Classe Deutschland (nave da battaglia)
| Classe Deutschland | |
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La divisione in linea di fila col resto della squadra
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| Descrizione generale | |
| Tipo | Corazzata |
| Proprietario/a | Kaiserliche Marine Reichsmarine Kriegsmarine |
| Cantiere | Schichau-Werkedi Danzica, Germaniawerft, Arsenale della Marina di Wilhelmshaven, A G Vulcan di Stettino |
| Varata | dal 1903 al 1906 |
| Entrata in servizio | a partire dal 1906 al 1945 |
| Caratteristiche generali | |
| Dislocamento | standard 13.190 t a pieno carico 14.218 |
| Lunghezza | 127,6 m |
| Larghezza | 22,2 m |
| Pescaggio | 8,21 m |
| Propulsione | tre alberi motore con tre motori tripli ad espansione di vapore, 12 caldaie; 19.330 shp |
| Velocità | 19,1 nodi (35 km/h) |
| Autonomia | 4.800 mn a 10 nodi (9.000 km a 20 km/h) |
| Equipaggio | 743 |
| Armamento | |
| Armamento | artiglieria alla costruzione:
artiglieria nel 1939:
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| Corazzatura |
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| voci di navi presenti su Wikipedia | |
La Classe Deutschland era una classe tedesca di corazzate di tipo pre-dreadnought. Concepita mentre le navi da battaglia policalibro stavano già diventando obsolete, venne comunque completata. Le sue unità entrarono in servizio dal 1906 al 1908 nella Kaiserliche Marine durante la prima guerra mondiale; tranne una nave affondata nella battaglia dello Jutland, il resto della clase sopravvisse alla guerra; le quattro navi furono tra le otto corazzate obsolete concesse alla Germania dal Trattato di Versailles, entrando così a far parte della Reichsmarine; due di loro entrarono in servizio nella Kriegsmarine partecipando anche alla seconda guerra mondiale.
Indice |
Progetto [modifica]
La classe era una versione ingrandita della precedente classe Braunschweig, dotata di motrici alternative a triplice espansione. La loro costruzione venne decisa nonostante vi fossero già voci sulla costruzione da parte inglese della HMS Dreadnought che avrebbe rivoluzionato le navi da battaglia, in seguito a pressioni di Alfred von Tirpitz, che riteneva necessario per la Kaisermarine un numero elevato di unità. Tale scelta comportò comunque un consistente impiego di risorse a scapito di altre unità di concezione più moderna. La classe venne dotata di 4 cannoni da 280mm in torri corazzate binate, e di 14 cannoni da 170mm in sulle fiancate in casamatta, con uno schema uguale a quello della classe precedente.
Le navi furono, in ordine di entrata in servizio, Deutschland, Hannover, Pommern, Schlesien, e Schleswig-Holstein
Vita operativa [modifica]
Servizio nella Kaiserliche Marine [modifica]
la classe, come altre classi tedesche (tra cui anche la classe Braunschweig), ebbe per le sue navi dei nomi geografici. Le navi vennero inserite nella I e II Squadra da battaglia della Hochseeflotte.
Allo scoppio della prima guerra mondiale, la classe, considerata troppo obsoleta per confrontarsi con la flotta britannica, venne destinata a compiti di guardia costiera; nell'ottobre del 1914, la Schlesien e le sue gemelle vennero inviate a Kiel per ricevere dei miglioramenti al loro sistema di protezione subacquea, al fine di renderle più resistenti ai siluri e alle mine. La classe fu tra le unità della Hochseeflotte che fornirono protezione agli incrociatori da battaglia tedeschi impegnati nel bombardamento di Scarborough, Hartlepool e Whitby tra il 15 e il 16 dicembre 1914. Partecipò alla battaglia dello Jutland tra il 31 maggio e il 2 giugno 1916, e le unità vennero schierate in fondo alla linea da battaglia tedesca perché più lente rispetto alle altre corazzate[1], e quindi dopo l'ordine di inseguimento l'intera divisione venne a scadere rispetto alle più moderne navi da battaglia[2]. Durante la battaglia una delle navi, la Pommern, venne silurata ed affondata.
Tra le due guerre [modifica]
A seguito della sconfitta nella prima guerra mondiale, la Marina tedesca (ora denominata Reichsmarine) venne fortemente limitata nel numero e nel tipo delle navi da guerra di cui poteva disporre; in particolare, alla nuova Marina fu permesso di mantenere otto corazzate pre-dreadnought per la difesa costiera. La Schlesien e la Schleswig-Holstein furono tra le navi selezionate per questo compito, e vennero sottoposte ad estesi lavori di ammodernamento nel 1920; oltre alle modifiche alle sovrastrutture e all'armamento, con i cannoni da 170mm sostituiti da più moderni pezzi da 150mm, anche il suo apparato motore fu sostituito, passando ad un sistema misto con caldaie a carbone e a nafta con il quale la velocità massima scese a 16 nodi. Precedentemente alla Seconda guerra mondiale, nel 1932, tra i suoi comandanti vi fu Wilhelm Canaris, futuro capo dell'Abwehr[3][4]. La Deutschland venne demolita nel 1920, mentre la Hannover venne radiata nel 1936 e demolita, nonostante l'idea di farne una nave bersaglio.
Servizio nella Kriegsmarine [modifica]
La Schlesien e la Schleswig-Holstein nel bombardamento delle posizioni costiere polacche. In seguito, la nave prese parte all'Operazione Weserübung, l'invasione tedesca di Norvegia e Danimarca, inquadrata nel Marinegruppe 7 incaricato di occupare i porti danesi di Nyborg e Korsør; la missione si concluse con un successo, senza alcun danno per la vecchia nave[5][6].
Nella metà del 1944 venne trasformata in nave antiaerea per il porto di Gotenhafen. Venne affondata in acque basse da una mina nell'aprile 1945 in rotta verso Swinemünde; la sua batteria principale venne usata ancora fino alla resa[7]. La nave venne poi demolita sul posto da una compagnia tedesco-orientale[8][9].
Note [modifica]
- ^ Sergio Valzania, Jutland, Mondadori, 2004, ISBN 88-04-51246-6
- ^ London, p. 73
- ^ Kahn, p. 229
- ^ Canaris usò la sua posizione per supportare la resistenza tedesca durante la seconda guerra mondiale. Vedi Kahn, pp. 229–235
- ^ Douglas C Dildy, Blitz tra i ghiacci, Osprey Publishing, 2008, ISSN 1974-9414
- ^ Rohwer, p. 18
- ^ Williamson Battleships, p. 9
- ^ Gröner, p. 22
- ^ Slavick, p. 233
Bibliografia [modifica]
- Bernard Edwards, Beware Raiders!: German Surface Raiders in the Second World War, Annapolis, Naval Institute Press, 2001. ISBN 9781557502100
- Suzanne K. Edwards, Gus: From Trapper Boy to Air Marshall, Renfrew, Ont, General Store Publishing House, 2007. ISBN 9781897113745
- Conway's All the World's Fighting Ships: 1906–1922, Annapolis, Naval Institute Press, 1984. ISBN 0870219073
- Conway's All the World's Fighting Ships, 1922–1946, Naval Institute Press, 1980. ISBN 0870-2-1913-8
- William H. Garzke, Battleships: Axis and Neutral Battleships in World War II, Annapolis, Naval Institute Press, 1985. ISBN 9780870211010
- Erich Gröner, German Warships: 1815–1945, Annapolis, Naval Institute Press, 1990. ISBN 0-87021-790-9
- Holger Herwig, "Luxury" Fleet: The Imperial German Navy 1888-1918, Amherst, New York, Humanity Books, 1980. ISBN 9781573922869
- David Kahn, Hitler's Spies: German Military Intelligence in World War II, Cambridge, Massachusetts, Da Capo Press, 2000. ISBN 9780306809491
- Thomas M. Leonard, Latin America during World War II, Rowman & Littlefield, 2007. ISBN 9780742537415
- Charles London, Jutland 1916: Clash of the Dreadnoughts, Oxford, Osprey Publishing, 2000. ISBN 9781855329928
- Michael Mueller, Canaris: The Life and Death of Hitler's Spymaster, Annapolis, Naval Institute Press, 2007. ISBN 9781591141013
- Ronald C. Newton, The "Nazi Menace" in Argentina, 1931-1947, Stanford, Stanford University Press, 1992. ISBN 9780804719292
- Jürgen Rohwer, Chronology of the War at Sea, 1939-1945: The Naval History of World War II, Annapolis, Naval Institute Press, 2005. ISBN 9781591141198
- Joseph P. Slavick, The Cruise of the German Raider Atlantis, Annapolis, Naval Institute Press, 2003. ISBN 9781557505378
- Gary Staff, German Battleships: 1914–1918 (1), Oxford, Osprey Books, 2010. ISBN 9781846034671
- V. E. Tarrant, Jutland: The German Perspective, London, Cassell Military Paperbacks, 1995. ISBN 0-304-35848-7
- Gordon Williamson, German Battleships 1939-45, Oxford, Osprey Publishing, 2003. ISBN 9781841764986
- Gordon Williamson, German Light Cruisers 1939-45, Oxford, Osprey Publishing, 2003. ISBN 9781841765037
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Classe Deutschland (nave da battaglia)
Collegamenti esterni [modifica]
- Galleria di immagini
- (EN) www.german-navy.de Sito non ufficiale sulla Kriegsmarine