Paleodieta

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La dieta paleolitica, chiamata anche paleodieta o dieta delle caverne, ha significato ambivalente:

  • dal punto di vista delle scienze paleontologiche umane intende esaminare e documentare la dieta umana nel corso dell'evoluzione delle specie e nel corso dei cambiamenti geografici, paleoclimatici e comportamentali
  • dal punto di vista delle diete umane contemporanee intende riproporre un ipotetico tipo di alimentazione che caratterizzava le popolazioni umane vissute nel periodo precedente la scoperta dell'agricoltura, avvenuta circa 10.000 anni fa, diete comunque, per la scienza paleontologica non uniformabili ad una sola, coinvolgendo regimi alimentari tra i più variati[1]. La paleodieta oggi si configura come una pseudoscienza[2][3].
Paleo cibo contemporaneo

Accezione paleontologica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Alimentazione umana nel Paleolitico.

Accezione dietologica recente[modifica | modifica wikitesto]

Premessa[modifica | modifica wikitesto]

Il Paleolitico fu il primo periodo in cui si sviluppò la tecnologia[4] umana con l'introduzione dei primi strumenti in pietra[4][5][6], seguito nell'ultimo milione di anni dall'utilizzo del fuoco[7], poi utilizzato per la cottura degli alimenti, da parte di diverse specie di ominidi a partire da circa 2,5 milioni di anni fa, e terminando con l'introduzione dell'allevamento e dell'agricoltura,[4][6]
Per oltre due milioni di anni, le specie umane trassero sostentamento da caccia, pesca e raccolta di vegetazione spontanea; a sostenere la dieta paleolitica sarebbe pertanto l'assunto, peraltro errato per la scienza moderna, che a livello genetico e fisiologico l'uomo non ha subito grossi mutamenti dal paleolitico ad ora, sebbene si sia assai evoluto dal punto di vista culturale, tecnologico e scientifico. Negli ultimi due milioni di anni, i cambiamenti genetici sono stati infatti tali da produrre una diversificata progenie di specie umane di cui una mezza dozzina afferenti al genere Australopithecus, e più di una dozzina afferenti al genere Homo.

Teoria e origine della paleodieta[modifica | modifica wikitesto]

La dieta fu elaborata per la prima volta negli anni '30 dal dentista Weston A. Price che a seguito dei suoi viaggi in giro per il mondo si convinse che in talune popolazioni primitive l'assenza di date malattie, come carie e la tubercolosi, era imputabile alla dieta seguita[3]. Price pubblica le sue idee in un libro nel 1939 (Nutrition and Physical Degeneration). Il libro viene riscoperto negli anni '70 da Sally Fallon, appassionata di nutrizione che nei decenni successivi diffonde il mito dell'uomo primitivo in perfetta salute[3].

Secondo i propugnatori della paleodieta recente, la corretta alimentazione si dovrebbe basare su cibi che erano reperibili prima dello sviluppo delle tecniche agricole, cioè su prodotti di "selvaggina" di ogni tipo, specialmente midollo, cervella, frattaglie, sangue di mammiferi (la muscolatura, si sostiene, veniva consumata solo se non c'era altro), pesce, crostacei, rettili, vermi, bachi, insetti, uccelli, uova, bacche, frutti, miele, vegetali appena spuntati, radici, bulbi, noci, semi, eccetera.

Tuttavia se da una parte non ci sono prove che una dieta ricca questi alimenti proteici e di grassi animali sia salutare, d'altra parte tale dieta si fonda sul concetto errato che gli uomini del paleolitico avessero una dieta specifica mentre, in realtà. la dieta variava in ragione delle caratteritische ambientali in sui si trovavano a vivere[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Dieta Paleolitica, paleodieta.it.
  2. ^ The ‘paleo diet’ is pseudoscienza
  3. ^ a b c d La storia della paleodieta
  4. ^ a b c Nicholas Toth and Kathy Schick, Handbook of Paleoanthropology, Springer Berlin Heidelberg, 2007, p. 1963, ISBN 978-3-540-32474-4, (Print) 978-3-540-33761-4 (Online).
  5. ^ "Stone Age," Microsoft Encarta Online Encyclopedia 2007 Contributed by Kathy Schick, B.A., M.A., Ph.D. and Nicholas Toth, B.A., M.A., Ph.D.
  6. ^ a b Grolier Incorporated, The Encyclopedia Americana, University of Michigan, Grolier Incorporated, 1989, p. 542, ISBN 0-7172-0120-1.
  7. ^ Francesco Berna, Paul Goldberg, Liora Kolska Horwitz, James Brink, Sharon Holt, Marion Bamford,and Michael Chazan; PNAS Plus: Microstratigraphic evidence of in situ fire in the Acheulean strata of Wonderwerk Cave, Northern Cape province, South Africa PNAS 2012 109 (20) E1215–E1220; published ahead of print April 2, 2012, doi:10.1073/pnas.1117620109

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Staffan Lindeberg (2010) Food and Western Disease: Health and Nutrition from an Evolutionary Perspective, Chichester, U.K., Wiley-Blackwell, ISBN 1-4051-9771-4.
  • Dr. Loren Cordain, "The Paleo Diet"
  • Dr. Loren Cordain e Joe Friel, "The Paleo Diet for Athletes"
  • Robb Wolf, (2011) La paleo dieta, Venezia, Sonzogno, ISBN 978-88-454-2489-2.
  • Konner M, Eaton SB., (2010) Paleolithic nutrition: twenty-five years later, Nutr Clin Pract..

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]