Veganismo

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Il veganismo è un movimento etico e filosofico antispecista che porta ad uno stile di vita, agito nei limiti del possibile e del praticabile, fondato sul rifiuto di ogni prodotto e sull'astensione da ogni pratica, che siano legati a qualunque forma volontaria di sfruttamento degli animali.

L'obiezione di coscienza dei vegani si configura quindi come una contestazione passiva basata sul boicottaggio personale di ogni tipo di alimento, prodotto commerciale o attività finalizzata al perseguimento di vantaggi soltanto per l'uomo e che interferisce negativamente sulla vita di qualunque essere appartenente al regno animale[1][2][3][4][5].

Nel linguaggio comune viene talvolta indicato come veganismo solo il regime alimentare proprio della filosofia vegana, sebbene il termine specifico sarebbe vegetalismo[6].

Vertumno, di Giuseppe Arcimboldo. Ritratto dell'imperatore Rodolfo II, 1590

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il termine veganismo indica un modo di vivere basato sul ripudio di ogni alimento, farmaco, cosmetico, detergente, detersivo, abbigliamento, arredamento, oggetto, spettacolo, intrattenimento, sport, trasporto, lavoro, servizio, folklore, commercio, sperimentazione scientifica medica o farmacologica e qualunque altra attività che veda l'impiego di animali, per qualunque altro scopo, la cui motivazione sia legata al perseguimento di vantaggi soltanto per l'uomo che, direttamente o indirettamente, interferisce negativamente sulla vita di qualunque essere vivente appartenente al regno animale[1][2][3][4][5].

La sola pratica alimentare di una dieta a base vegetale con l'esclusione di tutti i cibi di origine animale è definita vegetalismo[6]. Il vegetalismo può essere scelto sulla base di motivazioni etiche, ma può anche essere adottato per ragioni di varia, o altra, natura quando l'alimentazione fa parte di una più ampia, oppure di una diversa, concezione di vita salutistica, ecologica e morale. Il vegetalismo, oltre alla dieta vegetale condotta nel veganismo, comprende anche altre diete più restrittive che non implicano l'uso di ingredienti di origine animale, come la crudista vegetaliana, la fruttariana e la dieta senza muco. Tuttavia solo coloro che adottano il veganismo per tutti gli aspetti dell'esistenza, e quindi non solo per l'alimentazione, possono essere definiti vegani (o, con prestito dalla lingua inglese, vegan).

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Un marchio Vegan

La parola veganismo è la trasposizione nella lingua italiana della parola veganism nella lingua inglese, derivante da vegan, neologismo ideato nel 1944 da Donald Watson. Già dagli inizi del XX secolo l'abitudine al consumo di prodotti lattiero-caseari era stata oggetto di forti dibattiti all'interno del movimento vegetariano. Nell'agosto del 1944 Elsie Shrigley e Donald Watson, due membri della Vegetarian Society, pensarono che fosse necessario formare un coordinamento di "vegetariani non consumatori di latticini", nonostante l'opposizione di eminenti vegetariani che rifiutavano l'idea di un vegetarianismo completamente privo di prodotti animali. Nel novembre dello stesso anno Watson organizzò a Londra una riunione di sei "vegetariani non consumatori di latticini", in cui venne deciso di costituire una nuova società, la Vegan Society, di cui Watson stesso fu eletto presidente, e di adottare come definizione il termine vegan, come contrazione di vegetarian[7].

In una intervista del 2004 Donald Watson ha affermato:

« Invitai i miei primi lettori a suggerire un termine più conciso per sostituire non-dairy vegetarian (vegetariani non consumatori di latticini). Ho ricevuto alcuni suggerimenti piuttosto bizzarri, come dairyban, vitan, benevore, sanivore, beaumangeur, ecc. Optai per il termine vegan, contenente le prime tre e le ultime due lettere di vegetarian – l'inizio e la fine del vegetarianismo[8]. »

Ideologia e pratica vegana[modifica | modifica wikitesto]

Il veganismo è dettato da principi etici di rispetto per la vita animale e basato sul pensiero antispecista e su una particolare visione non-violenta della vita, come esemplificato nella posizione di Gary L. Francione e altri filosofi. Il veganismo può essere considerato la prassi della teoria antispecista e, nella pratica quotidiana, si traduce nel rifiuto di acquistare, usare e consumare, per quanto possibile e praticabile[9], prodotti derivanti da sfruttamento e uccisione degli animali, nonché il rifiuto di dedicarsi, partecipare e sostenere attività che implicano un uso dell'animale o la sua uccisione.

Per un vegano evitare il sostegno all'industria zootecnica e della pesca è particolarmente importante

I limiti umani del possibile e del praticabile, che vincolano l'agire dei vegani, creano uno scarto tra il fine teorico di raggiungere l'utopia di una società umana non interferente in alcun modo con il regno animale (impossibile da realizzare in quanto anche un'esistenza limitata all'essenziale per la sopravvivenza causa, ad esempio, la morte di una moltitudine di insetti con il semplice atto del camminare), e il fine pratico di portare al minimo possibile questa interferenza (derivante dal realistico riconoscimento che la semplice esistenza di un essere umano implica l'interferenza con altri animali).

Sebbene non vi siano criteri fissi e prestabiliti a cui tutti i vegani debbano incondizionatamente aderire, nella pratica quotidiana si distinguono una serie di abitudini e scelte diffuse e riconosciute da tutta la comunità vegana. In particolare molta importanza viene data alla scelta in campo alimentare, optando per una dieta basata rigidamente su prodotti esclusivamente vegetali, detta anche "dieta vegana". Un vegano pertanto rifiuta il consumo di ogni tipo di carne (compresa la carne degli animali marini, ovvero pesce, crostacei e molluschi), latte e derivati, uova, miele e altri prodotti delle api[10][11], anche quando presenti in forma di ingredienti in altri alimenti, come prodotti da forno preparati con strutto, pasta all'uovo o brodo di carne. Per un vegano evitare il consumo di cibi animali significa non sostenere l'industria zootecnica e della pesca, in particolare gli allevamenti intensivi, in quanto tali industrie causano lo sfruttamento, la sofferenza e l'uccisione di un numero di animali molto elevato. A tal riguardo stime della FAO (2007), quantificano che in tutto il mondo ogni anno verrebbero uccisi, per fini alimentari, circa 56 miliardi di animali, esclusi pesci ed altri animali marini[12].

Un vegano inoltre: indossa solo capi in fibre vegetali (canapa, lino, cotone, etc.), fibre artificiali (acrilico, rayon, viscosa, etc.) e fibre sintetiche (nylon, pile, poliestere, etc.) evitando l'acquisto di capi con parti di origine animale (pelliccia, pelle, lana, seta e imbottiture in piuma)[13]; usa cosmetici (make-up e prodotti per l'igiene personale) e prodotti per la pulizia della casa, presenti in commercio con marchio o certificazione vegan[14], che garantiscono che non siano stati testati su animali e che siano privi di ingredienti di origine animale; in generale evita l'acquisto di altre merci con parti animali (come divani in pelle, tappeti in pelliccia, ornamenti in avorio, oggetti in osso, pennelli in pelo animale, ecc.) e dei farmaci contenenti eccipienti animali[15].

Si tratta quindi di un complesso di norme che influenzano le abitudini e le scelte d'acquisto quotidiane e che, benché rappresentino consuetudini consolidate presso la comunità vegana, vengono perseguite con la dovuta flessibilità riconosciuta dai singoli soggetti nei limiti del possibile e del praticabile in relazione alle proprie esigenze, alle proprie possibilità e alla propria realtà di vita[16].

Tra i vegani sono fonte di opinioni molto discordi quei prodotti derivati di origine animale meno noti (e in alcuni casi indicati sotto forma di sigle alfanumeriche) presenti in quantità spesso irrilevanti in alcuni prodotti o usati sotto forma di additivi alimentari: è il caso, ad esempio, della L-cisteina[17] (identificata anche con la sigla E920), della glicerina animale[18] (E422) o dei fosfati animali[19] (E542). Ancora più controverso è il caso di quei prodotti che, pur non contenendo derivati di origine animale, ne implicano però l'uso durante il processo di produzione, come ad esempio alcuni tipi di zucchero raffinato che sarebbero lavorati con carbone animale, usato per la decolorazione dello zucchero e per rimuovere impurità e minerali[20].

Gary L. Francione, filosofo ed attivista per i diritti degli animali

Questa attenzione alla presenza di quantità irrilevanti di derivati di origine animale o al loro separato uso durante il processo di lavorazione non è scevra da alcune considerazioni problematiche che porterebbero a escludere l'acquisto di tutta una vasta gamma di prodotti alimentari e merci di altro genere. L'uso di sostanze di origine animale è così diffuso nella produzione industriale moderna che la pratica di un veganismo "puro" è praticamente impossibile. Sostanze di derivazione animale si possono trovare in articoli insospettabili, come palle da tennis, carta da parati e bande adesive[21].

Un'artista olandese, Christien Meindertsma, afferma di avere individuato 185 prodotti di uso comune contenenti parti di maiale, tra cui proiettili, pellicola fotografica, freni, porcellana e sigarette[22][23].

Anche tutti gli oggetti in acciaio sarebbero da evitare, poiché i sostenitori del veganismo ritengono che la sua produzione avvenga con l'uso di grassi animali[24].

Inoltre, secondo i vegani l'origine animale di alcune sostanze ambigue o il coinvolgimento di derivati di origine animale nelle fasi di produzione non sarebbe sempre facilmente accertabile. Ad esempio, spesso la coltivazione agricola prevede l'impiego di concimi di origine animale (prodotti con sangue, feci, ossa, lana, corna, ecc.). Per tali motivi, generalmente nella comunità vegana quest'uso delle sostanze di origine animale riceve scarsa attenzione nella prassi quotidiana e si ritiene più pratico, oltre che più efficace per la causa della liberazione animale, concentrare la propria attenzione solo su quelle sostanze di origine animale più evidenti (carni, latte e latticini, uova e prodotti delle api)[25].

Oltre alle scelte di consumo quotidiano, un vegano evita inoltre la pratica, la partecipazione e il sostegno ad attività come la sperimentazione sugli animali, caccia e pesca, spettacoli con animali come la corrida, il combattimento di galli, il circo con animali o il rodeo, l'impiego di animali in competizioni sportive (corse di cavalli, corse di cani, sleddog, ecc.), manifestazioni folcloristiche con uso di animali, zoo, acquari e strutture simili che detengono animali, commercio degli animali da compagnia e altre attività simili.

Il vegetalismo e i vegetaliani[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Diete vegetariane.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Cereali, legumi, verdura e frutta sono la base della dieta vegana

Il vegetalismo denota il comportamento alimentare di chi si nutre solo ed esclusivamente di vegetali[6]. In passato il vegetalismo era dettato unicamente da principi religiosi, come nel Giainismo, e praticato solo nelle aree interessate a tali dottrine, come in India, ma nel corso degli ultimi decenni è maturato un interesse verso il vegetalismo anche nei paesi più ricchi, e si sono aggiunte anche ragioni di altra natura. Una delle ragioni è, naturalmente, quella dei vegani e cioè il veganismo. Molti altri però si alimentano di soli vegetali per varie ragioni diverse dal veganismo, più o meno combinate tra loro, e pur non essendo vegani vengono identificati, o si dichiarano loro stessi, vegani[26]. Alcune persone, per esempio, per non causare la morte diretta e indiretta degli animali, come fanno i vegani, ma per il solo scopo alimentare umano, come fanno i vegetariani, scelgono di nutrirsi di soli vegetali. Adottando la stessa dieta dei vegani, quella solo vegetale, e lo stesso comportamento dei vegetariani, quello solo alimentare umano, non sono ne vegani ne vegetariani e possono essere meglio definiti come vegetaliani, o vegetalisti, etici. A questa scelta intermedia giungono i vegetariani che acquistano la consapevolezza che la produzione di latte e di uova non evita agli animali produttori un destino di macellazione[27] e i vegani che decidono di concentrare tutti i propri sforzi laddove si concentra anche il maltrattamento degli animali e cioè l'industria alimentare animale[28]. Altri soggetti invece scelgono di alimentarsi di soli vegetali per una ragione esclusivamente salutistica, perché credono fideisticamente di poter curare e prevenire alcune malattie o che, per assicurare il migliore stato di salute, l'alimentazione naturale umana debba prevedere solo cibi vegetali, e non avendo alcun interesse per l'attenzione agli animali anche loro non sono ne vegani ne vegetariani, e anche loro possono essere meglio definiti come vegetaliani, o vegetalisti, salutistici[29]. In particolare, negli anni più recenti si può osservare una crescente diffusione della dieta vegana presso i paesi più ricchi. Ad esempio, negli USA, circa il 2-3% della popolazione adulta (con una stima che va da due-tre milioni di persone a sei milioni di persone) segue in modo regolare una dieta vegana[30], e circa l'1% dei bambini e degli adolescenti tra gli 8 e i 18 anni è vegetaliano[31]. Altri paesi occidentali presentano percentuali diverse, ad esempio l'Italia ha una presenza di vegetaliani dell'1,1%[32].

Frequentemente i vegetaliani attuali riferiscono motivazioni etiche di rispetto per la vita animale e, in misura minore, vengono addotte anche ragioni salutistiche ed ecologiste. Tali motivazioni non sono tutte necessariamente adottate insieme, e anche se due o più possono coesistere negli stessi soggetti, solitamente una prevale sulle altre. Alla diffusione delle ragioni salutistiche hanno contribuito una serie di fattori. Già da diversi decenni, la correlazione tra il consumo di carni – in particolare di carni rosse e carni conservate – e il possibile rischio di patologie croniche[33][34], la diffusione di malattie virali presso gli animali allevati (causa di zoonosi alimentare) e le preoccupazioni per il crescente uso di antibiotici e altri farmaci negli allevamenti[35] (che potrebbero accumularsi nelle carni), da una parte, e i possibili benefici associati a diete ricche di cibi vegetali[36][37][38][39][40][41], insieme con l'opinione che la carne rappresenti un alimento opzionale per la dieta umana[42], dall'altra, hanno determinato nei paesi ricchi una crescente diffusione della dieta latto-ovo-vegetariana. Più recentemente, i rischi derivanti da un'eccessiva assunzione di grassi saturi e colesterolo, di cui sono ricchi latte, latticini e uova, la correlazione del consumo di uova e prodotti lattiero-caseari con alcuni tipi di cancro[43] e la vasta diffusione dell'intolleranza al lattosio, hanno ulteriormente spostato l'attenzione verso la dieta vegana. Infine, sempre negli anni recenti, il vegetalismo ha cominciato a diffondersi anche come una scelta ecologica a seguito di valutazioni dell'impatto ambientale connesso al settore dell'allevamento[44]. Il 1º novembre si festeggia il World Vegan Day (giornata vegana mondiale) per celebrare la fondazione della prima vegan society, e l'intero mese di novembre è stato scelto come World Vegan Month (mese vegano mondiale)[45].

Le diete vegetaliane[modifica | modifica wikitesto]

Le diete vegetaliane sono dei modelli nutrizionali che escludono dall'alimentazione la carne di qualsiasi animale e tutti i prodotti di origine animale. Oltre alla dieta vegana, basata su cereali legumi verdura frutta e semi, sono diete vegetaliane anche altre diete che, sebbene differiscano sostanzialmente dalla dieta vegana sia nei principi alimentari sia nel tipo di alimenti consumati, non comprendono il consumo di alcun ingrediente di origine animale. Fra di esse vi sono quelle praticate, ad esempio, nel crudismo vegetaliano, nel fruttarismo o nell'ehretismo.

Secondo la FAO il settore dell'allevamento è uno dei principali fattori di impatto ambientale globale[44]

Influenza della dieta sull'ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Impatto ambientale dell'industria dei cibi animali.

Nella seconda metà del Novecento il consumo globale di carne è aumentato di cinque volte, passando da 45 milioni di tonnellate all'anno nel 1950 a 233 milioni nel 2000[46][47]. Il notevole incremento del consumo di carne e dei cibi animali in generale ha determinato una crescita improvvisa della produzione zootecnica e, conseguentemente, un considerevole aumento del numero di animali allevati[48], che secondo i dati FAO e del World Watch Institute è incompatibile con i ritmi naturali terrestri, visto l'impatto sulla vita terrestre stessa, e ha inciso profondamente sull'equilibrio ambientale. Nel 2006 la FAO ha pubblicato Livestock's Long Shadow, un report scientifico in cui viene approfonditamente valutato l'impatto globale del settore zootecnico sull'ambiente. Recentemente si è misurato l'impatto del settore della produzione di cibo da animali che raggiunge il 51% dell'emissione di diossido di carbonio[44][49].

Vegetalismo e religione[modifica | modifica wikitesto]

Monaci giainisti della setta degli Svetambara con mascherina e scopetto

Una dieta basata soltanto su vegetali è stata adottata nel Giainismo, un movimento religioso indiano fondato all'incirca nel VI secolo a.C. che contempla un approccio alimentare rigorosamente vegetaliano. I giainisti sono una minoranza religiosa indiana che professano un'etica di rispetto per ogni forma di vita, animale o vegetale, basata sul principio dell'ahimsa o non-violenza. I giainisti reputano che tutti gli esseri viventi siano dotati di anima e pertanto prestano la massima attenzione a non provocare violenza, in un senso molto ampio, e morte agli altri animali. In questa concezione di vita è prevista una forma estrema di vegetalismo, in cui sono esclusi anche diversi tipi di vegetali, e altre norme di comportamento, fino ad arrivare in alcuni casi all'osservazione di pratiche estreme. Ad esempio, nella setta degli Svetambara, gli adepti si coprono la bocca con un "fazzoletto per impedire che gli insetti possano entrarvi", e portano con sé uno scopetto per spazzolare lo spazio in cui intendono sedersi, in modo da "evitare di schiacciare inavvertitamente degli insetti"[50].

Uno studio sociologico del 2015 dell'università di Padova sembra intravedere nel veganismo una sorta di “enfasi protoreligiosa”[51].

Rischi per la salute[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Diete vegetariane, Vitamina B12 (diete vegetariane) e Complementarità proteica.
Avvertenza
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Escludere la carne e, in generale, i prodotti di derivazione animale, significa eliminare dalla dieta i prodotti alimentari più ricchi di proteine. L’organismo umano però ha due vincoli legati alle proteine che non possono essere violati, ovvero il fabbisogno proteico giornaliero[52] e gli amminoacidi essenziali[53]. Ogni parte dei vegetali contiene proteine ma queste si concentrano in quantità significative solo nei semi, e inoltre solo pochissimi vegetali, tra questi la quinoa, hanno tutti gli amminoacidi essenziali e nelle giuste proporzioni. Pertanto la dieta vegana deve comprendere non solo una quantità giornaliera adeguata di legumi, cereali e noci, per soddisfare il fabbisogno proteico, ma anche la loro co-assunzione, per soddisfare anche la corretta copertura di tutti gli amminoacidi essenziali.

La dieta vegana se non applicata adeguatamente e generalmente seguita da un nutrizionista, può portare a deficit o riduzione nell'assorbimento di talune sostanze, con particolare riguardo verso la vitamina B12. Come evidenziato da uno studio retrospettivo del 2013, che analizzava i dati di ulteriori 18 studi scientifici, la carenza di vitamina B12 tra vegani è alquanto diffusa in ogni fascia di età, gruppo sociale e luogo di residenza[54][55], per cui sono consigliate la regolare integrazione[56][57] e gli esami clinici per monitorare i livelli della vitamina B12 nel sangue[58].

Anche le altre carenze di nutrienti, particolarmente rischiose soprattutto nel periodo pediatrico, possono portare potenzialmente a malnutrizione[59], oltre a maggiori rischi per la salute per talune patologie[60]. Il maggiore tasso di patologie croniche, su base infiammatoria, è dovuto in gran parte dall'alto livello basale di acido arachidonico tipico di una dieta vegana[61], i cui metaboliti sono dotati di attività proinfiammatoria causa principalmente l'intensificazione della produzione delle prostaglandine, ossia i mediatori primari determinanti l’ampiezza e la durata della reazione infiammatoria[62].

Limiti e prospettive del veganismo[modifica | modifica wikitesto]

Manifestanti in corteo sfilano al Chicago Veggie Pride Parade del 2012

Il veganismo, inteso non come sola pratica dietetica ma nella sua accezione più autentica di filosofia, presenta alcuni punti critici che ne indeboliscono il costrutto teorico e/o che costituiscono un limite invalicabile alla sua attuabilità concreta. Il primo in assoluto è costituito dal fatto che, mentre è possibile ottenere dei fertilizzanti per i campi coltivati dal compostaggio di soli scarti vegetali[63], non è invece possibile coltivare senza il contrasto agli insetti ed invertebrati infestanti attraverso i pesticidi o altri metodi alternativi[64].

Il rifiuto della sofferenza animale, dovuto alla tecniche di allevamento intensivo, trova poi poca giustificazione quando si tratta dell'allevamento di animali per i quali è proprio la possibilità di sperimentare la sofferenza ad essere dubbia (come nel caso dell'allevamento industriale dei mitili). L'inesistenza di un criterio assoluto, per ogni specie animale, che consenta con estrema certezza di discriminare gli animali in senzienti e non senzienti[65] lascia il problema irrisolto. Così pure l'ideale di non interferire con il mondo animale per dar vita a forme di sfruttamento si scontra con la necessità dell'impiego di animali per fini etici di utilità sociale (cani guida, cani da valanga, etc.). Infine la sperimentazione animale per lo sviluppo e la commercializzazione di farmaci crea un collo di bottiglia dal quale ogni vegano che ha bisogno di curarsi deve passare[66].

Altri risvolti del veganismo sono poco noti. Ad esempio aderire al veganismo dovrebbe comportare la sostituzione degli animali di affezione carnivori (pesci, cani, gatti, etc.) con animali di affezione erbivori (conigli, criceti, scoiattoli, etc.). Per il cane sono stati sviluppati e commercializzati dei prodotti vegani specifici, che si basano sul presupposto che il cane sia un animale onnivoro e la conseguente possibilità di trovare degli alimenti vegetali sostitutivi della carne[67]. Questo però è contro l'evidenza che mostra come i cani allo stato selvatico e in natura sono carnivori[68]. Alcuni aspetti pratici del veganismo invece sono tanto insospettabili quanto insuperabili. Ad esempio i vegani in ambito alimentare non possono consumare il miele e gli altri prodotti di alveare come la pappa reale il propoli ed anche lo stesso polline, sebbene quest'ultimo derivi dai vegetali. Il divieto esiste per evitare lo sfruttamento e il maltrattamento delle api[69]. Per la stessa ragione però i vegani non dovrebbero poter guidare le loro auto in autostrada a causa delle inevitabili stragi di insetti volanti che ne conseguono[70].

In futuro la ricerca scientifica per la produzione industriale di carne artificiale destinata all'alimentazione umana potrebbe trovare una soluzione alternativa all'allevamento degli animali, affrancando l'umanità dal loro utilizzo almeno per l'alimentazione, e risolvendo così i problemi etici collegati[71]. Nonostante solo una esigua percentuale di persone della popolazione aderisca al veganismo alimentare in maniera stretta e continuativa[72], la crescente diffusione in commercio di prodotti biologici[73], a kilometro zero[74], equosolidali[75] e cruelty-free[76], è avvenuta per l'aumento dell'attenzione generale ai temi della salute dell'ecologia e dell'etica, ovvero le stesse tematiche sottese dalla filosofia vegana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b The vegan Society, Memorandum of association of the vegan society: "the word "veganism" denotes a philosophy and way of living which seeks to exclude — as far as is possible and practical — all forms of exploitation of, and cruelty to, animals for food, clothing or any otherpurpose"
  2. ^ a b The vegan Society, Why Vegan?: "A vegan is someone who tries to live without exploiting animals, for the benefit of animals, people and the planet. Vegans eat a plant-based diet, with nothing coming from animals - no meat, milk, eggs or honey, for example. A vegan lifestyle also avoids leather, wool, silk and other animal products for clothing or any other purpose."
  3. ^ a b International Vegetarian Union, VEGANlSM DEFINED: "The word veganism shall mean the doctrine that man should live without exploiting animals."
  4. ^ a b International Vegetarian Union, Frequently Asked Questions - Definitions: "VEGANISM may be defined as a way of living which seeks to exclude, as far as possible and practical, all forms of exploitation of, and cruelty to, animals for food, clothing or any other purpose."
  5. ^ a b Veganzetta inverno 2010 n. 2, Essere vegano: "la pratica vegana può solamente essere concepita come una vera e propria filosofia di vita".
  6. ^ a b c Treccani.it, Vegetalismo: Concezione dell'alimentazione umana derivata dal vegetarianismo, di cui rappresenta la forma più radicale, che esclude l'uso di ogni alimento di provenienza animale (perciò anche uova, miele, latte e prodotti caseari) e consente solo quello di alimenti vegetali.
  7. ^ The Vegan Society, History: "As early as 1909 the ethics of consuming dairy products were hotly debated within the vegetarian movement. In August 1944, Elsie Shrigley and Donald Watson (a conscientious objector later to be acclaimed as the Vegan Society's Founder) agreed the desirability of coordinating 'non-dairy vegetarians'; despite opposition from prominent vegetarians unwilling to even consider adopting a diet free of all animal products. In November, Donald organised a London meeting of six like-minded 'non-dairy vegetarians' at which it was decided to form a new society and adopt a new name to describe themselves - vegan derived from VEGetariAN."
  8. ^ Vegetarians in Paradise, intervista a Donald Watson: "I invited my early readers to suggest a more concise word to replace "non-dairy vegetarian." Some bizarre suggestions were made like "dairyban, vitan, benevore, sanivore, beaumangeur", et cetera. I settled for my own word, "vegan", containing the first three and last two letters of "vegetarian" -- "the beginning and end of vegetarian.".
  9. ^ Così come indicato anche dalla Vegan Society: The Vegan Society, Memorandum of association of the vegan society: "the word "veganism" denotes a philosophy and way of living which seeks to exclude — as far as is possible and practical — all forms of exploitation of, and cruelty to, animals for food, clothing or any otherpurpose"
  10. ^ (EN) Vegan Society (UK). Honey - Ain't so sweet for the bees. Vegansociety.com: "Vegans use no bee products, preferring to forgo the doubtful benefits and well known risks [such as infant botulism] of substances stolen from bees."
  11. ^ (EN) Noah Lewis, Why Honey is Not Vegan, Vegetus.org. URL consultato il 20 febbraio 2010.
  12. ^ GLiPHA , statistiche del 2007
  13. ^ Vegfacile - Come mi vesto? L'abbigliamento vegan, vegfacile.info.
  14. ^ EticAnimalista - Certificazione vegan VS marchio vegan, eticanimalista.org.
  15. ^ Farmacie per vegetariani e vegani: in arrivo le prime farmacie vegetariane vegane specializzate (gli antibiotici, per esempio, contengono il lattosio come eccipiente, mentre la propoli è derivata dalle api), tuttogreen.it.
  16. ^ Cosa mangiano i vegani? ("ognuno è libero di scegliere secondo le proprio possibilità, i prodotti vegani sono in media più costosi rispetto a quelli che utilizzano elementi animali, in quanto più rari.", giornalettismo.com.
  17. ^ Vegan Society, Hidden ingredients: what to watch out for: "L-Cysteine (E920): this additive can be vegan or non-vegan and is sometimes made from hair or feathers"
  18. ^ The Vegetarian Resource Group Blog, Glycerol and Mono- and Diglyceride Updates: Mostly Vegetable-Derived: "Animal fats (e.g., beef tallow) or vegetable oils are the common starting materials for glycerin formation."
  19. ^ Food-info, 542 Edible bone phosphate: "Origin: Produced from animal bones."
  20. ^ Vegan Outreach, Frequently Asked Questions: Is refined sugar vegan?: "Refined sugars do not contain any animal products, and so by an ingredients-based definition of vegan, refined sugar is vegan. However, some refined sugar is processed with animal bone char. The charcoal is used to remove color, impurities, and minerals from sugar. The charcoal is not 'in' the sugar, but is used in the process as as a filter. Thus by a process-based definition of vegan, refined sugar may not be considered vegan."
  21. ^ Melanie Joy, Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche, Edizioni Sonda, 2012, pag. 108: "Così gli animali vendono comprati e venduti, mangiati e indossati - e i loro corpi utilizzati in una così ampia gamma di prodotti che è praticamente impossibile non conformarsi al sistema. Prodotti di derivazione animale si possono trovare in articoli insospettabili come palle da tennis, carta da parati, bande adesive e pellicola."
  22. ^ FLOCKS, PIG 05049: "Christien Meindertsma has spent three years researching all the products made from a single pig. Amongst some of the more unexpected results were: Ammunition, medicine, photo paper, heart valves, brakes, chewing gum, porcelain, cosmetics, cigarettes, conditioner and even bio diesel."
  23. ^ kottke.org, One pig, 185 different products: "05049 was an actual pig, raised and slaughtered on a commercial farm in the Netherlands. Rotterdam designer Christien Meindertsma was shocked to discover that she could document 185 products contributed to by the animal.
  24. ^ Vegan Outreach, Frequently Asked Questions: Is refined sugar vegan?: "However, if one accepts a process-based definition of vegan, then many other familiar products would also not be considered vegan. For instance, steel and vulcanized rubber are produced using animal fats"
  25. ^ Ad esempio, questa è la posizione di Vegan Outreach: Vegan Outreach, Frequently Asked Questions: What are some hidden animal ingredients?: "In general, we recommend that vegans concentrate their attention on the most obvious animal ingredients, instead of getting bogged down by reading lists for every possible animal-derived ingredient. Our experience has been that many vegans burn out because they are worn down by the details, missing the true meaning of veganism."
  26. ^ Diventare Vegan ("La scelta vegan è dunque puramente etica e si estende a ogni settore, non solo a quello alimentare.", veganhome.it.
  27. ^ Diventare Vegan ("latte e latticini, uova e miele - perché anche per ottenere questi prodotti gli animali vengono uccisi.", veganhome.it.
  28. ^ Diventare Vegan ("per quanto riguarda l'aspetto alimentare di questa scelta, dato che è questo il settore più importante, quello in cui il maggior numero di animali trovano la morte.", veganhome.it.
  29. ^ Diventare Vegan ("una scelta meramente alimentare, non mossa da ragioni di rispetto per gli animali, ma unicamente da motivazioni ecologiste e salutiste, possiamo definirla semplicemente come scelta di una dieta 100% vegetale.", veganhome.it.
  30. ^ C. Stahler, How Often Do Americans Eat Vegetarian Meals? And How Many Adults in the U.S. Are Vegan? The Vegetarian Resource Group: "Approximately 5 percent of the country say that they never eat meat, fish, seafood, or poultry, which makes them vegetarian. Approximately half of these vegetarians are also vegan; that is, they also don't eat dairy or eggs. ... If we use a past low figure of 2 percent and the higher figure of 5 percent from this survey, we estimate that there may be 5-12 million adults in the United States who never consume meat, fish, or poultry." (2008)
  31. ^ C. Stahler, How many youth are vegetarian? The Vegetarian Resource Group (v. tabella Dietary Habits of 8- to 18-Year-Olds in the United States in 2005) (2005)
  32. ^ Eurispes, Il Rapporto Italia 2013"Il 6% degli italiani ha fatto la scelta di diventare vegetariano (4,9%) o vegano (1,1%)."
  33. ^ Sinha R. et al., Meat intake and mortality: a prospective study of over half a million people: "Red and processed meat intakes were associated with modest increases in total mortality, cancer mortality, and cardiovascular disease mortality."
  34. ^ World Cancer Research Fund, American Institute for Cancer Research, Food, Nutrition, Physical Activity, and the Prevention of Cancer: a Global Perspective: "The evidence that red meat is a cause of colorectal cancer is convincing. The evidence that processed meat is a cause of colorectal cancer is also convincing." (capitolo 12, pag. 382)
  35. ^ Worldwatch Institute, Antibiotic Overuse in Animal Agriculture: "An estimated 70 percent of all antibiotics used in the United States are for livestock, not humans."
  36. ^ National Health and Medical Research Council, Australian Dietary Guidelines: "The health benefits of consuming diets high in vegetables, including legumes/beans, and fruit have been reported for decades and are consistently recognised in international dietary guidelines." (pag. 36)
  37. ^ WHO, Promoting fruit and vegetable consumption around the world: "Fruit and vegetables are important components of a healthy diet, and their sufficient daily consumption could help prevent major diseases, such as cardiovascular diseases and certain cancers."
  38. ^ Center for Disease Control and Prevention, Fruits and Vegetables: "Healthy diets rich in fruits and vegetables may reduce the risk of cancer and other chronic diseases. Fruits and vegetables also provide essential vitamins and minerals, fiber, and other substances that are important for good health. Most fruits and vegetables are naturally low in fat and calories and are filling."
  39. ^ World Cancer Research Fund, American Institute for Cancer Research, Food, Nutrition, Physical Activity and the Prevention of Cancer: a Global Perspective, chapter 12: Public health goals and personal recommendations. Versione riassunta: Food, Nutrition, Physical Activity and the Prevention of Cancer: a Global Perspective - Summary, RECOMMENDATION 4: "Higher consumption of several plant foods probably protects against cancers of various sites. What is meant by ‘plant-based' is diets that give more emphasis to those plant foods that are high in nutrients, high in dietary fibre (and so in non-starch polysaccharides), and low in energy density."
  40. ^ The American Journal of Clinical Nutrition, Health effects of vegan diets (review): "According to the evidence criteria of the World Health Organization and Food and Agriculture Organization (WHO/FAO), cancer risk reduction associated with a high intake of fruit and vegetables was assessed as probable or possible, risk of CVD reduction as convincing, whereas lower risk of osteoporosis was assessed as probable. The evidence for a risk-reducing effect of consuming whole grains was assessed as possible for colorectal cancer and probable for type 2 diabetes and CVD. The evidence for a risk-reducing effect of consuming nuts was assessed as probable for CVD."
  41. ^ Vegetarian diet: panacea for modern lifestyle diseases? (review): "Soy-bean-protein diet, legumes, nuts and soluble fibre significantly decrease total cholesterol, low-density lipoprotein cholesterol and triglycerides. Diets rich in fibre and complex carbohydrate, and restricted in fat, improve control of blood glucose concentration, lower insulin requirement and aid in weight control in diabetic patients. An inverse association has been reported between nut, fruit, vegetable and fibre consumption, and the risk of coronary heart disease. ... An inverse association between fruit and vegetable consumption and stroke has been suggested. Consumption of fruits and vegetables, especially spinach and collard green, was associated with a lower risk of age-related ocular macular degeneration. There is an inverse association between dietary fibre intake and incidence of colon and breast cancer as well as prevalence of colonic diverticula and gallstones."
  42. ^ Proceedings of the Nutrition Society, Meat or wheat for the next millennium? A Debate Pro veg] (abstract): "In conclusion, meat is an optional rather than an essential constituent of human diets." (dall'articolo completo)
  43. ^ The American Journal of Clinical Nutrition, Health effects of vegan diets (review): "In addition, the use of eggs was recently shown to be associated with a higher risk of pancreatic cancer [...] a high childhood dairy intake has been associated with an elevated risk of colorectal cancer in adulthood [...] the use of dairy was associated with an increased risk of prostate cancer"
  44. ^ a b c Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's Long Shadow: "The livestock sector emerges as one of the top two or three most significant contributors to the most serious environmental problems, at every scale from local to global."
  45. ^ World Vegan Month website, About: "The month starts with World Vegan Day on 1 November to celebrate the founding of the world's first Vegan Society on that day in November 1944"
  46. ^ Worldwatch Institute, Meat - Now, it's not personal! World Watch magazine, July/August 2004, pag. 12: "To begin with, per-capita meat consumption has more than doubled in the past half-century, even as global population has continued to increase. As a result, the overall demand for meat has increased five-fold."
  47. ^ Meno proteine animali per l'umanità, Le Scienze, aprile 2006: "Dal 1950 al 2000 la popolazione mondiale è passata da 2,7 a oltre 6 miliardi di persone e la produzione di carne da 45 a 233 miliardi di chilogrammi all'anno."
  48. ^ Nel 2007, secondo stime della FAO, sono stati macellati 56 miliardi di animali, esclusi i prodotti ittici (fonte: GLiPHA, statistiche del 2007).
  49. ^ Robert Goodland and Jeff Anhang, Livestock and Climate Change, WorldWatch Institute.
  50. ^ Jainism: "In keeping with the doctrine of nonviolence, they carry the Jainist reverence for animal life to its most extreme lengths; the yati of the Svetambara sect, for example, wears a cloth over his mouth to prevent insects from flying into it and carries a brush to sweep the place on which he is about to sit, to remove any living creature from danger."
  51. ^ Ateo o credente? Vegano
  52. ^ La nutrizione - Proteine e Amminoacidi, lanutrizione.it.
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  55. ^ Roman Pawlak, et al., "The prevalence of cobalamin deficiency among vegetarians assessed by serum vitamin B12: a review of literature," European Journal of Clinical Nutrition, 68(5), May 2014, pp. 541–548. DOI10.1038/ejcn.2014.46 PMID 24667752
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  57. ^ (RN) C. W. Wong,, Vitamin B12 deficiency in the elderly: is it worth screening? (PDF), in Hong Kong Medical Journal, 21(2), aprile 201, DOI:10.12809/hkmj144383, PMID 25756278.
  58. ^ Interpretazione degli esami del sangue e delle urine - Vitamina B12 alta, bassa e valori normali, valorinormali.com.
  59. ^ Non dare carne e uova ai bambini fa male - Il dibattito dopo il caso di Firenze pomeriggio, Il Sudssidiario.Net, 30 marzo 2016.
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  71. ^ Il primo hamburger di carne sintetica ricavata da staminali di mucca, corriere.it.
  72. ^ Il popolo dei vegetariani e dei vegani, tra sensibilità animalista e cura della salute. Il 6,5% degli intervistati è vegetariano, lo 0,6% vegano, eurispes.eu.
  73. ^ Coldiretti, il biologico spinge la ripresa dei consumi, repubblica.it.
  74. ^ Aumentano i consumi di prodotti a Km zero, associazioneacu.org.
  75. ^ Commercio Equosolidale: in Italia cresce del 18% il consumo dei prodotti “Fairtrade”, interris.it.
  76. ^ Cruelty free, cresce l'allevamento etico e conquista i consumatori consapevoli, ansa.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luciana Baroni, VegPyramid, Edizioni Sonda.
  • Emanuela Barbero, Alessandro Cattelan; Annalaura Sagramora, La cucina etica, Edizioni Sonda.
  • Stefano Momentè, Il veganismo: una scelta di vita per gli animali, la salute e l'ambiente, Milano, Xenia, 2011. ISBN 978-88-7273-731-6.
  • Stefano Momentè, Il vegan in cucina, Macro Edizioni, 2002. ISBN 88-7507-394-5.
  • Dora Gireco, Laura mencherini, Guida al vivere vegan, Edizioni Sonda.
  • Dora Grieco, Adriano Fragano, Roberto Politi, Vegan per principianti: vivere senza crudeltà, Firenze, Terra Nuova Edizioni, 2014. ISBN/EAN 9788866810520.

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