Classe Typhoon

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Classe Typhoon - Progetto 941 Akula
Il TK-20 Severstal in navigazione
Il TK-20 Severstal in navigazione
Descrizione generale
Flag of Russia.svg
Tipo sottomarino
Proprietario/a URSS/Russia
Cantiere Severodvinsk
Caratteristiche generali
Dislocamento 23.200 in emersione, 33.800 in immersione
Lunghezza 172,8 m
Larghezza 25 m
Altezza 23 m
Profondità operativa 400+ m
Propulsione nucleare, 2 OK-650 da 190 MW ognuno
Velocità in superficie 12 nodi
in immersione 27 nodi
Equipaggio 163 uomini
Armamento
Armamento * siluri: 2 tubi da 650 mm, 4 tubi da 533 mm

[senza fonte]

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I sottomarini nucleari lanciamissili Progetto 941 Akula (in russo: Акула, squalo), meglio conosciuti in Occidente con il nome in codice NATO di classe Typhoon, sono i più grandi sottomarini mai costruiti[1] per lo meno a tutto il 2013. Lunghi una volta e mezza un campo da calcio, hanno un dislocamento in immersione di 33.800 tonnellate. Per dare un'idea, si tratta della stessa lunghezza di un incrociatore statunitense di classe Ticonderoga. In tutto sono stati costruiti sei esemplari, entrati in servizio tra il 1981 ed il 1989. La classificazione russa per questo tipo di battelli è RPKSN (in russo: Ракетный подводный крейсер стратегического назначения, Raketnyj podvodnyj krejser strategičeskogo naznačenija, incrociatore lanciamissili sottomarino per compiti strategici).

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

La pianificazione del Progetto 941 fu autorizzata nel dicembre 1972 e dopo 12 mesi il governo sovietico ordinò all'uffico di progettazione di Leningrado la progettazione esecutiva del nuovo sottomarino balistico.

Il nome "Typhoon" deriva apparentemente da un discorso di Leonid Brežnev del 1974, che parlando del nuovo sommergibile per missili balistici lo chiamò "Tajfùn". In realtà, il nome russo per questa classe di battelli è Akùla (squalo). Probabilmente la NATO decise di non adottare questo nome anche per evitare confusione con i sommergibili nucleari d'attacco "Progetto 971 Ščuka-B"[senza fonte] (che hanno appunto il nome NATO di "classe Akula").

Il primo esemplare (il TK 208) fu sottoposto ad una lunga e severa serie di test prima di entrare in servizio. Tutti i battelli della classe vennero costruiti presso il cantiere navale n° 402 (gli stabilimenti Sevmaš, abbreviazione di Severnoe mašinostroitl'noe predprijatie), nella città di Severodvinsk, ed entrarono in servizio tra il 1981 ed il 1989 nella Prima Flottiglia di sottomarini nucleari, basata a Nyerpichya (Flotta del Nord). Iniziarono anche i lavori di costruzione di un settimo battello, ma questa unità non fu mai completata. Il numero totale di unità di cui doveva essere composta la classe è imprecisato ma consistente, in quanto era pianificato di dotarne sia la flotta del Nord che quella del Pacifico[2].

Descrizione tecnica[modifica | modifica sorgente]

Caratteristiche costruttive[modifica | modifica sorgente]

La struttura dei sottomarini classe Typhoon è multiscafo: in pratica, sono presenti due scafi pressurizzati separati, paralleli tra loro, che hanno un diametro di 7 metri l'uno. Inoltre, vi sono 5 scafi interni abitabili e 19 compartimenti. Il compartimento missili è sistemato a prua del battello, tra gli scafi pressurizzati, davanti alla torretta (caso unico tra i sommergibili di questo tipo). Tutti gli scafi ed i compartimenti sono uniti tra loro attraverso passaggi comunicanti. Gli scafi pressurizzati ed il compartimento siluri sono in titanio, mentre lo scafo esterno è in acciaio. La sala di controllo principale ed il compartimento con le dotazioni elettroniche sono situati all'interno di un modulo protetto, posto dietro i silos dei missili e sopra gli scafi pressurizzati. Ogni sottomarino è inoltre fornito di due camere di fuga sganciabili, situate su ogni lato dello scafo.

Il sottomarino è dotato di soluzioni avanzate per la navigazione sotto il ghiaccio e l'emersione attraverso quest'ultimo. L'emersione, in particolare, è favorita da una "riserva di spinta" pari al 35% del dislocamento. In pratica, svuotando le casse di zavorra, i battelli dispongono in emersione di una spinta verso l'alto tale da frantumare spessori di ogni tipo.

La profondità massima operativa di questi battelli è di 400 metri, anche se esistono stime discordanti che vanno dai 300 ai 500. L'autonomia è di 120 giorni. La propulsione è garantita da due PWR da 190 MW (uno per ogni scafo pressurizzato), che attivano due turbine a vapore da 37 MW l'una. Per ridurre la traccia acustica, utilizza, oltre a particolari accorgimenti tecnici, un particolare rivestimento sullo scafo.

La comunicazione è garantita da un sistema satellitare che utilizza due antenne galleggianti, idonee a ricevere messaggi radio, informazioni sui bersagli e segnali di navigazione dal satellite, sia a grande profondità, sia sotto il ghiaccio. La vita operativa di questi mezzi è stimata in circa 20 o 30 anni, e la revisione deve essere effettuata ogni 7-8 anni.

Questi battelli furono costruiti per neutralizzare il vantaggio che avevano gli Americani a fine anni '70 con il nuovo SSBN Ohio.

Armamento[modifica | modifica sorgente]

L'armamento principale è costituito da 20 missili intercontinentali R-39 Rif, noti in occidente con il nome in codice di SS-N-20 Sturgeon. I missili sono sistemati in due file parallele in mezzo ai due scafi principali. Ognuno di questi missili ha una gittata di 8.300 km e può trasportare 10 testate nucleari da 100 chilotoni l’una (più o meno 6-7 volte la bomba atomica di Hiroshima. Si tratta di missili a propellente solido, con un’accuratezza (CEP) di 500 metri. Il peso al lancio è di 84 tonnellate.

Oggi è previsto che tutti i mezzi siano modificati per imbarcare i nuovi SS-N-30 Bulava. I sommergibili classe Typhoon hanno inoltre 6 tubi lanciasiluri (4 da 630 mm e 2 da 533 mm), per un totale di 22 missili antisommergibile SS-N-16 Stallion e siluri di vari tipi. I tubi possono anche essere usati per la posa delle mine. Missili e siluri hanno un sistema di caricamento automatico. Questi armamenti sono integrati da un sistema di puntamento molto avanzato, che consente di ingaggiare fino a 12 bersagli contemporaneamente.

Il servizio[modifica | modifica sorgente]

Un Typhoon in navigazione

A causa delle sue colossali dimensioni, nonché della potenza del suo armamento (20 missili SS-N 20, per un totale di 200 testate nucleari imbarcate) i sommergibili della classe Typhoon sono stati spesso considerati uno dei simboli del deterrente nucleare sovietico. Tuttavia le loro dimensioni rappresentavano (e rappresentano) anche un grosso problema, perché rendevano problematica l'elusione dei sistemi di sorveglianza NATO.

Durante la Guerra Fredda questi sottomarini sovietici erano attivi nelle acque del Nord Atlantico.

Oggi, rimangono operativi tre sommergibili classe Typhoon. Gli altri sono in fase di denuclearizzazione e smantellamento[2]. Tuttavia è previsto che tutte le unità superstiti vengano modificate per imbarcare i nuovi missili SS-N-30 Bulava. Gli esemplari superstiti sono inquadrati nella Flotta del Nord, nella 18ª Divisione subacquea, di stanza nella base navale di Nerpich’ya (una delle installazioni del complesso Zapadnaya Litza).

Esemplari costruiti[modifica | modifica sorgente]

  • TK-208 Dmitrij Donskoj: entrato in servizio nel 1981, è stato modificato per l’impiego dei missili SS-N-30 Bulava. Attualmente è impegnato per i lanci di prova di questo sistema d’arma.
  • TK-202: entrato in servizio nel 1983, è stato radiato nel 1995 e demolito tra il 2003 ed il 2005 a Zvëzdočka.
  • TK-12 Simbirsk: entrato in servizio nel 1984, ebbe una collisione nel 1986 con il sommergibile britannico Splendid. Radiato nel 1996, è stato demolito a Zvëzdočka.
  • TK-13: entrato in servizio nel 1986, è stato posto in riserva nel 1997 e demolito nel 2005 a Zvëzdočka.
  • TK-17 Archangel'sk: entrato in servizio nel 1987. Attualmente in attesa di aggiornamento e probabilmente non operativo. Non imbarca missili.
  • TK-20 Severstal': entrato in servizio nel 1989. Si tratta dell'unico battello di questa classe ancora equipaggiato con missili balistici (solo dieci). Attualmente operativo e probabilmente in attesa di aggiornamento.
  • TK-210: demolito nel 1990 prima del completamento.

Utilizzo mercantile[modifica | modifica sorgente]

Un 941 Akula in navigazione nel ghiaccio

L'ufficio tecnico Rubin ha elaborato un progetto piuttosto originale. Questo progetto prevede di modificare alcuni sommergibili ormai radiati per utilizzarli con compiti di trasporto merci. Per le loro dimensioni, in particolare, sono stati considerati i classe Typhoon.

Lavorare su un sottomarino già esistente, inoltre, evita costi troppo elevati: modificare un battello esistente costa molto meno che costruirne uno nuovo, per non parlare poi delle spese di progettazione[senza fonte].

Le modifiche riguarderebbero, in particolare, la rimozione dei lanciatori. Secondo le previsioni dei progettisti, mezzi simili sarebbero in grado di trasportare, sotto l'Oceano Artico, ben 15.000 tonnellate di merci, con tempi di percorrenza inferiori di due o tre volte rispetto a quelli permessi dai rompighiaccio.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Nel film del 1990 Caccia a Ottobre Rosso, il sottomarino sovietico protagonista del film e comandato da Marko Ramius (Sean Connery), sarebbe un settimo battello migliorato classe Tifone. In realtà ne sono entrati in servizio solo sei.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Sottomarini comparabili[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ 941 TYPHOON - Russian and Soviet Nuclear Forces
  2. ^ a b Russia scraps Typhoons - Bellona

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]