Problemi di salute associati al consumo di carne

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

1leftarrow blue.svgVoce principale: Carne.

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Con problemi di salute associati al consumo di carne ci si riferisce alle possibili patologie associate al consumo di qualsiasi tipo di carne.

Uno studio epidemiologico prospettico su oltre mezzo milione di persone fra i 50 ed i 70 anni, nato con l'obiettivo di determinare i rapporti di carni rosse, bianche e trattate con la mortalità dovuta all'insorgenza di alcune patologie, ha associato ad un elevato consumo di carni rosse e carni processate (insaccati, prosciutti, hamburger pronti, carne in scatola, ecc.) un modesto incremento della mortalità in generale, ed in particolare per cancro e malattie cardiovascolari.[1]

Una meta analisi sugli studi riguardanti il legame tra carne rossa e cancro al colon (CRC) conclude che le informazioni non sono sufficienti a supportare un inequivocabile associazione fra consumo di carne rossa e CRC, visto che questa associazione è basata su studi di poca ampiezza, eterogeneità, incoerenza di modelli di associazione dei sottogruppi in analisi e probabilmente influenzata da un fattore di dieta e stile di vita.[2]

Un ulteriore studio atto a verificare numerosi studi, con oggetto l'associazione tra il consumo di carni rosse, carni processate e pollame ed il rischio di morte prematura, conclude che non ci sono rischi per quanto riguarda carni rosse e pollame, mentre il consumo di carni processate sarebbe moderatamente legato a morte per malattie cardio vascolari e cancro.[3]

Altri dati dimostrano che solamente il consumo di carni processate, e non delle carni rosse, sarebbe legato ad un'alta incidenza di malattie coronariche (CHD) e diabete mellito.[4]

Cancro[modifica | modifica wikitesto]

Diversi studi hanno direttamente associato il cancro al colon ed altri tipi cancro con modalità alimentari relative al consumo di carne. Il World Cancer Research Fund (WCRF) e l'American Institute for Cancer Research evidenziano come vi sia una chiara evidenza che le carni rosse e le carni lavorate, siano causa di cancro al colon, e che non esista un livello minimo di assunzione di carni processate che possa mostrare con chiarezza di non incrementare il rischio. Tale rischio è spesso associato alla presenza di additivi alimentari come nitriti e nitrati nelle carni stesse. Esse vengono additivate di nitrito di sodio (E 250) e di nitrito di potassio (E 249), in quantità molto differenti a seconda delle diverse legislazioni nazionali, e in Italia piuttosto restrittive rispetto ai paesi anglosassoni; nitrato di sodio (E 251) e potassio (E 252), vengono altresì aggiunti per scopi analoghi. I composti vengono usati per la conservazione delle carni e per il mantenimento del colore rosso, che con l'ossidazione atmosferica tende ad ingrigirsi[5]. La IARC sulla base di vasti precedenti studi aveva da decenni individuato in questi composti un fattore di rischio dovuto alla possibile trasformazione in N-nitrosammine cancerogene per reazione (nell'organismo) con molecole reattive, presenti ad esempio in alcune verdure[6]. La pratica di sfregare i tagli di carne esposti al pubblico con salnitro è nota, ed effettuata a livello di vendita al dettaglio pericolosa ed illegale. Metodi come il confezionamento in atmosfera modificata (azoto) ed altri, al contrario non paiono presentare rischi.

Gli stessi istituti raccomandano di limitare l'assunzione di carne rossa a meno di 500 g di peso cotto (circa 700-750 g di peso crudo) a settimana, ponendo come obiettivo per la salute pubblica un consumo medio di 300 g a settimana, e di provare ad evitare carni processate, come pancetta, prosciutto, salame, salsicce, carne in scatola.

Coronaropatia[modifica | modifica wikitesto]

Una delle principali cause di morte nei paesi industrializzati è la cardiopatia ischemica o coronaropatia. Il principale fattore di rischio alimentare individuato è l'assunzione di colesterolo e di acidi grassi saturi, in particolare l'acido miristico e l'acido palmitico, quest'ultimo introdotto massicciamente nelle diete con il poco costoso olio di palma, diffusissimo in molti generi alimentari quali dolci confezionati industrialmente. La carne è l'alimento attraverso il quale si introducono le maggiori quantità di colesterolo e questi acidi grassi saturi[7]. Oltre a giocare un ruolo importante nella coronaropatia, i grassi saturi nella dieta sono stati implicati nell'ipertensione, ictus, diabete e alcune forme di cancro, per cui tutte le linee guida dietetiche includono raccomandazioni per ridurre l'assunzione totale di grassi e soprattutto quella di grassi saturi[8]. Le linee guida dietetiche talvolta includono l'invito a sostituire, almeno in parte, la carne rossa con il pollo poiché, anche se il contenuto di grassi del pollo è paragonabile a quello della carne magra (ancorché carne rossa), la carne di pollo ha meno acidi grassi saturi[8]. Molti studi ed indicazioni[9] associano il consumo di carne rossa in generale come fattore di rischio per la cardiopatia ischemica, uno studio limita l'aumento del rischio cardiovascolare al consumo di prodotti carnei processati (salami, prosciutti, hamburger, salsicce, carni in scatola, pancetta, ecc.) e delle parti grasse delle carni in generale, ma non della carne rossa magra[10], mentre un altro include la riduzione del consumo di carne in generale tra i fattori preventivi del rischio[11], ma in ogni caso è generalmente condivisa l'indicazione che una riduzione nel consumo di carne possa ridurre il rischio di eventi cardiovascolari[7][12].

Diabete, ipertensione, sindrome metabolica[modifica | modifica wikitesto]

L'American Diabetes Association indica che un elevato consumo di carni rosse e specialmente di varie carni processate, possa incrementare il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 nelle donne[13]. Uno studio indica come una dieta con elevato tasso di carni rosse e carni processate incrementi significativamente il rischio di diabete mellito gestazionale[14]. Esistono, in ogni caso, diversi studi che associano il consumo di carni rosse, al diabete mellito di tipo 2[15][16][17]. Uno studio relaziona sulla maggiore incidenza di ipertensione nei mangiatori di carne rispetto ai vegetariani, dovuto principalmente alle differenze nell'indice di massa corporea[18], e un altro studio associa direttamente il consumo di carne rossa come fattore di rischio per l'ipertensione, mentre escludono tra i fattori di rischio il consumo di carne di pollame[19]. Più in generale, il consumo di carne rossa e di carne processata viene associato alla sindrome metabolica[20].

Composti tossici[modifica | modifica wikitesto]

La cottura della carne è auspicabile per sviluppare i sapori e per distruggere gli organismi nocivi. Tuttavia, in particolare alle temperature di frittura, la cottura delle carni può dar luogo a composti che si trasformano in aldeidi, esteri, alcoli e acidi carbossilici a catena corta. Gli effetti negativi di questi prodotti di ossidazione sulla qualità del cibo sono riconosciuti, ma più recentemente è stato suggerito che alcuni di essi possono essere cancerogeni, e anche possono essere coinvolti nel processo di invecchiamento e nelle cardiopatie.[senza fonte]

Nitriti, nitrati, nitrosammine[modifica | modifica wikitesto]

I nitriti, utilizzati nella preparazione degli insaccati, sono sali in grado di reagire con le ammine comunemente presenti negli alimenti, per formare nitrosammine, e queste si sono dimostrate cancerogene in tutte le specie di animali esaminate. Non è facile dedurre il grado di pericolosità di quelle presenti in salumi e affini, in quanto il meccanismo del provocare cancro negli esseri umani passa attraverso una catena metabolica complessa che richiede l'interazione con altri cibi, e con ambienti di reazione determinati dalla dieta nel suo complesso. In ogni caso la IARC classifica a tutt'oggi nitriti e nitrati come 2A[21], tra i 65 composti nella seconda categoria maggiormente pericolosa per l'uomo. Per precauzione, in alcuni paesi, vi è una tendenza a ridurre la quantità di nitriti utilizzato nella miscela di polimerizzazione e di aggiungere come antiossidante la vitamina C (E300), che inibisce la formazione di nitrosammine[8].

Quantità eccessive di vitamina A nel fegato[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono rapporti nella letteratura scientifica degli effetti nocivi di assunzione eccessiva acuta e cronica di vitamina A, per lo più con preparati farmaceutici.[senza fonte] Recentemente, tuttavia, preoccupazione è stata espressa per livelli insolitamente elevati di vitamina A che si trovano in alcuni, pochi, campioni di fegato animale, che, se mangiato durante le prime fasi della gravidanza, potrebbe avere effetti sul feto umano[8].

Residui chimici[modifica | modifica wikitesto]

Residui di farmaci, fitofarmaci e prodotti chimici in generale si possono trovare in piccole quantità nella carne e prodotti a base di carne. Alcuni farmaci veterinari possono essere somministrati agli animali per controllare gli insetti o parassiti intestinali, ma possono anche essere presenti nella carne a causa di esposizione degli animali ai prodotti chimici utilizzati su edifici, aree di pascolo e colture. Il problema è complicato, perché sono diverse centinaia le sostanze usate per trattare gli animali, per preservare la salute degli animali e per migliorare la produzione animale. Questi includono agenti antimicrobici, i beta-bloccanti (usati per prevenire la morte improvvisa nei suini a causa di stress durante il trasporto), tranquillanti, vasodilatatori e anestetici. Potenziali problemi di sicurezza nascono dalla possibilità di residui di tali farmaci e loro metaboliti nei tessuti (e latte) consumati dagli esseri umani. Alcuni tranquillanti, per esempio, sono utilizzati nei suini nel periodo immediatamente prima della macellazione, quando non c'è tempo per la loro eliminazione attraverso i normali processi metabolici. Possono persistere nel corpo umano in modo che l'assunzione ripetuta potrebbe portare ad un accumulo di sostanze stupefacenti[8]. Si deve altresì tener conto delle norme di legge vigenti nei singoli paesi che disciplinano rigidamente la somministrazione di tali farmaci.

Malattie prioniche[modifica | modifica wikitesto]

La Nuova variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob può essere contratta da chi si ciba di tessuti infetti provenienti da bovini affetti dal cosiddetto morbo della mucca pazza, l'encefalopatia spongiforme bovina. A seguito alla forte epidemia di BSE nel Regno Unito nel 1995, in Italia fu vietata la commercializzazione di carne bovina inglese fino al 2005 e dal 2001 al 2005 fu vietato il consumo di tutte le bistecche bovine con l'osso,[22] dato che il midollo spinale è uno dei principali tessuti infetti negli animali malati.

Anche il kuru, una malattia simile alla malattia di Creutzfeldt-Jakob, si può contrarre cibandosi dei tessuti infetti (soprattutto il cervello) di umani malati. Questa malattia era assai diffusa tra tribù della Nuova Guinea che praticavano sacrifici umani e si cibavano della carne dei nemici, prima che il cannibalismo fosse vietato.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Sinha R; Cross AJ; Graubard BI; Leitzmann MF; Schatzkin A, Meat intake and mortality: a prospective study of over half a million people, PubMed.gov, 23 marzo 2009. URL consultato il 25 maggio 2011. "Abstract, BACKGROUND: High intakes of red or processed meat may increase the risk of mortality. Our objective was to determine the relations of red, white, and processed meat intakes to risk for total and cause-specific mortality.
  2. ^ Exponent Inc. Health Sciences, Wood Dale, Illinois 60191, USA., Meta-analysis of prospective studies of red meat consumption and colorectal cancer., su ncbi.nlm.nih.gov, 2011.
  3. ^ Division of Cancer Epidemiology and Prevention, Institute of Social and Preventive Medicine, University of Zurich, 8001 Zurich, Switzerland., Meat consumption and mortality--results from the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition., su ncbi.nlm.nih.gov, 2013.
  4. ^ Department of Epidemiology, Harvard School of Public Health, Boston, MA, USA., Red and processed meat consumption and risk of incident coronary heart disease, stroke, and diabetes mellitus: a systematic review and meta-analysis., su ncbi.nlm.nih.gov, 2010.
  5. ^ (EN) Animal foods | World Cancer Research Fund International, su www.wcrf.org. URL consultato il 17 settembre 2017.
  6. ^ Agents Classified by the IARC Monographs, Volumes 1–107. Nitrate or nitrite (ingested) under conditions that result in endogenous nitrosation: 2A class. Vol 94 Year 2010
  7. ^ a b (EN) World Health Organization, Diet, nutrition and the prevention of chronic diseases (PDF), WHO, 2003. URL consultato il 25 maggio 2011.
  8. ^ a b c d e (EN) FAO, Health concerns associated with the consumption of meat, FAO.org. URL consultato il 25 maggio 2011.
  9. ^ (EN) Prevention of Coronary Artery Heart Disease, HealthCentral.com. URL consultato il 25 maggio 2011.
  10. ^ (EN) Renata Micha; Sarah K. Wallace; Dariush Mozaffarian, Red and Processed Meat Consumption and Risk of Incident Coronary Heart Disease, Stroke, and Diabetes Mellitus. A Systematic Review and Meta-Analysis, su circ.ahajournals.org, 25 novembre 2009. URL consultato il 25 maggio 2011.
  11. ^ Shi L., Morrison J. A., Wiecha J., Horton M., Hayman L. L., Healthy lifestyle factors associated with reduced cardiometabolic risk, in British Journal of Nutrition, vol. 105, nº 05, 2011, pp. 747-754, DOI:10.1017/S0007114510004307.
  12. ^ Guardiamo più da vicino i grassi saturi, EUFIC.org, marzo 2009. URL consultato il 25 maggio 2011.
  13. ^ Song Yiqing, Manson JoAnn E., Buring Julie E., Liu Simin, A Prospective Study of Red Meat Consumption and Type 2 Diabetes in Middle-Aged and Elderly Women (abstract), in Diabetes Care, vol. 27, nº 9, 1º settembre 2004, pp. 2108-2115, DOI:10.2337/diacare.27.9.2108.
  14. ^ Zhang C., Schulze M., Solomon C., Hu F., A prospective study of dietary patterns, meat intake and the risk of gestational diabetes mellitus, in Diabetologia, vol. 49, nº 11, 1 novembre 2006, pp. 2604-2613, DOI:10.1007/s00125-006-0422-1, ISSN 0012-186X (WC · ACNP).
  15. ^ de Koning Lawrence, Chiuve Stephanie E., Fung Teresa T., Willett Walter C., Rimm Eric B., Hu Frank B., Diet-Quality Scores and the Risk of Type 2 Diabetes in Men (abstract), in Diabetes Care, vol. 34, nº 5, 1 maggio 2011, pp. 1150-1156, DOI:10.2337/dc10-2352.
  16. ^ Schmid Alexandra, The Role of Meat Fat in the Human Diet (abstract), in Critical Reviews in Food Science and Nutrition, vol. 51, nº 1, 2011, pp. 50-66, DOI:10.1080/10408390903044636, ISSN 1040-8398 (WC · ACNP).
  17. ^ Esposito Katherine, Kastorini Christina-Maria, Panagiotakos Demosthenes B., Giugliano Dario, Prevention of Type 2 Diabetes by Dietary Patterns: A Systematic Review of Prospective Studies and Meta-Analysis, in Metabolic Syndrome and Related Disorders, vol. 8, nº 6, 1º dicembre 2010, pp. 471-476, DOI:10.1089/met.2010.0009, ISSN 1540-4196 (WC · ACNP). URL consultato il 2 giugno 2011.
  18. ^ Appleby Paul N., DaveyGwyneth K., Key Timothy J., Hypertension and blood pressure among meat eaters, fish eaters, vegetarians and vegans in EPIC–Oxford, in Public Health Nutrition, vol. 5, nº 05, 2002, pp. 645-654, DOI:10.1079/PHN2002332, ISSN 1368-9800 (WC · ACNP).
  19. ^ Wang Lu, Manson JoAnn E., Buring Julie E., Sesso Howard D., Meat intake and the risk of hypertension in middle-aged and older women (abstract), in Journal of Hypertension, vol. 26, nº 2, febbraio 2008, pp. 215-222, DOI:10.1097/HJH.0b013e3282f283dc, ISSN 0263-6352 (WC · ACNP).
  20. ^ (EN) Lutsey Pamela L., Steffen Lyn M., Stevens June, Dietary Intake and the Development of the Metabolic Syndrome: The Atherosclerosis Risk in Communities Study (abstract), in Circulation, vol. 117, nº 6, 12 febbraio 2008, pp. 754-761, DOI:10.1161/CIRCULATIONAHA.107.716159. URL consultato il 25 maggio 2011.
  21. ^ Group 2A: Probably carcinogenic to humans
  22. ^ Il ritorno della fiorentina, 7 anni dopo - Interni - ilGiornale.it, su ilgiornale.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina