Hilary Putnam

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Hilary Putnam

Hilary Putnam (Chicago, 31 luglio 1926) è un filosofo e matematico statunitense. Di formazione analitica, Putnam è attualmente vicino a posizioni neopragmatiste, sebbene abbia a più riprese rifiutato tale etichetta. Profonde sono ad esempio le differenze di pensiero con un altro celebre esponente di tale movimento, l'amico-avversario Richard Rorty, con il quale è stato spesso assai polemico.

Il suo percorso intellettuale si snoda, assumendo varie sfaccettature, attraverso tutta la seconda metà del Novecento. I suoi contributi più celebri riguardano la filosofia della mente e la filosofia del linguaggio, ma negli ultimi vent'anni la sua ricerca segue un disegno più complesso e organico, che spazia dalla metafisica alla filosofia della scienza, per toccare l'etica e in tempi recenti la filosofia della religione (Putnam è tornato all'ebraismo nella seconda metà degli anni settanta). La produzione filosofica di Putnam tra la fine degli anni cinquanta e gli inizi degli anni ottanta è raccolta per lo più nei tre volumi dei Philosophical Papers, testi che spaziano dalla filosofia della logica, del linguaggio e della fisica, alla filosofia della matematica e della mente, per toccare questioni epistemologiche generali come la corroborazione, la preferibilità delle teorie, questioni di logica induttiva. Alcuni di questi saggi contengono tesi innovative divenute ormai classiche, quali la tesi del funzionalismo e la teoria causale del riferimento (detta anche teoria del riferimento diretto).

Il funzionalismo e la sua critica[modifica | modifica wikitesto]

In filosofia della mente può essere considerato il fondatore delle posizioni funzionaliste, impostazioni che sono alla base del programma di ricerca delle scienze cognitive e la cui idea centrale è l'analogia tra la relazione mente/cervello e quella software/hardware. Dopo aver più volte modificato le sue posizioni al riguardo, a partire dai primi anni 1980 giunge a sostenere che il funzionalismo è solo uno dei possibili quadri teorici tramite i quali può essere pensata la realtà[1]: la visione funzionalista può essere feconda, ma alla base vi è l'idea assai problematica di una corrispondenza speculare tra linguaggio e mondo. Putnam giunge quindi ad una critica radicale nel saggio del 1987 The Many Faces of Realism, dove si distacca definitivamente dall'approccio funzionalista, ritorcendo contro la propria teoria (come è tipico del suo modo di procedere) l'argomento delle molteplici realizzazioni, che aveva costituito l'elemento chiave per rifiutare il materialismo della teoria dell'identità: se è vero che diversi stati neurali possono implementare lo stesso stato funzionale, allo stesso modo un medesimo stato mentale può essere implementato da diversi stati funzionali. Seguendo questo ragionamento, non esiste un unico algoritmo mentale che corrisponda a una proposizione.

Il realismo[modifica | modifica wikitesto]

Il tema centrale della riflessione putnamiana è stato per un lungo periodo il realismo. Già nel terzo volume dei Philosophical Papers si registra il decisivo ingresso di temi legati alla cosiddetta filosofia “continentale”, ma soprattutto si va facendo strada una prima fondamentale trasformazione. Putnam, riflettendo su uno dei temi centrali dell'epistemologia e della filosofia del linguaggio, la nozione di verità, (in diversi scritti, tra i quali spicca il libro Reason, Truth and History del 1981) tenta di mediare tra i punti di vista più realisti della verità come corrispondenza e i punti di vista più deflazionisti, proponendo un concetto di verità non oggettivistico-naturalistica, per certi versi affine al Verstehen ermeneutico, ma che allo stesso tempo conserva un criterio di oggettività del riferimento (teoria del riferimento diretto). Anche in questo caso il pensiero del filosofo americano presenta una serie di svolte successive, a partire dall'originaria posizione di "realismo metafisico" in favore di forme alternative di realismo battezzate rispettivamente "realismo interno" (posizione di chiaro stampo kantiano), "realismo pragmatico", "realismo dal volto umano" (vedi Realism with a human face) e infine "realismo ingenuo" (si veda The Threefold Cord: Mind, Body and World del 2000).

Sviluppi recenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel complesso si assiste ad un tentativo da parte di Putnam di realizzare una terza via tra un realismo forte (metafisico, scientifico) e l'irrealismo (proprio delle varie forme di anti-realismo, relativismo, idealismo, nichilismo ancora oggi presenti), le due grandi "famiglie" filosofiche che si spartirebbero l'intero spazio della filosofia contemporanea. I lavori più recenti (Rinnovare la filosofia, Oltre la dicotomia Fatto/Valore e altri saggi, Etica senza ontologia) si presentano come una proposta filosofica innovativa che vada oltre le posizioni strettamente analitiche, tipiche della filosofia anglo-americana, e le posizioni decostruttiviste di molta filosofia continentale. Un'altra idea kantiana accolta da Putnam è quella riguardante la stretta interconnessione tra etica e metafisica: tutti i problemi filosofici nascondono in realtà una radice etica o valoriale (esistono valori epistemici, non solo etici). La stessa scienza non è qualcosa di “incontaminato” rispetto ai valori, ma in quanto prassi umana è profondamente influenzata da essi. Le pretese del pensiero scientista, aventi come conseguenza rilevante la svalutazione del senso comune, si dimostrano assai deboli nei loro assunti fondamentali. Il loro fallimento apre alla possibilità di riservare, tra le altre conseguenze, un ruolo essenziale al mondo del senso comune, per mezzo del riconoscimento della ragionevolezza delle nostre istanze etico-metafisiche, le uniche che possono dare un senso alle nostre “vite morali”. Da Wittgenstein Putnam riprende la convinzione che, in un certo senso, “i problemi filosofici sono irrisolvibili”: la filosofia deve ritenersi soddisfatta qualora riesca a porre i problemi in un modo soddisfacente, ma non può certo sperare di arrivare a un termine ultimo, ad una risposta conclusiva. Ciò che possiamo fare è cercare “direzioni di risposta”, con la coscienza che i problemi filosofici sono questioni che l'uomo porta con sé, che esisteranno finché l'umanità continuerà ad esistere e interrogarsi. La filosofia investe la sfera umana in tutte le attività conoscitive e pratiche, investe l'intera vita dell'uomo, non riguarda solo il “corretto modo di ragionare”, come spesso hanno sostenuto molti filosofi analitici, e neppure astratte speculazioni metafisiche, tendenza che spesso ha caratterizzato la tradizione continentale europea. Essa riguarda profondamente la nostra capacità di sentire, di immaginare, ovvero “tutta la nostra sensibilità” di esseri umani.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In linea con il suo generale rifiuto del cosiddetto "realismo metafisico", esemplificato dal celebre esperimento mentale dei cervelli in una vasca

Bibliografia in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Filosofia della logica: nominalismo e realismo nella logica contemporanea, tr. it. di Donatella Cagnoni, ISEDI, Milano, 1975.
  • Verità e etica, tr. it. di Andrea La Porta, Il Saggiatore, Milano, 1982.
  • Ragione, verità e storia, tr. it. di Alessandro Nicolò Radicati di Brozolo, a cura di Salvatore Veca, Il Saggiatore, Milano, 1985. ISBN 88-428-0206-9 e ISBN 88-04-26614-7
  • Prefazione a Nelson Goodman, Fatti, ipotesi e previsioni, Laterza, Roma-Bari, 1985. ISBN 88-420-2586-0
  • Mente, linguaggio e realtà, tr. it. di Roberto Cordeschi, Adelphi, Milano, 1987. ISBN 88-459-0257-9
  • La sfida del realismo, tr. it. di Niccolò Guicciardini, Garzanti, Milano, 1991. ISBN 88-11-65630-3
  • Il pragmatismo: una questione aperta, tr. it. di Massimo Dell'Utri, Laterza, Roma-Bari, 1992. ISBN 88-420-4063-0 e ISBN 88-420-6955-8
  • Rappresentazione e realtà, tr. it. di Niccolò Guicciardini, Garzanti, Milano, 1993. ISBN 88-11-59873-7
  • Matematica, materia e metodo, tr. it. di Giovanni Criscuolo, Adelphi, Milano, 1993. ISBN 88-459-1022-9
  • Realismo dal volto umano, tr. it. di Elisabetta Sacchi, Il Mulino, Bologna, 1995. ISBN 88-15-04798-0
  • Rinnovare la filosofia, tr. it. di Sara Marconi, Garzanti, Milano, 1998. ISBN 88-11-59898-2
  • Mente, corpo, mondo, a cura di Eva Picardi, tr. it. di Elisabetta Sacchi Sgarbi, Il Mulino, Bologna, 2003. ISBN 88-15-09101-7
  • Fatto/valore: fine di una dicotomia e altri saggi, introduzione di Mario De Caro, tr. it. di Gianfranco Pellegrino, Fazi, Roma, 2004. ISBN 88-8112-475-0
  • Etica senza ontologia, prefazione di Luigi Perissinotto, tr. it. di Eddy Carli, Bruno Mondadori, Milano, 2005. ISBN 88-424-9286-8
  • Filosofia ebraica, una guida di vita, tr. it. di Massimo Dell'Utri, Carocci, Roma, 2011. ISBN 978-88-430-5363-6
  • La filosofia nell'età della scienza, a cura di Mario De Caro e David Macarthur, trad. it. L. Ceri, C. Gabbani e P. Tripodi, Il Mulino, Bologna, 2012. ISBN 8815240292 ISBN 9788815240293
Letteratura critica
  • Massimo Dell'Utri, Le vie del realismo: verità, linguaggio e conoscenza in Hilary Putnam, Franco Angeli, Milano, 1992. ISBN 88-204-7454-9
  • Marcello Ostinelli e Virginio Pedroni (a cura di), Il realismo pragmatico di Hilary Putnam: saggi critici, Liguori, Napoli, 1994 ISBN 88-207-2403-0
  • Paolo Artuso, Hilary Putnam: realismo e comprensione, prefazione di Francesco Barone, ETS, Pisa, 1995. ISBN 88-7741-835-4
  • Paolo Valore, Rappresentazione, riferimento e realtà. Studio su Hilary Putnam, Thélème, Torino, 2001. ISBN 88-8741-936-1
  • Alberto Peruzzi, La treccia di Putnam. Ultima fermata della filosofia analitica. Libreria Universitaria, Padova, 2013 ISBN 97-88-8629-239-10

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