Basilica civile

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Per basilica civile (dal greco stoà basileiós, portico del re, con riferimento al portico regio dell'Agorà di Atene alla cui tipologia attinsero i romani), si intende l'edificio pubblico, spesso in comunicazione con il foro, che nell'antica Roma veniva utilizzato come luogo coperto soprattutto per trattare gli affari, sanare le controversie ed amministrare la giustizia. I primi esempi si diffusero in Italia dopo la seconda guerra punica.

La funzione della basilica andava oltre quella di sola borsa e tribunale, ed è tipico degli edifici antichi la mancanza di una netta specializzazione: più in generale la basilica infatti assolveva a quelle funzioni che durante la bella stagione si svolgevano all'aperto, nel foro, e che in caso di condizioni avverse avevano luogo al riparo della basilica.

L'edificio doveva quindi coprire una superficie abbastanza grande da assolvere alla sua funzione, ed era in genere composta come un edificio a pianta rettangolare suddiviso da 2 o 4 file di colonne in navate e campate. L'ingresso, a differenza della basilica destinata al culto ecclesiastico, poteva trovarsi sul lato maggiore e dava accesso ad un'ampia sala priva di pareti divisorie.

Su uno dei lati minori si trovava lo spazio absidiale dove venivano dibattuti i processi. L'abside, nella quale i cristiani successivamente collocheranno l'altare, era formata in pianta da uno spazio semicircolare dotato di cattedra murata sulla quale trovava posto il magistrato che presiedeva l'udienza. L'illuminazione interna era di solito garantita dall'innalzare di un piano la navata centrale, permettendo l'apertura di finestre nel cleristorio.

La funzione della basilica mutò quando i cristiani si trovarono a dover scegliere un luogo adatto al loro culto, in seguito all'Editto di Milano del 313 d.C. dell'imperatore Costantino. Più che ai tradizionali templi greci si guardò ad edifici più generici atti al contenimento di un gran numero di fedeli: la scelta non poté che cadere sulle basiliche.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Filippo Coarelli, Guida archeologica di Roma, Arnoldo Mondadori Editore, Verona 1984.