Richard Rorty

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Richard McKay Rorty (New York, 4 ottobre 1931Palo Alto, 8 giugno 2007) è stato un filosofo statunitense.

Richard Rorty (a sinistra) con Akbar Gangi

Ebbe una lunga carriera nel campo degli studi umanistici, filosofici e letterari. La sua variegata esperienza intellettuale lo avvicinò alla tradizione analitica che rigettò in una fase successiva.

Filosofia, conoscenza e mente[modifica | modifica sorgente]

Rorty non propone una nuova interpretazione degli "oggetti" filosofici (quali Dio, l'Essere, l'Uomo), piuttosto cerca di scrollarsi di dosso un plurisecolare atteggiamento/impostazione filosofici. Stiamo parlando di quell'assioma che vorrebbe la filosofia giudice della validità delle varie manifestazioni della conoscenza, cioè una filosofia fondazionale. Questo atteggiamento che si concretizza con chiarezza in Kant è ripreso con le dovute differenze dalla fenomenologia, dalla filosofia analitica, e ovviamente dal neokantismo; tutti tentativi di mantenere la filosofia nel filone kantiano, cioè la filosofia nel ruolo di corte suprema del sapere. Il presupposto che sorregge questo approccio è l'idea di mente come specchio, cioè la mente rappresenta (a volte in modo corretto, altre volte errando) la realtà. La mente, dal momento che viene insignita di questa facoltà, è stata oggetto di pulitura e riparazione continua per essere il più icastica e veritiera possibile.(vedi gli sforzi cartesiani e kantiani fra i tanti).

Dalla filosofia alla post-filosofia[modifica | modifica sorgente]

Questa dottrina speculare (riferimento a mente come specchio), affonda le sue radici in Platone; questa aspirazione epistemologica o fondazionale (termini considerati sinonimi da Rorty) è difesa da pensatori quali i già nominati Kant e Cartesio e non per ultimo Locke...tuttavia, altri pensatori quali Wittgenstein e Heidegger dopo esser caduti nella trappola fondazionale, hanno impiegato il restante tempo a dissuadere i posteri da una tale scelta. Importante è dire, che per l'autore de La filosofia e lo specchio della natura, dopo la filosofia ci sarà ancora filosofia, tuttavia decadrà quell'impulso atavico che spinge verso una sistematizzazione dell'Essere/della Conoscenza. Così a dispetto di una filosofia sistematica, potremo gustare una filosofia edificante la quale è satirica e aforistica e opera una distruzione a beneficio "della loro propria generazione"[1]). Il filosofo post-metafisico scevro da ogni tentazione di ulteriorità universale, dovrà vertere sulla formazione degli uomini attraverso il dialogo e più in particolare mediante l'attivazione (mantenimento) di una democrazia dialettica; lasciandosi definitivamente alle spalle ogni compito gnoseologico.

Opere tradotte in italiano[modifica | modifica sorgente]

  • La svolta linguistica [1967], Garzanti, Milano, 1994
  • La filosofia e lo specchio della natura [1979], Bompiani, Milano, 1986
  • Conseguenze del pragmatismo [1982], Feltrinelli, Milano, 1986
  • La filosofia dopo la filosofia: contingenza, ironia e solidarietà [1989], Laterza, Bari-Roma, 1989
  • Scritti filosofici. Vol. 1 [1991], Bari, Laterza, 1994
  • Scritti filosofici. Vol. 2, Laterza, Milano, 1993 (contiene i "Saggi su Heidegger")
  • Una sinistra per il prossimo secolo.L'eredità dei movimenti progressisti americani del Novecento.[1998],Garzanti,Milano,1999.
  • Verità e progresso. Scritti filosofici [1998], Feltrinelli, Milano, 2003
  • Il futuro della religione. Solidarietà, ironia, carità, Garzanti, Milano, 2005 (co-autore:Gianni Vattimo)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La filosofia e la natura dello specchio, pag.283

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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