Stemma dell'Ungheria

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Magyarország címere
Coat of arms of Hungary.svg
Blasonatura
Scudetto partito: nel 1º fasciato di rosso e d’argento di otto pezzi; nel 2º di rosso alla croce patriarcale e patente d’argento movente da una corona d’oro, sostenuta da un monte alla tedesca di tre cime di verde. Il tutto sormontato dalla Corona di Santo Stefano.

Lo stemma dell'Ungheria viene chiamato tradizionalmente “piccolo blasone d'Ungheria” e, dopo essere stato rimosso nel 1949, fu recuperato dal parlamento ungherese nel luglio del 1990.

Lo scudo è diviso in due parti, nel destro, su sfondo rosso, sono rappresentate tre colline, con una corona d'oro sovrastata da una croce patriarcale d'argento. La croce patriarcale è un simbolo che appare per la prima volta sulle monete coniate alla fine del XII secolo. Il lato sinistro è suddiviso in otto strisce orizzontali di rosso ed argento, alternate. Lo scudo è sovrastato dalla corona di re Santo Stefano, la corona ungara.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima versione moderna dello stemma risale intorno all'anno 1000, quando la famiglia reale ungherese corrente in quegli anni: gli Arpadi che sotto Stefano I d'Ungheria creò il suo vessillo presente ancora oggi nello stemma nazionale. Lo stemma della famiglia magiara era caratterizzato da uno scudo triangolare fasciato di rosso e d'argento di otto pezzi. Il vessillo dinastico sarà attribuito anche come vessillo nazionale per tutta la durata del regno fino ad essere arricchito con altri elementi araldici oppure figure dinastiche correnti ad esempio: durante il dominio degli Angioini lo stemma dinastico iniziò a mutare con aggiunte di sfondi azzurri seminati di gigli d'oro (simbolo degli stati angioini) oppure durante il regno degli Asburgo gli stemmi furono inglobati nell'aquila austriaca ed iniziarono a comparire sempre stemmi di natura austriaca. Durante il periodo austriaco l'Ungheria assunse un formato araldico molto simile a quello odierno, ossia, uno scudo partito contornato di decorazioni dorate e nel 1° fasciato di rosso e d’argento di otto pezzi; nel 2° di rosso alla croce patriarcale e patente d’argento movente da una corona d'alloro, sostenuta da un monte alla tedesca di tre cime di verde; mentre durante il periodo austro-ungarico lo stemma ungherese che corrisponde a quello odierno venne circondato da stemmi e simboli dei territori inglobati all'interno delle Terre della Corona di Santo Stefano come quello della Transilvania oppure quello della Croazia e tutto il resto dei simboli delle Terre della Corona di Santo Stefano. Dopo il Trattato di Versailles e con la fondazione della Repubblica Democratica di Ungheria fu utilizzato lo stemma odierno ma privato della Corona di Santo Stefano. Lo stemma fu abolito con la Repubblica Sovietica Ungherese che istituì come stemma una semplice stella rossa che a sua volta fu abolito con l'avvento del Partito delle Croci Frecciate che ne fece una versione nazionalista. Il ritorno dei sovietici in Ungheria e con la fondazione della Repubblica popolare ungherese lo stemma fu ricreato prima in una versione che ricordava, secondo alcuni studiosi, il simbolo del Partito Socialista Ungherese dell'epoca e poi con uno stemma in vero stile sovietico. Ad oggi lo stemma è chiamato “piccolo blasone d'Ungheria” che fu ricreato dall'Assemblea nazionale ed utilizzato a sua volta come stemma dell'Assemblea nazionale.

Stemmi storici[modifica | modifica wikitesto]

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