Il grande racket
| « Marescia’, io nun so’ ‘n boia e se moro, moro. Ma si nun moro, me devi promette che c’annamo insieme a sventrarli, quelli... » |
| (Piero Mazzarelli rivolgendosi a Palmieri) |
Il grande racket è un film poliziottesco del 1976 diretto da Enzo G. Castellari.
Indice |
Trama [modifica]
Il maresciallo della Polizia di stato Nicola Palmieri, con l'aiuto del fidato sergente Salvatore Velasci, indaga nella città di Roma su un'organizzazione criminale che esercita il suo controllo nella cità perpetuando il racket delle estorsioni ai titolari di imprese commerciali nella capitale.
L'organizzazione è guidata da Rudy il Marsigliese, a cui fanno capo un gruppo di criminali feroci e vendicativi. I metodi violenti d'indagine di Palmieri, tuttavia, non sono accettati dai vertici della polizia e, quando egli viene estromesso dall'incarico, a seguito della morte di Velasci durante un conflitto a fuoco nel tentativo di sventare una rapina alla stazione tiburtina, decide di organizzare una rappresaglia armata, alla quale decidono di partecipare ad un gruppo di vittime della banda del Marsigliese.
Palmieri insieme ai taglieggiati organizza un agguato in occasione di un meeting della mala internazionale in una fabbrica di periferia di Roma, scoprendo che anche vertici della società apparentemente pulita erano coinvolti nell'organizzazione criminale.
Il film [modifica]
È considerato uno dei migliori lavori del regista Enzo G. Castellari assieme a Quel maledetto treno blindato. Il regista, inoltre, non ha mai svelato come ha girato, probabilmente senza ricorrere ad effetti speciali, la scena in cui l'automobile con dentro Fabio Testi precipita da un burrone[1].
Critica [modifica]
Il critico Morando Morandini, a proposito del film, scrisse sul Il Giorno: «È un film fascista. È un film abietto. È un film idiota. E' fascista perché, abbinando lo stereotipo del giustiziere solitario con quello del poliziotto reso impotente nell'esercizio del suo dovere dalle norme dello Stato di diritto [...], sostiene l'ideologia reazionaria secondo la quale la criminalità non si combatte applicando le leggi, ma contrapponendo violenza a violenza secondo la regola del taglione: dente per dente, uccisione per uccisione».
Il messaggero, invece, scrisse che il regista «si è lasciato prendere un po’ troppo la mano dalla componente in cui la violenza emerge in assoluto, trascurando di imprimere la dovuta sostanza al disegno psicologico dei personaggi e di conferire credibilità a taluni aspetti della nostra società, corollario all’avventurosa vicenda».
Colonna sonora [modifica]
La colonna sonora è stata composta da Guido e Maurizio De Angelis, già noti per aver composto svariate musiche per film polizieschi italiani degli anni settanta tra cui La polizia incrimina, la legge assolve e Roma violenta. I brani sono i seguenti:
- Il grande racket
- Allucinazione
- Caccia all'uomo
- Visioni
- Il grande racket (Ripresa I)
- Inseguendo i criminali
- In trattoria
- Agguato
- Il grande racket (Ripresa II)
- Seconda allucinazione
- Attesa ossessiva
- Terza allucinazione
- Il grande racket (Ripresa III)
- Fuga disperata
- L'ultimo inseguimento
- Il grande racket (Finale)
Home video [modifica]
Il film è uscito in edizione DVD distribuito dalla 30 Holding.
Note [modifica]
- ^ Scheda dal film su film.tv.it
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
(EN) Scheda su Il grande racket dell'Internet Movie Database
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