Veganismo

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Giuseppe Arcimboldo, Vertumno o Ritratto dell'imperatore Rodolfo II in veste di Vertumnus, 1590, immagine adottata da alcuni attivisti vegani nella loro simbologia, in quanto raffigurante una persona composta interamente da vegetali. L'immagine, come altre "teste" di Arcimboldo, ha ispirato anche dei piatti vegani.[1][2]

Il veganismo è un movimento animalista che propone l'adozione di uno stile di vita[3] proprio di una società basata idealmente su risorse non provenienti dal mondo animale[4][5][6].

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Un marchio Vegan

La parola veganismo è la trasposizione nella lingua italiana della parola veganism nella lingua inglese, derivante dal termine vegan, nome che assunsero gli aderenti alla prima associazione vegana, fondata in Inghilterra nel 1944.

Già dagli inizi del XX secolo l'abitudine al consumo di prodotti lattiero-caseari era stata oggetto di forti dibattiti all'interno del movimento vegetariano. Nell'agosto del 1944 Elsie Shrigley e Donald Watson, due membri della Vegetarian Society, pensarono che fosse necessario formare un coordinamento di "vegetariani non consumatori di latticini", nonostante l'opposizione di eminenti vegetariani che rifiutavano l'idea di un vegetarianismo completamente privo di prodotti animali. Nel novembre dello stesso anno Watson organizzò a Londra una riunione di sei "vegetariani non consumatori di latticini", in cui venne deciso di costituire una nuova società, la Vegan Society, di cui Watson stesso fu eletto presidente, e di adottare come definizione il termine vegan, contrazione di vegetarian[7].

In una intervista del 2004 Donald Watson affermò:

« Invitai i miei primi lettori a suggerire un termine più conciso per sostituire non-dairy vegetarian (vegetariani non consumatori di latticini). Ho ricevuto alcuni suggerimenti piuttosto bizzarri, come dairyban, vitan, benevore, sanivore, beaumangeur, ecc. Optai per il termine vegan, contenente le prime tre e le ultime due lettere di vegetarian – l'inizio e la fine del vegetarianismo[8]. »

Sebbene la paternità del neologismo "vegan" venga solitamente attribuita a Donald Watson o ad uno sforzo combinato di Donald Watson e di sua moglie Dorothy, Watson riconosce come fonti dell'idea G.A. Henderson e sua moglie Fay K. Henderson, anch'essi membri fondatori nel 1944 della Vegan Society, i quali avevano suggerito per l'associazione il nome "Allvega" e come titolo del magazine dell'associazione "Allvegan". Da questi suggerimenti Watson avrebbe preso dunque ispirazione per il termine "vegan". La parola "vega" era inoltre già in uso nei circoli vegetariani da un po' di tempo. Fin dal 1934, uno dei più noti ristoranti vegetariani di Londra si chiamava "Vega". Tutti i vegetariani di quegli anni, inclusi i coniugi Henderson, erano a conoscenza di questo ristorante, che sembra pertanto essere la prima fonte d'ispirazione del termine[9].

Gary L. Francione, filosofo ed attivista per i diritti degli animali

Pensiero vegano[modifica | modifica wikitesto]

bussola Disambiguazione – Se stai cercando la storia del rapporto tra uomo e animali, vedi Vegetarianismo: storia

Nel linguaggio corrente il veganismo viene usualmente inteso come una forma di dieta a base vegetale[10]. Si tratta di una definizione limitativa, perché quella alimentare è solo una delle dimensioni in cui si manifesta lo stile di vita vegano. Un termine alternativo per riferirsi alla sola pratica alimentare a base esclusivamente vegetale è vegetalismo[11][12]. La dieta vegetaliana può essere adottata anche al di fuori del veganismo per motivazioni terapeutiche, igieniste, religiose o spirituali[12], e pur essendo un aspetto fondamentale dello stile di vita vegano, non lo esaurisce. Quest'ultimo, come illustra anche la definizione delle Vegan Society[13], è uno stile di vita che evita lo sfruttamento degli animali in ogni ambito: non solo quello dell'alimentazione, ma anche dell'abbigliamento (per es. evitando capi in pelle), del tempo libero (per es. evitando spettacoli in cui vengono utilizzati animali) ecc.

Il veganismo è dettato da principi etici di rispetto per la vita animale, è basato sul pensiero antispecista e su una particolare visione non-violenta della vita, come esemplificato nella posizione di Gary L. Francione e altri filosofi. Il veganismo può essere considerato la prassi della teoria antispecista e comporta il rifiuto di dedicarsi, partecipare e sostenere attività che implicano l'uccisione o l'utilizzo degli animali, che dai vegani è sempre indicato come sfruttamento[14].

Con un Memorandum nel 1979 la Vegan Society definì il veganismo come:

« Una filosofia e un modo di vivere che esclude, ai limiti del possibile e praticabile, ogni forma di sfruttamento e crudeltà verso animali, per scopo alimentare, per il vestiario, come per qualunque altro scopo; per estensione, promuove lo sviluppo e l'uso di alternative che non prevedono l'utilizzo di animali, per il beneficio degli umani, degli animali e dell'ambiente. In termini di dieta denota la pratica di astenersi dal consumare prodotti derivati completamente o parzialmente da animali[15] »

Il veganismo contemporaneo si propone anche come possibile soluzione ad altre problematiche correlate, di natura morale[16], ambientale[17], sociale[18], economica[19] e sanitaria[20].

Pratica e stile di vita[modifica | modifica wikitesto]

Per un vegano evitare il sostegno all'industria zootecnica e della pesca è particolarmente importante

I vegani differiscono tra loro in funzione del pragmatismo con cui si adattano alla vita reale. La maggior parte di coloro che si definisce vegano segue principalmente la sola dieta vegetale (vegetaliani, o "dietary vegans"). Meno numerosi sono i vegani che modificano il proprio comportamento anche in altri ambiti di consumo[21], come per esempio scegliendo capi di abbigliamento in fibre vegetali sintetiche e artificiali o acquistando esclusivamente prodotti vegan, i quali possono anche essere mediamente molto più costosi degli equivalenti non vegani[22]. Sebbene il grado di adesione possa variare da un individuo all'altro, considerando anche che uno stile di vita rigorosamente vegano è complesso da mantenere poiché i derivati di origine animale possono nascondersi nei prodotti più impensati, si ritiene che non sarebbe necessario che tutta la popolazione aderisca al veganismo e adegui ogni comportamento ai più rigidi dettami del veganismo per produrre un cambiamento nell'economia e nella società in chiave vegan, ma basti il raggiungimento di una certa "massa critica".

Anche se non ci sono criteri fissi e prestabiliti a cui tutti i vegani debbano incondizionatamente aderire, nella pratica quotidiana si distinguono una serie di abitudini e scelte diffuse e riconosciute da tutta la comunità vegana. In particolare, molta importanza viene data alla scelta in campo alimentare, optando per una dieta basata rigidamente su prodotti esclusivamente vegetali, detta anche dieta vegana o, come si è detto, vegetaliana. Un vegano pertanto rifiuta il consumo di ogni tipo di carne (compresa la carne degli animali marini, ovvero pesce, crostacei e molluschi), latte e derivati, uova, miele e altri prodotti delle api[23][24], anche quando presenti in forma di ingredienti in altri alimenti, come prodotti da forno preparati con strutto, pasta all'uovo o brodo di carne. Il vegano pone anche attenzione nella scelta delle bevande, che spesso possono contenere derivati di origine animale[25]. Per un vegano evitare il consumo di cibi animali significa non sostenere l'industria zootecnica e della pesca, in particolare gli allevamenti intensivi, in quanto tali industrie causano lo sfruttamento, la sofferenza e l'uccisione di un numero di animali molto elevato. A tal riguardo stime della FAO (2007), quantificano che in tutto il mondo ogni anno verrebbero uccisi, per fini alimentari, circa 56 miliardi di animali, esclusi pesci ed altri animali marini[26].

Un vegano inoltre indossa solo capi in fibre vegetali (canapa, lino, cotone, etc.), fibre artificiali (acrilico, rayon, viscosa, etc.) e fibre sintetiche (nylon, pile, poliestere, etc.) evitando l'acquisto di capi con parti di origine animale (pelliccia, pelle, lana, seta e imbottiture in piuma)[27][28]; usa cosmetici (make-up e prodotti per l'igiene personale) e prodotti per la pulizia della casa, presenti in commercio con marchio o certificazione vegan[29], che garantiscono che non siano stati testati su animali e che siano privi di ingredienti di origine animale, come per esempio il sodium tallowate[30], ricavato da strutto suino e sego bovino; in generale evita l'acquisto di altre merci con parti animali (come divani in pelle, tappeti in pelliccia, ornamenti in avorio, oggetti in osso, pennelli in pelo animale, ecc.) e dei farmaci contenenti eccipienti animali[31].

Si tratta quindi di un complesso di norme che influenzano le abitudini e le scelte d'acquisto quotidiane e che, benché rappresentino consuetudini consolidate presso la comunità vegana, vengono perseguite con la dovuta flessibilità in relazione alle proprie esigenze, alle proprie possibilità e alla propria realtà di vita[22].

Tra i vegani sono fonte di opinioni molto discordi quei prodotti derivati di origine animale meno noti (e in alcuni casi indicati sotto forma di sigle alfanumeriche) presenti in quantità spesso irrilevanti in alcuni prodotti o usati sotto forma di additivi alimentari: è il caso, ad esempio, della L-cisteina[32] (identificata anche con la sigla E920), della glicerina animale[33] (E422) o dei fosfati animali[34] (E542). Ancora più controverso è il caso di quei prodotti che, pur non contenendo derivati di origine animale, ne implicano però l'uso durante il processo di produzione, come ad esempio alcuni tipi di zucchero raffinato che sarebbero lavorati con carbone animale, usato per la decolorazione dello zucchero e per rimuovere impurità e minerali[35].

Questa attenzione alla presenza di quantità irrilevanti di derivati di origine animale o al loro separato uso durante il processo di lavorazione non è scevra da alcune considerazioni problematiche che porterebbero a escludere l'acquisto di tutta una vasta gamma di prodotti alimentari e merci di altro genere. L'uso di sostanze di origine animale è così diffuso nella produzione industriale moderna che la pratica di un veganismo "puro" è praticamente impossibile. Sostanze di derivazione animale si possono trovare in articoli insospettabili, come palle da tennis, carta da parati e bande adesive[36]. Un'artista olandese, Christien Meindertsma, afferma di avere individuato 185 prodotti di uso comune contenenti parti di maiale, tra cui proiettili, pellicola fotografica, freni, porcellana e sigarette[37][38]. Anche tutti gli oggetti in acciaio sarebbero da evitare, poiché i sostenitori del veganismo ritengono che la sua produzione avvenga con l'uso di grassi animali[39].

Inoltre, secondo i vegani, l'origine animale di alcune sostanze ambigue o il coinvolgimento di derivati di origine animale nelle fasi di produzione non sarebbe sempre facilmente accertabile. Ad esempio, spesso la coltivazione agricola prevede l'impiego di concimi di origine animale (prodotti con sangue, feci, ossa, lana, corna, ecc.). Per tali motivi, generalmente, nella comunità vegana quest'uso delle sostanze di origine animale riceve scarsa attenzione nella prassi quotidiana e si ritiene più pratico, oltre che più efficace per la causa della liberazione animale, concentrare la propria attenzione solo su quelle sostanze di origine animale più evidenti (carni, latte e latticini, uova e prodotti delle api)[40].

Oltre alle scelte di consumo quotidiano, un vegano evita infine la pratica, la partecipazione e il sostegno ad attività come la sperimentazione sugli animali, la caccia e la pesca, gli spettacoli con animali come la corrida, il combattimento di galli, il circo con animali o il rodeo, l'impiego di animali in competizioni sportive (corse di cavalli, corse di cani, sleddog, ecc.), le manifestazioni folcloristiche con uso di animali, gli zoo, gli acquari e altre strutture simili che detengono animali, il commercio degli animali da compagnia e ogni altra simile attività.

Il vegetalismo e i vegetaliani[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Diete vegetariane.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Cereali, legumi, verdura e frutta sono la base della dieta vegana

Il vegetalismo denota il comportamento alimentare di chi si nutre solo ed esclusivamente di vegetali[12]. Nel corso degli ultimi decenni è maturato un interesse verso il vegetalismo nei paesi più ricchi. Una delle ragioni è, naturalmente, quella dei vegani e cioè il veganismo. Molti altri però si alimentano di soli vegetali per ragioni diverse dal veganismo, più o meno combinate tra loro, e pur non essendo vegani vengono identificati, o si dichiarano loro stessi, vegani[41]. Alcune persone, per esempio, per non causare la morte diretta e indiretta degli animali, come fanno i vegani, ma per il solo scopo alimentare umano, come fanno i vegetariani, scelgono di nutrirsi di soli vegetali. Adottando la stessa dieta dei vegani, quella solo vegetale, e lo stesso comportamento dei vegetariani, quello solo alimentare umano, non sono ne vegani ne vegetariani e possono essere meglio definiti come vegetaliani, o vegetalisti, etici. A questa scelta intermedia giungono i vegetariani che acquistano la consapevolezza che la produzione di latte e di uova non evita agli animali produttori un destino di macellazione[42] e i vegani che decidono di concentrare tutti i propri sforzi laddove si concentra anche il maltrattamento degli animali e cioè l'industria alimentare animale[43]. Altri soggetti invece scelgono di alimentarsi di soli vegetali per una ragione esclusivamente salutistica, perché credono fideisticamente di poter curare e prevenire alcune malattie o che, per assicurare il migliore stato di salute, l'alimentazione naturale umana debba prevedere solo cibi vegetali, e non avendo alcun interesse per l'attenzione agli animali anche loro non sono ne vegani ne vegetariani, e anche loro possono essere meglio definiti come vegetaliani, o vegetalisti, salutistici[44]. In particolare, negli anni più recenti si può osservare una crescente diffusione della dieta vegana presso i paesi più ricchi. Ad esempio, negli USA, circa il 2-3% della popolazione adulta (con una stima che va da due-tre milioni di persone a sei milioni di persone) segue in modo regolare una dieta vegana[45], e circa l'1% dei bambini e degli adolescenti tra gli 8 e i 18 anni è vegetaliano[46]. Altri paesi occidentali presentano percentuali diverse, ad esempio l'Italia ha una presenza di vegetaliani che nelle rilevazioni fluttua tra l'1,1%[47] e il 3%[48]. Tuttavia, le rilevazioni sui vegani possono essere complesse da eseguire e da interpretare a causa della varietà dei comportamenti e delle motivazioni che possono ricadere sotto questa etichetta[10].

Frequentemente i vegetaliani attuali riferiscono motivazioni etiche di rispetto per la vita animale e, in misura minore, vengono addotte anche ragioni salutistiche ed ecologiste. Tali motivazioni non sono tutte necessariamente adottate insieme, e anche se due o più possono coesistere negli stessi soggetti, solitamente una prevale sulle altre. Alla diffusione delle ragioni salutistiche hanno contribuito una serie di fattori. Già da diversi decenni, la correlazione tra il consumo di carni – in particolare di carni rosse e carni conservate – e il possibile rischio di patologie croniche[49][50], la diffusione di malattie virali presso gli animali allevati (causa di zoonosi alimentare) e le preoccupazioni per il crescente uso di antibiotici e altri farmaci negli allevamenti[51] (che potrebbero accumularsi nelle carni), da una parte, e i possibili benefici associati a diete ricche di cibi vegetali[52][53][54][55][56][57], insieme con l'opinione che la carne rappresenti un alimento opzionale per la dieta umana[58], dall'altra, hanno determinato nei paesi ricchi una crescente diffusione della dieta latto-ovo-vegetariana. Più recentemente, i rischi derivanti da un'eccessiva assunzione di grassi saturi e colesterolo, di cui sono ricchi latte, latticini e uova, la correlazione del consumo di uova e prodotti lattiero-caseari con alcuni tipi di cancro[59] e la vasta diffusione dell'intolleranza al lattosio, hanno ulteriormente spostato l'attenzione verso la dieta vegana. Infine, sempre negli anni recenti, il vegetalismo ha cominciato a diffondersi anche come una scelta ecologica a seguito di valutazioni dell'impatto ambientale connesso al settore dell'allevamento[60] e per il rischio pandemico connesso alla possibilità di sviluppare, attraverso gli allevamenti intensivi, un patogeno letale resistente agli antibiotici[61] definito "batterio dell'apocalisse"[62]. Il 1º novembre si festeggia il World Vegan Day (giornata vegana mondiale) per celebrare la fondazione della prima vegan society, e l'intero mese di novembre è stato scelto come World Vegan Month (mese vegano mondiale)[63].

Le diete vegetaliane[modifica | modifica wikitesto]

Le diete vegetaliane sono dei modelli nutrizionali che escludono dall'alimentazione la carne di qualsiasi animale e tutti i prodotti di origine animale. Oltre alla dieta vegana, basata su: cereali, legumi, verdura, frutta e semi; sono diete vegetaliane anche altre diete che, sebbene differiscano sostanzialmente dalla dieta vegana sia nei principi alimentari, sia nel tipo di alimenti consumati, non comprendono il consumo di alcun ingrediente di origine animale. Fra di esse vi sono quelle praticate, ad esempio, nel crudismo vegetaliano, nel fruttarismo o nell'ehretismo.

Secondo la FAO il settore dell'allevamento è uno dei principali fattori di impatto ambientale globale[60]

Influenza della dieta sull'ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Impatto ambientale dell'industria dei cibi animali.

Nella seconda metà del Novecento il consumo globale di carne è aumentato di cinque volte, passando da 45 milioni di tonnellate all'anno nel 1950 a 233 milioni nel 2000[64][65]. Il notevole incremento del consumo di carne e dei cibi animali in generale ha determinato una crescita improvvisa della produzione zootecnica e, conseguentemente, un considerevole aumento del numero di animali allevati[66], che secondo i dati FAO e del World Watch Institute è incompatibile con i ritmi naturali terrestri, visto l'impatto sulla vita terrestre stessa, e ha inciso profondamente sull'equilibrio ambientale. Nel 2006 la FAO ha pubblicato Livestock's Long Shadow, un report scientifico in cui viene approfonditamente valutato l'impatto globale del settore zootecnico sull'ambiente. Recentemente si è misurato l'impatto del settore della produzione di cibo da animali che raggiunge il 51% dell'emissione di diossido di carbonio[60][67].

Vegetalismo, veganismo e religione[modifica | modifica wikitesto]

Da una prospettiva di sociologia delle religioni è possibile intravedere nel veganismo contemporaneo alcuni tratti caratteristici delle cosiddette "religioni implicite"[68], in particolare qualora esso sia oggetto di un investimento personale che coinvolga profondamente e ampiamente l'identità personale. L'attenzione scrupolosa ed eticamente connotata per il rispetto e la salvaguardia della vita animale può allora assumere aspetti ritualistici e quasi sacrali[69]. La dimensione religiosa del veganismo emerge anche dalla sua forte carica idealistica, che traspare nel desiderio e nel tentativo di cambiare il mondo, l'economia e la società ad immagine dei valori cui il movimento aderisce[70]. Nonostante la sua lontananza dalla tradizionale idea di fenomeno religioso, il veganismo lascia dunque trasparire una sorta di “enfasi protoreligiosa”[71][72]. Lo stesso si può dire, più in generale, per quanto riguarda i movimenti animalisti, che possono talvolta assolvere funzioni tipiche delle religioni[73]. Uno studio che ha indagato la rappresentazione del veganismo sulla stampa italiana, ha osservato come la connotazione religiosa del veganismo, dipinta come "integralista", possa talvolta assumere funzioni stigmatizzanti nel discorso pubblico relativo a questo stile di vita[74].

Rischi per la salute[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Diete vegetariane, Vitamina B12 (diete vegetariane) e Complementarità proteica.
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La Academy of Nutrition and Dietetics (ex American Dietetic Association) ha dichiarato nel 2009 che una dieta vegetariana o vegana è adeguata a tutte le età e può contribuire ad uno buono stato di salute, a patto che sia correttamente pianificata[75]. Infatti, escludere la carne e, in generale, i prodotti di derivazione animale, significa eliminare dalla dieta i prodotti alimentari più ricchi di proteine. L’organismo umano però ha due vincoli legati alle proteine che non possono essere violati, ovvero il fabbisogno di amminoacidi essenziali[76] giornaliero e il fabbisogno proteico totale giornaliero[77]. Ogni parte dei vegetali contiene proteine ma queste si concentrano in quantità significative solo nei semi, e inoltre solo pochissimi vegetali, tra questi la quinoa, hanno tutti gli amminoacidi essenziali nelle giuste proporzioni. Pertanto la dieta vegana deve comprendere non solo una quantità giornaliera adeguata di legumi, cereali e noci, per soddisfare il fabbisogno proteico, ma anche la loro co-assunzione, per soddisfare pure la corretta copertura di tutti gli amminoacidi essenziali.

La dieta vegana, se non applicata adeguatamente e generalmente seguita da un nutrizionista, può portare a deficit o riduzione nell'assorbimento di nutrienti essenziali, tra cui acidi grassi, minerali e vitamine, con particolare riguardo verso la vitamina B12. Come evidenziato da uno studio retrospettivo del 2013, che analizzava i dati di ulteriori 18 studi scientifici, la carenza di vitamina B12 tra i vegani è alquanto diffusa in ogni fascia di età, gruppo sociale e luogo di residenza[78][79], per cui sono consigliate la regolare integrazione[80][81] e gli esami clinici periodici per monitorare i livelli della vitamina B12 nel sangue[82]. Molti vegani ritengono che alcuni integratori alimentari vegetali, come la spirulina, siano utili non solo per compensare deficit di minerali ma anche della vitamina B12. In realtà l'apporto della vitamina è in forma molecolare non biologicamente utile; pertanto, fonti affidabili di vitamina B12 sono gli integratori farmaceutici ricavati da biosintesi industriale. Recenti studi sono stati volti per trovare alimenti con disponibilità di vitamina B12 e uno studio del 2014 rileva come l'alga Nori apporti vitamina B12 biodisponibile all'uomo potendo essere utile a prevenire la carenza nella popolazione vegana [83].

Anche le altre carenze di nutrienti, particolarmente rischiose soprattutto nel periodo pediatrico, possono portare potenzialmente a malnutrizione[84], oltre a maggiori rischi alla salute per talune patologie[85].

Effetti sulla salute[modifica | modifica wikitesto]

Diverse pubblicazioni degli ultimi anni hanno cercato di determinare in che modo la dieta vegana abbia un impatto in alcune patologie come cancro, malattie cardiache e diabete. Viene riportato una minore incidenza e morte di cardiopatia ischemica (-25%) e incidenza di cancro (-15%)[86] ; effetti positivi sono stati riscontrati anche nella prevenzione e trattamento del diabete di tipo 2[87].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dieta vegetariana e spiritualità
  2. ^ Marina Donati, Il Mangiavegano 2017, [1]
  3. ^ Oltre a proporre una visione filosofica, è un lifestyle movement che promuove il cambiamento pratico dello stile di vita individuale (cfr: Ross Haenfler, Brett Johnson e Ellis Jones, Lifestyle Movements: Exploring the Intersection of Lifestyle and Social Movements, in Social Movement Studies, vol. 11, nº 1, 1° gennaio 2012, pp. 1–20, DOI:10.1080/14742837.2012.640535. URL consultato il 1° maggio 2017.)
  4. ^ Veganismo, Dizionario Zanichelli, su dizionaripiu.zanichelli.it.
  5. ^ Veganesimo, Dizionario Garzanti, su garzantilinguistica.it.
  6. ^ Veganismo, Che significa Vegan in Italiano - Dizio.org, su dizio.org.
  7. ^ The Vegan Society, About us, su vegansociety.com.
    «As early as 1909 the ethics of consuming dairy products were hotly debated within the vegetarian movement. In August 1944, Elsie Shrigley and Donald Watson (a conscientious objector later to be acclaimed as the Vegan Society's Founder) agreed the desirability of coordinating 'non-dairy vegetarians'; despite opposition from prominent vegetarians unwilling to even consider adopting a diet free of all animal products. In November, Donald organised a London meeting of six like-minded 'non-dairy vegetarians' at which it was decided to form a new society and adopt a new name to describe themselves - vegan derived from VEGetariAN.».
  8. ^ Vegetarians in Paradise, intervista a Donald Watson: "I invited my early readers to suggest a more concise word to replace "non-dairy vegetarian." Some bizarre suggestions were made like "dairyban, vitan, benevore, sanivore, beaumangeur", et cetera. I settled for my own word, "vegan", containing the first three and last two letters of "vegetarian" -- "the beginning and end of vegetarian.".
  9. ^ Ripened by human determination. 70 years of The Vegan Society (PDF), su vegansociety.com.
  10. ^ a b L'importanza di chiamarsi Vegan (il problema delle stime statistiche sui vegani), su Netnologia, 06 aprile 2017. URL consultato il 27 aprile 2017.
  11. ^ vegetalismo (o veganismo), in Dizionario di Medicina, Treccani, 2010.
  12. ^ a b c Treccani.it, Vegetalismo: Concezione dell'alimentazione umana derivata dal vegetarianismo, di cui rappresenta la forma più radicale, che esclude l'uso di ogni alimento di provenienza animale (perciò anche uova, miele, latte e prodotti caseari) e consente solo quello di alimenti vegetali.
  13. ^ (EN) Definition of veganism, in The Vegan Society. URL consultato il 1° maggio 2017.
  14. ^ The vegan Society, Why Vegan?, su vegansociety.com.
    «A vegan is someone who tries to live without exploiting animals, for the benefit of animals, people and the planet. Vegans eat a plant-based diet, with nothing coming from animals - no meat, milk, eggs or honey, for example. A vegan lifestyle also avoids leather, wool, silk and other animal products for clothing or any other purpose.».
  15. ^ The Vegan Society, About us, su vegansociety.com.
    «A philosophy and way of living which seeks to exclude—as far as is possible and practicable—all forms of exploitation of, and cruelty to, animals for food, clothing or any other purpose; and by extension, promotes the development and use of animal-free alternatives for the benefit of humans, animals and the environment. In dietary terms it denotes the practice of dispensing with all products derived wholly or partly from animals».
  16. ^ Dalla fabbrica alla forchetta. Sai cosa mangi?-Scelta etica, su saicosamangi.info.
  17. ^ Dalla fabbrica alla forchetta. Sai cosa mangi?-Scelta ecologica, su saicosamangi.info.
  18. ^ Dalla fabbrica alla forchetta. Sai cosa mangi?-Scelta sociale, su saicosamangi.info.
  19. ^ Dalla fabbrica alla forchetta. Sai cosa mangi?-Scelta economica, su saicosamangi.info.
  20. ^ Dalla fabbrica alla forchetta. Sai cosa mangi?-Scelta salutistica, su saicosamangi.info.
  21. ^ (EN) Ipsos MORI | Poll | Vegan Society Poll, su www.ipsos-mori.com. URL consultato il 27 aprile 2017.
  22. ^ a b Cosa mangiano i vegani? ("ognuno è libero di scegliere secondo le proprio possibilità, i prodotti vegani sono in media più costosi rispetto a quelli che utilizzano elementi animali, in quanto più rari.", su giornalettismo.com.
  23. ^ (EN) Vegan Society (UK). Honey - Ain't so sweet for the bees. Vegansociety.com: "Vegans use no bee products, preferring to forgo the doubtful benefits and well known risks [such as infant botulism] of substances stolen from bees."
  24. ^ (EN) Noah Lewis, Why Honey is Not Vegan, Vegetus.org. URL consultato il 20 febbraio 2010.
  25. ^ (EN) Barnivore: your vegan wine, beer, and liquor guide, su www.barnivore.com. URL consultato il 27 aprile 2017.
  26. ^ GLiPHA , statistiche del 2007
  27. ^ Vestire Vegan (PDF), su agireoraedizioni.org.
  28. ^ Vegfacile - Come mi vesto? L'abbigliamento vegan, su vegfacile.info.
  29. ^ EticAnimalista - Certificazione vegan VS marchio vegan, su eticanimalista.org.
  30. ^ Cosmetic Analysis - Sodium Tallowate', su cosmeticanalysis.com.
  31. ^ Farmacie per vegetariani e vegani: in arrivo le prime farmacie vegetariane vegane specializzate (gli antibiotici, per esempio, contengono il lattosio come eccipiente, mentre la propoli è derivata dalle api), su tuttogreen.it.
  32. ^ Vegan Society, Hidden ingredients: what to watch out for: "L-Cysteine (E920): this additive can be vegan or non-vegan and is sometimes made from hair or feathers"
  33. ^ The Vegetarian Resource Group Blog, Glycerol and Mono- and Diglyceride Updates: Mostly Vegetable-Derived: "Animal fats (e.g., beef tallow) or vegetable oils are the common starting materials for glycerin formation."
  34. ^ Food-info, 542 Edible bone phosphate: "Origin: Produced from animal bones."
  35. ^ Vegan Outreach, Frequently Asked Questions: Is refined sugar vegan?[collegamento interrotto]: "Refined sugars do not contain any animal products, and so by an ingredients-based definition of vegan, refined sugar is vegan. However, some refined sugar is processed with animal bone char. The charcoal is used to remove color, impurities, and minerals from sugar. The charcoal is not 'in' the sugar, but is used in the process as as a filter. Thus by a process-based definition of vegan, refined sugar may not be considered vegan."
  36. ^ Melanie Joy, Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche, Edizioni Sonda, 2012, pag. 108: "Così gli animali vendono comprati e venduti, mangiati e indossati - e i loro corpi utilizzati in una così ampia gamma di prodotti che è praticamente impossibile non conformarsi al sistema. Prodotti di derivazione animale si possono trovare in articoli insospettabili come palle da tennis, carta da parati, bande adesive e pellicola."
  37. ^ FLOCKS, PIG 05049 Archiviato il 26 giugno 2017 in Internet Archive.: "Christien Meindertsma has spent three years researching all the products made from a single pig. Amongst some of the more unexpected results were: Ammunition, medicine, photo paper, heart valves, brakes, chewing gum, porcelain, cosmetics, cigarettes, conditioner and even bio diesel."
  38. ^ kottke.org, One pig, 185 different products: "05049 was an actual pig, raised and slaughtered on a commercial farm in the Netherlands. Rotterdam designer Christien Meindertsma was shocked to discover that she could document 185 products contributed to by the animal.
  39. ^ Vegan Outreach, Frequently Asked Questions: Is refined sugar vegan?[collegamento interrotto]: "However, if one accepts a process-based definition of vegan, then many other familiar products would also not be considered vegan. For instance, steel and vulcanized rubber are produced using animal fats"
  40. ^ Ad esempio, questa è la posizione di Vegan Outreach: Vegan Outreach, Frequently Asked Questions: What are some hidden animal ingredients?[collegamento interrotto]: "In general, we recommend that vegans concentrate their attention on the most obvious animal ingredients, instead of getting bogged down by reading lists for every possible animal-derived ingredient. Our experience has been that many vegans burn out because they are worn down by the details, missing the true meaning of veganism."
  41. ^ Diventare Vegan ("La scelta vegan è dunque puramente etica e si estende a ogni settore, non solo a quello alimentare.", su veganhome.it.
  42. ^ Diventare Vegan ("latte e latticini, uova e miele - perché anche per ottenere questi prodotti gli animali vengono uccisi.", su veganhome.it.
  43. ^ Diventare Vegan ("per quanto riguarda l'aspetto alimentare di questa scelta, dato che è questo il settore più importante, quello in cui il maggior numero di animali trovano la morte.", su veganhome.it.
  44. ^ Diventare Vegan ("una scelta meramente alimentare, non mossa da ragioni di rispetto per gli animali, ma unicamente da motivazioni ecologiste e salutiste, possiamo definirla semplicemente come scelta di una dieta 100% vegetale.", su veganhome.it.
  45. ^ C. Stahler, How Often Do Americans Eat Vegetarian Meals? And How Many Adults in the U.S. Are Vegan? The Vegetarian Resource Group: "Approximately 5 percent of the country say that they never eat meat, fish, seafood, or poultry, which makes them vegetarian. Approximately half of these vegetarians are also vegan; that is, they also don't eat dairy or eggs. ... If we use a past low figure of 2 percent and the higher figure of 5 percent from this survey, we estimate that there may be 5-12 million adults in the United States who never consume meat, fish, or poultry." (2008)
  46. ^ C. Stahler, How many youth are vegetarian? The Vegetarian Resource Group (v. tabella Dietary Habits of 8- to 18-Year-Olds in the United States in 2005) (2005)
  47. ^ Eurispes, Il Rapporto Italia 2013"Il 6% degli italiani ha fatto la scelta di diventare vegetariano (4,9%) o vegano (1,1%)."
  48. ^ Eurispes, Rapporto Italia 2017. A tavola gli italiani amano il made in Italy (74,1%) e i prodotti di stagione (80,4%) | Eurispes, su www.eurispes.eu. URL consultato il 27 aprile 2017.
  49. ^ Sinha R. et al., Meat intake and mortality: a prospective study of over half a million people: "Red and processed meat intakes were associated with modest increases in total mortality, cancer mortality, and cardiovascular disease mortality."
  50. ^ World Cancer Research Fund, American Institute for Cancer Research, Food, Nutrition, Physical Activity, and the Prevention of Cancer: a Global Perspective: "The evidence that red meat is a cause of colorectal cancer is convincing. The evidence that processed meat is a cause of colorectal cancer is also convincing." (capitolo 12, pag. 382)
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  52. ^ National Health and Medical Research Council, Australian Dietary Guidelines: "The health benefits of consuming diets high in vegetables, including legumes/beans, and fruit have been reported for decades and are consistently recognised in international dietary guidelines." (pag. 36)
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  54. ^ Center for Disease Control and Prevention, Fruits and Vegetables: "Healthy diets rich in fruits and vegetables may reduce the risk of cancer and other chronic diseases. Fruits and vegetables also provide essential vitamins and minerals, fiber, and other substances that are important for good health. Most fruits and vegetables are naturally low in fat and calories and are filling."
  55. ^ World Cancer Research Fund, American Institute for Cancer Research, Food, Nutrition, Physical Activity and the Prevention of Cancer: a Global Perspective, chapter 12: Public health goals and personal recommendations. Versione riassunta: Food, Nutrition, Physical Activity and the Prevention of Cancer: a Global Perspective - Summary, RECOMMENDATION 4: "Higher consumption of several plant foods probably protects against cancers of various sites. What is meant by ‘plant-based' is diets that give more emphasis to those plant foods that are high in nutrients, high in dietary fibre (and so in non-starch polysaccharides), and low in energy density."
  56. ^ The American Journal of Clinical Nutrition, Health effects of vegan diets (review): "According to the evidence criteria of the World Health Organization and Food and Agriculture Organization (WHO/FAO), cancer risk reduction associated with a high intake of fruit and vegetables was assessed as probable or possible, risk of CVD reduction as convincing, whereas lower risk of osteoporosis was assessed as probable. The evidence for a risk-reducing effect of consuming whole grains was assessed as possible for colorectal cancer and probable for type 2 diabetes and CVD. The evidence for a risk-reducing effect of consuming nuts was assessed as probable for CVD."
  57. ^ Vegetarian diet: panacea for modern lifestyle diseases? (review): "Soy-bean-protein diet, legumes, nuts and soluble fibre significantly decrease total cholesterol, low-density lipoprotein cholesterol and triglycerides. Diets rich in fibre and complex carbohydrate, and restricted in fat, improve control of blood glucose concentration, lower insulin requirement and aid in weight control in diabetic patients. An inverse association has been reported between nut, fruit, vegetable and fibre consumption, and the risk of coronary heart disease. ... An inverse association between fruit and vegetable consumption and stroke has been suggested. Consumption of fruits and vegetables, especially spinach and collard green, was associated with a lower risk of age-related ocular macular degeneration. There is an inverse association between dietary fibre intake and incidence of colon and breast cancer as well as prevalence of colonic diverticula and gallstones."
  58. ^ Proceedings of the Nutrition Society, Meat or wheat for the next millennium? A Debate Pro veg] (abstract): "In conclusion, meat is an optional rather than an essential constituent of human diets." (dall'articolo completo)
  59. ^ The American Journal of Clinical Nutrition, Health effects of vegan diets (review): "In addition, the use of eggs was recently shown to be associated with a higher risk of pancreatic cancer [...] a high childhood dairy intake has been associated with an elevated risk of colorectal cancer in adulthood [...] the use of dairy was associated with an increased risk of prostate cancer"
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