Augusto De Megni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Augusto De Megni (Perugia, 12 maggio 1980) è un personaggio televisivo italiano.

È il vincitore della sesta edizione del reality show Grande Fratello. Già prima della partecipazione al programma, era noto alle cronache perché vittima all'età di 10 anni di un sequestro organizzato dall'Anonima sarda durato 110 giorni (dal 3 ottobre 1990 al 22 gennaio 1991).[1]

Il sequestro[modifica | modifica sorgente]

Durante il sequestro, il bambino fu tenuto nascosto in una grotta nella zona di Volterra.[2] Il rapimento avvenne la sera del 3 ottobre 1990[2] quando quattro banditi armati e con il volto coperto da passamontagna fecero irruzione nella villa del padre a Perugia.[3] In casa c'erano soltanto il padre, Dino De Megni, e suo figlio, Augusto. Il padre venne legato ed imbavagliato, il bambino portato via dai rapitori. Durante il sequestro la famiglia interruppe a tratti il silenzio stampa, voluto sin dal primo giorno, soltanto per lanciare appelli e messaggi ai rapitori. La richiesta dei sequestratori fu di 20 miliardi di lire (circa 10 milioni di euro) e arrivò solo dopo 48 giorni dal sequestro.

Il riscatto non fu mai pagato perché la magistratura congelò tutti i beni della famiglia, che è molto nota a Perugia, (il nonno, che ha lo stesso nome del nipote, negli anni Ottanta aveva anche fondato una banca ed era all'epoca esponente di rilievo ai vertici della Massoneria, poi espulso). Il bambino fu liberato dai NOCS che fecero irruzione nel luogo del sequestro il 22 gennaio 1991.[2] Sul luogo del sequestro vengono circondati e si arrendono dopo poco tempo i due cognati di Mamoiada Antonio Staffa e Marcello Mele (fratello dell'ex latitante Annino); il primo, latitante da una decina di anni, venne descritto dal piccolo De Megni come il "bandito buono" che gli teneva compagnia,[4] il secondo, una sorta di latitante volontario e dalla vita spericolata, si era allontanato dalla Sardegna dopo essere riuscito a fuggire per miracolo ad alcuni agguati e dopo l'uccisione del fratello e di due suoi cognati.

Vengono arrestati anche Salvatore Delogu di Bitti e Francesco e Giovanni Goddi di Orune; vengono emessi mandati di arresto anche per i latitanti Sebastiano Murreddu e Giovanni Talanas anche loro di Orune. Al processo Mele e Delogu verranno condannati a 8 anni[senza fonte], Antonio Staffa a 20 anni,[1] Giovanni Goddi e Giovanni Farina a 23 anni,[1] e Francesco Goddi, Giovanni Talanas e Sebastiano Murreddu a 30 anni.[1] Francesco Murreddu, fratello di Sebastiano e imputato a piede libero, venne invece assolto.[1]

La carriera sportiva[modifica | modifica sorgente]

A soli 15 anni ha lasciato la casa di famiglia per andare a vivere da solo per giocare a calcio: ha militato nel ruolo di portiere in serie D con il Città di Castello, mentre nella stagione 1999-2000 era nella rosa del Genoa come quarto portiere, in serie B.[5] Con la maglia dei grifoni è sceso in campo solo in un'amichevole precampionato. Successivamente ritorna al Group Città di Castello.

Grande Fratello e impegni successivi[modifica | modifica sorgente]

Già nel 2004 Augusto aveva fatto i provini per il Grande Fratello ma non era stato scelto. Aveva poi espresso questo desiderio a Giovanni Minoli nel corso di una puntata del programma di Rai 3 La storia siamo noi andata in onda pochi giorni prima l'inizio della sesta edizione. Nella prima puntata del programma il perugino si è giocato al televoto l'ingresso nella Casa con il sardo Danilo Martino Dettori vincendo la sfida.[6] Il giovane ha vinto poi la sesta edizione del programma restando recluso 99 giorni nella Casa di Cinecittà e battendo in finale i compagni Fabiano Reffe e Filippo Bisciglia con il 38% dei voti.[7]

Durante la stagione calcistica 2006/2007 prende poi parte al programma Controcampo Ultimo Minuto in veste di opinionista, al fianco del conduttore Sandro Piccinini e di Elisabetta Canalis. Dalla stagione 2008 conduce Lunedì Gol, un programma con Ciccio Graziani, Fabrizio Ravanelli, Lorenzo Amoruso, David Pratelli, Andrea Scanzi e Claudio Pea.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Suo padre Dino è stato direttore generale del Pisa Calcio (2005-2006) e del Perugia Calcio (2008-2009). Sua sorella Vittoria ha sposato nel 2006 Leonardo Covarelli, immobiliarista perugino, presidente delle due società calcistiche in cui Dino De Megni è stato dirigente.

Dopo alcuni anni di anonimato, il nome di Augusto de Megni è tornato tristemente alla ribalta nel marzo 2014, quando il padre Dino è stato arrestato dopo un'inchiesta della Procura distrettuale antimafia di Napoli in merito alla compravendita, poi non avvenuta, della casa di cura Ruesch, sita a Napoli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Sequestro De Megni: quasi 2 secoli a 6 dei rapitori, "Corriere della Sera" del 1º aprile 1992. URL consultato il 01-10-2009.
  2. ^ a b c Augusto De Megni: fatti forza, "Corriere della Sera" del 17 gennaio 1992. URL consultato il 01-10-2009.
  3. ^ Il tribunale dà ragione ad Augusto De Megni: torni da sua madre, "Corriere della Sera" del 27 febbraio 1993. URL consultato il 01-10-2009.
  4. ^ De Megni: manca il cervello della banda, "Corriere della Sera" del 7 marzo 1992. URL consultato il 01-10-2009.
  5. ^ Aveva solo 10 anni, commosse tutta l'Italia, "Corriere della Sera" del 20 gennaio 2006. URL consultato il 01-10-2006.
  6. ^ Anche un ex rapito al Grande Fratello, "Corriere della Sera" del 20 gennaio 2006. URL consultato il 01-10-2009.
  7. ^ Grande Fratello, trionfa l'ex rapito De Megni, "Corriere della Sera" del 28 aprile 2006. URL consultato il 01-10-2006.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Vincitore del Grande Fratello Successore
Jonathan Kashanian sesta edizione Milo Coretti