del cancelliere Palpatine, ovvero il Signore Oscuro dei Sith Darth Sidious. Esso assunse il titolo di Supremo Imperatore Galattico, e si ispirò agli ideali enunciati da Palpatine stesso col nome di Nuovo Ordine. Sidiuos si era fatto eleggere, molto tempo prima, come Cancelliere della Repubblica Galattica. Assieme al suo allievo, il conte Dooku, aveva scatenato la Guerra dei Cloni, e l'aveva utilizzata per acquisire un sempre maggior potere. Dopo la morte di Dooku e la conversione di Anakin per amore(vedi Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith), Sidiuos, che aveva il controllo del Senato, ordinò la creazione dell'Impero Galattico. Nel mentre attuava l'Ordine 66, ovvero la Grande Purga Jedi, con cui eliminò quasi tutti i Jedi presenti nella Galassia. Nuovo signore dell'Universo, Palpatine divenne Imperatore e, dopo la creazione di Darth Vader, regnò quasi incontrastato per lungo tempo.

Seguito[modifica | modifica sorgente]

Per 18 anni, questa tirannide si impose su una vasta area e conquistò moltissimi pianeti indipendenti. Sebbene caratterizzato da una forte centralizzazione verso Coruscant, l'Impero fu suddiviso in governatorati settoriali, gestiti dai Gran Moff, tra i quali uno dei più importanti fu Wilhuff Tarkin, Gran Moff di Eriadu, che teorizzò la cosiddetta Dottrina Tarkin. La dottrina fu la colonna portante del militarismo esasperato dell'Impero: "La paura terrà in buon ordine i sistemi locali", è il celebre enunciato di tale dottrina, la cui massima punta di sviluppo è incarnata nell'entrata in servizio della Morte Nera, fortemente voluta e diretta dallo stesso Tarkin. Palpatine subì in questo periodo una forte influenza da parte del Gran Moff, tanto che, come si apprende durante il corso del film, il senato imperiale (ultimo "rimasuglio" repubblicano) viene sciolto a tempo indeterminato, e l'Impero viene riorganizzato in forma confederale, devolvendo in questo modo gran parte dei poteri ai Moff governatori settoriali e divenendo de facto uno stato feudale, ed abbandonando in questo modo la forte centralizzazione dei primi anni.

Nello 0 BBY l'Impero subì la prima pesante sconfitta con la distruzione della Morte Nera da parte dell'Alleanza Ribelle. Fu l'inizio, o almeno il primo vero inizio della Guerra Civile Galattica. In realtà per tutto questo periodo l'Impero non subisce indebolimenti di alcun tipo, anzi acuisce la propria centralizzazione liquidando un'ostica e potente istituzione capace di tenerle testa, il clan criminale del Sole Nero. Tuttavia, nel 4 ABY l'Impero cadde dopo la morte dell'Imperatore Palpatine e del suo alfiere Dart Fener. Esso si sgretolò istantaneamente per il semplice fatto che più che un Impero ben organizzato esso fu una dittatura personale tenuta insieme dal potere del Lato Oscuro della Forza e dalle poderose volontà di Palpatine e Fener.

Potenza militare dell'Impero[modifica | modifica sorgente]

L'impero galattico, sebbene di breve durata, fu in grado di schierare un esercito enormemente potente sia per mantenere l'ordine interno sia per sradicare ogni tipo di organizzazione che abbia l'intento di sovvertire l'ordine e la stabilità dell'impero stesso. Esso godeva di un poderoso esercito terrestre che poteva essere schierato su qualsiasi pianeta e di una grande flotta spaziale dotata di incrociatori, incrociatori d'assalto caccia e navi da battaglia fino alla poderosa arma sperimentale "Morte nera".

Le persone più importanti dell'Impero[modifica | modifica sorgente]

Gli esponenti più importanti di questo Stato imperiale sono:

Rimanenze dell'Impero[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Imperial Remnant.

Il riferimento a questa istituzione è nei nuovi racconti riguardanti la saga, in forma scritta. In lingua inglese viene usato il termine Imperial Remnant.
L'Impero viene frammentato, mentre la Repubblica torna allo splendore. Lo spirito di Palpatine torna in vita grazie a un clone del suo corpo. In sei anni (10 ABY) il Nuovo Impero guadagna abbastanza potere da sfidare la Nuova Repubblica. Tuttavia, i Jedi di Luke Skywalker riescono a distruggere lo spirito di Palpatine definitivamente, ponendo fine all'Impero.
Il Nuovo Impero viene riorganizzato ma subisce molte sconfitte. Una delle figure di maggiore spicco è il Grande Ammiraglio Thrawn, forse l'unico a dare la maggiore spinta al tentativo di rivalsa dell'Impero. Qualche anno dopo ricompare dall'isolamento del Maw l'Ammiraglio Daala, dove ha costruito un'arma ancora più potente della Morte Nera. I suoi tentativi falliscono a seguito della risposta della Nuova Repubblica. Poi Gilad Pellaeon, già capitano al servizio di Thrawn, decide quindi di siglare un trattato di pace con la Repubblica, alleandosi anche durante la guerra contro gli Yuuzhan Vong nel 25 ABY.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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