Expo 1900

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Expo 1900
Francia Parigi
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Esposizione universale
Periodo dal 15 aprile
al 12 novembre
Partecipanti 58 Paesi
Visitatori 50,8 milioni
Area 120 ha
Cronologia
Precedente
Expo 1897
Successiva
Expo 1904
Belgio Bruxelles Stati Uniti Saint Louis
 
Ingresso principale dell' Esposizione
La torre Eiffel ed il Globo celeste

L'Esposizione Universale del 1900 si tenne a Parigi dal 14 aprile al 10 novembre e superò la quota di 50 milioni di visitatori (solo quella di Osaka del 1970 fece altrettanto).

Molti monumenti parigini furono costruiti per l'esposizione, inclusi la Gare de Lyon, la Gare d'Orsay (ora Museo d'Orsay), il Ponte Alessandro III, il Grand Palais, La Ruche e il Petit Palais.

Il Grand Palace

L'esposizione parigina vide anche il trionfo del cinematografo dei fratelli Lumière.

Nello stesso anno Parigi ospitò anche i Giochi della II Olimpiade: il barone Pierre de Coubertin, fondatore del Comitato Olimpico Internazionale, dovette cedere il controllo dei Giochi a favore del Governo.

Della manifestazione parigina sono presenti molte testimonianze nel Fondo Tito Pasqui presso la Biblioteca "Saffi" di Forlì: ad esempio un interessante carteggio, biglietti da visita degli espositori, ritagli di giornale, menu di pranzi o cene, ricevute di alberghi, libretti di commedie.

Lavori preparatori[modifica | modifica wikitesto]

Tra le molte realizzazioni intraprese per l'esposizione spiccano i lavori per la prima linea della Metropolitana di Parigi (tuttora nota come "ligne 1"), che iniziarono nel 1897 e finirono nel 1900, in tempo per l'apertura dell'Expo del 1900. In un primo momento sembrava dovesse prendere piede la soluzione della ferrovia sopraelevata, visto che avrebbe comportato minori costi di realizzazione, tempi più rapidi di costruzione e minori rischi per le fondamenta dei palazzi e per le reti fognarie e dei servizi nelle zone interessate dai lavori. Prevalsero però considerazioni di natura "estetica" (i viadotti nelle strade avrebbero inevitabilmente "tagliato in due" facciate di palazzi e monumenti e ridotto la quantità di luce naturale sia nelle strade che nelle case al di sotto dei viadotti stessi).

La "tecnica" di realizzazione delle gallerie sotterranee era abbastanza semplice: si "sventravano" le strade principali, si scavava per realizzare la galleria, e infine si "richiudeva" il tutto. È per questo che la stragrande maggioranza delle gallerie sono davvero poco profonde e il percorso delle linee (soprattutto di quelle più antiche) segue fedelmente quello delle strade sovrastanti.

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