Il dittatore

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Il dittatore
Il dittatore.png
Sacha Baron Cohen e Megan Fox in una scena del film
Titolo originale The Dictator
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 2012
Durata 83 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere commedia, satirico
Regia Larry Charles
Soggetto Sacha Baron Cohen
Sceneggiatura Sacha Baron Cohen, Alec Berg, David Mandel, Jeff Schaffer
Produttore Sacha Baron Cohen, Alec Berg, David Mandel, Scott Rudin, Jeff Schaffer, Todd Schulman
Produttore esecutivo Peter Baynham, Anthony Hines, Dan Mazer, Mari-Jo Winkler
Casa di produzione Four by Two Films
Distribuzione (Italia) Paramount Pictures
Fotografia Lawrence Sher
Montaggio Greg Hayden, Eric Kissack
Effetti speciali Andrew Mortelliti
Musiche Erran Baron Cohen
Scenografia Victor Kempster
Costumi Jeffrey Kurland
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il dittatore (The Dictator) è un film del 2012 diretto da Larry Charles e con protagonista Sacha Baron Cohen. Quarto film con protagonista Baron Cohen dopo Ali G, Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan e Brüno, racconta l'"eroica" storia di un dittatore che ha rischiato la vita per assicurarsi che la democrazia non potesse mai arrivare nel suo paese che ha così "amorevolmente" oppresso.[1]

Il film è ironicamente ispirato dal libro Zabibah e il Re scritto da Saddam Hussein[1] ed è dedicato alla memoria di Kim Jong-il.[2]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Per anni lo Stato immaginario africano del Wadiya (che nelle mappe corrisponde all'Eritrea) è stato sotto la dittatura dell'ammiraglio generale Hafez Aladeen, un podestà infantile, violento, anti-occidentale e antisemita, circondato da guardie del corpo femminili. Aladeen si è sempre rifiutato di cedere il diritto di sfruttamento del proprio petrolio a multinazionali estere; dopo che il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha visto rifiutarsi il permesso di effettuare delle ispezioni atte a verificare l'assenza di armamenti nucleari, viene convocato all'assemblea generale dell'ONU a New York. Subito dopo il suo arrivo in albergo però viene rapito da Clayton, un sicario assunto da Tamir, zio di Aladeen.

Tamir provvede quindi a rimpiazzare il nipote con un sosia mentalmente ritardato di nome Efawadh, con lo scopo di fargli firmare un documento costituzionale che dovrebbe trasformare lo Stato del Wadiya in una democrazia, in realtà con il secondo fine di garantirsi una percentuale sull'esportazione del petrolio e altre materie prime dal paese grazie ad un accordo segreto con loschi uomini d'affari.

Aladeen riesce a scappare dal sicario che, prima di morire per sua stessa mano, gli aveva tagliato completamente la barba allo scopo di renderlo irriconoscibile una volta appiccato l'incendio (incendio che in realtà ucciderà lo stesso Clayton). Trovandosi in mezzo alla strada tra i dimostranti contro la dittatura in Wadiya, Aladeen conosce l'attivista Zoe, che gli offre un lavoro credendolo un rifugiato politico. Aladeen tuttavia rifiuta il suo invito e continua a vagare per la città fino ad entrare in un bar di Little Wadiya dove incontra "Nuclear" Nadal, lo scienziato responsabile del programma nucleare del Wadiya, da cui era scappato dopo che Aladeen aveva dato ordine di giustiziarlo.

Nadal si offre di aiutare Aladeen a patto che questo lo rimetta a capo del programma nucleare nazionale e i due escogitano un piano per sostituire il sosia. I due si accorgono presto che è impossibile avvicinarsi all'hotel dove alloggiano i membri del consiglio, quindi scoperto che Zoe ha un pass come fornitrice ufficiale degli alimenti per il personale del Wadiya, accetta il lavoro al suo negozio finché, innamorandosi di lei, le confida la sua vera identità, causando la successiva rottura della loro relazione.

Aladeen e Nadal escogitano un altro piano per introdursi nell'albergo, lanciando un rampino da un palazzo di fronte e calandosi nella stanza dove alloggia il sosia di Aladeen. Aladeen si sostituisce quindi al sosia presentandosi davanti alla commissione delle Nazioni Unite con in mano il nuovo statuto dello Wadiya pronto per essere firmato. Nello stupore generale però Aladeen strappa il foglio davanti alla commissione cominciando ad elogiare la dittatura finché in sala non arriva Zoe e Aladeen si ricrede stabilendo che seguiranno delle elezioni democratiche per scegliere il nuovo presidente della Wadiya e facendo arrestare lo zio Tamir per tradimento. Tamir nel frattempo estrae una pistola puntandola verso Aladeen ed esplodendo un colpo che andrà a colpire in testa il sosia gettatosi a protezione del dittatore.

Efawadh non morirà perché, come dice Aladeen, la sua testa è vuota. Le elezioni che si svolgeranno saranno in realtà truccate e Aladeen tornerà al potere con quasi la totalità dei voti. Un anno dopo Aladeen si sposa con Zoe scoprendo subito dopo il matrimonio che questa è ebrea e ordinandone l'uccisione. In un'intervista conclusiva Zoe annuncia di essere incinta, notizia a cui Aladeen risponde dicendo: «E avrai un maschio o un aborto?».

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Il primo trailer ufficiale del film è stato distribuito online dalla Paramount Pictures il 14 dicembre 2011,[1] giorno in cui venne messo online anche il primo trailer in lingua italiana.[3] Successivamente, il 27 marzo 2012, è stato messo online attraverso il canale YouTube della Repubblica di Wadiya il secondo trailer internazionale del film,[4][5] a cui è seguito poche ore dopo anche la versione in italiano dello stesso.[6] Il 7 maggio 2012 è stato infine distribuito il Red Band trailer, ossia il trailer senza censure, della durata di tre minuti.[7][8]

Il film doveva inizialmente uscire nelle sale statunitensi l'11 maggio 2012, ma a causa della concorrenza di Dark Shadows la Paramount ha successivamente spostato la data di uscita al 16 maggio.[9] In Italia l'uscita inizialmente prevista l'11 maggio è stata posticipata al 15 giugno.[10]

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Il film ha ricevuto delle critiche tiepide, a causa dei riferimenti razzisti e stereotipati inseriti nella pellicola, giudicati troppo estremisti anche per una commedia che dovrebbe presentarsi come parodia delle dittature mondiali.[11] Il film ha comunque ricevuto un gran successo al box office, incassando 177,547,352$.[12]

Censura[modifica | modifica sorgente]

Nella scena in cui Aladden è a letto con Megan Fox, quest'ultima gli dice che non può rimanere per un po' di coccole perché non ha tempo dato che il giorno seguente deve andare con un altro uomo politico. Nella versione originale dice che dovrà andare con The Italian Prime Minister, ovvero con il Primo Ministro Italiano, che al tempo delle riprese era Silvio Berlusconi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c The Dictator, ecco il trailer ufficiale, 14 dicembre 2011. URL consultato il 20 dicembre 2011.
  2. ^ Baron Cohen takes no prisoners as 'The Dictator'
  3. ^ Il Dittatore: ecco anche il primo trailer italiano, 14 dicembre 2011. URL consultato il 20 dicembre 2011.
  4. ^  (EN) THE DICTATOR - Official International English Trailer - HD, a 00:02:26. YouTube, 27 marzo 2012. URL consultato in data 28 marzo 2012.
  5. ^ Il Dittatore, ecco il trailer internazionale!, 28 marzo 2012. URL consultato il 28 marzo 2012.
  6. ^ Il Dittatore, ecco anche il secondo trailer italiano!, 28 marzo 2012. URL consultato il 29 marzo 2012.
  7. ^ (EN) The Dictator Red Band Trailer, 7 maggio 2012. URL consultato il 12 maggio 2012.
  8. ^ Il dittatore: trailer senza censure, 8 maggio 2012. URL consultato il 12 maggio 2012.
  9. ^ (EN) Paramount Moving ‘The Dictator’ To May 16, Away From Warner Bros’ ‘Dark Shadows’, 9 aprile 2012. URL consultato il 17 aprile 2012.
  10. ^ Nuove date di uscita per i film Universal. URL consultato il 6 marzo 2012.
  11. ^ (EN) The Dictator, Rotten Tomatoes. URL consultato il 27 agosto 2013.
  12. ^ (EN) The Dictator, BoxOffice Mojo. URL consultato il 27 agosto 2013.

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