Francesco Bonciani

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Francesco Bonciani (1552 – 1620) è stato un arcivescovo cattolico italiano.

Francesco Bonciani
Arcivescovo della Chiesa cattolica
[[Immagine: Immagine di Francesco Bonciani]]
titolo
[[Immagine:|100px|Stemma di Francesco Bonciani]]
'''''
Nato 1552
Ordinato
sacerdote
Consacrato
vescovo
1613
Consacrato
arcivescovo
Elevato
arcivescovo
Ruoli
ricoperti
Deceduto 1620
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Arcivescovo di Pisa, figlio di Paolo, membro della nobile famiglia fiorentina.

Autore del celebre trattato "Lezioni sopra il comporre le novelle" nel 1574, membro con lo pseudonimo di "Aspro" dell'Accademia degli Alterati fondata nel 1568 a Firenze da Gianbattista Strozzi e membro dell'Accademia Fiorentina, fondata da Marsilio Ficino e protetta da Cosimo I de' Medici, con lo pseudonimo di "Dubbioso". Scrisse altre opere, soprattutto di retorica.

In qualità di arcivescovo di Pisa (fu nominato il 6 novembre 1613) fu coinvolto nel processo per eresia a Galileo Galilei, per procurare all'Inquisizione l'originale di una lettera di Galileo a Benedetto Castelli che era oggetto della denuncia di eresia, avanzata da Tommaso Caccini nel marzo del 1615, e che conteneva l'affermazione che il sole era immobile e la terra si muoveva. Il cardinale Bonciani incontrò il Castelli, ma non riuscì a farsi consegnare la lettera e ne riferì all'Inquisizione.

Rappresentante di Ferdinando I e Cosimo II de' Medici in Francia e Spagna, ebbe un ruolo decisivo nell'annullamento del matrimonio tra Enrico IV di Francia e Margherita di Valois e nel successivo matrimonio tra il Re di Francia e Maria de' Medici, conducendo le trattative assieme ad Alessandro de' Medici, arcivescovo di Firenze e al cardinale Gondi, ambasciatore presso il Papa.

Maria de Medici gli donò nel 1616 il servizio di arredi sacri in argento esposto al museo del Duomo di Pisa, dove il Bonciani è sepolto. A Pisa esiste ancora la sua casa. Donò la sua biblioteca ai domenicani di Santa Maria Novella a Firenze.

Predecessore: Arcivescovo di Pisa Successore:
Sallustio Tarugi dal 1613 al 1619 Giuliano de' Medici I
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