Aleramo del Monferrato

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Marchesato del Monferrato
Aleramici
Coat of arms of the House of Alerami.svg
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  • Aleramo
Aleramo
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Ritratto di Aleramo. Affresco presso l'abbazia di Grazzano

Aleramo (... – 991) fu marchese del Monferrato, fondatore della casa degli Aleramici.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Poco si conosce della vita del marchese Aleramo. Egli era figlio del conte Guglielmo, forse identificabile con il Guglielmo sceso in Italia nell'888 assieme a Guido II di Spoleto. Aleramo viene citato per la prima volta in un documento del luglio 933, nel quale viene nominato come Fidelis noster Alledramus comes e riceve in feudo una corte nel vercellese da Ugo di Provenza e Lotario II, re d'Italia. Nel febbraio del 935 Aleramo ottenne l'investitura di terre nell'alessandrino (cioè nel comitato di Acqui). Né da questi né da altri documenti emerge quale fosse il comitato di cui erano titolari Aleramo e precedentemente il padre Guglielmo.

Aleramo fu nominato marchese (nel 958) da Berengario II, di cui aveva sposato in seconde nozze la figlia Gerberga. Nel 961, però, Aleramo si schierò dalla parte di Ottone I di Sassonia, che il 23 marzo 967 gli donò molte terre incolte nelle Langhe tra il Tanaro, l'Orba e il mare. L'investitura fu concessa su esplicita richiesta di Adelaide del Sacro Romano Impero, figlia di Rodolfo II, moglie di Ottone I dal 951 e precedentemente moglie di Lotario II. Questi eventi confermano la fedeltà di Aleramo (come precedentemente del padre Guglielmo) alla famiglia di Rodolfo di Borgogna e sono in buon accordo con una probabile origine borgognona di Guglielmo.

Della prima moglie di Aleramo non conosciamo il nome, la data del matrimonio e neppure la data della morte, ma sappiamo che da questa unione Aleramo ebbe tre figli, Ottone, Anselmo e Guglielmo (morto ante 961). Poco si conosce anche su di loro. Probabilmente, alla morte del padre, i due figli superstiti gestirono in modo consortile le terre a lui appartenute, anche se iniziarono a delimitare le loro aree d'influenza: fu così che da Ottone discesero gli Aleramici di Monferrato (termine, tra l'altro, allora molto vago) e da Anselmo gli Aleramici di Savona, fra cui i Del Vasto e i Del Carretto. La completa separazione degli assi patrimoniali ebbe luogo solo un secolo dopo circa.

La leggenda di Aleramo[modifica | modifica wikitesto]

La tomba del marchese Aleramo

Vuole una leggenda del Trecento, (forse coniata dal cronista monferrino Fra Iacopo d'Acqui, durante il governo di un discendente di Aleramo, Guglielmo VII ma resa immortale grazie alla versione di Giosuè Carducci contenuta nel volume Cavalleria e Umanesimo), che il marchese Aleramo fosse nato presso Acqui Terme (più precisamente nell'abbazia di Santa Giustina a Sezzadio) durante un pellegrinaggio. Rimasto orfano dei suoi genitori, Aleramo venne ingaggiato nell'esercito imperiale ed entrò alla corte dell'imperatore Ottone I. Ivi conobbe, Alasia figlia dell'Imperatore, e tra i due nacque un tenero sentimento. Incapaci di riferire la cosa a sua maestà temendo un rifiuto al matrimonio, i due innamorati scapparono nelle terre natali di Aleramo. Qui, però, egli non riuscì a vivere senza combattere ancora, e rientrò nell'esercito di nascosto. Quando l'imperatore Ottone venne a conoscenza della cosa, volle incontrare il coraggioso giovane e perdonò i due amanti. Ad Aleramo concesse allora, in un impeto di generosità, tante terre quante egli fosse riuscito a percorrerne cavalcando senza sosta. Il territorio che egli percorse adesso è il Monferrato: tale nome deriva da mun (mattone) e da frà (ferrare), ovverosia i mattoni utilizzati per ferrare i cavalli che Aleramo, come prova di aver percorso tali territori, aveva gettato dietro di sé.

Esistono però diverse varianti della leggenda, come quella che vuole Aleramo ottenere il territorio che fosse riuscito a cavalcare in tre giorni e tre notti, e che il nome Monferrato deriva dall'aver usato un mattone (mòn) come martello, per ferrare il cavallo che aveva perso un ferro (fér) durante la corsa.

Altri fanno risalire il nome Monferrato ai numerosi castelli in mattoni fortificati che sono presenti in Monferrato. In questo caso il dono del territorio viene fatto risalire non al suo amore con la figlia di Ottone, ma al valore dimostrato nella liberazione della Liguria occidentale e del basso Piemonte dai cosiddetti saraceni.

Ovviamente nessuna di queste ipotesi relative al nome Monferrato ha una minima corrispondenza con la realtà; l'origine del nome non può essere provata con certezze assolute.

È difficile dire quale sia la vera storia di Aleramo, di sicuro la sua vita si perde nella notte dei tempi, rendendolo uno dei personaggi più misteriosi, affascinanti e sconosciuti di tutta la storia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rinaldo Merlone, Prosopografia aleramica, BSBS, anno LXXXI 1983, secondo semestre.
  • G.B. Moriondo, Monumenta Aquensia, I, Torino 1789, coll. 289-294
  • Raoul Molinari (a cura di), La Marca Aleramica. Storia di una regione mancata, Umberto Soletti Editore, Baldissero d'Alba, 2008.
  • Giancarlo Patrucco, Sulle tracce di Aleramo. Dalla Borgogna al Monferrato, Circolo Culturale "I Marchesi del Monferrato", Alessandria 2013, ISBN 978-88-97103-05-9

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Marchese del Monferrato Successore Armoiries Montferrat.png
Guglielmo I, non titolare 967 - 991 Ottone I