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Un pesce di nome Wanda

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Un pesce di nome Wanda
Titoli di testa del film
Titolo originaleA Fish Called Wanda
Lingua originaleinglese, italiano, russo, francese
Paese di produzioneRegno Unito, Stati Uniti
Anno1988
Durata108 min
Rapporto1,85:1
Generecommedia, sentimentale
RegiaCharles Crichton
SoggettoJohn Cleese, Charles Crichton
SceneggiaturaJohn Cleese
ProduttoreMichael Shamberg
Produttore esecutivoJohn Cleese, Steve Abbott
Casa di produzioneMetro-Goldwyn-Mayer
Distribuzione in italianoUnited International Pictures
FotografiaAlan Hume
MontaggioJohn Jympson
Effetti specialiGeorge Gibbs
MusicheJohn Du Prez
ScenografiaRoger Murray-Leach, John Wood, Stephenie McMillan
CostumiHazel Pethig
TruccoPaul Engelen
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Un pesce di nome Wanda (A Fish Called Wanda) è un film del 1988 diretto da Charles Crichton.

Kevin Kline ricevette l'Oscar al miglior attore non protagonista, John Cleese il BAFTA al miglior attore protagonista e Michael Palin il BAFTA al miglior attore non protagonista.

Londra. Il criminale George Thomason organizza un furto di gioielli con il braccio destro, il balbuziente e amante degli animali Ken Pile, l'amante Wanda Gershwitz e Otto West, fratello della donna, con velleità intellettuali, ed esperto di armi.

Il colpo va a buon fine ma Wanda e Otto, che in realtà non sono fratelli ma amanti, cercano d'incastrare George mentre recuperano la refurtiva; il criminale aveva però nascosto il bottino altrove, così i due lo contattano in prigione, dove resta in attesa del processo, difeso dall'avvocato Archie Leach. George affida a Ken il compito di eliminare una vecchietta, testimone chiave contro di lui e nel frattempo Wanda cerca di sedurre Leach per farsi rivelare il nascondiglio dei gioielli.

Per la sua gelosia improvvisa, Otto rovina tutti gli approcci di Wanda ad Archie. Dopo vari tentativi Ken riesce a eliminare l'anziana testimone e da lui Otto scopre il nascondiglio del bottino, l'aeroporto di Heathrow. Al processo però Wanda nega l'alibi a George e Archie capisce il trucco offrendosi di fuggire con Wanda, di cui si è nel frattempo innamorato, che è in possesso della chiave della cassetta di sicurezza in cui sono custoditi i gioielli. Ancora una volta Otto interviene e rapisce Wanda mentre Archie libera Ken, legato a una sedia da Otto per farsi dire dove era custodita la refurtiva. Ken e Archie raggiungono l'aeroporto dove Wanda riesce a scappare da Otto mentre Archie viene preso sotto tiro da Otto con una pistola. Proprio in quel momento arriva Ken che, per vendicarsi del fatto che Otto ha ucciso i suoi amati pesci, gli passa sul corpo con uno schiacciasassi. Otto viene salvato dal cemento molle e ne riemerge per cercare inutilmente di fermare Archie e Wanda sull'aereo che, insieme alla refurtiva, partono per Rio de Janeiro.

Nel ruolo di Archie e di Ken vi sono John Cleese e Michael Palin, entrambi ex-membri del gruppo dei Monty Python. Da notare che Cleese è laureato in giurisprudenza come Archie, mentre Palin aveva il padre che soffriva di balbuzie come Ken.[1] Il personaggio di Portia è interpretato da Cynthia Cleese, figlia di John Cleese e della sua prima moglie Connie Booth. In un piccolo ruolo appare anche Stephen Fry, nei panni d'un viaggiatore all'aeroporto. Il nome del protagonista, Archie Leach, è un omaggio all'attore Cary Grant (pseudonimo di Archibald Alexander Leach). I protagonisti di questa pellicola si ritroveranno nel 1996 nel film Creature selvagge, che però sarà un flop.

Distribuzione

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Il film è stato distribuito dalla United International Pictures ed è stato campione di incassi in Gran Bretagna nel 1988.[2]

Nel 1999 il British Film Institute ha inserito il film al 39º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo[3]; nel 2000 l'American Film Institute lo ha inserito al 21º posto nella classifica delle migliori cento commedie di tutti i tempi[4].

In Italia Goffredo Fofi valuta bella e bizzarra l'opera che in sostanza è dei Monty Python, il gruppo di comici inglesi che dominarono la televisione degli anni Ottanta e Novanta e che cambiarono anche il tipo di umorismo dominante fino a quel momento.[5] Gianluca de Sanctis lo presenta come "il più divertente, e il più immorale, film degli anni Ottanta, costruito su gag e dialoghi spudorati, [...] ma a essere indimenticabile è la manipolatoria, ultra-sexy Jamie Lee Curtis. Da vedere in lingua originale la scena di seduzione tutta con parole italiane".[6]

Riconoscimenti

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  1. Monty Python, L'autobiografia dei Monty Python, a cura di Bob McCabe, traduzione di Federica Ressi, Vimercate, Sagoma Editore, 2019, ISBN 978-8865060872.
  2. Un pesce di nome Wanda, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo. URL consultato il 22 febbraio 2026.
  3. (EN) The BFI 100, su BFI Film & TV Database, British Film Institute. URL consultato il 18 giugno 2008 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2008).
  4. (EN) AFI’s 100 years... 100 laughs, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute. URL consultato il 21 settembre 2025.
  5. Goffredo Fofi, Bellezza e bizzarria - il cinema insolito secondo Goffredo Fofi, su RaiPlay Sound, Rai. URL consultato il 22 febbraio 2026.
  6. Pesci d'aprile (PDF), in Cineteca Mensile, Anno XLI, n. 4, Cineteca di Bologna, aprile 2025, p. 4. URL consultato il 22 febbraio 2026.

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 316752240 · LCCN (EN) n88081072 · GND (DE) 4301470-7 · BNE (ES) XX4211454 (data) · BNF (FR) cb164747319 (data)
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