Il giornalino di Gian Burrasca

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Il giornalino di Gian Burrasca
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Autore Vamba (Luigi Bertelli)
1ª ed. originale 1912
Genere romanzo
Sottogenere umoristico, per ragazzi
Lingua originale italiano
Ambientazione Italia, Settembre 1905-Marzo 1906

Il giornalino di Gian Burrasca è un romanzo scritto da Vamba (pseudonimo di Luigi Bertelli) nel 1907 e pubblicato prima a puntate sul Giornalino della Domenica tra il 1907 e il 1908, e poi in volume nel 1912.

È ambientato in Toscana (e in parte anche a Roma). Il libro è scritto in forma di diario: il diario di Giannino Stoppani, detto "Gian Burrasca"[1]. Questo soprannome, che la famiglia gli dà a causa del suo comportamento molto irrequieto (più per esuberanza che per cattiveria), è divenuto proverbiale per indicare un ragazzino indisciplinato.

Fonte (non dichiarata) dell'opera è A Bad Boy's Diary (1880), dell'americana Metta Victoria Fuller Victor (1831-1885) [2].

Trama[modifica | modifica sorgente]

Giannino Stoppani, soprannominato dai genitori "Gian Burrasca" per l'attitudine a combinarne di tutti i colori, è il figlio minore e unico maschio in una famiglia nobile composta da: le tre sorelle Ada, Luisa e Virginia, la mamma e il babbo. Quando compie nove anni riceve in regalo dalla madre un diario, o "giornalino" del titolo, in cui comincia a scrivere tutto ciò che gli capita. In particolare vi annota le sue avventure, come quella volta che cadde nel fiume cercando di pescare con la canna regalatagli nella stessa occasione dalle sorelle; oppure il rinvenimento nei loro cassetti di alcune fotografie di conoscenti vari, commentate in modo sprezzante. Dopo avervi riso sopra in proprio, decide di consegnare le foto ai rispettivi soggetti, e la scoperta di tanta ipocrisia in Ada, Luisa e Virginia spinge tutti costoro a disertare una festa da ballo a casa Stoppani, adducendo scuse di circostanza. La vera ragione viene comunque a galla e il babbo punisce come colpevole Gian Burrasca.

Dopo altri incidenti provocati da Giannino, sempre seguiti da punizioni, Giannino scappa di casa e si rifugia dalla zia Bettina, sorella del padre. Ma, anche qui, trova il modo di combinare disastri e la zia chiama il padre perché Giannino sia riportato a casa. Seguono altre avventure di Giannino fino a quella di rompersi un braccio durante una corsa in automobile con un coetaneo. Un po' per curare il braccio e un po' per allontanarsi da casa, Giannino va ospite a Roma, in casa della sorella Luisa e del marito di questa, dott. Collalto. Ovviamente anche qui trova il modo di mettersi nei pasticci e di farne di tutti i colori.

Nel frattempo, Virginia si sposa con l'avvocato e politico socialista Maralli. Nel corso di un soggiorno con la coppia Giannino fa la conoscenza dello zio ricco di Maralli, il signor Venanzio, un vecchio sordo e rimbambito ma adulato per la sua potenziale eredità. Il bambino vi entra rapidamente in confidenza e arriva persino a giocarci assieme, fingendo di pescargli dalla bocca quando l'anziano sonnecchia in poltrona. Ma a un certo punto il vecchio starnutisce e inghiottisce l’amo: Giannino tira la lenza, sente un grido acutissimo e si accorge che ha involontariamente pescato l’ultimo dente cariato del signor Venanzio.

Quando il babbo lo viene a sapere rinchiude Giannino per punizione nel collegio Pierpaolo Pierpaoli, gestito dai severi e avidi signor Stanislao, alto e magrissimo, e la moglie Geltrude, bassa e grassa. Nel nuovo ambiente Gian Burrasca si fa rapidamente degli amici nonostante egli sia il più piccolo, ed entra in particolare a far parte della locale società segreta "Uno per Tutti, Tutti per Uno". Quando a causa di un'ennesima marachella Giannino viene rinchiuso in una specie di prigione, e scopre che la deliziosa minestra di magro del venerdì non è altro che il frutto della rigovernatura dei piatti della settimana, decide di svelare la porcheria lasciando giorno dopo giorno insieme ai suoi consociati delle palline di anilina nei piatti: il colore rosso della minestra ne avrebbe svelata a tutti l'origine al venerdì successivo. I direttori del collegio inizialmente tentano di minimizzare l'accaduto e fornire altre scuse per la tinta anomala del piatto, ma sono costretti ad ammettere la frode quando uno dei congiurati mette in guardia i commensali dall'inghiottire il colorante artificiale. Quando questo congiurato che aveva rivelato la storia dell'anilina viene umiliato dai direttori che gli fanno credere che lui è tenuto nel collegio solo per carità, decide di fuggire e lo fa aiutato da Giannino. Inoltre, poiché nei giorni diversi dal venerdì il pasto era costituito sempre da minestra di riso, Giannino ed un altro convittore rovinano tutta la riserva di riso versando nei sacchi del riso del petrolio e così i direttori del collegio sono costretti a sostituire la pietanza con la pappa al pomodoro, tanto desiderata dai ragazzi. Per combinazione Giannino scopre che i direttori si dedicano a sedute spiritiche e fa in modo da fargli credere che a loro si manifesti lo spirito del fondatore del collegio e, approfittando di questa circostanza, insieme ad altri congiurati organizza una solenne bastonatura dei direttori. Giannino viene rimandato a casa in seguito allo scandalo. Qui scopre che il signor Venanzio è morto, ma lo aveva nel frattempo perdonato lasciandogli pure una piccola parte dell’eredità; mentre Maralli ha ricevuto solo il dente ricoperto d’oro che Giannino gli aveva strappato. Infine, credendo di far bene, in risposta ad un attacco politico al cognato avvocato Maralli, rivela che questi, socialista, si era sposato in chiesa e Maralli perde le elezioni. Il giornalino finisce fra gli atti di un processo nato dalle dispute politiche a seguito delle elezioni.

Ambientazione[modifica | modifica sorgente]

L'azione che viene descritta si svolge in poco più di 5 mesi, da mercoledì 20 settembre 1905 a venerdì 2 marzo 1906.

Fin dalla seconda pagina del libro è presente un errore piuttosto evidente: nella pagina è visualizzato un disegno che indica come data di inizio della storia mercoledì 20 settembre 1905, compleanno del protagonista, e un'annotazione sul disegno del calendario, presente nella pagina iniziale, indica il 1897 come anno di nascita. Continuando a leggere, si trova che Giannino dice di avere nove anni finiti, mentre quel giorno ne avrebbe dovuti compiere otto.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni (Giannino) Stoppani: protagonista sciagurato (detto anche "Gian Burrasca"), è il ragazzino che tiene il diario e dà il nome all'opera.
  • Ada, Luisa e Virginia: sono le tre sorelle maggiori di Giannino; nel corso del racconto, solo Ada rimane nubile. Nella storia si mostrano melliflue e sempre pronte ad accusare il fratello.
  • Il signor Stoppani: il padre di Gian Burrasca, è inclemente e scorbutico.
  • La signora Stoppani: la madre di Gian Burrasca.
  • Il dottor Collalto: prima fidanzato, poi marito di Luisa.
  • L'avvocato Maralli: prima fidanzato, poi marito di Virginia.
  • La signora Olga: amica di famiglia, persona distratta e pertanto uno dei principali bersagli degli scherzi di Giannino.
  • Il signor Clodoveo Tirinnanzi: amico di famiglia, fissato con l'Inghilterra al punto di sostituire nel suo cognome le "i" con le "y". Rappresentante di inchiostro per biro,sarà costretto a trascorrere un infernale viaggio in treno con Giannino.
  • Lo zio Venanzio: vecchio e ricco zio di Maralli, che lascia una parte di eredità a Giannino.
  • La zia Bettina: sorella zitella del signor Stoppani.
  • La signora Geltrude: direttrice del Collegio Pierpaolo Pierpaoli, che non si mostra per nulla indulgente e calma coi ragazzi.
  • Il signor Stanislao: chiamato "Calpurnio" dai ragazzi (da Lucio Calpurnio Bestia, per dargli della bestia senza che se accorga), è il direttore del Collegio e marito di Geltrude, che lo definisce un imbecille.
  • Luigi (Gigino) Balestra: amico di Giannino, incontrato al Collegio Pierpaolo Pierpaoli.
  • Tito Barozzo: capo della società segreta del Collegio "Uno per Tutti, Tutti per Uno", della quale Giannino fa parte con Carlo Pezzi, Maurizio Del Ponte, Mario Michelozzi e, con il protrarsi della storia, anche con Gigino Balestra.

Trasposizioni cinematografiche e televisive[modifica | modifica sorgente]

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sul perché del soprannome, cfr: http://tg24.sky.it/tg24/spettacolo/infografica/2014/02/12/vamba_giornalino_gian_burrasca_piemme_battello_a_vapore.html
  2. ^ Metta V. Fuller Victor. Diario di un ragazzaccio. La vera storia di Gian Burrasca, Cooper, novembre 2007
  3. ^ sito web Rai5. URL consultato il 23-1-2013.
  4. ^ Claudia Provvedini, Il nuovo Giamburrasca: viva le monellerie in Corriere della Sera, 13 dicembre 2001, p. 39. URL consultato il 26-11-2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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