Elettrovalvola

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L'elettrovalvola è funzionalmente un rubinetto che consente il passaggio di un fluido (liquido o gassoso) attraverso il varco individuato dalla valvola stessa.

L'"elettro" nel nome indica che l'attuatore dell'azionamento meccanico della valvola, tradizionalmente un operatore umano od un rinvio meccanico predisposto, viene sostituito da un attuatore comandato elettricamente, solitamente un solenoide.

Come funziona...[modifica | modifica wikitesto]

Sopra una valvola chiusa
Sotto una valvola aperta
A- Ingresso
B- Diaframma
C- Camera di compressione
D- Condotto di decompressione
E- Solenoide
F- Uscita

Seppur l'elettrovalvola sia funzionalmente assimilabile ad un rubinetto comandato elettricamente, il suo funzionamento differisce sostanzialmente da quello di una comune valvola.

La più semplice elettrovalvola è infatti costituita da un dispositivo meccanico di apertura e chiusura molto simile ad una membrana, che viene alzato o abbassato per variare la pressione all'interno delle camere del dispositivo che quindi permettono la fuoriuscita o la ritenzione del fluido immesso. Questa membrana è attuata da un solenoide che, percorso da corrente, attira un nucleo ferroso all'interno di un canale interno, causando così lo spostamento meccanico dell'elemento occludente del dispositivo, e quindi l'apertura o la chiusura dell'elettrovalvola (tutto o niente). Con l'apertura dell'elettrovalvola la "membrana" si alza e permette al fluido di diramarsi nei condotti (in senso lato) che si trovano a valle di essa, essendo a monte la sezione dove esiste la pressione più elevata.

Tali semplici elettrovalvole possono essere attuate da corrente continua od alternata.

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

Le elettrovalvole vengono classificate in base a diversi criteri [1] , tra cui:

  • la disposizione dei condotti interni (vie e posizioni)
  • la tipologia di alimentazione (DC, AC)
  • le condizioni di equilibrio (monostabile, bistabile)
  • le pressioni di funzionamento all'ingresso (minime e massime)

L'indicazione del numero di vie (bocchette di connessione) e di posizioni (stati finali delle uscite) è regolata dalle norme DIN ISO 1219.

Una elettrovalvola monostabile ha una posizione di equilibrio che corrisponde alla posizione di riposo, ossia non alimentato. Quando viene alimentata, si attiva; quando manca l'alimentazione torna alla posizione di riposo.

Una elettrovalvola bistabile è dotata di due solenoidi, ciascuna con la propria alimentazione. La posizione di equilibrio è l'ultima raggiunta. Per cambiare di posizione è necessario alimentare brevemente il solenoide corrispondente all'altra posizione. Se entrambe le alimentazioni sono attivate, o nessuna delle due, lo stato della valvola non cambia.

Oltre alle elettrovalvole a solenoide, esistono anche altri tipi di elettrovalvole comandate, la cui azione può essere progressiva. L'attuatore elettrico può essere in questo caso un motore che sposta con rinvii meccanici l'elemento occludente, controllato a vista, con rilevatori di posizione, o comandati con anello di controllo automatico. Tali controlli garantiscono il raggiungimento della posizione voluta o, in sistemi più complessi, aggiustano continuativamente l'apertura e chiusura della valvola a seconda degli effetti desiderati, rilevati a valle da elementi di controllo in "catena chiusa".

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Caso particolare di elettrovalvole sono quelle utilizzate nei motori a iniezione elettronica, dove una centralina elettronica apre e chiude per tempi brevissimi (millisecondi) l'afflusso del combustibile nei cilindri del motore, a seconda delle necessità di utilizzazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ tipologie e nomenclatura di elettrovalvole

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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