Zona economica speciale: differenze tra le versioni

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==Bibliografia==
*{{cite book|author=Kulwant Rai Gupta|title=Special Economic Zones: Issues, Laws and Procedures|url=https://books.google.com/books?id=FPikrEYI9ZMC|year=2008|publisher=Atlantic Publishers & Dist|isbn=978-81-269-0884-4}}
*{{cite book|author=Mookkiah Soundarapandian|title=Development of Special Economic Zones in India: Policies and issues|url=https://books.google.com/books?id=iwtCrB5a2c8C|year=2012|publisher=Concept Publishing Company|isbn=978-81-8069-772-2}}
*{{cite book|author=United Nations Conference on Trade and Development|title=World Investment Report 2019: Special Economic Zones|url=https://books.google.com/books?id=4OGoDwAAQBAJ|date=9 August 2019|publisher=United Nations|isbn=978-92-1-358282-4}}
*{{cite book|author1=Yitao Tao|author2=Yiming Yuan|title=Annual Report on The Development of China's Special Economic Zones (2017): Blue Book of China's Special Economic Zones|url=https://books.google.com/books?id=JJCqDwAAQBAJ&pg=PA245|date=21 August 2019|publisher=Springer Nature|isbn=9789811367052|pages=245–}}


==Voci correlate==
==Voci correlate==

Versione delle 16:59, 22 giu 2020

Una zona economica speciale (abbreviato: ZES; inglese: Special Economic Zone; inglese abbreviato: SEZ) è una regione geografica dotata di una legislazione economica differente dalla legislazione in atto nella nazione di appartenenza. In queste aree è garantita la possibilità di derogare dalle leggi vigenti nell'ambito delle ordinarie politiche nazionali. Le zone economiche speciali vengono solitamente create per attrarre maggiori investimenti stranieri. Zone economiche speciali sono state create in diversi paesi tra i quali: Cina, India, Giordania, Polonia, Kazakistan, Filippine, Corea del Nord e Russia.

Storia

Questa particolare condizione di sviluppo ha inizio a partire dal 1937, con una crescita costante di aree sottoposte a questa condizione, ad oggi nel 2020 son 130 i paesi nel mondo ad aver implementato ZES con circa 4.300 aree con un particolare sviluppo in Asia, nel Pacifico e nelle Americhe.[1] Le prime aree ZES furono negli anni trenta negli Stati Uniti poi negli anni cinquanta seguirono in Irlanda (1959) nell'area dell'aeroporto di Shannon a Clare, (inrfa). Quindi in Cina da parte di Deng Xiaoping fu creata la prima zona economica speciale di Shenzen nel 1979. Oggi la Cina collabora con molti paesi africani nel creare nuove ZES.[2]

Dopo circa 25 anni dalla sua creazione, nella ZES cinese di Shenzen gli scambi commerciali sono cresciuti circa di 17 volte con un aumento del volume con il commercio estero fino al valore di circa 443 miliardi di dollari e una crescita annua del PIL dell’area intorno al 8,9%. Il motivo del successo economico di queste aree è dovuto a:[3][4]

  • regime fiscale di vantaggio, che contempla l’abbattimento totale della tassazione su alcune tipologie di imprese;
  • procedure amministrative semplificate;
  • possibilità di rimpatrio agevolate di investimenti e profitti;
  • dazi ridotti su importazioni, esenzione su tasse per esportazione;
  • canoni di concessione agevolati.

In alcuni paesi, le zone sono state criticate per essere poco più che campi di lavoro, con i lavoratori a cui vengono negati i diritti fondamentali del lavoro.[5][6]

Zona economica speciale in Europa

In europa le ZES sono circa 91.[7][8] Le ZES possono svilupparsi in modo diverso, dando vita a forme e strumenti specifici di supporto, tra questi:[7]

  1. Parchi industriali (Industrial Park - IP),
  2. Eco-Industrial Park (EIP)
  3. Parchi Tecnologici (Technology Park - TP)
  4. Zone Franche (Free trade zones – FTZ)
  5. Distretti per l’innovazione (Innovation District - ID)

Il criterio generale, secondo le norme europee[9] per la concessione di aiuti alle aree ZES, comprende le circostanze secondo le quali, le agevolazioni da concedere in determinate regioni (infra), possono essere riconosciuti solo:

  • per la creazione di un nuovo stabilimento o per l'ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente;
  • per la diversificazione della produzione di uno stabilimento esistente per ottenere prodotti mai fabbricati prima;
  • per un cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di uno stabilimento esistente.

Inoltre il richiedente deve contribuire con fondi propri per almeno al 25% dei costi ammissibili dell'investimento.[7]

Irlanda

Irlanda (Shannon): la Shannon duty-free Processing Zone (SPZ) è stata creata nel 1959 e la sua gestione è stata affidata a un’agenzia di sviluppo regionale (Shannon Development), allo scopo di attirare imprese dall’estero e creare nuova occupazione.[7]

Portogallo

Madeira nel 1980 fu istituita come free trade zone (FTZ), sono previsti crediti di imposta per spese in ricerca e sviluppo fino a 1,5 milioni; le imprese estere che si stabiliscono nella regione scontano un’aliquota sui redditi prodotti pari al 5%. Tra i requisiti minimi per beneficiare dei vantaggi concessi le imprese devono creare almeno cinque posti di lavoro durante i primi sei mesi di attività ed effettuare un investimento minimo in impianti, macchinari, ecc. pari a € 75.000 per i primi due anni di attività. [7]

Polonia

In Polonia le ZES sono 17.[8] Esse sono state istituite con una legge nel 1994 che offre vari tipi di sgravi fiscali ed incentivi per le nuove imprese. Inizialmente le ZES dovevano durare fino al 31 dicembre 2020 poi è stata di recente prorogata fino al 31.12.2026.[7] La prima ZES in Polonia fu quella dell'area di Katowice nel 1996.[7]

«Secondo i dati governativi, in Polonia, tra il 2005 e il 2015, gli investimenti localizzati nelle ZES (la cui superficie complessiva è pari a 18.200 ettari) sono stati pari a quasi 20 miliardi, gli occupati sono passati da 75 a 287 mila, con un incremento di quasi 213 mila nuovi posti di lavoro.»[10]

Italia

In Italia, al 2017, vi sono 4 modelli di ZES in qualche maniera ricadenti nel modello “free tax”:[7]

  1. il Porto Franco di Trieste
  2. Il porto franco di Venezia
  3. La zona franca del porto di Gioia Tauro
  4. La Zona Franca del porto di Taranto

Nel sud italia sono previste 5 aree ZES in altrettante Regioni meridionali: Calabria, Campania, Sicilia, Basilicata e Puglia. Ai membri del comitato di gestione di ogni sigola ZES non spetta alcun compenso o indennità di carica.[11]

Sicilia

In Sicilia sono state istituite due ZES, per un totale di 5.118 ettari in 43 aree dichiarate idonee dalla commissione di valutazione:[12] Le aree indivuduate godranno di importanti benefici fiscali e semplificazioni amministrative, capaci di attrarre anche investimenti dall'estero. Tra i benefici concessi ci sono credito d'imposta per l'acquisto di beni fino a 50 mil. di € a condizione che le imprese mantengano le attività nella ZES per almeno cinque anni successivi al completamento dell’investimento oggetto delle agevolazioni, pena la revoca dei benefici concessi e goduti, inoltre, esse non devono essere in liquidazione o in fase di scioglimento.[11][13]

  • ZES Sicilia occidentale

con i comuni di Caltavuturo, Partinico, Palma di Montechiaro, Misilmeri, Salemi, Campofelice di Roccella, Custonaci, Ravanusa, Calatafimi, Cinisi, Gibellina e Serradifalco.

  • ZES Sicilia orientale

con i comuni di Avola, Militello in Val di Catania, Carlentini, Vittoria, Francofonte, Solarino, Scordia, Floridia, Vizzini, Acireale, Rosolini, Pachino, Troina, Lentini, Palazzolo Acreide, Ragusa, Niscemi, Gela, Mineo e Messina.

  • ZES Sicilia altre

altre aree individuate sono tre aree portuali e due aree industriali: Porto Empedocle, il porto dell’Arenella a Palermo, Augusta, l’area del consorzio Asi di Caltagirone e la zona di San Cataldo scalo insieme alla zona industriale di Calderaro del Comune di Caltanissetta per un totale per queste ultime due di 100 ettari assegnati.[14][15]

Zona economica speciale in Cina

Il termine "speciale" nella Cina indica per lo più politiche speciali e misure flessibili per la gestione del sistema economico. Tra queste misure e politiche vi sono:

  • speciali incentivi fiscali per gli investimenti stranieri nelle ZES,
  • una maggiore indipendenza per la gestione della attività legate al commercio internazionale,
  • sviluppo di caratteristiche economiche basate su quattro principi.

I quattro principi che regolano l'economia delle zone economiche speciali cinesi sono:

  • strutture realizzate principalmente per attrarre e utilizzare capitali stranieri,
  • organizzazione delle attività economiche tramite joint-ventures tra società cinesi e società straniere e tramite imprese con capitale esclusivamente straniero,
  • prodotti realizzati principalmente per l'esportazione in mercati stranieri,
  • attività economiche regolate principalmente dal sistema del mercato.

Le zone economiche speciali della Repubblica Popolare Cinese sono indicate separatamente nella pianificazione nazionale e nella pianificazione finanziaria. L'amministrazione economica è di competenza dell'autorità provinciale. L'autorità legislativa è esercitata dal congresso e dal governo locali.

Lista delle zone economiche speciali in Cina

Le zone economiche speciali della Repubblica Popolare Cinese sono:

Zone economiche speciali in India

Il governo centrale indiano ha annunciato la creazione di zone economiche speciali nell'aprile del 2000 con l'intenzione di considerarle territorio straniero dal punto di vista commerciale, fiscale e doganale. Il modello adottato per le zone economiche speciali ricalca quello cinese e il governo indiano desidera aumentare gli investimenti esteri, incrementare le esportazioni dal paese e creare le condizioni per rendere competitive le imprese indiane nel mercato globale. Il governo indiano ha anche previsto la possibilità di convertire le "Export Processing Zones" (zone economiche per la produzione di prodotti destinati all'esportazione) in zone economiche speciali.

Lista delle zone economiche speciali in India

Le zone economiche speciali dell'India sono:

Zone economiche speciali in Kazakistan

Sinossi ZES in EU e nel mondo

Di seguito una sinossi dei principali interventi ZES in Europa e nel mondo, secondo Ernst & Young Global Limited:[10]

Sinossi dei principali interventi ZES in Europa e nel mondo
Paese Scopo dell'aiuto Tipo di aiuto
Bulgaria Supporto per investimenti in regioni con alta disoccupazione Incentivi fiscali: per nuove attrezzature di produzione ed esenzione IVA per le importazioni di attrezzature per progetti di investimento attuato entro un periodo di 2 anni.

Incentivi ai sensi dell'Investment Promotion Act (IPA): supporto per investimenti in attività commerciali specifiche, servizi amministrativi più rapidi e aiuto aggiuntivo per la formazione dei lavoratori.

Rep. Ceca Incremento degli investimenti Incentivi agli investimenti per attività commerciali selezionate:
  • Rilievo CIT per 10 anni
  • Trasferimento di terra con uno sconto
  • Sovvenzioni per la creazione di posti di lavoro
  • Sovvenzioni per la formazione e la riqualificazione dei dipendenti
  • Contributi in denaro in conto capitale per investimenti strategici
Ungheria Trasferimento di nuove tecnologie e Know how
  • Costi di ricerca e sviluppo doppia detrazione
  • Costi di R&D posti a tripla deduzione per particolari ricerche
  • Sgravi fiscali per un massimo di 10 anni fiscali per investimenti che soddisfano determinati requisiti e condizioni
Lettonia Aumento di investimenti in zone franche e speciali
  • Zone franche e zone economiche speciali
  • Sgravio CIT per progetti di investimento su larga scala
Lituania Imprenditoria dello sviluppo nelle zone economiche franche e aumento degli investimenti
  • Costi R&D
  • Zone economiche sfavorevoli (esenzione tasse CIT)
  • Zona di libero scambio
  • Esenzioni dalle tasse sulla proprietà
Romania Aumento degli investimenti e dell'occupazione
  • Riduzione fiscale del 100% (sgravio fiscale completo) per 10 anni fiscali consecutivi
  • Sovvenzione finanziaria o sconto dal prezzo di mercato per il trasferimento di beni immobili dallo stato agli investitori
  • Contributi in denaro per acquisizioni di immobilizzazioni di beni
  • Sovvenzioni in denaro per lavori di nuova creazione
  • Sovvenzioni in denaro alla formazione
Slovenia Supporto per investimenti, Trasferimento di nuove tecnologie e competenza, Aumento dell'occupazione
  • Riduzione della base imponibile in varie forme
  • Sgravi fiscali per i costi di ricerca e sviluppo
  • Sgravi fiscali per l'assunzione di dipendenti
Rep. Slovacca Aumento degli investimenti e dell'occupazione
  • Riduzione fiscale del 100% per 10 anni fiscali consecutivi
  • Sovvenzione finanziaria o sconto dal prezzo di mercato per il trasferimento di beni immobili dallo stato agli investitori
  • Contributi in denaro per acquisizioni di immobilizzazioni
  • Sovvenzioni in denaro per lavori di nuova creazione
  • Sovvenzioni in denaro alla formazione
Brasile Supporto per ricerca e sviluppo di progetti e dell'occupazione Agevolazioni fiscali speciali:
  • Benefici fiscali per investimenti in infrastrutture e ricerca e sviluppo
  • Vantaggi fiscali per l'importazione, l'esportazione e le vendite
  • Sospensione della tassa di importazione per investimenti in porti, deposito e sistemi di monitoraggio e sorveglianza
  • Riduzione temporanea del contributo previdenziale del datore di lavoro
Cina Supporto per investimenti in agricoltura, silvicoltura, nella produzione di carbone, petrolio e gas, e nella protezione ambientale Incentivi fiscali vari, per alcuni settori fino al 150% costi deducibili
Turchia Supporto agli investimenti Incentivi fiscali per determinati investimenti con "certificati di investimento"

Legenda CIT: Corporate Income Tax

Note

  1. ^ (EN) Special economic zones - Not so special | Leaders | The Economist, su economist.com, The Economist. URL consultato il 22 giugno 2020.
  2. ^ (EN) www.tralac.org (PDF), su tralac.org. URL consultato il 22 giugno 2020.
  3. ^ vol. 5, 1999, DOI:10.1142/4041, https://oadoi.org/10.1142/4041.
  4. ^ Stephane Garelli, Top Class Competitors: How Nations, Firms, and Individuals Succeed in the New World of Competitiveness, John Wiley & Sons, 30 March 2006, pp. 261–, ISBN 978-0-470-03280-0.
  5. ^ (EN) Sackings expose the harsh reality of Poland's junk jobs | Peggy Watson | Opinion | The Guardian, su theguardian.com. URL consultato il 22 giugno 2020.
  6. ^ (PL) Maciejewska: Kobiety w strefie pracowniczego bezprawia - Nowe Peryferie - magazyn idei, su nowe-peryferie.pl. URL consultato il 22 giugno 2020.
  7. ^ a b c d e f g h Le Zone Economiche Speciali: caratteristiche, agevolazioni, opportunità e aspetti operativi | Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti, su fondazionenazionalecommercialisti.it, Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti. URL consultato il 22 giugno 2020.
  8. ^ a b Zes - Ultime notizie su Zes - Argomenti del Sole 24 Ore, su argomenti.ilsole24ore.com, Il Sole 24 Ore. URL consultato il 22 giugno 2020.
  9. ^ REGOLAMENTO (UE) N. 651/2014 DELLA COMMISSIONE del 17 giugno 2014 (PDF), su mise.gov.it, www.mise.gov.it, 26.6.2014. URL consultato il 22 giugno 2020.
  10. ^ a b (EN) www.ey.com (PDF), su ey.com, www.ey.com. URL consultato il 22 giugno 2020.
  11. ^ a b ZES Zone economiche speciali: di cosa si tratta? - FISCOeTASSE.com, su fiscoetasse.com. URL consultato il 22 giugno 2020.
  12. ^ Sicilia, la Regione integra le Zes: ecco le nuove Zone economiche speciali - La Sicilia, su lasicilia.it, La Sicilia, 20/12/2019. URL consultato il 22 giugno 2020.
  13. ^ Zone Economiche Speciali (o ZES): cronaca di una misura (in)adeguata, su leurispes.it. URL consultato il 22 giugno 2020.
  14. ^ Caltanissetta nella ZES, il sindaco Gambino: "Grazie a Provenzano e Cancelleri" - il Fatto Nisseno - Caltanissetta notizie, cronaca, attualità, su ilfattonisseno.it, www.ilfattonisseno.i. URL consultato il 22 giugno 2020.
  15. ^ ZES Caltanissetta e Gela, Mancuso: "Risultato della sinergia tra istituzioni" - il Fatto Nisseno - Caltanissetta notizie, cronaca, attualità, su ilfattonisseno.it, il Fatto Nisseno. URL consultato il 22 giugno 2020.

Bibliografia

Voci correlate

  • Zona economica esclusiva

Collegamenti esterni

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