Black bloc

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Schwarzer Block in un corteo di protesta ad Amburgo nel 2007

Con il termine inglese Black Bloc (Blocco Nero in italiano o Schwarzer Block in tedesco) si definisce una tattica che ha dato il nome a un gruppo di individui, prevalentemente di stampo anarchico, dediti ad azioni di protesta spesso caratterizzate da atti vandalici, disordini e scontri con le forze dell'ordine.

L'etimologia del termine deriva dall'unione delle parole inglesi bloc (che indica una massa compatta di persone, a differenza di block che indica un blocco solido di materia inanimata o l'atto del bloccare) e black (che indica il colore nero, in questo caso "vestite di nero").

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

I gruppi di Black Bloc raccolgono principalmente anarchici e movimenti a essi affini (anti-capitalisti e no-global) che si organizzano insieme per una particolare azione di protesta. Lo scopo può variare da azione ad azione, ma gli obiettivi principali sono quelli di manifestare il proprio dissenso di fronte ad uno stato di polizia repressivo e di mettere in atto e trasmettere una critica di stampo anarchico.[1]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Black Bloc il 12 aprile 2003 a Washington DC

Il termine Schwarzer Block nasce all'inizio degli anni ottanta in Germania. Venne infatti utilizzato per la prima volta dalla polizia tedesca per identificare gli Autonomen (simili agli italiani Autonomi, appartenenti all'area della sinistra extraparlamentare, seppur con un sostanziale distinguo sull'uso della tattica violenta[2]) i quali, durante le manifestazioni e i cortei anti-nucleare e pro Rote Armee Fraktion, erano soliti indossare abiti e maschere nere. Tale strategia veniva utilizzata allo scopo di far apparire i manifestanti una massa compatta e ben identificabile, sia per apparire numericamente superiori sia per attirare la solidarietà e l'aiuto di altri gruppi ideologicamente omogenei all'interno delle manifestazioni. Le maschere e i caschi hanno la funzione di proteggere i membri del gruppo e allo stesso tempo impedire l'identificazione degli stessi da parte delle forze dell'ordine.

Black Bloc in una protesta anti-UE

Il nome venne poi ripreso negli Stati Uniti d'America durante le manifestazioni contro il Pentagono (1988) e durante le proteste contro la prima guerra del Golfo (1991), diventando Black Bloc. Altre apparizioni significative dei Black Bloc furono a Seattle (30 novembre-4 dicembre 1999) durante le manifestazioni contro la Conferenza ministeriale del WTO, a Praga (26-28 settembre 1999) quando la città fu messa sotto assedio durante la riunione del Fondo Monetario Internazionale e della Banca mondiale, a Genova (20 luglio 2001) durante il vertice del G8, a Québec (20 aprile 2007) contro il vertice delle Americhe quando con alcune catapulte vennero distrutte le reti metalliche poste a protezione del vertice e definite dai manifestanti il muro della vergogna e infine a Goteborg (14-15 giugno scorso) contro il Consiglio Europeo della UE.[3]

Formazione del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

I black bloc hanno solitamente almeno un gruppo iniziale che si organizza e si coordina per iniziare l'azione. Successivamente altri soggetti si uniscono spontaneamente al gruppo, per perseguire un obiettivo comune o per il desiderio di protestare in maniera più attiva. Dove il fenomeno del black bloc è più consistente (specialmente in Germania e negli Stati Uniti) l'aggregazione dei militanti avviene con modalità più articolate e omogenee; in particolare l'identificazione dell'abbigliamento permette il formarsi di gruppi anche molto nutriti che sanno già di riconoscersi in posizioni politiche comuni. All'interno di una protesta si possono formare diversi blocchi neri con differenti obiettivi e tattiche. Si sono anche riscontrati casi (ad esempio al G8 di Genova nel 2001[4] e in Québec nel 2007) in cui le stesse forze dell'ordine si sono infiltrate tra i Black Bloc.[5]

Azioni tipiche[modifica | modifica wikitesto]

Un Black Bloc a Washington DC con una maschera antigas

Le azioni tipiche di un black bloc sono:

  • marciare in blocco allo scopo di creare un forte effetto visivo a sostegno della protesta intrapresa;
  • cercare lo scontro diretto con le forze dell'ordine;
  • costruire barricate;
  • uso sistematico del vandalismo e della distruzione di simboli del capitalismo allo scopo di attirare l'attenzione sui loro obiettivi;
  • deviare dai percorsi imposti dalle autorità ai cortei autorizzati, distraendo e ingannando le forze dell'ordine circa i propri movimenti;
  • liberare individui tratti in fermo dalle forze dell'ordine;

La distruzione della proprietà talvolta effettuata dai blocchi neri ha una valenza simbolica. Gli obiettivi comuni includono le costruzioni istituzionali, le banche, i negozi in franchising di società multinazionali, le stazioni di benzina e gli apparati di videosorveglianza. Un esempio di questa attività è la distruzione delle vetrine a Seattle nel 1999 o il vandalismo contro le banche a Genova nel 2001.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi G8 di Genova.

Il termine black bloc in Italia era poco conosciuto prima dei fatti del G8 di Genova dell'estate 2001. In quella occasione il termine è stato ampiamente utilizzato dai mezzi di informazione che fornivano notizie sullo svolgersi delle manifestazioni e degli scontri, anche se è difficile valutare la reale provenienza e il livello di organizzazione dei gruppi che furono così denominati. Dopo le proteste ci sono state indagini giudiziarie e interventi contro questi gruppi. Tuttavia, considerato che si tratta di fenomeni spontanei non riconducibili a un associazionismo preciso, le azioni si sono concluse con contestazioni limitate ai singoli membri responsabili di un qualche atto illegale specifico (come la distruzione delle vetrine, la resistenza a pubblico ufficiale o reati simili). È il caso di Publixtheatre Caravan, un gruppo di venticinque artisti arrestati per un mese dopo l'evento.[6]

Il 15 ottobre 2011 il mondo giornalistico ha parlato di oltre 500 "black bloc" riguardo ai protagonisti degli scontri verificatisi durante il corteo degli Indignados a Roma. A essere presi di mira sono stati soprattutto i simboli del capitalismo, quali banche e auto di lusso.[7][8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Blackbloc Faq, Infoshop.org.
  2. ^ (EN) German autonomen: morality police, louisproyect.wordpress.com, 6 dicembre 2011. URL consultato il 5 novembre 2013.
  3. ^ Black Block. La tattica, gli obbietivi e le origini, digilander.libero.it. (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2003).
  4. ^ Strana violenza: se il potere ha paura, scatena i black bloc, libreidee.org, 30 marzo 12. URL consultato il 5 novembre 2013.
  5. ^ (EN) Quebec police admit they went undercover at Montebello protest in CBC News, 23 agosto 2007. (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2007).
  6. ^ (EN) PublixTheatre Caravan Released; Dozens Still in Genoa Jails, indybay.org, 27 agosto 2001. URL consultato il 5 novembre 2013.
  7. ^ Black bloc in azione, 5 ore di guerriglia. Cento feriti negli scontri: tre sono gravi in Corriere della Sera (Roma), 15-16 ottobre 2011. URL consultato il 5 novembre 2013.
  8. ^ Indignati, 12 arresti e 8 denunce: tra loro 6 minorenni e 2 donne in Corriere della Sera (Roma), 16-17 ottobre 2011. URL consultato il 5 novembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Io sono un black bloc - Poesia pratica della sovversione, Roma, Derive Approdi, 2002. ISBN 88-87423-62-8

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]