Giovanna d'Arco (film 1999)

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Giovanna d'Arco
Giovanna D'Arco 1999 DVD.png
Milla Jovovich in una scena del film
Titolo originale The Messenger: The Story of Joan of Arc
Lingua originale inglese
Paese di produzione Francia
Anno 1999
Durata 152 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere epico, biografico, azione, guerra
Regia Luc Besson
Soggetto Andrew Birkin, Luc Besson
Sceneggiatura Andrew Birkin, Luc Besson
Produttore Patrice Ledoux
Fotografia Thierry Arbogast
Montaggio Sylvie Landra
Musiche Éric Serra
Scenografia Hugues Tissandier
Costumi Catherine Leterrier
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Giovanna d'Arco è un film francese, girato in inglese, del 1999, diretto da Luc Besson.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Luc Besson divide il film in tre parti: l’infanzia di Giovanna, la sua vita da guerriera e il suo processo. La giovane Giovanna d'Arco è una bambina particolarmente pia, devota, amata e felice del piccolo villaggio contadino, di Domrémy del ducato di Lorena, fino a che questo villaggio e i suoi abitanti vengono, un giorno, saccheggiati, massacrati e bruciati da un distaccamento di soldati inglesi, durante la guerra dei Cento Anni.

Giovanna, che sua sorella nasconde in un armadio a muro che protegge con il suo corpo, è la testimone inorridita e impotente del massacro della adorata sorella, infilzata e uccisa da un colpo di spada nella pancia e poi violentata contro la porta dell’armadio dove lei si nasconde, da un soldato inglese ubriaco e brutale, sotto lo sguardo scioccato dei suoi complici che assistono anch'essi sconvolti allo spettacolo. La bambina viene affidata alle cure dei loro zii, ma non riuscirà a riprendersi dal trauma poiché si instilla nella sua anima un odio isterico, profondo e viscerale verso gli inglesi.

L'infanzia di Giovanna si chiude con le domande che la bambina, disperata, rivolge ad un prete durante la confessione, chiedendo quale senso abbia avuto la morte della sorella, perché lei non sia morta al posto della sorella, e perché Dio abbia voluto questo delitto. Il prete risponde che forse Giovanna è stata risparmiata perché Dio ha dei progetti nei suoi confronti. Alcuni anni dopo Giovanna, ormai una ragazza alle soglie dell'età adulta, si presenta alla corte del delfino Carlo VII, erede designato al trono, chiedendo udienza.

Il principe la accoglie nascondendosi tra i suoi cortigiani e sfidando la ragazza a riconoscerlo, prova che la ragazza riesce a superare tra lo stupore dei presenti. Giovanna ottiene quindi udienza privata presso Carlo e lo convince che Dio l'ha incaricata di scacciare gli inglesi dalla Francia e che lei sarà lo strumento della sua incoronazione nella Cattedrale di Reims. La suocera del delfino, una donna dall'acuto istinto politico, inizialmente appoggia la visione della ragazza, dato che il popolo sembra incantato e ispirato dalla figura della fanciulla. Giovanna ottiene quindi di recarsi alla città assediata di Orleans con un contingente di soldati francesi.

Il suo odio feroce, isterico, cieco e molto comunicativo è in grado di rendere fanatiche le armate francesi e i signori che le comandano. Grazie alla guida ispirata della ragazza, i francesi sono in grado di liberare la città di Orleans e scacciare gli assedianti inglesi. Giovanna d'Arco ottiene grande popolarità, e riceve messaggi da tutte le città assediate di Francia affinché giunga a liberarle dagli invasori. Con le sue gesta la fanciulla si guadagna anche l'odio implacabile del re di Inghilterra. La dinastia dei Capetingi, i Valois, approfitta della notorietà di Giovanna d’Arco per legittimare come voluta da Dio l’incoronazione del delfino Carlo VII.

Una volta ottenuto il potere la famiglia reale abbandona la propria eroina, rancorosa ed isterica, divenuta ormai imbarazzante e di ostacolo alle trattative diplomatiche. Giovanna non riceve più rinforzi e aiuti da Carlo VII, e non può portare a termine il suo sogno di liberare tutta la Francia, disponendo ormai solo di alcune centinaia di soldati a lei fedeli. Un tentativo di liberare la città di Parigi conquistata dagli Inglesi fallisce miseramente. Giovanna si scontra aspramente con il re di Francia per il mancato aiuto, e il re decide di lasciarla catturare dai Borgognoni che la giudicano eretica dal punto di vista religioso.

I Borgononi vendono la fanciulla agli inglesi, che la sottopongono a processo. Nel corso del processo, Giovanna d’Arco è sola e dubita di alcuni episodi della sua vita: non erano forse delle coincidenze che lei ha confuso con dei segni di Dio? Gli inglesi la bruciano viva, pubblicamente, il 30 maggio 1431, sulla piazza del mercato vecchio a Rouen.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola è stata criticata sia per la superficialità con cui ritrae i grandi personaggi dell'epoca (a cominciare da Filippo il Buono) sia per la scarsa o nulla aderenza con la figura storica di Giovanna d'Arco ed in particolare per la banalizzazione delle sue istanze interiori a fronte di una spettacolarizzazione eccessiva delle scene[1]. La sceneggiatura appare quindi tralasciare la profondità del personaggio per dedicarsi quasi esclusivamente alla grandiosità delle scene di guerra.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Franco Cardini, Giovanna D'Arco, santa tradita, articolo apparso su "Avvenire" del 20/01/2000 e riportato, in estratto, su Storia Libera
  2. ^ Irene Bignardi, La pulzella del West tra orrori e furore su Repubblica.it

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