Abbazia di Ferrania
Coordinate: 44°22′06.00″N 8°19′25.48″E / 44.36833°N 8.3237444°E
| Abbazia di Ferrania | |
|---|---|
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Chiesa e campanile |
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| Paese | |
| Regione | Liguria |
| Località | Ferrania (Cairo Montenotte) |
| Religione | Cattolica |
| Diocesi | Diocesi di Acqui |
| Inizio costruzione | 1096 |
| Completamento | XX secolo |
L'abbazia di Ferrania è stato un edificio religioso sito a Borgo San Pietro, nell'odierna frazione di Ferrania a Cairo Montenotte, in provincia di Savona. L'intero complesso abbaziale medievale verrà successivamente adibito in gran parte ad abitazioni private, con la sola eccezione della chiesa che è sede della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo della diocesi di Acqui.
[modifica] Storia e descrizio
L'abbazia venne fondata nell'anno 1096 per volere di Bonifacio del Vasto (qui verrà tumulata nel XII secolo la sua seconda moglie Agnese di Poitiers, nuora di Adelaide di Susa) e del nipote Enrico del Vasto[1]. Ebbe come primo superiore Preposito il futuro arcivescovo di Milano, Pietro Grossolano. Notizie di donazioni di terre ai canonici regolari di Sant'Agostino si hanno nel 1097 e 1111. Nel 1179 vi è sottoposto l'ospedale di Fornelli e l'annessa chiesa di Santa Maria a Pallare.
Nel 1345 i Del Carretto entreranni in contrasto con la famiglia astigiana degli Scarampi per la giurisdizione su "Ferranica", antico nome di Ferrania. La contesa sarà chiusa a favore degli Scarampi direttamente dall'arcivescovo di Genova.
Nel 1400 si ha notizia della totale mancanza di canonici, ma l'abbazia rimase soggetta alla Santa Sede. Venne affidata in patronato ad Antonio Scarampo (1401), con l'obbligo di ripristinare gli edifici fatiscenti.
Nel 1747 con l'estinzione della famiglia Scarampi la proprietà della struttura, nel frattempo decaduta a semplice commenda (dedicata ai santi Maurizio e Lazzaro), venne riconosciuta solo in epoca napoleonica dopo una lunga lite al marchese Seyssell d'Aix. Il possedimento fu quindi acquistato nel 1818 dal marchese Marcello Luigi Maria Durazzo e nel 1848 passò in eredità alla figlia Nicoletta, e quindi al figlio di questa, Marcello De Mari che diede grande impulso all'attività agricolo-forestale del luogo, trasformando il complesso in tenuta agricola.
Nel 1915 sorgono su parte dei terreni di proprietà alcuni stabilimenti industriali. Inizierà un lento ed inesorabile declino che si arresterà solo con i primi interventi di recupero iniziati sul finire del XX secolo.
[modifica] Note
- ^ Giovanni Battista Spotorno, Elogi di Liguri illustri, Stamperia Parodi, Genova 1828, 21.